giovedì 3 luglio 2008

Sei preoccupata o preoccupato per i tuoi soldi? "Ma no, stai tranquilla o tranquiilo", ti dicono in banca!


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.


Gentile lettrice e gentile lettore, in questi giorni nelle ONESTISSIME banche italiane, si stanno rivolgendo parecchi clienti, per chiedere come comportarsi con i soldi investiti.

Ti ricordo, qualora non ne fossi a conoscenza che la BANCA D'ITALIA, CHE DOVREBBE CONTROLLARE LE BANCHE, E' DI PROPRIETA' DELLE BANCHE STESSE: non é una barzelletta, é la verità. IL CONTROLLORE E' IL CONTROLLATO, IL CONTROLLATO E' IL CONTROLLORE. Ti comunico che non sei su "Scherzi a parte". E ti ricordo che i dipendenti bancari "lavorano" con l'incubo di dover rispettare il budget!

Ed ecco come, più o meno, avviene la scena quando una persona arriva in filiale.


Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? (NON DISINVESTIRE CARISSIMO CLIENTE).

Se ci ascolti per un momento capirai . Lui è il gatto, ed io la volpe (O INTESA SANPAOLO OPPURE UNICREDIT CAPITALIA OPPURE MPS ANTONVENETA), stiamo in società di noi ti puoi fidar. (STAI TRANQULLO CARISSIMO CLIENTE!).

Puoi parlarci dei tuoi problemi, dei tuoi guai, i migliori in questo campo siamo noi, è una ditta specializzata, fa un contratto e vedrai che non ti pentirai. (SOTTOSCRIVI UN PRODOTTO DI INVESTIMENTO CHE TI INDICHIAMO NOI O SOSTITUISCI QUELLO CHE HAI FATTO CON UN ALTRO, MA CHE TI INDICHIAMO SEMPRE NOI, EH!).

Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai, noi sapremo sfruttare le tue qualità, dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso per la celebrità! (ANALIZZIAMO LE TUE ESIGENZE!!!!).

Non vedi che è un vero affare, non perdere l'occasione, se no poi te ne pentirai, non capita tutti i giorni di avere due consulenti, due impresari,che si fanno in quattro per te! (LO FACCIAMO PER TE CARISSIMO CLIENTE!).

Avanti, non perder tempo, firma qua è un normale contratto, è una formalità, tu ci cedi tutti i diritti e noi faremo di te un divo da hit parade! (SONO CONTRATTI CHE SONO STATI AUTORIZZATI DALLE ONESTISSIME ISTITUZIONI CHE CI CONTROLLANO: LA BANCA D'ITALIA E LA CONSOB!)

Non vedi che è un vero affare, non perdere l'occasione, se no poi te ne pentirai, non capita tutti i giorni di avere due consulentidue impresari,che si fanno in quattro per te! (TE LO RIPETIAMO: LO FACCIAMO PER TE CARISSIMO CLIENTE!).

Quanta fretta, ma dove corri, dove vai? (MAGARI, CARO CLIENTE, NON E' CHE CI PUOI DARE IL NOME DI QUALCHE TUO CONOSCENTE, CHE ABBIAMO DELLE OFFERTE ECCEZIONALI ANCHE PER LUI!).

Che fortuna che hai avuto ad incontrare noi! Lui è il gatto, io la volpe, siamo in società, di noi ti puoi fidar.. di noi ti puoi fidar...di noi ti puoi fidar! (SE NON LO DOVESSI AVER CAPITO, TE LO RIPETIAMO: LO FACCIAMO PER TE CARISSIMO CLIENTE!).

Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ...... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Lo scivolone delle Borse mondiali, che da inizio anno hanno perso il 20% bruciando solo a giugno 3mila miliardi di dollari, ha penalizzato anche i valori di obbligazioni e polizze strutturate. Questi prodotti - conosciuti anche con il nome di index linked perché il loro rendimento è legato all’andamento di un indice sottostante - negli ultimi anni hanno avuto un forte exploit di collocamenti negli sportelli di banche, assicurazioni e poste. Sul tema è intervenuto anche Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) che ieri ha ricordato che «i cda di alcune compagnie di assicurazione non sono stati informati con modalità e termini appropriati dell’andamento di quei prodotti index linked che nell’ultimo anno hanno subito perdite significative per effetto della caduta dei mercati e downgrading degli emittenti dei titoli di riferimento».

