lunedì 4 agosto 2008

Ma come viene pagato il PROMOTORE FINANZIARIO? Con il MANAGEMENT FEE del RISPARMIO GESTITO!






Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.





Gentile lettrice e gentile lettore , se hai o hai avuto a che fare con un "promotore finanziario" dovresti sapere cos'é il "management fee"! Se non lo dovessi sapere, il "management fee" é, in poche parole, la rendita pepetua che il tuo promotore finanziario percepisce sui tuoi investimenti. Sì, te lo ripeto: il "management fee" é un'entrata costante che il tuo "promotore finanziario" incassa costantemente, QUALSIASI SIA L'ANDAMENTO DEI TUOI INVESTIMENTI.



Il "promotore finanziario" viene generalmente retribuito con 2 forme di provvigioni.



La prima forma consiste in una formula "una tantum", cioé il "promotore finanziario" percepisce una provvigione di vendita nel momento in cui ti fa sottoscrivere un investimento dove sia previsto il pagamento di una commissione. Ad esempio, se un fondo comune di investimento prevede il pagamento di una commissione di entrata del 2% (per te cliente), la metà di questo 2%, quindi l'1%, finisce nelle tasche del "promotore finanziario". Un altro esempio di remunerazione "una tantum" avviene quando il "promotore finanziario" ti PIAZZA una bella (per il "promotore, eh!) obbligazione a capitale garantito. E magari ti dice che questa obbligazione non ha costi (NON E' VERO!).





La seconda forma di provvigione, che per il "promotore finanziario" é la più importante, é quella del "management fee". Prima di farti un esempio, ti voglio indicare quali siano i prodotti che consentono ai "promotori finanziari" di incassare questo "management fee": si tratta del cosiddetto RISPARMIO GESTITO! E, quindi, il "promotore finanziario" incassa SEMPRE dei soldi, qualsiasi sia l'andamento dei tuoi investimenti, su questi prodotti: FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO; SICAV; GESTIONI PATRIMONIALI MOBILIARI O GESTIONI PATRIMONIALI IN FONDI; FONDI PENSIONE; POLIZZE ASSICURATIVE (POLIZZE VITA, UNIT LINKED, INDEX LINKED, FONDI PENSIONE). E, se anche le OBBLIGAZIONI A CAPITALE GARANTITO non rientrano nei prodotti del RISPARMIO GESTITO, devi sapere gentile lettrice e gentile lettore che il "promotore finanziario" incassa regolarmente NEGLI ANNI il "management fee" anche su queste obbligazioni.





Il calcolo del "management fee" avviene trimestralmente e rappresenterebbe lo stipendio fisso del "promotore finanziario". Per farto ora l'esempio, un "promotore finanziario" che ha un "portafoglio clienti", tramite i prodotti del risparmio gestito appunto, di 10.000.000 di euro, e che percepisce un "management fee" dell'1%, incassa regolarmente, OGNI ANNO, 100.000 EURO (CENTOMILA EURO) lordi. Da sottolineare il fatto che il "managent fee" rimane immutato per il "promotore finanziario", anche nel caso in cui i soldi investiti dalle persone dovessero scendere. Ma la discesa del capitale investito incide molto di più a te, gentile lettrice e gentile lettore. Se, ad esempio, hai affidato ad un "promotore finanziario" 100.000 euro in FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO (e/o SICAV e/o GESTIONI PATRIMONIALI, etc.) e questo capitale é sceso a 80.000 euro, tu hai perso 20.000 euro, mentre il "promotore finanziario", che prima guadagnava sui 100.000 l'1% (e quindi 1.000 euro), ora si trova a guadagnare su 80.000 euro sempre l'1% (e quindi 800 euro). Alla fin fine chi paga é sempre il cliente. Infatti il "promotore finanziario" guadagna SEMPRE ANCHE SE IL TUO CAPITALE DOVESSE SCENDERE! Sarà forse per questo motivo che più di qualche "promotore finanziario" consiglia ai propri clienti di non disinvestire?



Ti ricordo che il consulente finanziario indipendente NON PERCEPISCE NE' PROVVIGIONI DI VENDITA, NE' PROVVIGIONI DI MANAGEMENT FEE.



