martedì 1 luglio 2008

Sei in possesso di fondi azionari o di azioni: STAI ATTENTO!






Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.





Gentile lettrice e gentile lettore, ho ricevuto alcune e-mail di persone che mi chiedono come comportarsi con gli investimenti azionari.


RIBADISCO ciò che avevo scritto nel post del 22 ottobre 2007 e che avevo ripubblicato nel post dell'8 gennaio 2008: "Dal marzo 2003 al luglio 2007: I MERCATI AZIONARI SONO CRESCIUTI IN MANIERA INCREDIBILE".


Lo so che ci saranno dei brillanti commentatori che avranno da ridire anche su questo articolo, ma mi sembra che nessuna TV e/o nessun GIORNALE "IMPORTANTE" avesse messo all'erta le persone che si trovavano in possesso di investimenti azionari. Proprio i MEDIA, che RICEVONO qualche soldino dalle onestissime BANCHE per far loro la pubblicità .............

E magari pubblicizzare i fondi pensione o i fondi comuni di investimento: ma che fatalità! Ho visto di recente una pubblicità di una grossa banca che se vuoi ti fa il check-up finanziario: ti consiglio di stare attento....................


Dai massimi del 2007 il Dax 30 (Germania) ha perso circa il 20%, il Nasdaq (America) ha perso circa il 15%, il Mibtel (Italia) ha perso circa il 24%. E non siamo che all'inizio, eh.


Come sempre ti ricordo che E' POSSIBILE INVESTIRE AL RIBASSO su tutti gli strumenti finanziari e quindi anche sulle AZIONI. E queste operazioni le banche le fanno, eccome se le fanno. Ma non ti sognare di chiederlo al dipendente bancario e/o al promotore finanziario come investire al ribasso: o ti diranno che é rischioso o ti diranno chissà cosa, MA NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI, il dipendente bancario e/o il promotore finanziario non conoscono nemmeno l'esistenza di questa possibilità!


Al riguardo ti ricordo che quando i MEDIA ti scrivono o ti dicono che in una giornata di borsa in Europa, ad esempio, sono stati bruciati 100 miliardi di euro, NON E' VERO: QUEI SOLDI HANNO SOLAMENTE TRASFERITO LA LORO PROPRIETA'!


Se vuoi contattarmi tramite skype il mio nome é marco.cali19; la mia e-mail é: edoardinchiarin@yahoo.it


Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi permetto di correggerla, quando lei dice che i media "ricevono qualche soldino dalle onestissime banche per far loro la pubblicità" è fin troppo buono. Prendiamo ad esempio il gruppo cui fa capo il Corriere della Sera (RCS), al CdA siedono, tra gli altri: Renato Pagliaro già nel CdA di Mediobanca; Gabriele Galateri, Alessandro Pedersoli e Diego Dela Valle, già del CdA di Generali SpA; Bernardino Libonati e Carlo Pesenti di Unicredit; Corrado Passera di Intesa Sanpaolo e Jonella Ligresti, del CdA di Fondiaria SAI.
Le banche et similia sono con tutti e due i piedi nei media, non solo come finanziatori sottoforma di pubblicità.

Saluti.

Francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Francesco ha detto...

Innanzitutto signor Calì è sempre un piacere leggere il suo blog, uno dei pochi mezzi di controinformazione economica. Ormai è sempre più evidente che il sistema finanziario sta collassando. La domanda che mi pongo è se tutto questo si riperquoterà anche sull'economia reale come successe dopo il 1929. Cosa ne pensa?

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (Mi permetto di correggerla, quando lei dice che i media .....): grazie dell'ottimo intervento. La ringrazio e apprfitto per chiederle di inviarmi ancora queste notizie: LA GENTE DEVE CONOSCERE QUESTE COSE.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Francesco: grazie per i complimenti. Purtroppo quello che é successo a Wall Street si ripeterà, CON EFFETTI ANCOR PIU' DEVASTANTI, ai giorni nostri, dove tanta gente é abituata a ritmi di vita economicamente "elevati". Pignoramenti e aste fallimentari saranno le parole più uste nei prossimi anni.
E nel 1929 non c'erano gli strumenti derivati, che hanno permesso e permettono di CREARE CATTEDRALI SUI DESERTI....
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Tiziano F. ha detto...

Buongiorno,

apprezzo i consigli che un esperto “fuori dal coro” come lei può dare in ambito di finanza.

Vorrei però chiedere una sua opinione più generale, sulla situazione che stiamo per vivere

Esaurimento delle risorse energetiche tradizionali
Esaurimento delle risorse minerarie
Esaurimento o insufficienza delle risorse ittiche ed agricole
Inquinamento e mutamenti climatici
Aumento incontrollato della popolazione mondiale, nessun controllo delle nascite
Proliferazione degli armamenti

Mi chiedo, e le chiedo, come sia possibile assistere ad un comportamento da parte dei governanti mondiali (mi riferisco alle istituzioni più importanti come ONU, FMI, WTO e governi di grandi potenze come USA, RUSSIA, CINA ed INDIA) del tutto insensibile alla catastrofe che sembra profilarsi.

Anche uno solo di questi problemi meriterebbe una mobilitazione generale. Niente, nulla. Il vuoto.
Anzi… palliativi. Qualche generatore eolico… qualche centrale a biomasse… la panacea delle coltivazioni geneticamente modificate resistenti a siccità e parassiti… Ma tutto peggiora.
E allora raffronto questo comportamento a quello della famosa orchestra del Titanic, che continuava a suonare nonostante affondasse per senso del dovere, per distrarre i passeggeri senza scialuppa di salvataggio dalla fine inevitabile. E dove il “continuare a suonare” sta per continuare a fare finta che il ns sistema di vita, le risorse, la crescita, il benessere.. possano continuare con questi ritmi. Sono i nostri governanti dei pazzi che suonano su una nave che affonda? O suonano per distrarci dal pensiero della catastrofe? Per evitare l’anarchia globale? Possibile che siano così Pazzi?
E se, con modelli matematici e di previsione, avessero già capito che il destino della nostra civiltà non è modificabile? E se ci mentissero, come si mente ad un povero malato terminale di cancro?
Le viene mai questo dubbio?

mirko ha detto...

Al riguardo ti ricordo che quando i MEDIA ti scrivono o ti dicono che in una giornata di borsa in Europa, ad esempio, sono stati bruciati 100 miliardi di euro, NON E' VERO: QUEI SOLDI HANNO SOLAMENTE TRASFERITO LA LORO PROPRIETA'!

Cosa vuol dire passaggio di proprietà?

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per tiziano f.: la sua attenta analisi non trova che, purtroppo, una mia conferma.
E' vero: nessuno sembra preoccuparsi. Ma il Titanic sta affondando..........
Chi si occupa di economia ai massimi livelli é retribuito con cifre assurde ed é forse questo il motivo per il quale non se ne stanno accorgendo (o meglio non vogliono accorgersene). Penso ai manager dell'Altalia, ad esempio: Cimoli, che ha avuto una buonauscita di 7 miloni di euro, mentre l'azienda era in perdita. Ma l'elenco di questi supermanager (sia di aziende che degli Stati) potrebbe essere interminabile: E A RIMETTERCI SONO LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE. Il profilo che si sta delineando é che ci sarà il 90% della popolazione povera ed un 10% ricca. E queste % valgono anche per l'Italia, dove invece il benessere ci ha abituati troppo bene.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per mirko: nel mercato finanziario se uno perde dei soldi vuol dire che un altra persona, quei soldi, li ha guadagnati: questo intendo dire quando parlo di passaggio di proprietà. Nella fattispecie quando dicono che si sono bruciati 100 miliardi di euro, vul dire che c'é stato qualcuno che quei 100 milardi li ha guadagnati. In tutti gli strumenti finanziari si può investire sia al rialzo che al RIBASSO e queste operazioni al RIBASSO le banche le conoscono, eccome se le conoscono. ma difficilmente le fanno conoscere ai clienti, perché servono troppo ai loro interessi.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

mercoledì 2 luglio 2008
Impariamo a odiare la bomba

Per chi conosce come Hollywood sia stato usato dal potere USA per dominare il mondo non può che inquietare il numero di esplosioni atomiche nei film delle “major”. Almeno in due recenti pellicole di richiamo, “Next” con Nicholas Cage e l’ultimo “Indiana Jones”, contengono due scenografiche esplosioni nucleari.

