giovedì 18 settembre 2008

Ma che sia arrivata la notizia che c'é la crisi economica a Vespa e Mentana?

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970.

Gentile lettrice e gentile lettore, far finta che non stia succedendo nulla sembra essere la tattica usata dalle 2 principali reti televise italiane, Mediaset e Rai.
Mi sembra, ma é solo una mia considerazione, per carità, che la situazione economica e finanziaria sia terrificante. E che, sempre secondo il mio punto di vista, siano a rischio i soldi delle persone, delle persone, delle persone, delle persone che hanno investito o semplicemente depositato danaro presso le ONESTISSIME E CASTISSIME banche italiane.
Ma forse mi sto sbagliando, eh!
Le principali TV italiane come si comportano? Il TG1 (Rai), IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, alle ore 20.00 non accenna minimamente a questa situazione, tanto che nei titoli introduttivi non c'é traccia della crisi attuale, che ripeto, forse, vedo solo io. Il TG5 (Mediaset) presenta il servizio della crisi finanziaria, sempre IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, dopo aver parlato del caso Alitalia!
Stare zitti o : E' QUESTO L'ORDINE CHE I GIORNALISTI HANNO AVUTO E CHE DEVONO RISPETTARE!
E come si comportano le 2 principali trasmissioni "informative" PORTA A PORTA e MATRIX, condotte dai signori Vespa e Mentana?
PORTA A PORTA, IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, si occupa dell'omicidio di Perugia!
MATRIX, IN DATA 17 SETTEMBRE 2008, ha come ospite il signor Di Pietro!
A questo punto, mi viene il dubbio che la notizia dei dissesti finanziari attuali non sia arrivata alle redazioni delle pricipali reti televisive italiane!
Ti consiglio, gentile lettrice e gentile lettore, di avvisare i signori Mentana e Vespa che sono a rischio i soldi degli investitori italiani, inviando un'e-mail alla Rai da questo link http://www.rai.it/dl/raiuno/scrivi.html e a Mediaset da quest'altro link http://www.matrix.mediaset.it/dillo.shtml
Se gli dovesse arrivare la notizia di questa crisi economica anche le principali trasmissioni "informative" italiane, forse, se ne occuperanno!
Ah, stavo dimenticando di dirti che, qualora se ne dovessero occupare gli invitati non sarebbero degli operatori indipendenti, ma sempre i soliti noti, ovvero qualche politico (che all'improvviso diventerebbe un esperto di finanza) o qualche direttore di giornale, come ad esempio, il direttore del Sole 24 Ore, il signor Ferruccio De Bortoli. Ti ricordo che il Sole 24 Ore "vive" grazie alla pubblicità delle banche. Pensa un po' che informazione spassionata può dare!
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ .......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!Aggiungi immagine

22 commenti:

Anonimo ha detto...

sarò provocatorio ma: alla fine non trovate che se succede la catastrofe (denari della gente e imprese persi) si tratta solo di giustizia? chi i soldi non li ha, non li perde. Se le banche si fossero comportate in modo etico (e chi gli dà i quattrini sperando in guadagni, evidentemente accettava la non-etica del loro comportamento) ciò si sarebbe potuto evitare quindi alla fine... è davvero così "ingiusto" quanto avviene? Luka

Anonimo ha detto...

sarò provocatorio ma: alla fine non trovate che se succede la catastrofe (denari della gente e imprese persi) si tratta solo di giustizia? chi i soldi non li ha, non li perde. Se le banche si fossero comportate in modo etico (e chi gli dà i quattrini sperando in guadagni, evidentemente accettava la non-etica del loro comportamento) ciò si sarebbe potuto evitare quindi alla fine... è davvero così "ingiusto" quanto avviene? Luka

Anonimo ha detto...

Si ma c'e' anche chi ne ha pochi di denari, e fatti con sacrifici.

Cmq il problema che spariscano o no i denari, sarebbe di natura sociale.
Come si fa fronte ha una situazione in cui all'improvviso ci si ritrova cn il sedere a terra?Lo stato italiano che fara'?Rispondera all'emergenza o scappera'? (io opto per la seconda)

Far fronte a problemi abitativi, sanitari ( le persone dicono dicono, ma se stanno male vogliono essere curate tutte, li riscoprono lo stato sociale, quando gli serve! Mentalita' italica finche' nn serve nn capita a loro va tutto bene, nn si rendono conto che prima o poi gli altri potrebbero essere loro (no perche' si credono tutti furbi ovvio).

E speriamo che nn usino la crisi e la paura per schiacciare ancora piu' i diritti delle persone, la loro liberta' riducendoli sempre piu' al proletariato o peggio( ma io credo che e' questa la strada)

Andrea

Anonimo ha detto...

CIAO MARCO, SEGUO GIA DA UN PO DI TEMPO IL TUO BLOG E DEVO FARTI I COMPLIMENTI PER I TUOI POST, PIENI DI SPIEGAZIONI E SUGGERIMENTI!
VOLEVO CHIEDERTI UN PARERE. HO UN C7C BANCA NUOVA ED HO STIPULATO UN PIANO DI ACCUMULO CON UN PRELIEVO MENSILE DAL CONTO DESTINATO ALL'ACQUISTO DI FONDI ARCA OBBLIGAZIONI PAESI EMERGENTI. CHE NE PENSI? E' IL CASO DI CHIUDERLO E RITIRARE LA SOMMA?
UN'ULTIMA DOMANDA. COSA CONSIGLI DI FARE A CHI COME ME HA PER ES. UN PICCOLO GRUZZOLO IN ALTRO CC (GRUPPO UNICREDIT) PER CERCARE DI METTERLO A RIPARO?
GRAZIE MOLTE IN ANTICIPO E CONTINUA COSI', CI VOGLIONO PERSONE "LIBERE" DA CONDIZIONAMENTI COME TE PER RISOLLEVARE QUESTO PAESE.

( bball @ libero .it )

CON AFFETTO, SALUTI

MICHELE

Anonimo ha detto...

PS) DIMENTICAVO DI DIRTI CHE HAI PIENAMENTE RAGIONE, LE TV NAZIONALI SERVE DEI POTERI CERCANO DI FAR FINTA DI NIENTE, ALLARMARE I CORRENTISTI POTREBBE SOLO ACCELLERARE LA CRISI, CHI SI RICORDA NEGLI USA, LA GENTE IN FILA PER PRELEVARE I SOLDI DALLE PROPRIE BANCHE?? PRIMA DEL FALLIMENTO?? QUUANTE BANCHE HANNO CHIUSO FINO AD ORA?? SU INTERNET C'ERANO CENTINAIA DI VIDEO..NELLA NOSTRA TELEVISIONE CHI LI HA VISTI MAI????

MICHELE

Anonimo ha detto...

Ciao Marco,

Vorrei trasferire i miei risparmi (30k Eur) in Germania;
Sai se e' possibile aprire un conto corrente on-line o telefonicamente, e possibilmente potresti indicarmi una buona banca (buon customer service)?

Grazie mille per i tuoi preziosissimi consigli.

viva la rete.
ciao
Paolo

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, seguo con interesse il tuo bellissimo blog e oggi per la prima volta inserisco un commento.
Lo faccio per segnalare come l'informazione in Italia sia in mano ai soliti noti e BASTA e ribadire il tuo concetto.
15 Settebre, TG5 della sera, notiziona su alitalia con servizio e annessi commenti (i soliti), fine del servizio. La linea torna in studio e il giornalista legge una notizia aumentando notevolmente la velocità della sua parlata, come se non si volesse far arrivare CHIARAMENTE le parole agli ascoltatori, durata della notizia letta a tutta velocità: 5 secondi. Cosa diceva questa notizia? beh a mio modesto parere diceva una cosa che avrebbe meritato 5 minuti all'apertura del Tg! ovvero: "NEl caso in cui i contraccolpi della crisi delle banche americane fossero arrivati in italia (NDR:forse i giornalisti non si sono accorti che i contraccolpi sono gia' arrivati) le banche italiane hanno fondi a sufficenza per reggere il colpo, questo dato pero' è rappresentato dal totale degli istituti bancari in italia". Fine della notizia.
Ergo: questo significa che se in italia ci sono xmila banche il totale dei fondi a disposizione non sono da dividere in parti UGUALI per tutte le xmila banche, ma ci saranno banche che stanno un po meglio e banche che non ce la faranno! Sbaglio? non credo...

Carlo

Carlo ha detto...

Buongiorno Sig. Marco.
Oggi ho visto la pubblicazione del nuovo post che condivido in pieno.
Ero però in fervente attesa, come altri del resto, di un suo giudizio su IngDirect (Conto Arancio) e sui Buoni Postali Fruttiferi Indicizzati delle Poste Italiane (con conseguente affidabilità delle Poste stesse) che non ha avuto una sua risposta nel precedente post.
Capisco che in questi giorni ci sia parecchio "trambusto" in materia di finanza; ma proprio per questo una sua opinione (se possibile a breve) conforterebbe tanta gente che ha questi prodotti.
La ringrazio e la saluti cordialmente.
Carlo

Wil ha detto...

Buonasera, purtroppo non è una novità che delle tematiche scottanti vengano messe da parte, soprattutto per un semplice motivo: i principali media sono controllati dal Premier, e è già un fatto gravissimo.

Ciò che è peggio, è che ce ne siamo abituati, ed è persino noioso parlarne.

L'altro giorno Fede ironizzava su Saviano .. a quel punto sono esploso.

A presto, Wil.

Giovanni ha detto...

anche i grossi siti internet non è che diano molti approfondimenti..
sempre sul vago, e i pochi editorialisti seri (sempre stipendiati dagli editori) continuano a preferire la carta. la comunicazione è in mano di pochi e come dice qualcuno in questi giorni le informazioni fresche e importanti portano profitto rispetti agli altri che non sanno.

Anonimo ha detto...

venerdì 12 settembre 2008
USA: dopo novembre il “botto”?

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti ha raggiunto un livello sconosciuto da anni: il 6,1 per cento. Che se la tecnica di calcolo del quale fosse simile a quella europeo varrebbe un 7-8% di senza lavoro.
Le tre principali case automobilistiche indigene non sanno più a che santo votarsi incapaci di arginare cali da record nelle vendite.
Le due maggiori agenzie di prestito parastatali, Freddie Mac e Fannie Mae, statalizzate del tutto coi denari pubblici a rischio di subire l’onta del “delisting”, ossia di essere depennate dal listino azioni di Wall Street.
Dall’inizio dell’anno sono fallite 14 banche. A breve la Lehman Brothers, nonostante un disperato tentativo, vendendosi, di raccogliere liquidità in giro per il mondo. E questa non è una “banchettina” di provincia come la maggioranza delle altre fallite. La Lehman è nelle prime 10 banche americane, tra le prime 50 al mondo, dalle dimensioni paragonabili a quelle di Banca Intesa e Unicredit.
Sembra da alcuni studi che siano ben 143 gli istituti creditizi in profonda crisi o in odore di fallimento. Per un “buco nero” totale di 78 MILIARDI di dollari più del triplo del fondo di garanzia interbancario, previsto per questo tipo di emergenze, ammontante a 25 MILIARDI di dollari.
Il mercato è in angosciosa attesa dei risultati di Goldman Sachs, la ex più potente banca dell'universo, di Morgan Stanley e Merrill Lynch, di quest’ultima si sa già che i risultati saranno pessimi.
E il tasso di “foreclosure”, i pignoramenti delle case i cui proprietari non pagano più il mutuo, quasi raddoppiato. Nel secondo trimestre 2008 passato al 2,75% dal 1,40 per cento del corrispondente periodo del 2007.
Infine le vendite al dettaglio segnano il passo nonostante le maggiori catene di supermercati, a cominciare da Wal Mart, si siano di fatto trasformate in hard discount per via dei continui sconti e ribassi.

Eppure il dollaro americano, negli ultimi mesi, sembra avere goduto di ottima salute recuperando brillantemente verso quasi tutte le monete mondiali, incluso l’Euro. La qual cosa rende anche poco conveniente investire in America.
Come mai?
Facile fare qualche ipotesi.
Dopo che accurate analisi (ma in fondo non ci voleva poi molto) hanno dimostrato la connessione tra calo del dollaro e aumento del barile di petrolio l’establishment finanziario ha detto basta.
Sicchè in previsione della tornata elettorale presidenziale è imprescindibile tenere buono il consumatore-automobilista americano.
Il cardine della cultura e mentalità USA sta nel potersi muovere liberamente. Il vagabondaggio come scelta di vita erratica, nella “social mobility”, implementata sul trasporto su gomma, la quinta essenza dello sparito libero a stelle e strisce.
Sotto elezioni nulla sarebbe più disdicevole che ammorbare l’unore dell’elettore-consumatore-automobilista.
Pure il petrolio alle stelle stava facendo capitolare l’intero sistema del trasporto aereo, da anni spossato dalla “deregulation”. Altro fulcro della “mobilità” di laggiù.
Lo aveva sancito Paulson, segretario al tesoro, nel suo viaggio di inizio giugno a Dubai, col cappello in mano a chiedere che gli stati del golfo non abbandonassero il dollaro come moneta di riferimento. Che “è interesse degli Stati Uniti avere una moneta forte” ed ecco che i poteri forti finanziari hanno cominciato a rafforzare il dollaro contro natura economica, mandando in discesa le “commodities”, l’oro calato del 25% in tre mesi. Anche la BCE si è messa a comprare dollari a spese nostre.