Ah, scusa mi stavo dimenticando di dirti che, praticamente, tutti i manager (AREA MANAGER, DISTRICT MANAGER, BUSINESS MANAGER, PROFESSIONAL MANAGER, etc), che "comandano" i "promotori finanziari" percepiscono anch'essi il "management fee": e chi lo paga? Sempre i clienti ......



Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!



26 commenti:

Antonio ha detto...

8 mesi fa circa avevo fatto vedere l'articolo sui mercati azionari che aveva scritto lei, Calì, al mio promotore finanziario. E sa cosa mi aveva detto? Di non disinvestire! E che i mercati azionari non sarebbero scesi!
Antonio

Anonimo ha detto...

I promotori sono dei pappagalli, come i dipendenti di banca. Pur di farti restare con loro sarebbero disposti a farsi .......

Anonimo ha detto...

Come sempre, quelli che ti attaccano, se ne stanno zitti.

Anonimo ha detto...

Prima volta che succede dal 6 maggio scorso
(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Il petrolio e' sceso sotto 120 dollari a New York per la prima volta da tre mesi, dal 6 maggio scorso. Il prezzo e' sceso fino a 119,76; rispetto al massimo storico di 147,27 dollari toccato l'11 luglio, i futures hanno lasciato sul terreno piu' di 27 dollari. Il calo viene da molti osservatori addebitato al fatto che il ciclone Edouard non dovrebbe arrecare danni agli impianti posizionati sulle coste del Texas.

Cali il petrolio sta scendendo...come mai?

markfer ha detto...

Dov'erano la Consob e la Banca d'Italia quando avvenivano gli scandali finanziari? Non ci convince che non ne sapessero niente, ma ci convince la loro connivenza, se non la complicità.

Noi dell'Italia dei Valori abbiamo preparato un pacchetto di leggi che in materia di risparmio e credito mirano a trovare fondi per il rilancio dell'economia del Paese. Ma invece di prendere ai deboli per dare ai forti, toglie ai furbi per dare a tutti i cittadini.

Tra le nostre proposte di legge prevediamo l'abolizione della clausola di massimo scoperto bancario, misure per l'introduzione della ''proprietà popolare della moneta'', il divieto per i comuni di piccole dimensioni di sottoscrivere strumenti finanziari derivati, la vendita parziale delle riserve auree dello Stato a beneficio del debito pubblico, nuove norme sulla proprietà della Banca d'Italia e la trasformazione delle banche popolari in società per azioni di diritto speciale.

Proponiamo inoltre la costituzione di due nuove commissioni parlamentari di inchiesta. Una sull'operato dell'Isvap, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, per indagare sulle anomalie del sistema che continua a comportare un indiscriminato aumento delle tariffe assicurative, nonostante l'avvenuta liberalizzazione. L'altra sull'operato di Consob e Banca d'Italia relativamente agli scandali e ai dissesti finanziari e industriali, nonché alla distribuzione dei bond argentini presso i risparmiatori italiani.

Noi chiediamo che il Parlamento si interessi di cose serie piuttosto che di lodi vari. A chi ci accusa di essere eversivi rispondiamo che eversivi sono quelli che tengono nascoste queste problematiche per tenersi il malloppo. Di questo pacchetto si parlerà poco perché e' più facile sparlare dell'Italia dei valori e identificarla come il partito che si occupa di giustizia e porta avanti il giustizialismo.


Dal blog di Di Pietro Marco ne sta parlando Di Pietro...un politico che parla di banca l'abbiamo trovato...

jerico75 ha detto...

Per anonimo che vuole sapere perchè il petrolio sta scendendo di valore voglio dire di aspettare l' inverno quando bombarderanno l' Iran: il giorno dopo ti conviene comprarti una bicicletta se non vuoi acendere un mutuo per fare il pieno all' auto.Ciao e buone ferie a tutti.

Leopoldo ha detto...

Sugli Etf é previsto il management fee?

Anonimo ha detto...

Il petrolio sta scendendo, molto probabilmente perché lo stanno razionando, presto finirà, almeno per noi comuni mortali.

Anonimo ha detto...

Il petrolio sta scendendo, molto probabilmente perché lo stanno razionando, presto finirà, almeno per noi comuni mortali.

Anonimo ha detto...