Possiamo immaginare uno scenario possibile.
Poiché i film americani sono avamposto culturale del messaggio del Nuovo Ordine Mondiale cosa trarre dalle recenti tendenze made in Los Angeles?
A cosa ci vogliono preparare?

La situazione economica statunitense sta vertiginosamente scivolando verso l’abisso, il “blocco cardanico” dell’economia innescato dalla crisi dei prestiti facili, il combustibile che ha artificialmente tenuto in aria la mongolfiera a stelle e strisce.
Il pallone gonfiato del credito ai barboni sta esplodendo investendo l’economia quotidiana.
Gli americani hanno speso tutto quello che sono riusciti a farsi prestare giocandosi ogni via di fuga dall’ecatombe economica e sociale.
Il settore degli autoveicoli con automobili gigantesche e assetate di benzina sono uno dei simboli principali del consumismo USA.
E li si vedono le crepe ormai grandi come canyon del tracollo.
Le azioni della General Motors sono tornate al livello del 1955 (!) quando la popolazione del paese era di 166 milioni di abitanti quasi la metà del numero attuale.
La Chrysler, in crisi da anni in verità, ha accusato un giugno 2008 da brivido con chiusura di vari stabilimenti addirittura per mesi continuativamente. La Ford sta cercando di sbarazzarsi della Volvo comprata nel ’99 per 6,45 miliardi di dollari. Oggi non riesce a rifilarla alla Renault per 2,4 miliardi. Forse la venderà ai cinesi che semplicemente restituiranno una montagna di carta straccia a chi la carta straccia l’aveva emessa.

Nemesi del modello americano.
Le industrie dell’auto stanno facendo bancarotta per l’incapacità di adeguarsi velocemente al nuovo prezzo della benzina prigioniere come sono della mentalità delle super auto, dei SUV chilometrici, lo status symbol di Hollywood.
L’indice Dow Jones ha chiuso i primi sei mesi male come non accadeva dal 1970.
Non parliamo poi delle banche le cui cifre in perdita si rincorrono l’un l’altra in un mulinare vorticoso di “sofferenze” di cui si sta perdendo il conto.
“Lo stile di vita americano non è in discussione” disse una volta l’idiota Bush; è vero, nel senso che non si può più fare niente per salvare l'iperconsumismo, indiscutibilmente.
Il crollo degli Usa, cominciato come una palla di neve rotolante di subprime, sta per irrompere a valle come valanga di defaults delle carte di credito, delle rate delle auto e delle infrastrutture come evidenziato dalle inondazioni nel Midwest.

E l’Europa?
Affannata da un’inflazione senza crescita economica, dalle esportazioni in difficoltà per la forza della moneta unica cerca di resistere alla dittatura del trattato di Lisbona.
La BCE sta per aumentare il tasso di sconto in risposta all’impennata inflattiva che ci invischia in un clima “preeuro”.
Ineluttabile che la moneta unica europea diventi più forte e stabile , dunque la divisa di riserva internazionale in luogo del biglietto verde esangue e moribondo

Lampante che per l’egemonia del Quarto Reich sembra essere arrivata a una fine.
Loro lo sanno.
Hanno provato a sfaldare la stabilità economica e sociale del vecchio continente tramite l’immigrazione selvaggia, una congiura contro l’Europa.
Ma il processo di disfacimento degli Usa è più rapido del previsto, occorrono azioni più drastiche e repentine.
Ci si può aspettare quindi un colpo di coda spettacolare per annientare l’Europa e la sua moneta unica.
Ci vuole un altro 11 settembre, anzi ancora più terribile, ancora un megaattentato per “accentuare degli sforzi sulla sicurezza globale”.