Ma quanto può durare un paese sull’orlo dell’abisso avente una moneta tenuta artificialmente più forte del dato economico?
Poco evidentemente.
Sotto elezioni usano il “belletto” che tiene per il momento a galla il sistema, poi con molta probabilità ci sarà il diluvio.
Perché gli USA rischiano il “botto”?
Poiché sempre meno banche e istituzioni finanziarie estere, pubbliche o private che siano, desiderano accollarsi i loro bond anche se dal rendimento allettante. In Cina, anche se non ufficialmente, il dibattito è aperto se continuare a immagazzinare dollari oppure no.
La coperta è ormai troppo corta.
In soldoni, il problema è che gli americani non risparmiano e spendono ben al di sopra delle proprie possibilità, grazie al credito iperfacile. Una stortura del genere era sostenibile fino a quando solo LORO erano il faro economico-politico e culturale del mondo.
Non è più così.
L’Europa della moneta unica ha ormai una sua identità, quantomeno economica. Pure l’Asia ha una sua via socioeconomica attorno alle due “stelle binarie” Cina e Giappone.

La verità è che il cerino acceso sta rimanendo in mano all’America.
Sempre più consumato dal fuoco del costo pauroso delle guerre infinite e della altrettanto inesauribile ricerca dell’ectoplasmatico Bin Laden che rende il deficit federale nemmeno vagamente redimibile. Inoltre sembra che, tra gli stremati detentori di mutuo d’oltreoceano, si stia facendo strada l’idea che TUTTO il più che barcollante settore dei “subprime” dovrà essere in qualche modo “nazionalizzato” e posto sotto l’ala protettrice dello stato. Il che sta facendo scendere ancora il prezzo degli immobili. In attesa dello zio Sam “taumaturgo” capace di riavviare il giochetto dei mutui comodi ai barboni con tassi inusitatamente bassi.
Dopo le elezioni del 4 novembre assisteremo alla resa dei conti FINALE degli Stati Uniti col mondo intero.
Allacciamoci le cinture di sicurezza perché tra un po’ si comincerà a ballare.
Questa volta sul serio.

F. Maurizio Blondet

http://falsoblondet.blogspot.com/

Anonimo ha detto...

BEl commento, se si realizzano la metà delle ipotesi che hai fatto, ci aspetta davvero un bel periodo!

si salvi chi può.

michele

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Luka: ottima osservazione. E le banche usano molto spesso, per definire i loro "servizi" le parole etica o valore aggiunto o moralità, quando di etica o valore aggiunto o moralità non c'é nemmeno l'ombra.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Andrea: quasi tutti i settori saranno coinvolti da questa crisi, purtroppo. E mi sa tanto che la strada che indica lei sarà quella finale.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per MIchele: ti ho risposto su skype. Ci sentiamo alla prossima. Grazie per i complimenti.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per Michele: tenere all'oscuro: questo devono fare i MEDIA!
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per Paolo: prova a dare un'occhiata a questo link, magari ti può essere utile
http://www.justlanded.com/italiano/Germania/Strumenti/Guida-Just-Landed/Denaro/Banche-Tedesche
Fammi sapere.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per Carlo: ho provveduto a rispondere ai commenti. Se ci dovessero essere altri dubbi mi dica pure.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per wil: l'informazione é completamente pilotata, é vero.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per Giovanni: molti siti vivono grazie alla pubblicità e non devono informare. Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

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Per anonimo (che riporta l'articolo di F. Maurizio Blondet): grazie per la segnalazione.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Gentili utenti di questo utilissimo blog, vorrei sapere se conoscete un prodotto: certificato di deposito in YEN in abbinamento a DOMESTIC CURRENCY SWAP (DCS) per con rendimento netto fisso e predeterminato, senza assumere il rischio di cambio cds per coprire dal rischio di cambio sia in rialzo che in ribasso.
La banca me li da per sicuri (ho il profilo di rischio piu' basso) oltre che per il tasso perchè cosi' riesco a recuperare fiscalmente delle minusvalenze che ho avuto in una gestione patrimoniale mobiliare(in pratica non ci pago la ritenuta fiscale ma prendo l'importo lordo).
Che ne pensate?
Grazie in anticipo,
Nico