Mi togliete una curiosità?Ma il signoraggio è vero o sono tutte cazzate?

Anonimo ha detto...

Per anonimo che chiede del signoraggio.
Il signoraggio non è una cazzata ma nemmeno è una cosa oscena come vuol farla passare qualcuno su questo blog.
C'è tanta letteratura in materia ma mi limito a riportarti quanto è scritto, in maniera sintetica ma semplice ed esauriente, su Wikipedia.

Signoraggio
Da Wikipedia
Il signoraggio è l'insieme dei redditi derivante dall'emissione di moneta. Il termine deriva dal francese "seigneur", che in italiano significa "signore". Nel Medio Evo infatti erano i signori feudali i titolari del diritto di battere moneta e i beneficiari del guadagno che ne derivava. Oggi gli economisti intendono per signoraggio, i redditi che la banca centrale e lo stato ottengono grazie alla possibilità di ricreare base monetaria in condizioni di monopolio.

Bagliano e Marotta, in Economia monetaria, Il Mulino, definiscono il signoraggio (pag. 18) come segue:

« In linea di principio, la creazione di base monetaria in condizioni di monopolio dà la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio) pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dall'investimenti in attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di produzione. Poiché questi redditi derivano dalla condizione di privilegio concessa dallo Stato, i profitti sono in genere incamerati in misura prevalente da quest'ultimo, sotto forma di imposte. Un limite alla produzione, potenzialmente illimitata di base monetaria è posto dall'obiettivo del mantenimento di un livello dei prezzi relativamente stabile, data la relazione diretta che storicamente si è osservata tra inflazione e offerta di moneta. »


La Banca d'Italia definisce il signoraggio in questo modo:[1]

« Per signoraggio viene comunemente inteso l'insieme dei redditi derivanti dall'emissione di moneta. Con riferimento all'euro il reddito da signoraggio generato dall'emissione della moneta è definito come reddito originato dagli attivi detenuti in contropartita delle banconote in circolazione e viene ricompreso nel calcolo del reddito monetario che, secondo l'articolo 32.1 dello Statuto del SEBC, è “Il reddito ottenuto dalle Banche Centrali Nazionali nell'esercizio delle funzioni di politica monetaria del Sistema Europeo delle Banche Centrali. »

La Banca d'Italia è una società di diritto pubblico costituita da quote di partecipazione di enti privati[2]. Il signoraggio ottenuto dal conio di moneta viene diviso in proporzione con i partecipanti al capitale e con il pagamento delle relative tasse allo Stato[3]. Va sottolineato che il prelievo fiscale assorbe gran parte dei redditi da signoraggio e che la destinazione dell'utile netto avviene nel rispetto delle norme dello statuto della Banca d'Italia, i dividendi destinati ai partecipanti non possono quindi superare il 6% del capitale sociale della Banca d'Italia (pari a 156.000 euro), cui può aggiungersi su approvazione del Consiglio Superiore, un ulteriore 4% del valore nominale del capitale.

Storia del signoraggio
Nell'antichità, quando la base monetaria consisteva di monete in metallo prezioso, chiunque disponesse di metallo prezioso poteva portarlo presso la zecca di Stato, dove veniva trasformato in monete con l'effigie del sovrano. I diritti spettanti alla zecca e al sovrano erano esatti trattenendo una parte del metallo prezioso. Il signoraggio in tale contesto è dunque l'imposta sulla coniazione, noto anche come diritto di zecca. Il valore nominale della moneta e il valore intrinseco delle monete non coincidevano, a causa del signoraggio e dei costi di produzione delle monete. L'imposta sulla coniazione poi serviva a finanziare la spesa pubblica. Nel caso in cui lo Stato possedesse miniere di metallo prezioso, il signoraggio coincideva con la differenza tra il valore nominale delle monete coniate e i costi per estrarre il metallo prezioso e coniare le monete. Già con i romani, da Settimio Severo si può parlare di signoraggio: questo imperatore dimezzò la quantità di metallo prezioso contenuto nelle monete, mentre lasciò invariato il valore nominale.

Con la rivoluzione industriale si assiste al graduale abbandono dei sistemi monetari fondati sui metalli preziosi e sulla convertibilità delle monete in metalli preziosi. La crescita degli scambi economici provocata dalla rivoluzione industriale rese necessario l'uso di monete la cui offerta potesse essere regolata a piacimento dalle banche centrali e non fosse vincolata dalla limitata disponibilità di metalli preziosi. Inoltre l'affermarsi di talune monete, sempre più diffuse e accettate negli scambi internazionali, rese obsoleto il ricorso ai metalli preziosi per regolare tali scambi. Infine l'affermazione del biglietto di banca e di altre forme di pagamento svincolate dall'uso di metalli preziosi si spiega con la praticità dei sistemi di pagamento che non obbligano a trasferire ingenti quantità di pesante metallo prezioso.

Il 4 giugno 1963 il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l'ordine esecutivo numero 11110[4], che permetteva al governo statunitense il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve. La moneta nel progetto di Kennedy era garantita dalle riserve federali di argento. Presso la Corte Suprema non furono sollevati quesiti di anticostituzionalità contro questo provvedimento. In tutto Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari.
Poco dopo l'assassinio di Kennedy l'ordine esecutivo 11110 cadde in disuso.


Il signoraggio oggi
Nei paesi dell'area euro, il reddito da signoraggio viene incassato dai paesi membri per il conio delle monete, e dalla Banca Centrale Europea (BCE) che emette le banconote in condizioni di monopolio[5]. Tali redditi sono poi ridistribuiti dalla BCE alle BCN (banche centrali nazionali) in ragione della rispettiva quota partecipazione es. BankItalia 12,5%[6]. I singoli stati nazionali provvedono in seguito a prelevare gran parte di tali redditi dalla Banche centrali tramite il prelievo fiscale.[citazione necessaria] In taluni casi, come per la Bank of England, essendo la banca centrale completamente di proprietà statale, il reddito derivato dall'emissione delle banconote viene indirettamente incamerato interamente dallo stato.

I singoli stati, tra i quali lo Stato Italiano, incassano reddito derivante dal diritto di emettere monete metalliche, dal quale devono sottrarre i costi per produrle. Si tratta di un reddito quasi sempre modesto, eccezion fatta nel caso di stati di piccole dimensioni come la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano le cui monete diventano oggetto di collezione.

Si può quindi distinguere il reddito derivante dal diritto di emettere in esclusiva moneta in due grandi categorie: il reddito derivante dall'emissione di monete metalliche e quello derivante dall'emissione di altre forme di moneta. Questo viene incassato solitamente dalla banca centrale, il primo dallo Stato.

La differenza è tratteggiata dalla Banca Centrale del Canada nel proprio sito [7]. Mentre nel caso delle monete metalliche il reddito consiste nella differenza tra il valore nominale delle monete metalliche emesse e il costo per produrle, nel caso dell'emissione di monete non metalliche il reddito consiste negli interessi maturati sui titoli acquistati a fronte dell'emissione di moneta. Tali redditi, incamerati dalla banca centrale, servono a pagarne i costi e le imposte sull'emissione di moneta. Il reddito da signoraggio viene in parte incamerato dallo Stato che ha concesso alla banca centrale il diritto di emettere base monetaria in condizioni di monopolio.
Quando una moneta (in senso lato) esce dalla circolazione perché distrutta o collezionata dai numismatici, lo Stato (o la Banca) che l'ha emessa può coniarne o stamparne un'altra di ugual valore, incamerandone il relativo reddito da signoraggio.


Signoraggio e inflazione
Nulla impedisce agli Stati di finanziare la propria spesa pubblica battendo moneta, ovvero emettendo moneta che invece di essere utilizzata per acquistare titoli di stato venga usata per pagare i costi dello stato. Tuttavia è universalmente accettato dagli economisti che tale pratica genera inflazione, con costi per la collettività, la cosiddetta “tassa da inflazione”, che la maggior parte degli stati preferisce limitare. Per tale ragione l'ipotesi di finanziare la spesa pubblica attraverso l'emissione di moneta viene considerata non praticabile. Non perché essa non lo sia dal punto di vista teorico, ma perché impraticabile dal punto di vista pratico.

Non sono mancati tuttavia casi in cui massicce (o anche modeste) emissioni di moneta sono servite a finanziare la spesa pubblica, con effetti modesti sull'inflazione quando l'offerta di moneta era insufficiente o quando l'immissione di moneta nell'economia è avvenuta per breve tempo.

A tali casi si possono ricondurre per esempio esperienze di emissione di moneta per finanziare la spesa pubblica nel periodo fascista. In altri contesti, come accaduto in Germania durante la Repubblica di Weimar o in periodi più recenti in paesi del Sud America, il finanziamento massiccio della spesa pubblica attraverso l'emissione di moneta ha provocato fenomeni di iperinflazione.

Gli effetti devastanti delle esperienze di iperinflazione e quelli più limitati, ma comunque negativi, di periodi prolungati di inflazione elevata hanno condotto le autorità politiche e monetarie ad adottare politiche che scongiurassero il ritorno a situazioni simili. Pertanto le scelte relative all'emissione e al controllo della base monetaria sono state delegate, nella gran parte dei paesi avanzati, a banche centrali autonome dal potere politico, che troppo spesso si è dimostrato incapace di limitare l'emissione di moneta per finanziare la spesa pubblica.

Signoraggio e falsari [modifica]
Anche nel caso dei falsari si può parlare guadagno da signoraggio perché, una volta create le banconote o monete che siano, le utilizzano per scopi personali. In questo caso si può dire che essi guadagnino tutta la differenza fra valore nominale e intrinseco, ovvero se per "produrre" una banconota da cento euro spendono 1 €, ne guadagnano 99.

Signoraggio e dollarizzazione
Quando un paese adotta una moneta straniera come valuta con corso legale, rinuncia pertanto al diritto di signoraggio. La dollarizzazione, ovvero la sostituzione della moneta locale con il dollaro statunitense, comporta due tipi di perdite relative al signoraggio: da un lato a mano a mano che si ritira dalla circolazione la moneta nazionale cambiandola con la divisa straniera, le autorità monetarie devono ricomprare la massa di moneta di proprietà del pubblico e delle banche, restituendo i diritti di signoraggio che si erano accumulati con il tempo. Inoltre le autorità monetarie perdono i guadagni relativi al signoraggio nel futuro.

Nel contempo gli Stati Uniti aumentano le loro entrate relative al signoraggio ed è sorto un dibattito in merito alla possibilità che gli USA cedano parte di questi guadagni alle economie dollarizzate. A questo riguardo esiste un precedente negli accordi sottoscritti dal Sudafrica e altri tre stati africani che utilizzano il rand come valuta avente corso legale (Lesotho, Namibia e Swaziland).

Sebbene gli USA non abbiano sottoscritto fino ad oggi alcun accordo con Panama o con altri paesi in cui il dollaro ha corso legale, nel Senato degli Stati Uniti sono state presentate proposte legislative relative al rimborso dei diritti di signoraggio.


In Italia
Il signoraggio sulle monete da 1 e 2 euro
Nel 2002 l'ex Ministro dell'economia Giulio Tremonti propose, sull'onda della protesta per l'introduzione dell’euro, di stampare banconote di pari valore. Il 12 Settembre l'allora Presidente della BCE Wim Duisenberg in una conferenza stampa in risposta a Tremonti disse:

« Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare. Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so. »


Riguardo al conio degli euro, le banconote vengono stampate dalle singole Banche Centrali su commissione della BCE, mentre le monete vengono coniate direttamente dalle zecche di ogni nazione europea. Il signoraggio derivante dal conio delle monete viene quindi incamerato direttamente dagli stati membri. È su questa argomentazione che Duisemberg aveva posto l'accento, rivolgendosi al ministro Tremonti.


La corte di Cassazione sul signoraggio
La Corte di Cassazione nel luglio del 2006[8] ha giudicato una richiesta di un cittadino a ottenere la propria quota di reddito da signoraggio. Ha osservato che la pretesa si fonda non sul mancato rispetto delle regole giuridiche da parte della Banca d'Italia, bensì su un diverso modo di distribuire il reddito da signoraggio, auspicato dal cittadino che ha chiamato in giudizio la Banca d'Italia.

Tale richiesta, che configura secondo la Cassazione una pretesa di mettere in discussione la scelte con cui lo stato ha configurato la propria politica monetaria, attraverso gli organi istituzionali competenti, secondo la Cassazione esula dall'ambito della giurisdizione, in quanto non tocca al giudice sindacare il modo in cui lo stato esplica le proprie funzioni sovrane.

Prima di questa sentenza la Banca d'Italia aveva messo in guardia i cittadini dall'adire le vie legali seguendo la sentenza del giudice di Pace di Lecce, sentenza poi resa vana dalla sentenza della Cassazione.

La sentenza di un giudice di pace il cui consulente tecnico ha dichiarato l'esistenza del signoraggio è stata così commentata da un comunicato ufficiale della Banca d'Italia:

« In relazione alle numerose richieste di pagamento, formulate rivendicando la proprietà collettiva della moneta unica europea e il relativo reddito da signoraggio, pervenute alla Banca d'Italia a seguito della diffusione data dai mezzi di informazione alla sentenza del Giudice di pace di Lecce n. 2978/05, l'Istituto informa che la sentenza, avente effetto solo tra le parti dell'originario giudizio, costituisce una pronuncia del tutto isolata, già disattesa dal Giudice di pace di Pizzo Calabro il quale, con sentenza depositata l'8 aprile c.a. e con altre 17 decisioni di analogo tenore, ha ritenuto i singoli componenti delle collettività nazionali privi del potere di agire in giudizio per contestare le pubbliche potestà di emissione della moneta e di gestione del valore monetario. La sentenza del Giudice di pace di Lecce è stata impugnata dalla Banca d'Italia presso la Suprema Corte di Cassazione, cui è rimessa la decisione definitiva della controversia, che sarà discussa prima dell'estate.Si informa, infine, che, già prima dell'adozione della moneta unica, la magistratura aveva ripetutamente respinto simili azioni di rivendica della proprietà collettiva della massa monetaria, coltivate nei confronti della Banca d'Italia, quale Istituto di emissione della lira talvolta condannando gli attori al risarcimento del danno per lite temeraria. In considerazione di quanto sopra, la Banca d'Italia continuerà a respingere le richieste di pagamento del reddito da signoraggio. »



Le interrogazioni parlamentari
Questa voce di sezione è solo un abbozzo: contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.
Nel corso del tempo vi sono state diverse interrogazioni parlamentari sia in Italia [9] [10] sia al parlamento Europeo, in questa sede da parte di Roger Helmer (PPE-DE), Charles Tannock (PPE-DE) e Theresa Villiers (PPE-DE)[11]. Nonostante le discussioni sul tema signoraggio siano avvenute in queste importanti sedi, le varie interrogazioni non hanno portato a conclusioni pratiche, e il mondo dell'informazione ne ha sostanzialmente taciuto. Il principale motivo di tale disinteresse risiede nel fatto che i principali beneficiari dei redditi da signoraggio sono in realtà proprio gli stati nazionali e non soggetti privati come da più parti sostenuto.[citazione necessaria]


"La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote all'interno della Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità."
^ La partecipazione al capitale della BCE
^ Seigniorage Revenue (EN)
^ Corte di Cassazione, Sentenza n° 16751, 21 luglio 2006
^ Camera dei Deputati - Interrogazione Parlamentare 10/09/2007
^ Impegnativa per il Governo Italiano 9/2272-bis/3 dell' On.Buontempo
^ Parlamento Europeo - Interrogazione del 12 Giugno 2002

COME VEDI L'ARGOMENTO SIGNORAGGIO E' SERIO E RICHIEDE PROFONDA CONOSCENZA PER ESSERE TRATTATO CON APPROPRIATEZZA. NON LO SI PUO' LIQUIDARE CON QUATTRO COMMENTI SUPERFICIALI COME SI FA IN QUESTO BLOG ( O FORSE, MI DOMANDO, QUALCUNO AUSPICA L'ABOLIZIONE DELL'ATTUALE SITUAZIONE PER TORNARE AL VERO VECCHIO SIGNORAGGIO SOSTITUENDO LO STATO CON L'ATTUALE PADRONE-CAVALIERE? )

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo del lunghissimo ed esaustivo post: probabilmente dare potere al governo, ad esempio un governo come il nostro attuale di stampare banconote sarebbe la nostra certa e rapida fine, anzi, coinvolgerebbe anche il resto d'Europa in una turbinosa inflazione a valanga, ma permettimi di dubitare fortemente che i proventi del signoraggio vengano così democraticamente ridistribuiti agli stati come tu credi!
Gianni

heleni ha detto...

preferisco il sito www.signoraggio.com , non certamente la wikipedia.

Anonimo ha detto...

Per Heleni.
Si sono d'accordo.
Non ti conosco ma posso capire che il sito www.signoraggio.com sia per te da preferire.
Ogni utente deve nutrirsi del piatto adatto al suo palato.
All'anonimo al quale ho fornito la lunga risposta sul signoraggio ho ritenuto di servire qualcosa adatto a un palato ben diverso. Nel tuo caso va bene quello che passa la mensa del sito che menzioni.
Ciao

Anonimo ha detto...

Beh chi crede alle istituzioni, e che il signoraggio sia poca cosa mangia il suo solito piatto di merda, ed è pure contento, quanti servi baciapile felici!

Anonimo ha detto...

Da quello che ho capito in questi mesi, (non è detto che abbia capito bene quindi informatevi e non prendete per oro colato quello che scrivo), il signoraggio primario funziona così: chi stampa ti vende la banconota da 5 euro + le spese per stamparla senza avere dietro depositato il valore in oro. Ti vende carta. Tu Stato acquisti quindi 5 euro + le spese. A questo punto si innesca una circolo che non finisce più perchè per pagare il 5+x devi chiedere altra moneta che devi pagare di nuovo 5+x e così via ed il tuo debito pubblico non potrà mai diminuire ma aumentare. Il 4% max che possono incassare le banche parebbe non esatto. Qui mi fermo e vi invito a cercare bene su internet ed a non fermarvi solo a Wikipedia

Un sito che ne parla e spiega bene è www.ilconsapevole.it

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Antonio: tante persone, purtroppo, sono coinvolte con i mercati azionari e hanno subito forti perdite.
Molti analisti prevedano un rialzo della borsa...........
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (I promotori sono dei pappagalli, come i dipendenti di banca. Pur di farti restare con loro sarebbero disposti a farsi .......): l'unico interesse delle banche é di fare soldi. ma per loro e non per i clienti.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo ( Come sempre, quelli che ti attaccano, se ne stanno zitti): non saranno interessati a commentare ..........
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo(Prima volta che succede dal 6 maggio scorso
(ANSA) - ROMA, 4 AGO - Il petrolio e' sceso sotto 120 dollari ......): é evidente che il petrolio abbia delle oscillazioni, anche al ribasso, molto forti. Pensi che nel gennaio 2007 il petrolio valeva 51 dollari al barile. Le ricordo che sul petrolio, come su tutti gli strumenti finanziari, é possibile investire sia al rialzo che al ribasso. E con la leva finanziaria. Così, i potenti mettono in giro qualche voce a loro piacimento e fanno andare il prezzo del petrolio dove gli pare.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per markfer: ti posso dire che non posso più commentare sul blog del Signor Antonio Di Pietro, già da diverso tempo. Così come non riesco a commentare in tanti altri blog. Vediamo se riescono a fare qualcosa contro le banche. Ho i miei dubbi, perché alla fin fine le banche sono sempre in mezzo a tutto.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per jerico75: mi sembrava abbastanza ironico quel commento sul petrolio dell'anonimo di turno, al qulae, comunque, ho risposto.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Leopoldo: gli etf non danno un buon margine di guadagno alle banche e/o ai promotori finanziari. Per questo non li propongono. Infatti, gli etf non danno il management fee. Figurati se li fanno conoscere.....
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per tutti coloro che hanno parlato di signoraggio: internet é abbastanza esaustivo sull'argomento signoraggio. Chi parla molto bene del signoraggio é Eugenio Benetazzo, www.eugeniobenetazzo.com Su youtube potrete trovare vari suoi filmati su questo tema.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

lei è un impostore!
la smetta di sparare cazzate!
sta solo facendo un mare di soldi tramite la pubblicità sparando cazzate a raffica
ladro!

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per anonimo (lei è un impostore!
la smetta di sparare cazzate! .): da quale pulpito viene la predica? Marco Calì, consulente finanziario indipendente.