giovedì 5 giugno 2008

L'avidità insaziabile di guadagno delle banche sembra non avere fine!






Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.



Gentile lettrice e gentile lettore, in Italia le banche ti offrono servizi su misura! E sono attente alle tue esigenze! E come viene detto o scritto, tramite pubblicità, TI SONO VICINE! Ma che carine queste banche. Non avrai mica il coraggio di lamentarti degli ottimi servizi che ti propongono: se non lo avessi capito, le banche stanno lavorando per te!

Nei giorni scorsi ne ho avuto l'ulteriore conferma. Mi ha chiamato una signora del Centro Italia, cliente con il marito, di Intesa SanPaolo. Dal 2001 sta versando 500 euro al mese in un fondo comune di investimento azionario, con la formula del p.a.c. (piano di accumulo del capitale). Bene, per ogni versamento mensile, questi signori pagano una commissione di 25 euro! Te lo ripeto, questi signori, per ogni versamento di 500 euro pagano 25 euro di commissione. 25 EURO SU 500 RAPPRESENTANO IL 5%!

Ma non é finita qui, ovviamente. Sul capitale accumulato, pagano una commissione di gestione (CHE NON E' L'UNICA SPESA) del 2%.

Facendo due conti, questi signori hanno versato 42.000 euro in 7 anni e hanno pagato, di commissioni di entrata, 2.100 euro. E per quanto concerne le commissioni di gestione, i soldi versati il primo anno hanno hanno reso alla BANCA già 840 euro di commissioni; quelli del secondo anno 720 euro; quelli del terzo anno 600; quelli del quarto anno 480; quelli del quinto anno 360; quelli del sesto anno 240; quelli del settimo anno 120: 840 + 720 + 600 + 480 + 360 + 240 + 120 = 3.360 euro!


Sì, hai letto bene: questi signori, hanno pagato una commissione di gestione finora di 3.360 euro, che sommati ai 2.100 euro delle commissioni di entrata danno un totale 5.460 euro!

E, naturalmente, questi signori non stanno guadagnando (e come potrebbero farlo?).


Ma la cosa più interessante é che, questi signori, quando mi hanno contattato pensavano di non essere dei buoni clienti per la banca! Invece, sono ottimi clienti, eccome se lo sono.

Non parlo poi di quante volte il nome del fondo sia cambiato nel corso dei 7 anni. Oggi la società che OFFRE questo servizio di investimenti in fondi si chiama Eurizon. Alle banche é consentito cambiare denominazione dei fondi per consentire loro dei "giochi contabili" che neppure Mago Merlino riuscirebbe a fare. Questi continui cambi di denominazione servono alle banche, per la loro contabilità (e, ovvio, per i loro conti) e NON PER IL CLIENTE.

E chi controlla tutto ciò? La Banca d'Italia, che E' DI PROPRIETA' DELLE BANCHE! Non mi sembra di dover aggiungere altro.


Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!



17 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre i famosi esperti che commentano attacandoti, anche stavolta non hanno nulla da dire. Saranno anche loro clienti di Intesa SanPaolo...........

Anonimo ha detto...

Come sempre i famosi esperti che commentano attacandoti, anche stavolta non hanno nulla da dire. Saranno anche loro clienti di Intesa SanPaolo...........

Anonimo ha detto...

A leggere qui' c'e' da mettersi le mani nei capelli.

http://www.effedieffe.com/content/view/3464/179/

Anonimo ha detto...

Per Anonimo
In una frase di 2 righe sei capace di dire 2 incongruenze :
Primo. Dici : gli esperti che commentano attaccando anche stavolta non hanno nulla da dire.
Allora questi esperti se attaccano come fanno a non avere nulla da dire?
Secondo. Dici : saranno anche loro clienti di Intesa San Paolo.
Allora essere clienti di Intesa significa essere esperto e non avere nulla da dire? O potrebbe significare che sono clienti di Intesa e non hanno nulla da dire perchè soddisfatti della banca?
E' meglio che non scrivi altro, forse non sai nemmeno tu quello che vuoi dire.

Anonimo ha detto...

Per anonimo: sei troppo intelligente. E' vero.....

Anonimo ha detto...

Per anonimo: mi ero dimenticato di dirti che domani iniziano gli Europei di calcio e così ti puoi fare una bella scorpacciata di tv .............

markfer ha detto...

avete sentito della jp morgan?

Anonimo ha detto...

Cosa ha fatto la j p morgan?

markfer ha detto...

Lehman, il mercato incrocia le dita


ULTIM'ORA
BSC - notizie) a JP Morgan (o se si preferisce il salvataggio dell'Orso) e dopo i già numerosi e straordinari interventi della Banca centrale americana in favore di un sistema del credito in piena implosione, secondo diversi osservatori non c'è nessuno nel Nuovo Continente che, anche volendo, possa salvare Lehman in caso di crisi.

Secondo le stime del Wall Street Journal la banca statunitense potrebbe avere bisogno al più presto di un aumento di capitale fra i 3 e i 4 miliardi di dollari: una cifra da capogiro che però nessuno sembra volerle prestare. Sempre secondo il celebre quotidiano finanziario ormai controllato da Rupert Murdoch la banca nata negli States nel lontano 1850 avrebbe già avviato una ricerca ai quattro angoli del globo interessando pure investitori sudcoreani. D'altra parte anche in Europa (come negli Stati Uniti), i potenziali acquirenti sono spesso travagliati dalla stessa crisi, quella dei mutui ad alto rischio, e non hanno il potere (né in molti casi la voglia) di intervenire. Nel frattempo gli azionisti incrociano le dita per il trimestre in corso. Secondo alcune stime il gruppo potrebbe registrare perdite fra i 500 e i 700 milioni di dollari, secondo altre il rosso potrebbe raggiungere i 74 centesimi a titolo. Notizie tutt'altro che confortanti per gli azionisti non certo entusiasti della banca statunitense. Negli ultimi 12 mesi il titolo ha, infatti, perso quasi il 60% del proprio valore di Borsa e i timori di nuove svalutazioni e di nuove correlate perdite non promettono certo un futuro sereno nel breve termine. Nel frattempo la banca assicura di avere avuto liquidità per 34 miliardi di dollari già a fine marzo e di prevedere di raggiungere i 40 miliardi di dollari alla fine di giugno. Rischi reali insomma non ce ne sarebbero, né i prestiti della Fed alla stessa banca sarebbero delle dimensioni descritte da alcuni giornalisti (invece della solita camionata di dollari il gruppo ne porterebbe negli ultimi giorni diversi trucks a restituzione di prestiti scaduti). La notizia ieri ha permesso un recupero del titolo di oltre 5 punti percentuali, ma, come visto, di strada da fare, prima che si torni sui valori di un anno fa ce n'è ancora tanta. D'altra parte, se si guarda alla notevole crescita dei prezzi dei credit default swap della banca, ossia delle garanzie degli investitori contro i rischi del fallimento, sembra che quanti possono si stiano cautelando da un eventuale cataclisma. E le banche d'affari e le varie agenzie di rating che dicono? Standard & Poor's lunedì ha emesso una bella bocciatura su alcune delle più importanti banche americane prevedendo ulteriori svalutazioni nei prossimi mesi. Fitch sarebbe anch'essa sul piede di guerra e starebbe preparando per Lehman e per le sue colleghe altre valutazioni inclementi (in onore anche delle richieste della Fed di una maggiore affidabilità dei rating e trasparenza complessiva del sistema). Una perdita di due tacche nei giudizi di Standard & Poor's comporta, secondo i calcoli di Brad Hintz (ex direttore finanziario della stessa LB citato dal Dow Jones Newswires) 5,4 miliardi di dollari di poste addizionali per la copertura delle posizioni sui derivati di Lehman Brothers. In generale, però, la maggior parte degli osservatori anglosassoni ritiene che in qualche maniera Lehman sia troppo grossa e importante per fallire. A questo punto non resta che aspettare e vedere se, per una volta, gli esperti hanno ragione.

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha obbligazioni delle banche d'affari americane?
Io mi sto pisciando sotto e voi?

Anonimo ha detto...

Interessante vedere che appena qualcuno scrive qualcosa a favore di Marco Calì, c'è sempre la solita testa di cazzo che reagisce.
Deve essere sempre lo stesso, il coglione "celodurista" ... con la coda di paglia.
Sono curioso di vedere cosa ti inventi adesso.
Ti aspetto.
Toroseduto

Anonimo ha detto...

Il tuo Sito è segnalato su "45 Blog", avvisa i tuoi amici!

http://www.quarantacinqueblog.blogspot.com/

Se hai anche tu altri siti o Blog da segnalare, lasciami un commento oppure mandami una email.

Ciao, Max.

Anonimo ha detto...

TRATTO DAL BLOG DI MERCATO LIBERO

SAPETE COS’E’ IL DEBITO PUBBLICO?

È il valore nominale di tutte le passività lorde consolidate delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, enti locali e istituti previdenziali pubblici). Il debito è costituito da biglietti, monete e depositi, titoli diversi dalle azioni – esclusi gli strumenti finanziari derivati – e prestiti.
Tre sono le cose evidenti da questa definizione:

1)Mancano tutti i contratti derivati che potrebbero impattare negativamente sui conti

2)Mancano i debiti contratti da comuni, provincie e regioni (che ben sappiamo ssere esplosi in questi ultimi anni e che spesso sono fuori controllo. (il fatto che tali debiti non saranno onorati obbligherà le giunte locali a svendere assets di proprietà pubblica ai privati (vedi gestione degli acquedotti locali – con il successivo aumento dei prezzi ai contribuenti)

3)Mancano, ovviamente tutti i contratti derivati accesi, non dallo stato, ma da tutti i comuni, regioni, provincie.


Debito pubblico
2004 1.442.997
2005 1.510.926
2006 1.575.346
2007 1.596.622
2008 ???


Ma qual’è stata la remunerazione del debito pubblico nel corso del 2007?

Il 4,14%

Ma il differenziale fra il rendimento di un titolo del debito pubblico italiano e uno tedesco come si è comportato?

Ebbene, a luglio 2007 tale spread toccò un minimo a 20 basis point (ovvero, il BTP italiano rendeva “solo” 0,20% in più di quello tedesco. Solo un mese dopo, in piena crisi subprime agostana, lo spread era aumentato del 50%, passando a 0,30%.
Se poi guardiamo dove si è arrivati a marzo 2008….lo spread è quasi quadruplicato, toccando 0,75%.
Da allora la crisi finanziaria globale ha subito uno stop TEMPORANEO. Il differenziale di rendimento è sceso a 0,40%. Ma come potete notare, con il passare dei mesi tale differenziale cresce in maniera costante.
La crisi dei mercati che sta colpendo in queste settimane i mercati non farà altro che portare lo spread con il Bund A NUOVI E PREOCCUPANTI MASSIMI.
Mercato Libero vi aveva già avvisato su questa possibilità altre volte. E ora vedremo se ancora una volta avremo avuto ragione.
E’ evidente che l’ampliamento della spread ha un solo significato: Gli investitori considerano più rischioso prestare soldi allo stato italiano e pensano che la probabilità di default (e quindi di uscita dall’area euro) aumenti.

Riporto qui di seguito le parole (che risalgono a sole tre settimane fa) della Maria Cannata, direttore generale del dipartimento per la gestione del debito pubblico del ministero del Tesoro.
“L'allargamento a marzo dello spread tra Italia e Germania, arrivato per i decennali Btp/Bund a 75 pb, è da considerarsi "del tutto irrazionale, non c'erano motivi fondamentali".
Ebbene, ecco qui di seguito cosa potete trovare sul documento ufficiale “Linee guida della gestione del debito pubblico italiano” che potete trovare sul sito del Ministero del tesoro:

LIQUIDITA' DEL BTP

“La liquidità dei titoli di Stato italiani è stato un fattore che certamente ha contribuito a contenere
l’allargamento dei differenziali: se, infatti, gli investitori durante la crisi hanno innanzitutto premiato gli strumenti emessi da emittenti sovrani con più elevato merito di credito, d’altra parte essi hanno privilegiato anche quei titoli caratterizzati da elevati livelli di efficienza sul mercato secondario in termini di costi di negoziazione. La liquidità degli strumenti del debito pubblico italiano, da ascriversi sia al volume medio in circolazione di ciascun titolo, ma anche all’assetto organizzativo del mercato secondario, continua ad essere supportata dalla politica di emissione perseguita dal Tesoro, basata su un profilo di sostanziale regolarità e prevedibilità dei collocamenti sul mercato”



Ebbene. La liquidità del debito pubblico italiano è fondamentale per il mantenimento di un differenziale di rendimento basso. Ora, se vi andate a vedere i volumi negoziati del debito pubblico italiano dopo marzo vi accorgete che si sono DIMEZZATI.

La liquidità del BTP è sparita. Questo è UN IMPORTANTISSIMO segnale che indica un aumento enorme del rischio per gli investitori istituzionali.

VITA MEDIA DEL DEBITO

Ma proseguiamo: la vita media del debito pubblico italiano ha raggiunto, nel 2007, il suo apice, pari a 6,8 anni. Questo permette, in caso di rialzo improvviso dei tassi di riuscire a gestire meglio il maggiore onere finanziario da interessi. Tuttavia il trend al rialzo dei tassi stessi, fa aumentare le previsioni di uscita degli anni futuri del sistema paese.

COSTO MEDIO DEL DEBITO

Inoltre il costo medio ponderato delle emissioni 2007 (grafico 7) ha raggiunto il 4,14%, un dato in crescita rispetto al 2006 (3,34%) a causa dell’aumento generalizzato dei tassi di interesse di mercato dei primi sette mesi del 2007.
Nel corso dei primi 6 mesi del 2008 non abbiamo assistito ad aumenti importanti del tasso d’interesse e quindi di un maggiore costo per interessi, tuttavia i futuri aumenti (dopo le parole di Trichet, porteranno a nuovi e preoccupanti costi aggiuntivi che peseranno sulle tasche vuote di un’Italia sempre più malata e povera.
Passiamo ad un altro argomento ostico: Il rischio interesse:
Nel 2007 il costo medio ponderato da interessi è passato dal 3,32% del 2006 al 4,14% del 2007.
Il costo per interessi è però aumentato dal 2006 al 2007 da 68 miliardi a 76, con un aumento di oltre il 12%. Quindi, quando nella relazione ufficiale sul debito pubblico leggiamo:

RISCHIO SHOCK DA INTERESSI

“Le stime relative all’impatto sulla spesa per interessi di shock inattesi dei tassi di interesse forniscono una buona indicazione dell’esposizione al rischio di interesse. Come evidenziato nell’Aggiornamento del Programma di Stabilità dell’Italia di dicembre 2007, grazie all’attuale composizione del debito pubblico, il rischio di esposizione alle fluttuazioni dei tassi risulta limitato e in una certa misura ridotto rispetto al passato. Infatti, anche nell’ipotesi di un aumento istantaneo e permanente di un punto percentuale della curva dei rendimenti, l’impatto sulla spesa per interessi in rapporto al PIL sarebbe pari a 0,16 % nel 2008, 0,30 % nel 2009, 0,37 % nel 2010, 0,43 % nel 2011, mentre l’incremento dei tassi, al 30 novembre 2007, si trasferirebbe interamente sul costo del debito dopo circa 5,60 anni (nello scorso Aggiornamento tale dato era pari a 5,56 anni). Tale analisi conferma una continuità nella riduzione della sensitività della spesa per interessi ai tassi, soprattutto nel medio periodo”.
Non riusciamo a capire (e vi assicuro che tutti non lo capiscono) come nel 2007 il costo per interessi sia passato 68 a 76 miliardi. E ci domandiamo quale potrà essere l’impatto nel caso la BCE continuasse ad aumentare i tassi e nel caso il differenziale di rendimento BUND/BTP salisse a 100 bps (1%).

RISCHIO DERIVATI

Per non parlare infine del rischio derivati. Il Tesoro ne fa largo uso affermando che servono per stabilizzare i flussi di cassa da interessi evitando shock da tasso. Tuttavia sembra che sia accaduto l’opposto. Infatti i derivati hanno permesso un risparmio sul debito pubblico negli anni che i tassi d’interesse diminuivano, mentre lo scorso anno, con tassi in salita si è verificato uno scostamento negativo (e quindi un costo da derivati) di oltre 600 milioni.
Ma il tesoro si nasconde sotto un No Cooment. E’ evidente che gli istituzionali hanno annusato questa alea di mistero e come anche i bambini imparano a scuola…dove c’è mistero e omertà c’è più rischio…e il premio al rischio si paga…
I mercati mondiali del debito, delle materie prime, degli immobili e delle borse azionarie sono in profonda e rapida evoluzione. La nostra Italietta naviga a vista….Possibili scogli possono in ogni momento creare una falla allo scafo Italia..con conseguenze “titaniche”.
Speriamo che le cose migliorino presto.
Uno dei tanti ottimisti? Angelo Drusiani, noto gestore milanese. In una recente intervista ha detto che scommette su una discesa dello spread con Bund in autunno. Beato il suo ottimismo…
Pubblicato da consulenza finanziaria di Mercato Libero a domenica, giugno 08, 2008 0 commenti

Anonimo ha detto...

a quanto ammonta attualmente la riserva di cassa ?

Anonimo ha detto...

Meno male che ci sei tu toroseduto.
Seduto a scrutare l'orizzonte, con la mano sulla fronte per vedere le nuvole che si addensano lontano ed allertarci in tempo dei pericoli che incombono.
Meno male che ci sei tu toroseduto.
Grazie, ma rimani seduto non ti alzare potresti fare danni

Andrea F. ha detto...

C'era da aspettarselo...anche se mi sembra un pò troppo alta una commissione di 25€ a versamento...(non mi è chiaro poi il procedimento di calcolo della commissione di gestione...del resto lo scippo del nostro TFR che è stato fatto l'anno scorso ad opera di tutta la classe politica era solo una manovra per ingrassare le già gonfie tasche delle banche d'affari! Grossi problemi e tante lacrime ci aspettano per il futuro...quanta gente trufferanno questa volta? quanto triste sarà la sorte di persone che hanno creduto alla favoletta della pensione integrativa?
Ci sono molte analogie con l'emergenza rifiuti attuale...le istituzioni prima producono il problema esasperandolo fino a che non diventa una vera e propria emergenza (ieri il sistema previdenziali, oggi i rifiuti) poi ti propogongono la soluzione geniale che solo potevano concepire e che te la servono come l'unica scelta sensata possibile (ieri la confluenza del TFR alle banche "usuraie" d'affari, oggi l'inceneritore)...ma dico si può andare avanti così? Fosse per me, se facessi parte di una vera associazione in difesa dei consumatori, boicotterei il sistema bancario cercando di coordinare una chiusura di massa dei depositi di c/c...a quel punto potrebbe anche accadere il miracolo che le banche (quasi)per la prima volta siano messe in ginocchio!

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie