giovedì 18 dicembre 2008

Banca d'Italia: Intesa SanPaolo 45% circa, Unicredit Capitalia 30% circa, etc.: secondo te é un istituto di diritto pubblico?



Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970.


Gentile lettrice e gentile lettore, ti metto a conoscenza, nel caso tu non lo sapessi, che la Banca d'Italia, come si evince dal loro sito, ha un capitale, di ammontare pari a 156.000 euro. Sì, hai letto bene: il capitale della Banca d'Italia é pari a 156.00 euro; esso è rappresentato da 300.000 quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna.

Al 31 gennaio 2008 l'elenco dei principali partecipanti, indicato sul loro sito, è il seguente:

Intesa SanPaolo S.p.A. 30,3%;

Unicredito Italiano S.p.A. 15,7%;

Banco di Sicilia S.p.A. 6,3%;

Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3%;

Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2%;

Inps 5,0%;

Banca Carige S.p.A. 4,0%;

Banca Nazionale del Lavoro 2,8%;

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5%.

Sfogliando tutto l'elenco puoi constatare, che il Gruppo Intesa Sanpaolo possiede quote per circa un 45%, il Gruppo Unicredit Capitalia possiede quote per circa un 30%, mentre le altre quote sono suddivise tra le altre banche e assicurazioni presenti sul territorio italiano con l'aggiunta dell'Inail e dell'Inps.

Nel loro sito viene scritto che la Banca d'Italia é "un istituto di diritto pubblico"!!!!

Tu cosa ne pensi? Se fosse pubblica dovrebbe essere dei cittadini o mi sbaglio?

Cosa dire? Il controllato é il controllore, il controllore é il controllato, ovvio. Ma sicuramente non hai nulla di che preoccuparti, gentile lettrice e gentil lettore. In Italia i controlli sono eseguiti correttamente, per carità. L'Italia, infatti, é la patria dell'onestà e della trasparenza ..........

Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ .......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

147 commenti:

Anonimo ha detto...

ROMA (MF-DJ)--Alla fine del 2007 le attivita' reali rappresentavano circa il 60% della ricchezza lorda (5.570 miliardi di euro), le attivita' finanziarie circa il 40% (3.652 miliardi di euro) e le passivita' finanziarie circa l'8% (710 miliardi di euro). E' quanto si legge nel supplemento dio Bankitalia sulla ricchezza delle famiglie.

La composizione delle attivita' reali ha subito modeste variazioni rispetto agli anni passati: a fine 2007 la quota di ricchezza reale in abitazioni risultava pari a circa l'82% del valore complessivo e quella in fabbricati non residenziali a circa il 6%. Impianti, macchinari, attrezzature, scorte e avviamento incidevano per circa il 6% del valore complessivo delle attivita' reali, mentre i terreni e gli oggetti di valore ammontavano rispettivamente al 3 e al 2%. vs

Anonimo ha detto...

Aleesio, oltre a dire se nevicherà a Padova, sa qualcosa sul prezzo dell'oro?
Sono Alessio anch'io.

Anonimo ha detto...

Sig. Calì invece di informarci solo sulle attività e sugli intrecci societari altrui (Banca Intesa, Banca d' Italia, ecc. ) - attività ed intrecci che peraltro si possono leggere su qualsiasi giornale - informaci anche delle TUE attività ed intrecci finanziari che non vengono riportati su alcun giornale.
Ad es. :
- quanto guadagni ?
- quale è l'entità delle tue consulenze finanziarie ( in termine di valore di risparmio ) ?
- chi è in affari con te ?
- quali sono le performances degli investimenti che proponi ai tuoi clienti ?
- quale è l'entità e la la qualità dei servizi che fornisci ?
- quale è il resoconto economico-finanziario di tutta la tua attività ?
ecc. ecc. ecc.

Grazie
Un gruppo di frequentatori del blog

Anonimo ha detto...

I voti del sondaggio che ha fatto "Ritieni l'informazione di questo blog" parlano chiaro. Continui così.
Una domanda al gruppo: quali sono i giornali dove si leggeva, un anno fa, che c'era qualcosa di strano nel mondo economico? Oppure in quale trasmissione televisiva?
Parlate di qualsiasi giornale, quindi Il sole 24ore, il corriere della sera, la repubblica, etc.?
Donatella.

Rossella76 ha detto...

Qualcuno sa dirmi come sia possibile comprare l'oro finanziariamente. Grazie anticipatamente, Rossella.

anonimo ha detto...

L'oro fisico non si acquista per speculare ma per DIVERSIFICARE.Ogni individuo deve avere la propria personale diversificazione sugli investimenti.Detto questo l' oro si acquista in alcune banche e nei banchi metalli e' esente da iva e se rivenduto allo stesso prezzo di acquisto non si perde nulla (spread 0.5-0.8)

Anonimo ha detto...