I titoli strutturati. I titoli index linked sono di vario tipo. Nella maggior parte dei casi funzionano in un modo simile al seguente: fatto 100 il prezzo di emissione, una quota pari a 87,5 viene investita in obbligazioni che renderanno 100 alla scadenza (rendimento garantito), 3 vanno direttamente al collocatore e 9,5 vengono investiti in un’opzione che consente di ottenere una performance ulteriore (rendimento variabile) al verificarsi di determinate condizioni nell’arco di vita del prodotto (oscilla tra i 5 e i 7 anni). Nel dettaglio, la rivalutazione aggiuntiva è legata (linked) all’andamento di beni sottostanti, in genere uno o più indici (index) azionari.

Extra rendimenti a rischio. La burrasca in Borsa negli ultimi sei mesi rischia, però, di vanificare le possibilità che i risparmiatori che hanno acquistato questi prodotti possano ricevere l’extra rendimento stabilito, perché in molti casi gli indici azionari collegati hanno perso terreno. Lo dimostra anche il fatto che i valori delle quote sono scivolati anche oltre il 30% (si veda tabella) facendo scattare l’obbligo per le compagnie (previsto dalla circolare Isvap 551 e riferito alle polizze index linked) di comunicare la perdita ai contraenti. In molti casi, quindi, ci si dovrà accontentare solo delle cedole (generalmente distribuite nei primi due anni). «Il timing con cui alcune compagnie hanno emesso prodotti strutturati fa riflettere - spiega Fabrizio Premuti, esperto del settore assicurativo di Adiconsum -. Sta di fatto che oggi, le già limitate possibilità in partenza per i risparmiatori di ottenere l’eventuale performance aggiuntiva si sono ulteriormente ridotte». Stesso discorso per i prodotti emessi dalle banche che negli ultimi anni hanno fatto ampio ricorso al finanziamento obbligazionario (secondo Banca d’Italia un italiano su dieci detiene bond bancari). Fra questi, rientrano anche le obbligazioni strutturate che, ripartendo i costi totali per lo più nella fase di sottoscrizione dei contratti, hanno permesso di attualizzare incassi futuri, a beneficio delle ultime trimestrali.

Titoli strutturati: chi ha perso di più da inizio anno

Fondi assicurativi index linked
Obbligazioni index linked

Anonimo ha detto...

Marco cali ti ho inviato un messaggio ieri,per favore quando hai tempo ci dai un'occhiata.grazie e buona giornata

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (Lo scivolone delle Borse mondiali, che .....): grazie per l'ottimo commento. Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (ti ho inviato un messaggio ieri .....) ho risposto all'e-mail. Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Nell'ottica di una diversificazione degli investimenti, vorrei disinvestire E. 50.000 di Bot (su E. 200.000 che ne posseggo) per investirli in obbligazioni BEI in euro con scadenza a 12 - 18 mesi.
Mi puoi segnalare se ci sono obbligazioni BEI della specie ? E quale è il rendimento effettivo netto ?
Grazie Giulio

mirko ha detto...

signoraggio:
http://it.youtube.com/watch?v=mc9t4KTnaY4&feature=user

Anonimo ha detto...

marco è vero che i titoli di stato tedeschi sono i più sicuri?

Anonimo ha detto...

mercoledì 2 luglio 2008
Impariamo a odiare la bomba

Per chi conosce come Hollywood sia stato usato dal potere USA per dominare il mondo non può che inquietare il numero di esplosioni atomiche nei film delle “major”. Almeno in due recenti pellicole di richiamo, “Next” con Nicholas Cage e l’ultimo “Indiana Jones”, contengono due scenografiche esplosioni nucleari.

Possiamo immaginare uno scenario possibile.
Poiché i film americani sono avamposto culturale del messaggio del Nuovo Ordine Mondiale cosa trarre dalle recenti tendenze made in Los Angeles?
A cosa ci vogliono preparare?

La situazione economica statunitense sta vertiginosamente scivolando verso l’abisso, il “blocco cardanico” dell’economia innescato dalla crisi dei prestiti facili, il combustibile che ha artificialmente tenuto in aria la mongolfiera a stelle e strisce.
Il pallone gonfiato del credito ai barboni sta esplodendo investendo l’economia quotidiana.
Gli americani hanno speso tutto quello che sono riusciti a farsi prestare giocandosi ogni via di fuga dall’ecatombe economica e sociale.
Il settore degli autoveicoli con automobili gigantesche e assetate di benzina sono uno dei simboli principali del consumismo USA.
E li si vedono le crepe ormai grandi come canyon del tracollo.
Le azioni della General Motors sono tornate al livello del 1955 (!) quando la popolazione del paese era di 166 milioni di abitanti quasi la metà del numero attuale.
La Chrysler, in crisi da anni in verità, ha accusato un giugno 2008 da brivido con chiusura di vari stabilimenti addirittura per mesi continuativamente. La Ford sta cercando di sbarazzarsi della Volvo comprata nel ’99 per 6,45 miliardi di dollari. Oggi non riesce a rifilarla alla Renault per 2,4 miliardi. Forse la venderà ai cinesi che semplicemente restituiranno una montagna di carta straccia a chi la carta straccia l’aveva emessa.

Nemesi del modello americano.
Le industrie dell’auto stanno facendo bancarotta per l’incapacità di adeguarsi velocemente al nuovo prezzo della benzina prigioniere come sono della mentalità delle super auto, dei SUV chilometrici, lo status symbol di Hollywood.
L’indice Dow Jones ha chiuso i primi sei mesi male come non accadeva dal 1970.
Non parliamo poi delle banche le cui cifre in perdita si rincorrono l’un l’altra in un mulinare vorticoso di “sofferenze” di cui si sta perdendo il conto.
“Lo stile di vita americano non è in discussione” disse una volta l’idiota Bush; è vero, nel senso che non si può più fare niente per salvare l'iperconsumismo, indiscutibilmente.
Il crollo degli Usa, cominciato come una palla di neve rotolante di subprime, sta per irrompere a valle come valanga di defaults delle carte di credito, delle rate delle auto e delle infrastrutture come evidenziato dalle inondazioni nel Midwest.

E l’Europa?
Affannata da un’inflazione senza crescita economica, dalle esportazioni in difficoltà per la forza della moneta unica cerca di resistere alla dittatura del trattato di Lisbona.
La BCE sta per aumentare il tasso di sconto in risposta all’impennata inflattiva che ci invischia in un clima “preeuro”.
Ineluttabile che la moneta unica europea diventi più forte e stabile , dunque la divisa di riserva internazionale in luogo del biglietto verde esangue e moribondo

Lampante che per l’egemonia del Quarto Reich sembra essere arrivata a una fine.
Loro lo sanno.
Hanno provato a sfaldare la stabilità economica e sociale del vecchio continente tramite l’immigrazione selvaggia, una congiura contro l’Europa.
Ma il processo di disfacimento degli Usa è più rapido del previsto, occorrono azioni più drastiche e repentine.
Ci si può aspettare quindi un colpo di coda spettacolare per annientare l’Europa e la sua moneta unica.
Ci vuole un altro 11 settembre, anzi ancora più terribile, ancora un megaattentato per “accentuare degli sforzi sulla sicurezza globale”.

Una bella esplosione atomica è la soluzione più attendibile.
A spazare via un pezzo di civiltà e persuadere i sempre più riottosi investitori asiatici e arabi che solo il biglietto verde è l'unica salvezza e garanzia per le loro ricchezza e “lotta al terrorismo globale”.
Al solito incolpata sarà la solita Al Qaeda, o meglio una qualche “filiale” facente capo ad uno dei suoi tanti “numeri due”.
Strana organizzazione alquanto “la base” dalla gerarchia decisamente appiattita. Sicché oltre all’enigmatico evanescente capo assoluto Bin Laden esisterebbero una pletora di “numeri due” che manco si conoscono capeggianti una moltitudine di esecutori. Questi votati docilmente al martirio per la causa a differenza delle vicine gerarchie di riferimento.
Talmente plausibile come entità che il capo della polizia italiana Manganelli l’ha definita “non esistente”.

In quale zona dell’Europa potrebbe più probabilmente scoppiare la bomba dell’Apocalisse?
Non vi è bisogno neanche di chiederselo.
Qui, nel bananeto per eccellenza, nella burletta tricolore ovvero la Guantanamo del continente.
Un nome una garanzia.
In Gran Bretagna, patria degli Illuminati, gli alleati hanno sembra rimosso le loro bombe atomiche a scapito di “incidenti”.
Le bombe stanno per un numero attorno a 90 (la paura della smorfia napoletana) nella penisola italica.
Un segreto di Pulcinella.
Si sa dagli anni 80 che a Ghedi vi è la bomba.
Basta andare a rileggere le cronache delle numerose manifestazioni, in vero molto locali, delle organizzazioni pacifiste e ambientaliste nel comune bresciano. Anche l’attuale sindachessa sinistroide vi aderiva ma a giudicare dalle sue recenti dichiarazioni di stupore sembra essernese scordata.

Subito dopo l’esplosione atomica, diciamo dopo la settimana di terrore globale, ecco qualcosa di più leggero per distrarre l’opinione pubblica dai particolari del primo evento. Come avvenne con la stranissima storia dell’attacco all’antrace programmato dai cospiratori onde distogliere la pubblica attenzione dai primi dubbi e controverse testimonianze sugli eventi di Manhattan.
La stampa “libera” paragonò il caso antrace con il caso Unabomber.
Quattro anni dopo il 2001, a seguire gli attentati “islamici” di Londra, ricorderete, comparve il “nostro” di Unabomber nordestino a distogliere i media dalla cerneficina.
Rammento chiaramente che un solo giorno dopo i terribili attentati londinesi i maggiori telegiornali italioti relegarono la notizia in secondo piano aprendo a tutta tromba sul cattivissimo, mai smascherato, attentatore triveneto.
Un po’ come avviene comunemente quando qualche immigrato o meridionale commette un reato grave, troppo grosso da potere essere nascosto con la “privacy”, per cui i giornali vanno a cercare col lanternino eventi delittuosi il cui responsabile si chiami “Bonetti” o “Marangon”. Il cognome ben evidenziato dai giornali e chiaramente pronunciato in radio e TV.

Vi sembra uno scenario improbabile?
Troppo la trama di un film?
Mica tanto.
Per chi ha inscenato, ormai è semiufficiale, l’incidente nel golfo del Tonchino per giustificare l’escalation militare nella guerra del Vietnam, per chi ha inscenato gli sbarchi sulla Luna tutto è possibile.
Il conflitto in Vietnam non servì a nulla, se non a ingrassare l'apparato militar-industriale, una inutilissima contrapposizione ideologica, che tuttavia costò oltre 58mila morti tra i soldati americani (allora di leva) e un numero imprecisato, enormemente superiore di civili vietnamiti. Per quanto se ne sa la simulazione degli allunaggi, ha finora provocato l'ammazzamento di sola qualche decina di persone, giornalisti investigativi ed ex dipendenti Nasa, di cui il più famoso l’astronauta Jim Irwin, che stavano per spiattellare tutto.
Di solito gli yankee fanno bene le cose solo al cinema, nel real world spesso fanno cilecca, speriamo anche questa volta dato che vi è un solo modo in cui loro riescono a vincere nel mondo reale, come ben sanno gli abitanti di Hiroshima e Nagasaki...
Attendendo l'Evento, impariamo a odiare la bomba.
F. Maurizio Blondet

falsoblondet.blogspot.com

Marco Ferri ha detto...

"Il vero ladron non è chi rapina una banca ma chi la fonda"

(Bertold Brecht)

Ed io condivido....

Anonimo ha detto...

" Si sta' come d'autunno sugli alberi le foglie" (G.Ungaretti)

http://www.beppegrillo.it/2008/07/il_castello_di.html#amico

markfer ha detto...

ma è vero che la morgan stanley è in mano agli iracheni posseggono il 50 % delle azioni?

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Giulio: ti consiglio di andare sul sito www.tradinglab.it e puoi trovare tutte le Bei che vuoi.
Una, per esempio, é questa:
Codice ISIN: XS0093014610 BEI 4% 15.04.2009
Prezzi aggiornati alle 15:00 del 08.07.2008 Il rendimento netto é del 3,73%.
Un'altra, con scadenza superiore é questa: Codice ISIN: XS0276299541 BEI 3,75% 24.11.2010
Prezzi aggiornati alle 15:02 del 08.07.2008 Il rendimento netto é del 3,92%.
Ma perché non disinvesti 150.000 euro (o meglio tutti i 200.000 euro) e solo 50.000?
Ti ricordo, che sia per l'acquisto che per la vendita, puoi pagare circa 10 euro, INDIPENDENTEMENTE DALL'IMPORTO.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Mirko: grazie del filmato youtube nel quale viene intervistato Eugenio Benettazzo, che ritengo essere il miglior consulente indipendente d'Italia.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (che chiede se i Titoli di Stato tedeschi sono più sicuri): i Titoli di Stato tedeschi sono MOLTO PIU' SICURI dei Titoli di Stato italiani. Non so se siano, in assoluto, i migliori, ma fra i primi posti come affidabilità la Germania lo é di sicuro.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per marco ferri: condivido anch'io.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (che cita Ungaretti): grazie per la segnalazione, anche perché c'é Eugenio Benettazzo, che ripeto, reputo essere il miglior consulente indipendente d'Italia.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per markfer: non ti so rispondere a questa domanda; ma tutto é possibile.............
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Alessandro ha detto...

Mi piace e finalmente sento che sta diffondendosi la cultura del Debitore che controlla il CREDITORE!!
Questo accade ANCHE CON LE ASSICURAZIONI con L'INDENNIZZO DIRETTO....Non Cadeteci!!!
www.alessandrocesaro.it