sabato 19 luglio 2008

Il SOLE 24 ORE: FENOMENALE PERFORMANCE DALLA QUOTAZIONE!






Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.





Gentile lettrice e gentile lettore, ho dato un'occhiata ieri alla quotazione del titolo azionario "Il Sole 24 Ore".



Ti riporto INTEGRALMENTE quanto scritto nel mio libro "RETROSCENA BANCARIO, Tutto quello che le banche non dicono", uscito nell'ottobre 2007, nel capitolo intitolato "La politica schiava delle banche e i media che esaltano la demenza", a proposito del maggior giornale finanziario-economico italiano.



Ecco cosa avevo scritto: "Attenzione, che proprio Il Sole 24 Ore sta per quotarsi in Borsa. Non mi sorprenderebbe vedere il titolo crollare dopo un po' di tempo dalla quotazione. Secondo me, sono alla frutta. In tutti gli uffici o posti dove ho trvato un Sole 24 Ore l'ho quasi sempre visto intatto (tanto ci sono i BALOCCHI che lo pagano! Non pensare che le varie amministrazioni paghino di tasca propria i quotidiani, eh). La situazione per altri giornali non é tanto diversa. Il padrone ordina, il giornalista obbedisce."



Oggi, a distanza di qualche mese, il titolo Il Sole 24 Ore vale euro 3,04; quando é stato quotato, il 6 dicembre 2007, valeva 5,75 euro. E se non sbaglio mi sembra che proprio Il Sole 24 Ore riceva un "contributo" dallo Stato di circa 20.000.000 di euro, sì, di circa VENTI MILONI di euro. All'anno! E chi li versa quei soldi? La cittadina e il cittadino italiano: sì, hai letto bene: li stai pagando tu, gentile lettrice e gentile lettore. Altri soldi che, il maggior quotidiano economico finanziario dell'Italia, riceve arrivano dalle pubblicità. E chi si fa tanta pubblicità su Il Sole 24 Ore? Le ONESTISSIME banche: ma guarda un po' che fatalita!



Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ............ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca.

14 commenti:

boat loans ha detto...

Oh my.. this is the best blog.


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lottery gambling ha detto...

We should have a great day today.

Anonimo ha detto...

Impariamo a odiare la bomba

Per chi conosce come Hollywood sia stato usato dal potere USA per dominare il mondo non può che inquietare il numero di esplosioni atomiche nei film delle “major”. Almeno in due recenti pellicole di richiamo, “Next” con Nicholas Cage e l’ultimo “Indiana Jones”, contengono due scenografiche esplosioni nucleari.

Possiamo immaginare uno scenario possibile.
Poiché i film americani sono avamposto culturale del messaggio del Nuovo Ordine Mondiale cosa trarre dalle recenti tendenze made in Los Angeles?
A cosa ci vogliono preparare?

La situazione economica statunitense sta vertiginosamente scivolando verso l’abisso, il “blocco cardanico” dell’economia innescato dalla crisi dei prestiti facili, il combustibile che ha artificialmente tenuto in aria la mongolfiera a stelle e strisce.
Il pallone gonfiato del credito ai barboni sta esplodendo investendo l’economia quotidiana.
Gli americani hanno speso tutto quello che sono riusciti a farsi prestare giocandosi ogni via di fuga dall’ecatombe economica e sociale.
Il settore degli autoveicoli con automobili gigantesche e assetate di benzina sono uno dei simboli principali del consumismo USA.
E li si vedono le crepe ormai grandi come canyon del tracollo.
Le azioni della General Motors sono tornate al livello del 1955 (!) quando la popolazione del paese era di 166 milioni di abitanti quasi la metà del numero attuale.
La Chrysler, in crisi da anni in verità, ha accusato un giugno 2008 da brivido con chiusura di vari stabilimenti addirittura per mesi continuativamente. La Ford sta cercando di sbarazzarsi della Volvo comprata nel ’99 per 6,45 miliardi di dollari. Oggi non riesce a rifilarla alla Renault per 2,4 miliardi. Forse la venderà ai cinesi che semplicemente restituiranno una montagna di carta straccia a chi la carta straccia l’aveva emessa.

Nemesi del modello americano.
Le industrie dell’auto stanno facendo bancarotta per l’incapacità di adeguarsi velocemente al nuovo prezzo della benzina prigioniere come sono della mentalità delle super auto, dei SUV chilometrici, lo status symbol di Hollywood.
L’indice Dow Jones ha chiuso i primi sei mesi male come non accadeva dal 1970.
Non parliamo poi delle banche le cui cifre in perdita si rincorrono l’un l’altra in un mulinare vorticoso di “sofferenze” di cui si sta perdendo il conto.
“Lo stile di vita americano non è in discussione” disse una volta l’idiota Bush; è vero, nel senso che non si può più fare niente per salvare l'iperconsumismo, indiscutibilmente.
Il crollo degli Usa, cominciato come una palla di neve rotolante di subprime, sta per irrompere a valle come valanga di defaults delle carte di credito, delle rate delle auto e delle infrastrutture come evidenziato dalle inondazioni nel Midwest.

E l’Europa?
Affannata da un’inflazione senza crescita economica, dalle esportazioni in difficoltà per la forza della moneta unica cerca di resistere alla dittatura del trattato di Lisbona.
La BCE sta per aumentare il tasso di sconto in risposta all’impennata inflattiva che ci invischia in un clima “preeuro”.
Ineluttabile che la moneta unica europea diventi più forte e stabile , dunque la divisa di riserva internazionale in luogo del biglietto verde esangue e moribondo

Lampante che per l’egemonia del Quarto Reich sembra essere arrivata a una fine.
Loro lo sanno.
Hanno provato a sfaldare la stabilità economica e sociale del vecchio continente tramite l’immigrazione selvaggia, una congiura contro l’Europa.
Ma il processo di disfacimento degli Usa è più rapido del previsto, occorrono azioni più drastiche e repentine.
Ci si può aspettare quindi un colpo di coda spettacolare per annientare l’Europa e la sua moneta unica.
Ci vuole un altro 11 settembre, anzi ancora più terribile, ancora un megaattentato per “accentuare degli sforzi sulla sicurezza globale”.

Una bella esplosione atomica è la soluzione più attendibile.
A spazare via un pezzo di civiltà e persuadere i sempre più riottosi investitori asiatici e arabi che solo il biglietto verde è l'unica salvezza e garanzia per le loro ricchezza e “lotta al terrorismo globale”.
Al solito incolpata sarà la solita Al Qaeda, o meglio una qualche “filiale” facente capo ad uno dei suoi tanti “numeri due”.
Strana organizzazione alquanto “la base” dalla gerarchia decisamente appiattita. Sicché oltre all’enigmatico evanescente capo assoluto Bin Laden esisterebbero una pletora di “numeri due” che manco si conoscono capeggianti una moltitudine di esecutori. Questi votati docilmente al martirio per la causa a differenza delle vicine gerarchie di riferimento.
Talmente plausibile come entità che il capo della polizia italiana Manganelli l’ha definita “non esistente”.

In quale zona dell’Europa potrebbe più probabilmente scoppiare la bomba dell’Apocalisse?
Non vi è bisogno neanche di chiederselo.
Qui, nel bananeto per eccellenza, nella burletta tricolore ovvero la Guantanamo del continente.
Un nome una garanzia.
In Gran Bretagna, patria degli Illuminati, gli alleati hanno sembra rimosso le loro bombe atomiche a scapito di “incidenti”.
Le bombe stanno per un numero attorno a 90 (la paura della smorfia napoletana) nella penisola italica.
Un segreto di Pulcinella.
Si sa dagli anni 80 che a Ghedi vi è la bomba.
Basta andare a rileggere le cronache delle numerose manifestazioni, in vero molto locali, delle organizzazioni pacifiste e ambientaliste nel comune bresciano. Anche l’attuale sindachessa sinistroide vi aderiva ma a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni di stupore sembra essernese scordata.

Subito dopo l’esplosione atomica, diciamo dopo la settimana di terrore globale, ecco qualcosa di più leggero per distrarre l’opinione pubblica dai particolari del primo evento. Come avvenne con la stranissima storia dell’attacco all’antrace programmato dai cospiratori onde distogliere la pubblica attenzione dai primi dubbi e controverse testimonianze sugli eventi di Manhattan.
La stampa “libera” paragonò il caso antrace con il caso Unabomber.
Quattro anni dopo il 2001, a seguire gli attentati “islamici” di Londra, ricorderete, comparve il “nostro” di Unabomber nordestino a distogliere i media dalla cerneficina.
Rammento chiaramente che un solo giorno dopo i terribili attentati londinesi i maggiori telegiornali italioti relegarono la notizia in secondo piano aprendo a tutta tromba sul cattivissimo, mai smascherato, attentatore triveneto.
Un po’ come avviene comunemente quando qualche immigrato o meridionale commette un reato grave, troppo grosso da potere essere nascosto con la “privacy”, per cui i giornali vanno a cercare col lanternino eventi delittuosi il cui responsabile si chiami “Bonetti” o “Marangon”. Il cognome ben evidenziato dai giornali e chiaramente pronunciato in radio e TV.

Vi sembra uno scenario improbabile?
Troppo la trama di un film?
Mica tanto.
Per chi ha inscenato, ormai è semiufficiale, l’incidente nel golfo del Tonchino per giustificare l’escalation militare nella guerra del Vietnam, per chi ha inscenato gli sbarchi sulla Luna tutto è possibile.
Il conflitto in Vietnam non servì a nulla, se non a ingrassare l'apparato militar-industriale, una inutilissima contrapposizione ideologica, che tuttavia costò oltre 58mila morti tra i soldati americani (allora di leva) e un numero imprecisato, enormemente superiore di civili vietnamiti. Per quanto se ne sa la simulazione degli allunaggi, ha finora provocato l'ammazzamento di sola qualche decina di persone, giornalisti investigativi ed ex dipendenti Nasa, di cui il più famoso l’astronauta Jim Irwin, che stavano per spiattellare tutto (1).
Di solito gli yankee fanno bene le cose solo al cinema, nel real world spesso fanno cilecca, speriamo anche questa volta dato che vi è un solo modo in cui loro riescono a vincere nel mondo reale, come ben sanno gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki...
Attendendo l'Evento, impariamo a odiare la bomba.
F. Maurizio Blondet

1) http://www.bigmantra.com/man_on_moon/death_of_apollo_personne

falsoblondet.blogspot.com

MircoMartinelli ha detto...

un ragionamento terra terra.

Voi investireste in un'azienda che ha un core editoriale in un paese di persone che non leggono?

markfer ha detto...

guardate Profumo .....

http://it.youtube.com/watch?v=qJR8H0Ek_Z0

mirko ha detto...

Marco quanto prende di stipendio profumo all'anno?

ZB-Team ha detto...

@Anonimo: il tuo scenario è vermente inquietante...anche se credo che sia abbastanza verosimile... Di certo sono in arrivo tempi durissimi!!

Anonimo ha detto...

a che punto è la Banca Calì?

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Mirco Martinelli: grazie dell'articolo.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per markfer: purtroppo é così: i vari manager, tipo Profumo, vogliono far credere alle persone che va tutto bene.

Marco Calì, consulente finanziario indipendente

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Mirko: Profumo percepisce 13.000.000 di euro all'anno, che sono 35.616 euro al giorno.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per zb-team: i ricchi diventeranno sempre più ricchi mentre la maggior parte delle persone avrà notevoli difficoltà economiche. E per i prossimi anni le parole più usate saranno: aste fallimentari e pignoramenti.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anomimo (che ha chiesto a che punto é la Banca Calì): nell'articolo riguardante il progetto della Banca Calì avevo scritto le seguenti frasi "Darò il via a questo progetto, quando avrò raccolto le adesioni per MINIMO 10.000.000 DI EURO (DIECIMILIONI DI EURO). Se intendi aderire ti invito a farlo, IN MANIERA ANONIMA, qui sotto nei commenti."

Visto che non ho ancora ricevuto le adesioni non ho dato vita a nessun progetto.

Marco Calì, consulente finanziario indipendente

Anonimo ha detto...

I nodi stanno per venire al pettine?

http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=598075