Una bella esplosione atomica è la soluzione più attendibile.
A spazare via un pezzo di civiltà e persuadere i sempre più riottosi investitori asiatici e arabi che solo il biglietto verde è l'unica salvezza e garanzia per le loro ricchezza e “lotta al terrorismo globale”.
Al solito incolpata sarà la solita Al Qaeda, o meglio una qualche “filiale” facente capo ad uno dei suoi tanti “numeri due”.
Strana organizzazione alquanto “la base” dalla gerarchia decisamente appiattita. Sicché oltre all’enigmatico evanescente capo assoluto Bin Laden esisterebbero una pletora di “numeri due” che manco si conoscono capeggianti una moltitudine di esecutori. Questi votati docilmente al martirio per la causa a differenza delle vicine gerarchie di riferimento.
Talmente plausibile come entità che il capo della polizia italiana Manganelli l’ha definita “non esistente”.

In quale zona dell’Europa potrebbe più probabilmente scoppiare la bomba dell’Apocalisse?
Non vi è bisogno neanche di chiederselo.
Qui, nel bananeto per eccellenza, nella burletta tricolore ovvero la Guantanamo del continente.
Un nome una garanzia.
In Gran Bretagna, patria degli Illuminati, gli alleati hanno sembra rimosso le loro bombe atomiche a scapito di “incidenti”.
Le bombe stanno per un numero attorno a 90 (la paura della smorfia napoletana) nella penisola italica.
Un segreto di Pulcinella.
Si sa dagli anni 80 che a Ghedi vi è la bomba.
Basta andare a rileggere le cronache delle numerose manifestazioni, in vero molto locali, delle organizzazioni pacifiste e ambientaliste nel comune bresciano. Anche l’attuale sindachessa sinistroide vi aderiva ma a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni di stupore sembra essernese scordata.

Subito dopo l’esplosione atomica, diciamo dopo la settimana di terrore globale, ecco qualcosa di più leggero per distrarre l’opinione pubblica dai particolari del primo evento. Come avvenne con la stranissima storia dell’attacco all’antrace programmato dai cospiratori onde distogliere la pubblica attenzione dai primi dubbi e controverse testimonianze sugli eventi di Manhattan.
La stampa “libera” paragonò il caso antrace con il caso Unabomber.
Quattro anni dopo il 2001, a seguire gli attentati “islamici” di Londra, ricorderete, comparve il “nostro” di Unabomber nordestino a distogliere i media dalla cerneficina.
Rammento chiaramente che un solo giorno dopo i terribili attentati londinesi i maggiori telegiornali italioti relegarono la notizia in secondo piano aprendo a tutta tromba sul cattivissimo, mai smascherato, attentatore triveneto.
Un po’ come avviene comunemente quando qualche immigrato o meridionale commette un reato grave, troppo grosso da potere essere nascosto con la “privacy”, per cui i giornali vanno a cercare col lanternino eventi delittuosi il cui responsabile si chiami “Bonetti” o “Marangon”. Il cognome ben evidenziato dai giornali e chiaramente pronunciato in radio e TV.

Vi sembra uno scenario improbabile?
Troppo la trama di un film?
Mica tanto.
Per chi ha inscenato, ormai è semiufficiale, l’incidente nel golfo del Tonchino per giustificare l’escalation militare nella guerra del Vietnam, per chi ha inscenato gli sbarchi sulla Luna tutto è possibile.
Il conflitto in Vietnam non servì a nulla, se non a ingrassare l'apparato militar-industriale, una inutilissima contrapposizione ideologica, che tuttavia costò oltre 58mila morti tra i soldati americani (allora di leva) e un numero imprecisato, enormemente superiore di civili vietnamiti. Per quanto se ne sa la simulazione degli allunaggi, ha finora provocato l'ammazzamento di sola qualche decina di persone, giornalisti investigativi ed ex dipendenti Nasa, di cui il più famoso l’astronauta Jim Irwin, che stavano per spiattellare tutto.
Di solito gli yankee fanno bene le cose solo al cinema, nel real world spesso fanno cilecca, speriamo anche questa volta dato che vi è un solo modo in cui loro riescono a vincere nel mondo reale, come ben sanno gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki...
Attendendo l'Evento, impariamo a odiare la bomba.

F. Maurizio Blondet

falsoblondet.blogspot.com

Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny