lunedì 3 marzo 2008

L'UOMO DI PAN DI ZENZERO = L'INVESTITORE ITALIANO!




Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.




Gentile lettrice e gentile lettore, ti racconto una storiella, quella dell'Uomo di pan di zenzero, che mi fa venire in mente un tipico investitore italiano.

Ecco la storia.
Una vecchia signora (Banca d'Italia) cucinò un delizioso omino di pan di zenzero (Bot, Btp, Ctz, Cct). Era quasi cotto quando udì una voce: "Fammi uscire! Qui fa troppo caldo!" Aprì il forno e l'omino di zenzero saltò fuori e fuggi per strada .....
La signora sconvolta chiamò: "Torna indietro!" Ma lui correva e cantava: "Corri più che puoi, non mi prendi, sono l'omino di pan di zenzero!"
Corri, corri passò di fianco alla mucca. "Torna qui!", muggì la mucca: "Ti voglio per cena". Ma lui cantava e ballava: "Corri più che puoi, non mi prendi, sono l'omino di pan di zenzero!"
Poi corse vicino al cavallo, che si unì alla ricorsa. Ridendo come un matto, l'omino di zenzero cantava: "Corri più che puoi, non mi prendi, sono l'omino di pan di zenzero!"
Alla fine passò vicino al maiale, che grugnì dalla fame, ma lui cantava a squarciagola: "Corri più che puoi, non mi prendi, sono l'omino di pan di zenzero!"
Arrivò ad un fiume. Proprio mentre gli altri lo stavano raggiungendo, una volpe (una qualsiasi banca italiana) si offrì di portarlo sul dorso per attraversare il fiume. "Come sono fortunato!", disse l'omino di pan di zenzero. E così iniziò a saltellare. Ma ben presto la volpe lo scaraventò in aria e poi in bocca .... "Snap!" fece la volpe.
E QUESTA FU LA FINE DELL'OMINO DI PAN DI ZENZERO!
Gentile lettrice e gentile lettore, questa storiella trova molte somiglianze con la situazione economica italiana, dove la Banca d'Italia emette soldi senza avere nessuna garanzia e facendo credere agli investitori che i soldi sono sempre disponibili! Ti ricordo, per l'ennesima volta, che l'Italia sta pagando Bot, Btp, Cct, Ctz con i soldi che arrivano dai nuovi sottoscrittori di Bot, Btp, Cct, Ctz! ANCHE L'ARGENTINA E LA PARMALAT USAVANO LA STESSA TECNICA!!!!
Nel caso tu avessi, ancora, questi titoli, ti auguro di non essere mangiato dalla volpe.

Visita il mo blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ .... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!


67 commenti:

Leopoldo ha detto...

Complimenti Marco, questa storia é geniale e sembra proprio la realtà.
Gli investitori se ne accorgeranno di quanto sono oneste le banche. continua così.
Leopoldo.

Giuseppe ha detto...

Marco, ma i signori che ti insultavano 2 mesi fa, quando dicevi che l'Italia si trovava all'ultimo posto dei 25 Paesi dell'Ue, dove sono finiti?
Perché non commentano più?
Giuseppe.

Anonimo ha detto...

Caro Marco.
Sono stato ad un tuo incontro dove eri assieme ad Eugenio Benettazzo e raccontavi alla gente i possibili scenari economici. Sinceramente sono rimasto perplesso quando parlavi del rischio congelamento dei BOT,CCT ed altri titoli di stato italiani --tutti li hanno sempre propinati (compreso il Prof. Beppe Scienza) come i più sicuri in assoluto-- ma guarda cosa ha pubblicato anche ADUSBEF un pò di tempo fà "Il PuntO n° 75. Debito pubblico. Titoli di Stato detenuti da investitori esteri: questo è il gravissimo problema. Di M. Novelli" link : http://www.adusbef.it/download.asp?Id=5066&C=F alla pagina http://www.adusbef.it/lista.asp?C=F&P=1
.Mi sembra di avere un incubo e sto cercando maggiori dati che confermino questa brutta realtà.
Ciao...Continua così.
Antonio da Monselice

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Giuseppe: che ti posso dire sulle persone che prima ti insultano e poi stanno zitte. Io parlo della realtà: il sistema economico é al collasso e se parlare di questo da fastidio a qualcuno, mi dispiace, ma, purtroppo, questa é la realtà.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Antonio da Monselice: grazie per il link. La situazione italiana é allo sbando, ma i rimedi ci sono. Obbligazioni di altri paesi, tipo l'Austria, ad esempio. O portare i soldi direttamente in Austria, cosa che si può fare IN MANIERA ASSOLUTAMENTE REGOLARE!!!! O tenerli sotto il materasso: almeno quelli sono e quelli restano.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Egregio Marco Calì, ormai la situazione è segnata, tutti gli indicatori vanno nel senso di una catastrofe socio-economica per il Titanic Italia. Lei ha fatto più volte previsioni controcorrente, ma allo stesso tempo veritiere e lucide, la mia domanda è questa: Quando si potrebbe avere (in ordine di tempo) la rottura vera e propria?

P.s: grazie ancora per il consiglio dell'acquisto di un terreno agricolo.

Francesco

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Francesco: non so cosa succede fra 3 minuti, figurarsi se so cosa succederà fra un po' di tempo, ma, semplicemente, non mi fido di questo sistema. La rottura può avvenire quando l'asta dei Bot, ad esempio, sarà "deserta". E se fosse per me, andrebbe "deserta" anche subito. Come avevo scritto solo un demente può comprare Bot e non Bei, che sono obbligazioni della Banca Europea degli Investimenti, con un rating AAA (contro la A+ dell'Italia): tutte e due offrono lo stesso rendimento!!!! Se questo problema fosse posto ad un bambino di 8 anni e rispondesse Bot, a scuola, gli darebbero un voto insufficiente.
Per non parlare poi delle garanzie che un correntista ha su un NORMALE CONTO CORRENTE: 103.291 EURO!!!! Quindi, se una persona avesse 500.000 euro sul c/c, non é garantita. A chi mi dice che non succederà dico allora di farsi scrivere dalla banca che é garantito per tutto il deposito effettuato. Ma le banche, CHE SANNO FARE MOLTO BENE I CONTI, non lo scrivono. E siccome VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT ......
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Ciao Marco. Vorrei acquistare il tuo ebook "Retroscena finanziario", per leggerlo devo avere un particolare programma sul computer? E nel caso quale? Sono d'accordo con le tue analisi, sinceramente pensavo di essere un catastrofista mentre mi pare che siamo in molti a vederla allo stesso modo. Complimenti per il tuo blog. renzo

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Renzo: grazie per i complimenti e per avermi scritto.
Non penso che siamo catastrofisti, mi sembra che guardiamo la realtà.

Per il libro non serve un particolare programma per leggere l'ebook. Per informazioni scrivi pure a Carlo D'Angiò a info@lavor-casa.com
Lui sarà essere più preciso.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Cito le parole del testo: "...l'Italia sta pagando Bot, Btp, Cct, Ctz con i soldi che arrivano dai nuovi sottoscrittori di Bot, Btp, Cct, Ctz! ANCHE L'ARGENTINA E LA PARMALAT USAVANO LA STESSA TECNICA!!!!"