Gent. Sig. a Donatella,
premesso che le domande poste dal gruppo non erano rivolte a lei bensì al Sig. Calì, le faccio osservare che :

UNO. Di recente lei assolve , in maniera sempre più evidente, la funzione di replicante del Sig. Calì, perdendo così di credibilità.
Cerchi di migliorare la qualità dei suoi interventi.

DUE. Lei torna con la solita domanda retorico-ipocrita avente finalità fuorvianti “ chi un anno fa bla, bla, bla ? “.
Tempo fa risposi, non so se a lei, a questo tipo di domanda citando alcuni articoli di giornali che normalmente leggo, ad es. La Repubblica ed Il Sole-24ore, che oltre un anno fa riportavano articoli allarmanti sul futuro economico, tanto che , come già dissi in quell’intervento, nell’estate 2007 convinto delle tesi sostenute in quegli articoli disinvestii tutti i miei investimenti azionari ( titoli e fondi comuni ).
Invece di perdere tempo a consultare i siti dell’isola dei famosi per poi propinarli alla comunità di questo blog, le consiglio perciò, per trovare risposta alla sua domanda retorico-ipocrita, di fare ricerche negli archivi dei più importanti giornali economici e finanziari italiani e stranieri ( se conosce qualche lingua ).

TRE. Per quanto riguarda la TV non saprei rispondere alla sua domanda “ chi un anno fa bla, bla, bla ? “ perché vedo poco la TV e poi un anno fa i 5 / 6 ( leggasi come frazione : i cinque sesti ) delle più importanti reti televisive ( quelle di proprietà del Cavaliere o controllate dal Cavaliere ) diffondevano solo notizie sulla sicurezza che terrorizzavano il Paese, mentre successivamente, con il Cavaliere al governo, hanno iniziato a diffondere solo notizie improntate all’ottimismo.
Ma lei queste cose non le sa ?
In TV che guarda solo l’isola ?

Anonimo ha detto...

Anche a me interessa sapere come sia possibile comprare l'oro finanziariamente. Non intedo oro fisico ma finanziario. Mi piacerebbe avere un esempio semplice, concreto, non sono tanto esperta.
Antonella.

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo che mi ha risposto: é vero, ha ragione. Ha ragione.
Donatella.

Anonimo ha detto...

A me sembra che questo blog non sia rivolto agli intelligentissimi investitori come l'anonimo che risponde a Donatella. Questo anonimo sapeva, per filo e per segno, tutto ciò che sarebbe successo. Bene, le faccio i miei complimenti, anonimo.
Ma a me questo blog piace.
Giuseppe

Anonimo ha detto...

La stupidità di Giuseppe nell'interpretare il pensiero e lo scritto altrui è esemplare.

Giuseppe afferma :
" L'anonimo sapeva, per filo e per segno, tutto ciò che sarebbe successo. "

A mio avviso questo “ sapere per filo e per segno tutto quello che succederà “ è tipico di alcuni frequentatori ( molti ) di questo blog, i quali più che a previsioni si affidano a preveggenze.

L'anonimo al quale con stupidi argomenti si rivolge Giuseppe (o chi altri si nasconde dietro questo nome ) si formò in quella primavera-estate 2007 un’opinione del tutto personale sulla situazione economica che si andava delineando basandosi sugli articoli di importanti organi di stampa e sui pareri espressi da commentatori di primo piano, dopo di che senza urlare profezie e proclami a destra e a manca, senza interpretare quegli articoli e quei commenti come verità rivelate, senza certezze e senza clamori si convinse nel suo intimo – avendo ben presenti i propri obiettivi di investimento – di uscire dall’ investimento azionario.

Ecco tutto.

Se lei, Giuseppe, non ha di meglio da fare e vuol continuare con le pippe mentali continui pure, ma non conti sul mio seguito.

anonimo ha detto...

ANTONELLA rivolgiti alla banca di tua fiducia ti dara' tutte le risposte che hai bisogno.

anonimo ha detto...

19-11-2005

Duri e Puri: aprite gli occhi
di Eugenio Benetazzo
Autore di "Duri e Puri
Potete ormai fidarvi del sistema bancario ?
Potete credere nelle promesse ed aspettative che vi trasmettono ?
Chi vi assicura che quello che vi consigliano agli sportelli faccia veramente i vostri interessi ?
Il sistema capitalistico italiano, ormai un capitalismo senza capitali, un fragile castello di carte tenuto in
piedi da prestiti obbligazionari e debiti con il mercato è strettamente collegato e contiguo al sistema bancario
italiano, un intreccio di banche private che ha dimostrato e sta dimostrando a tutto il mondo la sua marcia
consistenza.
Il Titanic Italia ormai ha da tempo iniziato ad imbarcare acqua, le sue stive ormai si stanno riempiendo, vana
sarà la ricerca per quegli illusi che attendono una scialuppa di salvataggio per se e per la propria vita.
Il nostro paese, un debole organismo ormai morente colpito da una emorragia senza precedenti di posti di
lavoro, ha al suo interno un grande cancro purtroppo terminale: il suo stesso sistema bancario, la bomba con
la miccia accesa che deve ancora scoppiare, ma che sta facendo vedere solo qualche scintilla.
I titoli dei giornali di ieri non lasciano ormai più nulla alla fantasia: «Fiorani arrestato», «Italia bocciata dalla
UE», «Produzione in calo del 0,9 per cento», «Irap: nuova udienza a Bruxelles», «Divario tassi ormai
insostenibile».
A chi pensa che questo momento sia solo passeggero, ahimé non mi resta che dargli l'estrema unzione.
Duri e puri si diventa e non si nasce. A tutti quelli che in queste settimane mi hanno chiesto come
posizionarsi sul mercato o come ristrutturare i propri risparmi sulla minaccia (ormai sempre più concreta) di
un nuovo 1929 mi permetto di elencare qui sotto alcuni dei punti chiave per sperare di uscirne indenni:
- fuga dal dollaro: scappate dagli assets quotati in USD;
- via dai BOT o qualsiasi altro prodotto emesso dal Ministero del Tesoro;
- uscite dai mercati azionari italiani e non (anche se potrebbe esserci ancora qualche mese di rialzo);
- fuga dall'immobile: la bolla è già scoppiata (tranne che per il tetto che avete sulla testa);
- scappate dai corporate bond (specialmente quelli emessi dalle Telecom, Enel, Fiat & Company);
- puntate in prodotti a capitale protetto e rendimento garantito;
- frammentate le vostre disponibilità in più istituti di credito (ma solo quelli di piccole dimensioni);
- liquidità in CHF (franchi svizzeri) e chi se lo può permettere sull'oro fisico;
- state alla larga dalle majors (Capitalia, Unicredito, San Paolo, Intesa) e dai loro promotori;
- non fidatevi dei mass media e delle istituzioni: la festa è finita, e adesso qualcuno dovrà pagare il conto;
- basta con i debiti, cominciate a risparmiare e ad accantonare qualcosa ogni mese;
- prendete in considerazione anche le banche on-line degli altri paesi comunitari;
- chi ha terreni se li tenga stretti: chi se lo può premettere li comperi, specie se agricoli;
- mutui: fatevi erogare solo quelli a tasso fisso per durate superiori a 20 anni;
Termino con questa frase: a vostro modo di vedere, è preferibile spendere qualche centinaio di euro per
ristrutturare il proprio patrimonio per renderlo immune il più possibile da eventuali (e molto possibili)
scenari monetari e borsistici ribassisti oppure è più conveniente non fare nulla, aspettare che cosa succederà
e poi agire di conseguenza ? Prevenire è meglio che curare: il problema è che questa volta potrebbe non
esserci né il tempo e né i modi per curare (vedasi la serrata bancaria in Argentina).
A voi, ora, le sorti del vostro destino (finanziario ma non solo): e cercate per una volta tanto di essere simili
un po’ ai giapponesi ovvero cercate di trasformare una crisi in un'opportunità. Buoni investimenti e buona
sorte a tutti.
Eugenio Benetazzo
Trader Professionista

anonimo ha detto...

14-11-2005

E la borsa si impenna ?
No, tentenna e poi sprofonda …
basta solo aspettare …
di Eugenio Benetazzo
Autore di DURI e PURI
Uno scenario borsistico pesantemente ribassista ci attende, non per i prossimi anni, ma per i prossimi mesi. Le
motivazioni macroeconomiche che trasmettono profondo sgomento e preoccupazione su tutto il pianeta sono
ormai abbastanze note, dalla difficoltà del dollaro americano, al sovradimensionamento del deficit statunitense,
alla corsa del prezzo del petrolio sino all’affacciarsi sulla scena produttiva mondiale di due giganti dalle risorse
ed opportunità infinite.
Come ho più volte sottolineato nel saggio DURI E PURI, le proiezioni sulla base di queste aspettative trasmettono
uno scenario pesantemente ribassista con il declino economico di una parte del pianeta a fronte della prosperità
e trasferimento di ricchezza per un'altra: detonatore di questo mutamento di scenario dovrebbe essere
proprio un nuovo 1929 sui mercati borsistici.
Stiamo assistendo ormai da quasi tre anni ad una emorragia inarrestabile di capitali e posti di lavoro che migrano
dall’occidente all’oriente: la globalizzazione multinazionale, ormai vanto del capitalismo sfrenato ed allo
sbando senza più regole, comporta queste sfaccettature: il denaro va dove è più conveniente che sia investito.
Proprio come più di settant’anni fa, si stanno disegnando con molta precisione le condizioni che portarono i
mercati americani al più grande crack della storia economica: il 1929. E quali sono i sintomi che viviamo oggi e
che come allora rischiano di anticipare un altro catastrofico shock borsistico con successive ripercussioni sulle
variabili macroeconomiche: Saturazione del mercato immobiliare, insostenibile debito pubblico in USA, rialzi di
borsa ingiustificati ed irrazionali, povertà e limitazione del consumo di massa, limitato potere di acquisto e diminuzione
progressiva dei profitti aziendali.
Questi elementi accomunano queste due epoche così distanti eppure così vicine tanto da confermare l’idea diffusa
che i mercati abbiano memoria e ripropongano nel tempo comportamenti e dinamiche con la stessa evoluzione.
Sulla base delle esperienza storiche della civiltà umana e in considerazione che i mercati tendono a replicare un
comportamento del passato (su questo presupposto si basa l’analisi tecnica) possiamo valutare molto attendibile
l’ipotesi che un nuovo 1929 si riproponga sui mercati magari con dinamiche del tutto nuove ed inusuali.
E se non volete credere a me, almeno date retta ai grafici di borsa ed alle leggi su cui si basano: come potrete
voi stessi desumere dal commento in essi contenuti le prospettive che vi aspettano sono allarmanti.
Cercatevi una scialuppa, prima che non ce ne siano più in circolazione o alla portata di tutti: il continuo ed incessante
rilazo dell’oro (che ha come obiettivo i 750/800 USD l’oncia per la fine del 2006) è il termometro che
qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. La corsa al metallo giallo, unico bene reale su cui si basano le
riserve delle banche centrali, dimostra che molti operatori ed investitori, istituzionali e non, stanno cercando rifugio
e protezione con questo asset per i mesi a venire.
I mercati si sono apprezzati, dopo i minimi di due anni fa, più per ragioni tecniche che razionali: adesso vi
aspetta una drammatica discesa (forse direi anche inaspettata) che spazzolerà per bene i vostri dossier titoli ed
i vostri portafogli (vi basta osservare il grafico che proietta l’indice italiano SPMIB40 ben oltre sotto i 30.000
punti).
Termino lanciandovi un ultimo allarme che darebbe ancor più adito alle ipotesi di discesa: il rialzo dei tassi.
Il livello dei tassi di interesse sia in America che in Europa è tra i minimi storici degli ultimi 30 anni: gli Stati
Uniti, con Alani Greespan, hanno già iniziato a rialzarli velocemente dopo una drammatica discesa negli ultimi
quattro anni.
L’Europa presto inizierà a seguire questa strada, per forza di cose. Ma a quel punto i mercati obbligazionari a
breve termine diventeranno un attrattiva molto stuzzicante che drenerà liquidità dai mercati azionari.
Questo meccanismo osmotico di migrazione dei capitali attraverso switch di portafoglio diventa un elemento
aggiuntivo che può confermare la tendenza per i prossimi anni a scendere per i mercati azionari.
Ricordo, infatti, che proprio a causa della discesa dei livelli di rendimento dei BOT dal 1997 al 2001, Piazza Affari
è stata invasa da un’ondata di liquidità inaspettata che ha consentito di alimentare la speculazione irrazionale
sui rialzi dei corsi azionari negli anni passati (e ci ricordiamo tutti come andò a finire). Non posso fare a
meno di pensare che si possa verificare anche l’opposto quando i Bot si riporteranno magari al 5 per cento di
rendimento dagli attuali miseri due punti.
L’abbaglio per il denaro facile ed il profitto indiscriminato ci insegnano che la borsa è un grande incubatore di
sogni e di ricchezza, ma questa indiscrimata rappresentazione ci ha fatto dimenticare come la stessa borsa sia
soggetta come qualsiasi altro prodotto della natura umana alla sua stessa fragilità e debolezza.
Eugenio Benetazzo
Trader Professionista

Anonimo ha detto...

" .......................................................................e cercate per una volta tanto di essere simili
un po’ ai giapponesi ovvero cercate di trasformare una crisi in un'opportunità. Buoni investimenti e buona
sorte a tutti.
Eugenio Benetazzo
Trader Professionista "

BUONI INVESTIMENTI COME ?
AFFIDANDO I RISPARMI A CHI ?
ALLORA RICOMINCIAMO DACCAPO ?

Anonimo ha detto...

Dove posso trovare una classifica dei rating deggli Stati? Antonio

Anonimo ha detto...

RIPROPONGO IL POST DEL GRUPPO DI FREQUENTATORI, PERCHE’ I QUESITI POSTI MI INTERESSANO.

Sig. Calì ci fornisca una informativa sulle sue attività e su eventuali interessenze di altri alla sua attività con funzioni significative.

Ci fornisca una specie di “ prospetto informativo “ su :
- guadagni suoi e / o del gruppo
- volumi delle consulenze finanziarie erogate ( in termine di volumi di investimenti realizzati e numerosità della clientela )
- report quali-quantitativo degli altri servizi di consulenza forniti, oltre quello tipicamente finanziario
- performances degli investimenti proposti alla sua clientela
- e comunque ogni notizia utile per l’instaurarsi di un rapporto di fiducia con la sua potenziale utenza.
Grazie
Francesco ( Roma )

anonimo ha detto...

Caro anonimo chiunque avesse investito nel 2005 10 euro per acquistare il libro duri e puri e avesse seguito i consigli scritti dall' autore nel libro avrebbe potuto ottenere guadagni a 3 cifre!!Da solo e senza dare un soldo a nessuno!!!Non sono compare di nessuno ma certe persone e in particolare eugenio benetazzo meritano molta stima.Nel 2005 era bannato come catastrofista e deriso da molti...ora vorrei proprio sapere come la pensano.Invece di criticare la gente cercate invece di ottenere il meglio dei lati positivi questo vale per tutte le persone.BUON NATALE A TUTTI DA PARTE MIA.

A.P

Anonimo ha detto...

Non riesco a capire perchè si chiede a Calì e risponde A.P.

Oramai è vezzo diffuso che la risposta arrivi dal replicante.

C'è un motivo ?

P.S.
La risposta di A.P. non è significativa ai fini della trasparenza invocata con i quesiti di cui al precedente post.
Tutt'al più dalla risposta di A.P., se veritiera, sembra di capire che a lui è andata bene nel seguire i consigli di Benetazzo.
Ma poi che c'entra Benetazzo con Calì ? Boh.
Francesco - Roma

Anonimo ha detto...

Ma perché signor Francesco non si mette in contatto direttamente con l'interessato? Anch'io ero dubbiosa, ma ho poi cambiato idea. Donatella.

Anonimo ha detto...

Ringrazio tutti quelli che hanno messo link sui vari video, come detto me li sono guardati praticamente tutti...

Mi sembrano interessanti e molte delle indicazioni che ci sono lì sono vere.

Benissimo, nulla da contestare...

Ma che c'entrano con Calì?

Forse il fatto che benettazzo, ad esempio, abbia detto che era meglio non fidarsi dei titoli bancari rende forse vero che l'Italia sta per fallire perchè ha il rating uguale a quello del Botswana?

Chiedo senza polemica. Mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse perchè, se scrivo che è falsa una cosa scritta su questo blog, mi si risponde con un video riguardante ALTRE cose dette da un'ALTRA persona...

Cmq, il punto cruciale, al solito, non sono le previsioni.
Benettazzo è stato bravo a prevedere che le banche OGGI sono calate paurosamente.
Allora Calì è stato una frana a suggerire di investire petrolio, visto che OGGI è calato MOLTO di più delle banche?

A mio parere no. Le previsioni si possono indovinare o sbagliare, nessuno conosce il futuro.
Io non considero Calì un truffatore o un incapace per questo...

Quello che è profondamente sbagliato in questo blog è l'informazione falsa. Sui dati, non sulle opinioni...

Dire che l'Italia (solito esempio) ha il peggior rating dell'europa a 25 è FALSO.
E' un dato, non un opinione.
E se uno va a verificare questo dato, scopre che è FALSO.
Ma i tifosi non vanno nemmeno a controllare, hanno paura di vedere che ho ragione...

Anonimo ha detto...

x rispondere ad Alessio.
Io non sono un veggente e quindi non conosco il prezzo del petrolio tra 5 anni...

Come ho scritto mesi fa, chi pensa di investire in petrolio perchè ritiene che i titoli di stato sono a rischio, a mio parere (è un parere personale, sia chiaro), è semplicemente un pazzo!

Non perchè SO che il petrolio arriverà a 200$ o scenderà a 10$.

Perchè l'investimento in petrolio o oro PUO' essere molto speculativo.
Lo dimostrano i fatti degli ultimi mesi.

Infatti, chi avesse comprato petrolio, vendendo titoli di stato, oggi se ne starebbe accorgendo! Una perdita del 70% (nel caso più sfigato) in 5 mesi da luglio, non è poco...

Mentre i titoli di stato sono ancora lì, in difficoltà, ma non con perdite del 50%-70%...
Anche col congelamento del debito pubblico, probabilmente si farebbero perdite minori...

Continuo ad essere convinto che di tutti i sostenitori di Calì nessuno abbia effettivamente venduto BOT per comprare petrolio o oro...

Anonimo ha detto...

Scusate ma Calì ha già definito il comportamento dell'Alessio identico a quello di un politico. Esempio: il politico di destra, anche se quello di sinistra dovesse dire una cosa giusta, non lo può ammettere; viceversa quello di sinistra, se quello di destra dovesse dire una cosa giusta, non lo può ammettere. Alessio si comporta in maniera identica ai politici.

Anonimo ha detto...

Scusate ma Calì ha già definito il comportamento dell'Alessio identico a quello di un politico. Esempio: il politico di destra, anche se quello di sinistra dovesse dire una cosa giusta, non lo può ammettere; viceversa quello di sinistra, se quello di destra dovesse dire una cosa giusta, non lo può ammettere. Alessio si comporta in maniera identica ai politici.

Anonimo ha detto...

Questa é una risposta data da Calì ad Alessio, tempo fa. Per Alessio: ti ribadisco il fatto, e ti avevo già risposto in merito, che in questo momento particolare il mio consiglio é di proteggere il capitale (e per farlo preferisco consigliare Obbligazioni Bei e/o Titoli di Stato Germania e Austria e/ o ETF monetari).
Da questi investimenti una persona potrebbe ricavare un 4% all'anno circa. Bene, questo 4% lo può tenere, naturalmente. Altrimenti, questo 4% lo potrebbe investire in strumenti finanziari rischiosi. E magari farlo con la leva finanziaria, rischiando solo il capitale versato a fronte di un gaudagno che potrebbe essere illimitato.
Magari prova a non usare lo stile dei politici... che devono dire sempre le stesse cose.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

23 settembre 2008 6.22

Anonimo ha detto...

Oramai è chiaro quali sono le 6 fasi del dialogo in questo blog.

1. Calì pontifica
2. Il supporter avalla
3. Il contestatore contesta
4. Il replicante gracchia
5. L’allocco gioisce
6. Il contestatore abbandona

E così via, con buona pace di tutti e soprattutto di chi alla fine fa affari.

Anonimo ha detto...

Io alle 6 fasi ne aggiungerei una settima.

Quella in cui, come folgore divina, si materializza improvvisa e inaspettata una fragorosa voce che copre ed annulla il chiacchiericcio scomposto del volgo ignorante.

E' questa la fase del Sommo Padre Benetazzo che a caratteri indelebili imprime sulle tavole del web i suoi comandamenti.

Anonimo ha detto...

Io alle 7 fasi ne aggiungerei una ottava.
Anonimi: conigli o meglio codardi.

Donatella.

Anonimo ha detto...

ANSA) - ROMA, 20 DIC - La banca tedesca Hypo Real Estate (Xetra: 802770 - notizie) ha annunciato con una drastica riduzione dei costi e un taglio di quasi la meta' dei posti di lavoro.'Il numero di impiegati sara' ridotto nei prossimi tre anni - si legge in una nota del gruppo che spiega il piano di ristrutturazione - dall'attuale livello vicino a 1.800 addetti a circa 1.000.
Due terzi dei posti interessati alla ristrutturazioni sono fuori dalla Germania'.

anonimo ha detto...

Il Falò delle Banalità di Eugenio Benetazzo




Pubblicato il 20/11/2008










Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo "tanto l'economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario". Opinionsiti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall'Università per Barbieri di Paperopoli. Adesso sono diventati tutti catastrofisti e terroristi finanziari, alla faccia del falso ottimismo e garantismo che si sciorinava nei dibattiti pubblici sino a qualche semestre fa. Una fenomenale opera di banalizzazione e volgare semplificazione di quanto sta accadendo che non consente di spiegare in modo esaustivo a livello socioeconomico e macroeconomico l'attuale scenario di mercato.

Mi piace in particolar modo come vengono dipinti e rappresentati i mutui subprime (che tra l'altro esistono da decenni) ovvero come mutui erogati agli homeless che girano con le buste ed i carrelli della spesa rubati a qualche jet market. Niente di più fuorviante: quando in realtà rappresentano mutui erogati a soggetti che hanno un credit score (punteggio di merito creditizio) inferiore a 670 punti (su una scala valori che va da 500 a 850), in seguito a tardivi o mancati pagamenti su prestiti precedentemente concessi o impegni di pagamento verso utenze di servizi primari (bollette della luce, gas e telefono). Dai subprime si devono distinguere i mutui "nodocs" ovvero "no documents" quelli concessi a soggetti privi di un lavoro a tempo indeterminato e senza mezzi patrimoniali propri, mutui che erano sin dall'inizio destinati ad essere titolarizzati (faccio notare che questa tipologia di mutui ipotecari li hanno erogati anche in Italia ai cosi detti precari, i nuovi morti di fame in giacca e cravatta).

Sappiate comunque che oltre il 25 % della popolazione americana rientra nella categoria di affidamento subprime, mentre il restante 75 % si divide nelle altre due fasce: i soggetti prime e midprime. Tuttavia l'apoteosi di questo falò di banalità propinatoci dai media nazionali l'abbiamo con le spiegazioni sull'origine della crisi (secondo loro passeggera) riconducibili ad una semplice argomentazione: le banche americane che hanno prima concesso mutui a tutti e successivamente hanno cartolarizzato all'inverosimile. Niente di più fuorviante ! L'attuale scenario che stiamo vivendo non rappresenta infatti una crisi generale del sistema finanziario quanto piuttosto una fase terminale che scaturisce dalla convergenza delle conseguenze economiche e sociali causate dal WTO. L'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), nata dalle ceneri del GATT (un sistema multilaterale di accordi internazionali per favorire il commercio mondiale voluti dagli USA nel 1947 per controllare e dominare l'economia di tutto il pianeta) ha uno scopo principe ovvero promuovere la globalizzazione di tutti i mercati, tanto finanziari quanto alimentari. Un mercato globalizzato presuppone l'abbattimento di tutte le barriere commerciali (dazi e restrizioni doganali) unito all'abolizione dei sussidi all'agricoltura assieme alla libera circolazione dei capitali.

Proprio il WTO ha reso conveniente e possibile le tanto famigerate delocalizzazioni produttive che hanno rappresentato sia per gli USA quanto per l'Unione Europea un autentica emorragia di posti di lavoro e capitali a favore di paesi come la Cina e l'India che adesso vengono considerate le due fabbriche del pianeta. Le grandi corporations industriali, sfruttando le economie di scala attraverso i ridicoli costi di manodopera di questi paesi, hanno potuto in questo modo aumentare a dismisura i loro profitti a parità di output produttivo, il quale poteva venire assorbito solo dai mercati occidentali statunitensi ed europei. A fronte di questo diabolico arricchimento di pochi si è contrapposto un drammatico depauperamento in Occidente a causa della polverizzazione dei posti di lavoro ed a causa della concorrenza spietata di prodotti e beni di consumo importati che spazzano via per convenienza economica sul prezzo quelli autoctoni.

La trasformazione del tessuto sociale ed imprenditoriale tanto negli USA quanto in Europa, che adesso devono convivere con il mostro che hanno creato ovvero un esercito di impiegati ed operai senza alcuna prospettiva lavorativa ed una occupazione a singhiozzo, ha lentamente impoverito il paese creando nuove sacche di povertà e disagio sociale a ritmo costante. Solo con il ricorso al debito questi zombie globalizzati hanno potuto continuare a consumare come prima, fino a quando non si è raggiunta la saturazione finanziaria. Nessuno ha fatto ancora notare come in questi ultimi anni tutto è stato venduto a rate, dalle abitazioni alle vacanze alle isole tropicali, causa estinzione della capacità di risparmio, soprattutto nelle giovani generazioni. Il peggioramento dello scenario planetario porterà ad un consistente ridimensionamento dei fatturati delle imprese a cui faranno seguito un crollo del gettito fiscale ed un aumento vertiginoso della disoccupazione.

Le borse in questi termini ci possono aiutare a leggere il futuro: si comportano letteralmente come un termometro che misura la temperatura dello stato febbrile, i loro continui crolli rappresentano un sensibile ridimensionamento delle proiezioni degli utili attesi in futuro e quindi della capacità di fare profitto per le aziende nei prossimi anni. Dalla contrazione del credito bancario concesso alle imprese passando per il crollo del mercato dei consumi, le aspettative future sono tutt'altro che confortanti. Per comprendere la gravità di quanto stiamo vivendo vi voglio ricordare che durante la Grande Depressione degli anni Trenta oltre il 60 % della popolazione mondiale era impiegata nel settore primario (agricoltura) e le donne non avevano una presenza consistente nel mondo del lavoro visto che la società era organizzata attorno al modello della famiglia patriarcale. Oggi l'1 % del pianeta mantiene il restante 99 % sul piano alimentare, mentre la società è caratterizzata da una spiccata presenza della donna nel mondo lavorativo a cui si deve affiancare il modello di famiglia mononucleare che ha sostituito quella patriarcale. Se in futuro dovessimo descrivere all'interno di un libro quest'epoca infelice e la sua futura evoluzione, adesso ci troveremmo a leggere la prefazione.