Ma non fanno ESATTAMENTE la stessa cosa anche Germania e Austria?
Altrimenti perchè questi stati dovrebbero emettere nuovi titoli di stato?

La frase di sopra mi sembra solo una frase ad effetto per mettere un po' di paura...

Pamela ha detto...

Buongiorno Marco, ho visto i tuoi filmati su youtube e questo riferito al Sole 24 Ore é molto bello.
http://it.youtube.com/watch?v=YGTBw631HCg&feature=related
Quando é che organizzi qualche conferenza?
Pamela.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo: la situazione tra Italia ed Austria mi sembra molto, ma molto differente ed infatti le agenzie di rating danno all'Austria AAA e all'Italia A+; se lei é convinto che l'Italia sia in una situazione economica stabile, non faccio altro che farle un grossissimo in bocca al lupo. L'Austria, da quello che mi risulta, ha dei conti messi molto meglio dell'Italia.

E ripeto anche a lei la stessa domanda, che faccio ormai da diversi mesi e che non trova risposta. "E' meglio comprare, a parità di rendimento (CHE E' LO STESSO), un titolo di Stato austriaco un titolo di Stato italiano?"
E non ho ben capito cosa intende, quando dice che si tratta di una frase ad effetto per mettere un po' di paura. Perché dovrei mettere paura? E a quale scopo?
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Pamela: Il sole 24 Ore é alla frutta e la sua quotazione in borsa sarà destinata a crollare ulteriormente.
Per le conferenze, penso in aprile di fare qualcosa. Ne darò notizia sul blog.
Marco Calì, consulente finanzairio indipendente.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con lei che l'Italia è più rischiosa dell'Austria e della Germania, ad esempio, perchè ha un debito che è troppo più grande (anche in rapporto al pil).
Sono d'accordo con lei con il fatto che tale maggior rischio è anche (ma non solo) evidenziato dai rating delle agenzie internazionali.
Questi sono dati di fatto e, ripeto, sono d'accordo con lei.

Quello su cui NON sono d'accordo è il fatto che il rifinanziamento con nuovi bond sia un problema SOLO delle situazioni vicine al fallimento (Argentina, Parmalat etc. etc.).
Anche Austria e Germania rifinanziano il loro debito emettendo nuove obbligazioni, esattamente come l'Italia.
Se per un breve periodo le nuove aste di nuovi titoli di stato italiani o austriaci o tedeschi andassero deserte allora ci sarebbero problemi.
Non dicendo che il meccanismo di rifinanziamento e di fallimento è identico ANCHE per questi altri stati sta solamente mettendo paura sui titoli italiani.

Altro punto su cui non credo sia tutto esatto è il fatto che il rendimento di un titolo di stato di Austria o di Germania sia LO STESSO di quello italiano.
Il fatto che l'Italia sia considerata più rischiosa (non solo da noi), ha come conseguenza che i titoli italiani hanno un rendimento MAGGIORE.
La domanda giusta è: "E' meglio comprare un titolo italiano che rende un po' di più, ma è più rischioso o un titolo tedesco che è meno rischioso, ma rende di meno?"

Grazie per l'attenzione

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Francesco: le faccio un esempio. Prendo dal sito www.tradinglab.it la seguente obbligazione Bei, AAA di rating, scadenza 2015, codice isin xs0272359489: il rendimento netto é 3,47% netto. Prendo poi un Btp, A+ di rating (nettamente inferiore e che l'ultimo dei 25 paesi dell'UE), scadenza 2015 (la stessa!), codice isin IT0003719918: il rendimento netto é 3,41% netto (inferiore!).
Io non vendo niente, ma se una persona avesse bisogno di una obbligazione sarei un demente se consigliassi il Btp.
Non mi sembra quindi che i titoli di Stato italiani rendano più degli altri, che sono più sicuri.
Capirei se il rischio fosse pagato di più, ma questo non mi risulta.
Se a lei risulta il contrario, me lo faccia sapere, con degli esempi concreti. Poi uno é libero di scegliere quello che vuole, ma l'Italia non mi sembra proprio un paese dove l'onestà e la trasparenza regnino sovrane. Grazie per la sua cortesia.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Mi scusi, ma la Bei xs0272359489 ha scadenza 15.10.2016, non 2015!

Un btp analogo, quello con scadenza 01.08.2015, rende un po' di PIU'... non un po' di meno. Il maggiore rischio dell'Italia implica rendimenti MAGGIORI...
I btp sono PIU' RISCHIOSI e quindi sono PIU' REDDITIZI...

Da tradinglab (ore 17:02)
scad. rendim.
BTP IT0004019581 01/08/2015 3.61
BEI xs0272359489 15/10/2016 3.47

Anonimo ha detto...

Il post di prima è scorretto, correggo subito

Mi scusi, ma la Bei xs0272359489 ha scadenza 15.10.2016, non 2015!

Un btp analogo, quello con scadenza 01.08.2016 e con cedola simile, rende un po' di PIU'... non un po' di meno.
Il maggiore rischio dell'Italia implica rendimenti MAGGIORI...
I btp sono PIU' RISCHIOSI e quindi sono PIU' REDDITIZI...

Da tradinglab (ore 17:07)
_________________scad.______rendim.
BTP IT0004019581 01/08/2016 3.61
BEI xs0272359489 15/10/2016 3.47

Anonimo ha detto...

E aggiungo, come commento, al mio post precedente che per confrontare due obbligazioni, oltre alla scadenza simile, si deve vedere anche se hanno cedole simili.

Ci sono varie ragioni, nel caso se ne può discutere...

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Francesco: sì, ho fatto un po' di confusione con i codici isin. Se va a controllare i rendimenti delle obbligazioni, può essere che in un altro momento rendano di più le Bei che i Btp e comunque sono sempre molto simili. L'altro giorno, ad esempio, con la stessa scadenza rendeva di più la Bei.
Comunque, se lei considera maggior rendimento uno 0,10% in più, io semplicemente, non condivido questo: su 10.000 euro si tratta di 10 euro in più. Se lei considera che questo rendimento in più sia buono, li compri pure. Io scelgo SEMPRE E SOLO LA BEI.
Grazie per avermi scritto.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Per la confusione non c'è problema ho fatto lo stesso errore con i codici isin anch'io...

Però la differenza tra i due investimenti NON è di soli 10 euro!
Il rendimento riportato è quello annuo! Quindi si compone per il numero di anni alla scadenza!

Comunque, facendo bene i conti, il BTP rende qualche decina di euro in più ogni migliaia di euro di guadagno.

Ma i conti fanno fatti correttamente e in generale è vero che le bei (e a maggior ragione i titoli di stato tedeschi) rendono DI MENO dei titoli di stato italiani.

Solo dopo aver chiarito la questione dei conti, allora possiamo chiederci se questo piccolo extrarendimento è sufficiente per compensare il maggior rischio.

Altrimenti parliamo per frasi fatte...

Grazie sempre per l'attenzione.
P.S. Vedo che risponde a "Francesco". Io non sono francesco e non mi vedo sul sito come "francesco", ma come "anonimo". Spero di non stare a rispondere al posto di qualcun'altro :)

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo: ho sbagliato io con i nomi.
Ribadisco che non consiglio, IN QUESTO MOMENTO, l'acquisto di nessun titolo di Stato italiano.
Non è che intendo fare la battaglia contro i mulini a vento, semplicemente ho questa idea. Poi se uno, ripeto, vuole comprarsi Bot, Btp, Cct, Ctz lo faccia pure.

Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Nessuno vuole fare battaglie contro i mulini a vento, si vuole solo far rendere i risparmi il più possibile senza farceli fregare dalle banche...

Però NON si può scrivere che i titoli tedeschi rendono ESATTAMENTE quanto i titoli italiani o che SOLO l'Italia emette nuovi titoli per rifinanziare quelli vecchi.

Tutto qui....

Anonimo ha detto...

Sinceramente il problema che è stato sollevato sul differenziale di rendimento fra le due tipologie di obbligazioni BTP e BEI non mi sembra il punto centrale. Capirei la discussione se parlassimo di un 5% contro un 3,5%. A me pare che il differenziale sia talmente basso che per investimenti modesti è insignificante e diventi appetibile solo per chi può permettersi di investire cifre molto elevate. Ma a questo punto sorge il seguente dubbio: vale la pena (per chi può) investire molto sul BTP con il rischio, (se questo rischio esiste), di non vedersi restituire la cifra investita? Ha senso rischiare di perdere tanto per guadagnare in differenza poco? Il problema vero, almeno come lo vedo io, è capire in quale percentuale l’Austria e l’Italia siano in grado di restituire le somme investite sui loro titoli. renzo

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo e per Renzo: condivido in pieno l'analisi fatta da Renzo.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Per renzo.
Se fin dall'inizio ci fosse scritto quello che scrivi tu:
"A me pare che il differenziale sia talmente basso che per investimenti modesti è insignificante e diventi appetibile solo per chi può permettersi di investire cifre molto elevate."
non mi sarei mai messo a scrivere di differenziali così piccoli, anzi non avrei nemmeno scritto nulla. E' assolutamente condivisibile.

Però qui, all'inizio, si lascia intendere in maniera allarmistica che l'Italia è sull'orlo del fallimento e i suoi titoli di stato rendono lo stesso di titoli, che invece sono sicurissimi e "garantiti".

I titoli degli altri stati
1) rendono (pochissimo) di più
2) servono a finanziare il debito esattamente come i titoli di stato.

Se l'asta dei nuovi titoli austriaci andasse "deserta", l'Austria fallirebbe, ma qui sopra sembra che questo meccanismo debba valere solo per l'Italia...

Sono tutti e due i punti che, a mio parere, non forniscono una corretta informazione per chi legge.

Poi, ma non so nemmeno se può interessare a qualcuno, io ho in portafoglio titoli italiani solo con scadenze brevi e al contrario solo BEI per le scadenze più lunghe, proprio perchè mi accontento di un rendimento un po' meno elevato a vantaggio di una maggiore sicurezza.
Ma l'ho compreso e so a quale parte di guadagno sto rinunciando.

Anonimo ha detto...

X Anonimo
Ti scrivo le mie impressioni sull’argomento, impressioni assolutamente personali che vanno intese come una discussione da bar, il futuro non lo conosco e non sono un guru della finanza ammesso che i guru ci capiscano realmente qualcosa. Il rating dell’Austria è AAA quindi il massimo della solvibilità quello dell’Italia no. Probabilmente è vero che se l’asta delle obbligazioni austriache andasse deserta anche loro sarebbero in difficoltà (forse meno di noi), però qui entra in campo un altro fattore determinante e cioè qual è la probabilità oggettiva che l’asta austriaca vada deserta e qual è la probabilità che ci vada quella italiana? E’ in queste cifre probabilistiche che stà il nocciolo del discorso. Per restare nell’argomento è notizia di ieri che le obbligazioni della Germania il Bund e di altri paesi rating AAA sono state oggetto di notevoli acquisti mentre quelle italiane BTP per intenderci non hanno avuto la stessa sorte. Gli investimenti si sono concentrati sui paesi centro europei e l’Italia è rimasta al margine. I prezzi del Bund è cresciuto rispetto a quello del BTP. Letto da un’ ignorante quale sono io mi suona che la fiducia a livello globale sull’Italia stà scendendo e se scende da parte di investitori istituzionali il rischio di asta deserta per noi stà crescendo, per gli altri no ed è un ennesimo campanello che mi suona. Ripeto è un’opinione personale mia davanti ad una tazza di caffè al bar e nulla di più. Saluti Renzo

Giovanni ha detto...

La situazione italiana fa ridere il mondo: come fai a fidarti di un paese dove non si sanno raccogliere, nemmeno, le immondizie? Ti fidi di lasciargli i soldi?
E dove un correntista, cioé UN TITOLARE DI CONTO CORRENTE, é garantito fino a 103.291 euro? Se le banche offrono le garanzie, perché hanno messo questo limite? E ripeto sto parlando di conto corrente.
Giovanni.

Anonimo ha detto...

X renzo.
Come ho già scritto più volte, sono consapevole che l'Italia abbia maggiori probabilità di fallire rispetto alla Germania e quello che scrivi tu è assolutamente corretto.

Quello su cui non sono d'accordo sono frasi come questa:
"l'Italia sta pagando Bot, Btp, Cct, Ctz con i soldi che arrivano dai nuovi sottoscrittori di Bot, Btp, Cct, Ctz! ANCHE L'ARGENTINA E LA PARMALAT USAVANO LA STESSA TECNICA!!!!"

Una frase come questa non serve a valutare il pericolo che si corre INVESTENDO.
Sembra che l'Italia è sull'orlo del baratro perchè SOLO quelli che stanno per fallire ricorrono a simili soluzioni meschine.
Non è vero. TUTTI I PAESI (anche quelli che stanno indubitabilmente MEGLIO di noi) USANO LA STESSA TECNICA!

Scrivendo una frase così NON si fanno comprendere i problemi di che cosa significa investire!
TUTTI GLI INVESTIMENTI COMPORTANO UN GRADO DI RISCHIO.
Quello dell'Italia è innegabilmente più elevato e viene remunerato un po' di più. E questo poco di più, può essere considerato trascurabile (io lo considero trascurabile)...

Ma bisogna saperlo.
Scrivendo una cosa non esattamente vera come quella di sopra o questa:
"solo un demente può comprare Bot e non Bei, che sono obbligazioni della Banca Europea degli Investimenti, con un rating AAA (contro la A+ dell'Italia): tutte e due offrono lo stesso rendimento!!!!"
NON si fà un buon servizio per chi è completamente ignorante su che cosa significa investire..
Chi, come Renzo, è consapevole che c'è una piccola differenza di rendimento sa farsi le proprie valutazioni da solo, chi non lo sa è indotto in errore.

x Giovanni: ANCHE NEGLI ALTRI PAESI C'E' UN FONDO DI GARANZIA PER I CONTI CORRENTI!!!
Non possiamo parlare per frasi fatte: "Solo in Italia succedono queste cose".
Dobbiamo capire quali sono le DIFFERENZE con gli altri stati! (E ce ne sono di differenze!)
Le cose che sono IDENTICHE sono un pericolo o una truffa sia qui sia in Germania!

A mio parere non sono le cose che sono uguali tra Italia e Germania i motivi per cui l'Italia non è affidabile.

Spero di essermi fatto capire....
Ale (visto che sto scrivendo molto non mi va di essere chiamato anonimo...)

Ciao

Simone ha detto...

Per Ale: ma come si fa a dire che la Bei e il Btp sono la stessa cosa.
Tutti e due offrono lo stesso rendimento e la Bei ha un rating nettamente superiore all'Italia.
E' vero che solo un demente può scegliere il titolo di Stato italiano.
Simone.

Anonimo ha detto...

Noto con interesse che sconsigli di investire in titoli di stato italiani,ma allora dove li possiamo investire?

se possibile potresti fare un'analisi su telecom italia avendole in portafoglio a € 2,50?
Rivedrò i miei soldi nel medio lungo periodo?
Come mi devo comportare?
Ringrazio e complimenti per il sito molto interessante.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo: grazie per avermi scritto e per i complimenti.

Pe la parte obbligazionaria, ritengo le obbligazioni BEI, Banca Europea degli Investimenti, AAA di rating (il massimo) le più sicure.

Le azioni non le seguo, perché si tratta di un mercato marcio; ti spiego il perché. Se decidono di far salire o scendere il prezzo di un'azione, le lobbies bancarie si mettono d'accordo e fanno salire o scendere l'azione come vogliono. Metto qualche target price sui giornali e/o siti finanziari, la gente ci crede, ad esempio, comprando al rialzo e loro investono, una volta salito il prezzo, al ribasso e magari lo fanno pure con l'effetto leva. Se guardi l'ebook, gratuito, sulla leva ti accorgerai di come si possano muovere i soldi in maniera esponenziale. Un esempio é quello di Yahoo-Microsoft (prova vedere l'articolo che c'é sul blog).
Quello che ti voglio dire é che in borsa (e su qualsiasi strumento finanziario, quali oro, valute, grano, mais, tabacco, nichel, alluminio, caffè, petrolio, etc., praticamente qualsiasi cosa é acquistabile) si può investire sia al rialzo che al ribasso (questa possibilità é praticamente sconosciuta al 90% degli investitori) e anche con la leva finanziaria. Prova a guardare come funzionano le opzioni dal sito www.borsaitalia.it (le opzioni call servono se prevedi un rialzo del titolo, mentre le opzioni put servono se prevedi un ribasso del titolo).
Per quanto riguarda la tua domanda, il prezzo di Telecom non so dove vada fra 3 minuti, figurati fra 12 o 18 mesi: il mio parere é che vada ad un prezzo di 0,8 euro circa, anche perché se i mercati crollano, quasi tutte le azioni crollano. Ma é solo un mio parere per carità. E lo dicevo quando le azioni Telecom valevano 3 euro.
Una soluzione alternativa esiste: é quella di comprare azioni Telecom, in questo caso, sempre. E' la formula del piano di accumulo. Ma deve essere portata avanti sempre, sempre, sempre e alla fine guadagni. Ma in borsa l'investitore é portato a comprare quando i prezzi sono alti e a non comprare quando i prezzi sono scesi. E invece é quello il momento giusto.

Prova a leggere questo intanto e poi magari ti faccio un esempio pratico. Non vorrei riempirti la testa di troppe cose e rischiare di non spiegarmi bene.

Fammi sapere se ti va bene.

Ciao e buona giornata.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Accetto tutti gli esempi possibili,ma anche un consiglio pratico per uscire da questa situazione.Grazie.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo: comprando sempre le azioni si ottiene un prezzo medio di acquisto sempre più basso ed é impossibile, anche perché poi le azioni hanno una salita (e in questo caso Telecom non é che scenderà sempre; ci sarà un momento in cui prenderà il volo e ne beneficierà chi le ha comprate a prezzi bassi); l'unico rischio che si corre é che se l'azienda fallisce, rimani con zero (tipo Parmalat). Se ritieni che Telecom non fallisca puoi portare avanti questa strategia. Se fallisce o no, io questo non lo so, so che i bilanci potrebbero essere truccati: ci sono già parecchi precedenti, non solo in Italia, sui falsi in bilancio. Il consiglio é quello di magari comprarne poche ma sempre e questo varia da investitore ad investitore a seconda delle disponibilità, ma il principio resta valido in ogni caso.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Ho letto con attenzione la storiella dell'omino di pan di zenzero: per la tranquillità e la sicurezza degli
investimenti il consiglio è sempre quello di acquistare titoli AAA? Grazie.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per l'anonimo qui sopra.
Esatto. Magari non di banche, ma di Stati solidi tipo l'Austria o Bei, Banca Europea degli Investimenti.

Buona giornata.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Carlo ha detto...

Complimenti Marco.
Finalmente qualcuno che ha la pazienza di spiegarci alcune verità nascoste. Io, confesso, non ho molta dimestichezza con la finanza in generale. Però ho capito che comprare obbligazioni BEI è più sicuro.
A questo proposito le chiedevo come fare a sottoscriverle senza vedersele "caricate" dei cosiddetti costi di gestione della banca. Mi spiego meglio: sul sito che avete citato in precedenza ho visto questo prodotto:
Codice ISIN: XS0164902297 BEI 3,25% 15.10.2008 con rendimento netto del 3.38%. Se le ordino alla mia banca sono convinto che prima faranno storie, poi mi diranno che ci sono costi di commissione, ecc.
Alla fine il rendimento non è più certo.
Ci sono altri modi?
Grazie

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Carlo: quando compri una obbligazione, la banca funge solo da intermediario. Ma le solite banche, grazie a quete transazioni, GUADAGNANO CON AVIDITA' INSAZIABILE. Come ho scritto, anche al Signor Mr Prezzi, in un articolo precedente, il costo per la banca é di 0,45 Euro (il prezzo di una lattina di coca-cola al supermercato). La fonte é Il Sole 24 Ore del 17 gennaio 2007.
Sul mercato, ad esempio, puoi trovare Fineco (9 euro) o iwbank (12,5 euro) che ti fanno pagare l'operazione con un costo fisso, indipendentemente dall'importo. E questi costi sono molto onesti, a differenza delle solite banche che ti applicano una commissione in % sul valore investito!
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Michele ha detto...

In banca, per l'acquisto delle obbligazioni, mi hanno sempre chiesto una commissione dello 0,5%!!
Ora mi sono reso conto di quanto guadagnano, o meglio DI QUANTO RUBANO, le banche.
Michele.

Carlo ha detto...

Grazie Sig. Marco.
In effetti pur avendo molto comoda la banca (molto "tradizionale" quale può essere la Banca Pop. Emilia Romagna) avevo da tempo pensato di aprire un conto solo on-line, tipo appunto iwbank o websella (anche allettato dai bassi costi di gestione e dagli interessi che danno). però non sapevo se fidarmi in assenza di sportelli a Modena.
Se ho compreso bene potrei quindi operare direttamente da internet, giusto?

Anonimo ha detto...

Per Marco Cali',

ti chiedo scusa per il disturbo, ti ho scritto in privato all'indirizzo che mi avevi dati, Grazie

Per Carlo,
io mi trovavo bene con IWBank, ora che pero' voglio chiudere il conto hanno il solito problema che non leggono le email e il client service e' un muro di gomma. Sono tre mesi che ci provo e non e' ancora chiuso.
Una volta , quando erano IMIWEB erano precisissimi ora non piu'. Il servizio Sella e' preciso e perfetto (banking) No problemi da 4 anni usati pesantemente. Sono molto seri.

Lucky

Anonimo ha detto...

X simone.

Non ho MAI scritto che l'Italia e le BEI "sono la stessa cosa".

Ripeto di nuovo. I RISCHI sono maggiori per l'Italia ed i rendimenti anche (anche se di poco).

Ma TUTTI GLI INVESTIMENTI comportano un certo grado di rischio.

I BTP i BOT e i CCT sono in mano al 53% a investitori ESTERI...tutti "DEMENTI"?

Ciao,
Ale

Anonimo ha detto...

Per Marco e tutti,
ma secondo voi quando scoppiera' il casino con L'Euro? L'uscita?
Io ho l'impressione che fino al governo Veltrolusconi non succedera' nulla.
Purtroppo io ho alcuni denari che non posso toccare fino al primo Aprile pena la perdita degli interessi. Spero che non faranno nulla fino ad allora, non credo, ma ditemi la Vostra.
Oltretutto Berlusconi e Bossi avevano gia' dimostrato contrarieta' all'EURO. La politica del loro programma prevede comportamenti molto protezionistici nei confronti degli altri paesi, non escudo che potrebbe essere parte dellle loro prossime idee.
In questi gg si parla sempre piu' di spread alto con la germania non vorrei che succedesse qualcosa proprio ora.
Ditemi la Vostra

Lucky

Anonimo ha detto...

Ciao Ale
Hai ragione quando ti poni il dubbio se gli stranieri che detengono il 53% dei titoli di debito italiani sono tutti dementi. In teoria ti direi di no. Solo che poi guardando quello che è successo con l'Argentina mi pongo la stessa domanda. Possibile che tutti i milioni di investitori di cui circa 350.000 italiani che detenevano titoli di debito argentini fossero tutti dementi? E quelli che avevano le obbligazioni Parmalat e Cirio ? O erano stati sapintemente consigliati? Ai posteri l'ardua sentenza. Renzo

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Carlo: per comprare le obbligazioni o anche altri strumenti finanziari l'online é sicuramente il modo più economico.
Se il problema é quello della sicurezza, puoi anche comprare, ad esempio, su fineco e farlo poi trasferire su un'altra banca: non costa nulla. Ma non ne vale la pena di trasferire i titoli, perché quando compri un'obbligazione, il contratto lo fai con lo Stato o l'ente che la emette e non con la banca, che funge, quindi, solo da intermediario.
Marco Calì, consulnte finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Lucky: non so cosa succederà fra 3 minuti, figurati e so quello che può succedere fra 1, 2, 3, .... mesi.
Semplicemente non mi fido.
E mi sembra che dall'estero arrivino giudizi sull'Italia sempre più inquietanti.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

L'argentina, quando è fallita, aveva rendimenti a due cifre, mentre la Germania aveva rendimenti bassissimi.

L'Italia (ancora) no, ha rendimenti poco superiori alla Germania

Non sono in grado di prevedere il futuro, non so SE e QUANDO l'Italia fallirà, ma alcuni INDIZI per capire la situazione sono sotto gli occhi di tutti e vanno usati.

Che l'Italia, per via dell'elevato debito, sia considerato uno dei paesi peggiori dell'Europa ce lo dicono i rendimenti.
Il BTP a 10 anni Italiano RENDE DI PIU' persino di quello della Grecia!

Ma NON si possono scrivere delle cose che servono solo a confondere, soprattutto chi non sa nulla di finanza.
Cito di nuovo le parole del testo: "...l'Italia sta pagando Bot, Btp, Cct, Ctz con i soldi che arrivano dai nuovi sottoscrittori di Bot, Btp, Cct, Ctz! ANCHE L'ARGENTINA E LA PARMALAT USAVANO LA STESSA TECNICA!!!!"

ANCHE GERMANIA E AUSTRIA USANO ESATTAMENTE LA STESSA TECNICA!
Altrimenti perchè questi stati dovrebbero emettere nuovi titoli di stato? Anche loro sono DEMENTI? Potrebbero non pagare più gli interessi sul debito, non emettendo nuovi titoli, però continuano a farlo... perchè? così sono più contenti? per solidarietà alla povera Italia?

TUTTI GLI INVESTIMENTI COMPORTANO UN GRADO DI RISCHIO!

Si tratta di valutare quale rendimento in più ci conviene accettare, per il rischio in più che si corre...
Ma i conti devono essere fatti CORRETTAMENTE!

Non si può dire, come scritto sopra, che una differenza di rendimento dello 0.1% annuo implica una differenza di 10€ ogni 10000€ per investimenti di 8 anni!
Faccio un conto con i rendimenti di un BTP e una BEI simili come durata e come cedola (dati tradinglab ore 11:58), trascurando le commissioni:

BTP IT0004019581 01/08/2015 3.70
BEI xs0272359489 15/10/2016 3.43

Guadagno BTP a 8.5 anni: 3620€
Guadagno BEI a 8.5 anni: 3320€
Differenza______________300€

Una volta fatti correttamente i calcoli, si può giudicare se la differenza è accettabile per il maggior rischio corso.

Ripeto che non sto consigliando di comprare titoli italiani o greci!
Sono INNEGABILMENTE più rischiosi.
Sto tentando di far capire che investire significa rischiare e che con gli allarmismi si PERDONO soldi in maniera analoga all'eccessiva tranquillità!

Ciao
Ale

Carlo ha detto...

x Anonimo.
I suoi interventi sono precisi e puntuali ed io li ho apprezzati.
Siccome faccio parte di coloro che non capiscono di finanza, mi chiedo se valga la pena di fare ragionamenti e calcoli su qualcosa che può rendere qualche decina di euro fra una eternità (8 anni) o, piuttosto, se non sia più saggio investire i miei pochi risparmi su qualcosa che fino a ieri consideravo maledettamente sicuro anche se poco remunerativo (bot, cct, ecc,) e che oggi invece apprendo essere molto a rischio. Va da sè che il suggerimento sui BEI mi sembra tagliare la testa al toro. E' questa la sostanza?
Cordialmente, Carlo.

Anonimo ha detto...

x Ale
Per essere precisi: L'Argentina rendeva meno del 10% perchè venduta sopra la parità ed il BOT il 5%. Differenza esistente ma non abissale all'epoca.Il rendimento Argentina era paragonabile a quello di tutti gli altri paesi emergenti che però non sono falliti.A memoria: Brasile interesse 9,5%. Le agenzie di rating non avevano pubblicamente segnalato il rischio, ora è classificata D. L'hanno declassata a D quando ormai era inutile. Il mercato prezzava fino ad un anno e mezzo prima le obbligazioni sopra la pari quindi riteneva "affidabile" l'Argentina. Morale della favola: fidarsi relativamente di quanto ci dicono.
Ma te acquisteresti il BTP o la BEI a 8 anni? Ciao Renzo

Anonimo ha detto...

Guardate cosa capita in USA
http://news.yahoo.com/s/ap/20080306/ap_on_bi_ge/home_equity

e qui:

http://news.yahoo.com/fc/Business/Real_Estate_and_Housing;_ylt=AqP87cz6RVl8.g6vmyinJQVv24cA

beh e' l'inizio credo.....
mi sa che 29 fa rima con 2009

Lucky

Anonimo ha detto...

Il reale rischio di un titolo ovviamente non lo possiamo conoscere noi che scriviamo in un blog...
Infatti, ho scritto che i rendimenti sono INDIZI del rischio, non certo PROVE.
Stessa cosa per i rating. Falliscono anche aziende e stati AAA, il massimo del rating, che spesso vengono aggiornati quando ormai i soldi sono persi...

La BEI (rating AAA) è di proprietà dell'Italia al 16.7% (e con la stessa percentuale della Germania, della Francia e del Regno Unito, poi vengono gli altri stati).

Si può vedere il dato ufficiale all'indirizzo:

http://www.eib.org/about/structure/shareholders/index.htm

Quindi un fallimento dell'Italia si ripercuoterebbe ANCHE sulla BEI.
In che modo? Ovviamente non ne ho alcuna idea...

Per di più se uno ha un conto titoli in una banca italiana non ho idea di quello che può succedere se l'Italia arrivasse a non pagare il suo debito pubblico...
(Per inciso, uno dei motivi per cui avevo cominciato a leggere questo blog era che c'erano informazioni sulle modalità di traferire denaro all'estero in modo legale).

Quindi non si può pensare che l'Italia è sull'orlo del fallimento e che la BEI sia il paradiso e fare scelte con queste realtà in mente!

La realtà, come al solito, è nel mezzo.

Questo, per ripetere nuovamente che SOPRAVVALUTARE il rischio Italia, comporta comunque dei COSTI, che magari non sono percepiti, ma ci sono!
E' molto più evidente una perdita per fallimento, che 10 anni di mancati guadagni!
Ma la perdita c'è in entrambi i casi...

Le SCELTE tra i due opposti devono essere CONSAPEVOLI e non dettate dal PANICO (magari generato da frasi ad effetto)!


Per Renzo. Ti ringrazio per la precisazione, non mi ricordavo a memoria i dati e sono dovuto rimanere sul vago.
Però, per quanto riguarda la differenza dei rendimenti faccio sempre presente che il rendimento è COMPOSTO.
Quindi la differenza tra un 5% circa e un 10% circa è ABISSALE già in un periodo medio...
Investendo 10000€ per un intervallo di 8 anni si avrebbero questi risultati:

10% guadagno = 11450
5% guadagno = 4750

Il GUADAGNO in 8 anni è più che il doppio, dopo 11 anni, agli stessi tassi, è quasi il TRIPLO!
Cioè dopo 8 anni ho 21400€ nel primo caso e 14800€ nell'altro!

E questi conti (con questi rendimenti) vanno bene indipendentemente se lo investiamo per 4 volte con titoli che scadono ogni due anni oppure una sola volta con un titolo che scade tra 8 anni.


Personalmente, lo avevo già scritto, io a breve cerco cose che sono un po' più rischiose/redditizie, mentre sul lungo un po' di Bei le prendo volentieri.

Ciao,
Ale

Anonimo ha detto...

x Ale
Cosa potrebbe succedere con il titolo BEI in caso di problemi italiani sinceramente non lo sò, guardando indietro mi viene in mente che l'Argentina aveva provveduto a saldare il suo debito con FMI mentre ha tritato i piccoli risparmiatori. E' stato un puro calcolo d'interesse futuro.
Il tuo calcolo con il rendimento BOT ed Argentina è matematicamente ineceppibile. Quello che volevo trasmettere nel mio precedente post era che altri paesi emergenti (non falliti) avevano cedole paragonabili all'Argentina e pertanto questo come parametro non è attualmente molto attendibile. Il differenziale era alto ma non abissale (ne venivamo anche da un periodo di tassi mediamente alti)del tipo 5% Italia 18% Argentina cosa avrebbe messo in allarme molti. Visti i prezzi di vendita delle obbligazioni Argentina sopra la pari (100) ed il rating di allora qualcosa non quadra a mio modesto parere. Una nazione non fallisce in un mese, ci vogliono anni. Anni dove sono verificabili vari dati quali la produzione industriale il deficit il PIL ecc ecc. Da qui le domande: cosa hanno rilevato ed elaborato in tutto quel tempo le agenzie di rating? E cosa stanno rilevando ora per tutti gli altri paesi Italia inclusa? Naturalmente e' solo un dubbio personale, nessuno si allarmi. Ciao Renzo

Antonio ha detto...

Ho accettato i consigli di un promotore finanziario, che 3 mesi fa mi ha detto di investire sui fondi azionari: sto perdendo un sacco di soldi. Ma mi ha detto che i mercati azionari si riprenderanno. Sono disperato. Che cosa devo fare?
Antonio.

Vyper ha detto...

Ma è possibile al momento mettere i soldi su c/c europei in euro (Austria?) che abbiamo rendimenti + alti? in questo caso a livello di tassazione si è a posto o si infrange qualche legge?

il limite di c/c a 100.000 euro circa è aggirabile (per chi può) avendo più conti correnti(certo paghi + spese) giusto?
non so se vale anche fecendoli presso la stessa banca

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Antonio: sui mercati azionari ho scritto un post il 22 ottobre 2007, che ho ripubblicato integralmente l'8 gennaio 2008. Non ho altro da aggiungere.
magari, prova a vedere, nei commenti, di qualche risposta che ho dato sulle azioni Unicredit e Telecom. Se vuoi scrivimi all'e-mail edoardinchiarin@yahoo.it

Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per vyper: non infrange nessuna legge una persona che si apre un conto corrente in Austria. Bisogna solo pagare le tasse, REGOLARMENTE!
Non sono convinto che il limite dei 103.291 euro sia raggirabile, perché, nel malaugurato caso dovesse avvenire la bancarotta di una o più banche, applicherebbero tipo una regola proporzionale, ma é solo una mia considerazione, per carità. in ogni caso, di questi controlli, non mi fido. L'Italia non mi sembra proprio la patria degli onesti e della trasparenza.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Francesco ha detto...

Ciao Marco, scusa la domanda un po' ingenua, ma SE HO BEN CAPITO,
quando compro un bot da 100 euro
pago questa cifra alla BANCA e
quando scade il bot i 100 euro
più interessi mi vengono restituiti dallo STATO, giusto?
Ma allora se ogni anno scadono
100 miliardi di bot, ogni anno
si realizza dunque un trasferimento di ricchezza di
100 miliardi + 60 miliardi di euro
(gli interessi sul monte totale del debito pubblico) dai cittadini
alle banche. E' corretto? E' per
questo motivo che Padoa Schioppa ha recentemente dimezzato la durata di alcune emissioni portandola da 10 anni a 5? Per
drenare ancora maggiori risorse che verranno sottratte ai cittadini attraverso il prelievo
fiscale?

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Francesco: per vedere come funziona un bot ti metto questo link
http://www.dt.tesoro.it/Aree-Docum/Debito-Pub/Titoli-di-/8_3_2001_13_47_B.O.T.---Buoni-Ordina.pdf
Prova a vedere perché i Bot sono titoli di debito fluttuante dello Stato il cui rendimento risulta dalla differenza tra il valore di rimborso ed il prezzo di emissione e hanno durata 3, 6, 12 mesi; mentre i Btp, che hanno scadenze fino a 30 anni, sono titoli a tasso fisso con pagamento semestrale degli interessi e rimborso del capitale a scadenza.
Ma che siano Bot o che siano Btp sempre a rischio sono e non ti so dire come funzionino realmente le cose, perché é tutto coperto dai controlli dell'onestissima Banca d'Italia, che é di proprietà delle banche! E delle manovre che fanno queste persone non mi fido. Perché, é una mia considerazione, per carità, ti dicono una cosa e ne fanno un'altra.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Vorrei rispondere a Francesco in maniera molto semplice: "NON hai capito bene".

Se acquisti un BOT o un BTP la banca fa solo da intermediario e fa pagare a te le commissioni di acquisto, che possono essere anche molto "salate".

Ciao

Anonimo ha detto...

Per renzo:
Ho compreso il senso dei tuoi interventi e lo condivido. Tanto più che, come sottolinei, l'Argentina non ha ripagato
solo i piccoli risparmiatori.

Ripeto nuovamente, però, che INVESTIRE significa RISCHIARE.
Farsi prendere dal panico e giudicare come RISCHIOSISSIMI investimenti che non lo sono comporta PERDITA di denaro, esattamente come rischiare troppo.

Prima che si formasse l'Europa, nel 1990, capitai in una discussione con un tizio che diceva che l'Italia era uno schifo, che non sarebbe mai entrata in Europa, che i tedeschi ci avrebbero dato un calcio nel XXXX piuttosto che farci entrare in Europa.

Io all'epoca non ero nemmeno maggiorenne e non avevo nulla da investire, ma se avessi preso decisioni su cosa investire, dando retta a questo tizio e alle sue FRASI FATTE, non avrei certo investito in titoli italiani, ma solo in titoli tedeschi...
Da quel giorno sono passati 18 anni.
Non ho ora i dati per calcolare quanto sarebbe COSTATA una scelta del genere.
Ma se si vede l'esempio di sopra su come i rendimenti composti aumentano ESPONENZIALMENTE i guadagni, si capisce che avrei PERSO un bel po' di soldi.
Non me ne sarei accorto, ma di fatto, guadagnando molto di meno senza una corretta vaultazione del rischio, li avrei persi!

Questo è il passato che è certo. Si può dire con certezza che dal 1990 ad oggi sarebbe stato meglio investire in Italia piuttosto che in Germania, nonostante le brutte profezie del mio amico...

Ovviamente però, nessuno conosce il futuro...
NON SO SE E QUANDO l'Italia fallirà, ma non si possono prendere decisioni su frasi di questo tipo: "l'Italia sta pagando Bot, Btp, Cct, Ctz con i soldi che arrivano dai nuovi sottoscrittori di Bot, Btp, Cct, Ctz! ANCHE L'ARGENTINA E LA PARMALAT USAVANO LA STESSA TECNICA!!!!"
per cui sembra che SOLO chi sta per fallire usi questa tecnica!

ANCHE GERMANIA E AUSTRIA USANO ESATTAMENTE LA STESSA TECNICA!
Altrimenti perchè questi stati dovrebbero emettere nuovi titoli di stato? Anche loro sono DEMENTI? Potrebbero non pagare più gli interessi sul debito, non emettendo nuovi titoli, però continuano a farlo... perchè? così sono più contenti? per solidarietà alla povera Italia?

Scusate se ripeto sempre le stesse cose (addirittura ricopiandole dai miei steii post!), ma con la PAURA non valuta correttamente si commettono grandi stupidaggini, magari anche più grandi di quelle che si vorrebbero evitare...

Spero poi che si capisca che le mie osservazioni NON vogliono essere offensive nei riguardi di nessuno...

Ciao
Ale

Anonimo ha detto...

Caro anonimo, tu dici che io non ho capito bene, ma a quanto pare
i bot vengono emessi dallo stato
a fronte di corrispondente emissione di denaro della (privata) banca centrale. Come
dire che con i bot lo stato si
indebita verso la banca centrale per la cifra corrispondente. O
come dire che la banca COMPRA i bot col suo denaro (per inciso creato dal nulla!!) e solo successivamente li rivende al
pubblico. Rigirala come vuoi, è sempre la stessa frittata! Altro che semplici intermediari, la
sequenza è questa:
1) la banca centrale compra il bot col denaro creato dal nulla
2) lo rivende al cittadino intascando l'intero capitale
3) lascia allo stato l'onere di pagare gli interessi, soldi che lo stato dovrà tirare su con le tasse o indebitandosi ulteriormente col sistema bancario.
In definitiva il sistema dei bot contro emissione di denaro non serve assolutamente a nulla. E' solo un gioco delle tre carte che serve a nascondere la realtà (da fantascienza, però purtroppo
reale) che le banche si arricchiscono enormemente a danno della collettività col denaro che creano dal nulla! Stupisce poi che se vai a chiedere a un politico, un giornalista o un economista come funziona questa storia dei bot contro denaro nessuno ti sa dare una risposta, nessuno sa cosa in realtà combina la banca d'Italia. O forse non lo VOGLIONO dire, visto che la truffa che ne verrebbe alla luce sarebbe troppo enorme e sfacciata e verrebbe meno la fiducia dei cittadini nelle istituzioni!

Francesco ha detto...

Quindi alla fine misà che avevo proprio ragione io! Ogni volta che la banca vende dei bot al pubblico oppure scadono dei bot che ha in proprietà si realizza un trasferimento di ricchezza dai cittadini alle banche per la cifra corrispondente. Altro che abili speculatori, ci autotassiamo senza nenache rendercene conto! Questo perché il denaro della banca centrale non è coperto da nulla ed è creato con uno schiocco di dita, mentre i cittadini per averlo devo dare in cambio il proprio lavoro.

Anonimo ha detto...

Chiedo scusa, non avevo capito bene.
Io avevo risposto solo per quanto riguarda la banca presso la quale si acquistano i bot. Questa è sicuramente solo un intermediario.

Relativamente alla banca centrale, innanzitutto dico che non ho studiato come vanno le cose, ma mi sembra un po' strano che la Banca centrale compri lei i Bot e poi li rivenda.
Il ministero del tesoro fa delle aste nelle quali colloca direttamente sul mercato i suoi titoli. E' possibile anche per un privato (che lo farà attraverso la sua banca), comprare con il proprio denaro, un titolo di stato all'asta di collocamento.
Con questo meccanismo il denaro passa direttamente dagli investitori allo stato.
Io sapevo così, anche se non ho mai comprato in asta...

Vorrei tentare di capire meglio.
Innanzitutto a quale banca centrale ci si riferisce?
La Banca centrale Europea, o la Banca d'Italia?
Sono due enti molto diversi, la prima è privata, la seconda è dello Stato, no?

Dove posso trovare informazioni dove è scritto che la banca centrale compra i bot dal ministero e poi rivende agli investitori?

Ciao
Ale

Francesco ha detto...

X Ale:

Non so dove si trovano informazioni, sicuramente non sui siti ufficiali del tesoro e della banca d'Italia, che mantengono il più stretto riserbo sulla fine che fanno i nostri soldi. Di sicuro la BDI scambia titoli con denaro di nuova emissione. E di sicuro l'80% del debito pubblico è costituito appunto da questi bot. Non so se lo stato si rivolge ANCHE direttamente ai privati.
La banca d'italia comunque sarà anche un istituto di diritto pubblico, ma è parteciapta al 96% da banche e assicurazioni private
(unicredit, sanpaolo, generali.. insomma i soliti). Un'altra bella domanda sarebbe: e di chi sono queste banche e assicurazioni private? Se vai a guardare l'azionariato scopri che si partecipano tutte a vicenda in un intreccio illogico in cui nessuna possiede realmente nessuna. Quindi chi c'è dietro?

Anonimo ha detto...

X Ale
Concordo sul fatto che ogni investimento ha un rischio connesso. Certo è che chi si rivolge ai titoli di Stato (oggetto della nostra discussione)vuole rischiare poco, sà di guadagnare poco ma vuole la certezza di riavere i suoi soldi al termine concordato.Se no esistono le Azioni i warriant gli etf ecc ecc. E' tutto basato sulla fiducia fra investitore e Stato, se mancasse quella addio aste dei BOT o dei Bund. In questo blog avevo chiesto a Marco il perchè secondo lui il rischio default Italia era alto, mi ha fatto leggere un'elenco di motivi. Personalmente le sue idee combaciano per l'80% con quelle che da tre anni mi girano per la testa. Capisco il tuo dissenso sul suo modo forse troppo esplicito di asserire certi concetti, peraltro basati su un elenco di perchè che certamente può rivelarsi sbagliato. In verità un'elenco l'ho anch'io ma è troppo lungo da scrivere e poi sono un profano e potrei diffondere delle idiozie. Volevo, senza spirito polemico, farti la seguente domanda: Quali argomentazioni o dati ti portano ad un'analisi più ottimista di quella che fanno molti di noi? Ciao Renzo

Anonimo ha detto...

Io non mi sento ottimista, semplicemente non trovo utile l'allarmismo, perchè distoglie dalla realtà e non permette di capire i veri segnali.

Quando l'Italia fallirà (se fallirà), ci sarà qualcuno che dirà che lo aveva previsto... ma se lo aveva previsto da 50 anni, non è una previsione utile! Io sono già 18 anni (e sono abbastanza giovane) che sento dire che l'Italia è sul punto di fallire...

Anche in California sono in attesa del Big One, un terremoto catastrofico. Ma non si sa se avverà entro i prossimi 200 anni...

Chi è seriamente convinto dell'IMMINENTE crollo dell'Italia dovrebbe trasferirsi completamente all'estero. Comprare un titolo tedesco e risiedere in Italia, con il titolo depositato in una banca italiana è solo un palliativo. Lo stato potrebbe (è un'ipotesi non ho nè la competenza giuridica, nè ho mai visto un'esperienza simile) anche bloccare completamente tutti i conti con tutto quello che c'è dentro.


Per quanto riguarda il meccanismo di emissione dei titoli di stato riportato da francesco, ho già ammesso la mia ignoranza, però alcune considerazioni mi vengono in mente.

I titoli di stato sono immessi direttamente sul mercato (di questo sono sicuro, ci sono aste in continuazione, chi vuole può prenotare in banca i titoli) e quindi i soldi dovrebbero passare direttamente dagli investitori allo stato, senza generazione di moneta da parte della banca centrale.

Per di più, se ogni volta che uno stato qualsiasi emette NUOVI titoli venisse prodotta nuova moneta (perchè questa regola, se è vera, deve valere per TUTTI gli stati, non solo per l'Italia), questo genererebbe una inflazione notevole per TUTTI gli stati che hanno quella moneta.
L'Italia, che ha un debito enorme rispetto agli altri stati, sarebbe di conseguenza di gran lunga il maggior generatore di inflazione su TUTTA l'area euro.
Quando, negli scorsi anni, il debito era aumentato enormemente, l'Europa, con la Germania in testa, ci avrebbe dovuto dichiarare guerra, altro che aprire solamente la procedura di infrazione!
Un meccanismo simile sarebbe una truffa per TUTTI i popoli, ma soprattutto quelli che hanno un debito minore, che si troverebbero l'inflazione (e quindi il denaro che non spendono che diventa inutile) generata dagli altri spendaccioni...

Ciao

Anonimo ha detto...

x Ale
Un segnale potrebbe essere questo di ieri, l'asta dei Bot non è andata a buon fine per la prima volta dal 1999. Solo una parte dei titoli sono stati venduti, investitori istituzionali (banche) inclusi. E qui torniamo al mio post di qualche giorno fà sul rischio in percentuale fra Italia ed Austria. Un'altro forse è questo di oggi: "Il Governo rivede al ribasso le stime di crescita per il 2008: rispetto all'1,5% precedentemente previsto, il Pil si attesterà quest'anno sullo 0,6%......" Vedremo come sarà il rapporto deficit/PIL con questi chiari di Luna e cosa ci dirà l'Europa. Trasferirsi all'estero è facile a dirsi ma più complesso nel farsi, problema lingua-lavoro-casa ecc ecc. Comunque in attesa del Big One in California ti saluto Renzo

Anonimo ha detto...

Esatto Renzo.
Ho letto anch'io queste notizie che sicuramente non sono confortanti.
Insieme ad altre altrettanto negative come l'aumento del rendimento dei titoli italiani rispetto a quelli tedeschi a livelli del 1997 o ad altre un po' più positive (ad esempio il rapporto deficit/pil).

Questi sono DATI su cui si può (e si deve) pensare! Ed era il motivo per cui avevo cominciato a leggere questo blog.

Se però si vuole sentirsi dire la solita frase: "Solo in Italia succedono queste cose!" a me, personalmente, non mi sta bene...

Anche perchè si consigliano titoli BEI, senza specificare che l'Italia è il maggior azionista della BEI, oppure che tenere i titoli in Italia molto probabilmente non cambia nulla perchè lo stato potrebbe bloccare tutta l'operatività nei conti, non è correttissimo...

L'ho già detto in precedenza, per quel che può interessare, anch'io sul lungo termine ho un titolo BEI, ma sono consapevole che se risiedo in Italia potrebbe essere una soluzione non efficace... chi ha letto solo il blog non credo che ne sia molto consapevole...
Ovviamente (anche nella mia piccolissima esperienza finanziaria me ne sono accorto), le banche fanno molto di peggio, proponendo cose MOLTO più rischiose e che rendono MOLTO di meno di una BEI!

Ciao,
Ale