Anonimo ha detto...

BENETAZZO ESORDISCE COSI’ CON L’ULTIMO POST :

“ Il Falò delle Banalità di Eugenio Benetazzo
Pubblicato il 20/11/2008
Le emittenti nazionali fanno ormai a gara ad organizzare nei loro palinsesti la tal puntata di turno incentrata sulla crisi finanziaria del 2008, invitando uno stuolo di politici e pseudo giornalisti finanziari improvvisati economisti che fino a qualche mese fa se ne uscivano con sparate del tipo "tanto l'economia europea è sana e la crisi dei mutui più di tanto non cagionerà danno al nostro sistema bancario". Opinionsiti degni di un titolo di laurea honoris causa rilasciato dall'Università per Barbieri di Paperopoli. “



TANTO PER PRECISARE E SOLO A MO’ DI ESEMPIO RIPORTO UNA INTERVISTA A ROUBINI DEL GENNAIO 2008.
MA DI ARTICOLI CHE 1 O 2 ANNI FA PARLAVANO DELLA SITUAZIONE CRITICA DELL’ECONOMIA MONDIALE SE NE POSSONO RINTRACCIARE TANTI ALTRI SULLA STAMPA ITALIANA E STRANIERA DELL’EPOCA.

ANCHE DI ARTICOLI CHE RIPORTANO OPINIONI ( PIU’ O MENO ORIGINALI ) DI ECONOMISTI ED ESPERTI SULLE CAUSE RECENTI E REMOTE DELLA CRISI ECONOMICA ATTUALE SE NE TROVANO A DECINE SUL WEB.
BASTA CERCARLI E NEL LEGGERLI TENER PRESENTE CHE, ALLO STATO DELLE COSE ED A RECESSIONE APPENA INIZIATA, NON POSSONO AVERE CARATTERE DI DEFINITIVITA’ E DI ASSOLUTEZZA DI GIUDIZIO, COME NON PUO’ AVERE PRETESE TALI LO SCRITTO DEL SIG. BENETAZZO.

ED ECCO L’ARTICOLO-INTERVISTA DEL CORRERIERE DELLA SERA DEL GENNAIO 2008.

«LA FED TAGLIERÀ I TASSI, MA ORMAI È TROPPO TARDI»
Roubini: negli Usa recessione inevitabile
Il guru americano oggi al Corriere: «Sarà una crisi severa e contagerà l'Europa. Durerà almeno un anno»
La crisi dei «subprime», la catena di situazioni finanziarie negative che hanno avuto pesanti riflessi sulle Borse delineano una nuova era della finanza mondiale. A differenza del passato, ora ra il terremoto è partito dal centro, dagli Stati Uniti, da Wall Street, per espandere poi i propri effetti negativi nel resto del mondo. Si tratta di una crisi strutturale dei mercati o di un incidente di percorso? La Fondazione del Corriere della Sera su questi temi organizza un incontro oggi alle 17,30 in Sala Buzzati con la partecipazione di Nouriel Roubini, docente di Economia alla Stern School of Business della New York University, e di Francesco Giavazzi, editorialista del Corriere e docente di Economia Politica alla Bocconi. L'incontro viene diffuso in videodiretta sul Corriere.it. Ecco lintervista che ha concesso prima dell'incontro pubblico.

MILANO - Borse in caduta nell’Asia emergente, a Tokyo e in Europa sulla scia della lunga scivolata di Wall Street e dei timori sempre più concreti di una recessione americana. Una spirale di perdite nelle istituzioni finanziarie che va ormai oltre i mutui a rischio («subprime») e tocca larghe aree del credito e dei derivati di copertura dalle insolvenze. Gli argomenti non mancano a chi come Nouriel Roubini, docente della New York University e animatore del sito RgeMonitor.com, avverte da tempo che l’America trascinerà il resto del mondo nella dolorosa fine di un party speculativo durato già troppo.
Professor Roubini, le cadute degli indici azionari in Asia questa notte indicano che il contagio della crisi è arrivato anche alle economie emergenti?
«Sì e si tratta di un contagio che ha cause economiche di fondo. A questo punto una recessione negli Stati Uniti è inevitabile, anzi probabilmente è già iniziata in dicembre. Sono convinto che il resto del mondo non riesca a isolarsi: non credo che siamo avviati verso una recessione globale, ma verso una forte riduzione della crescita. Dai rapporti commerciali, alla finanza, ai tassi di cambio fra le valute, all’impatto sulla fiducia: sono molti i canali di trasmissione che implicano un passaggio degli choc dall’America al resto del mondo. Una recessione negli Usa e un rallentamento economico altrove comportano una netta caduta degli utili delle imprese. Per questo le Borse vanno giù».
La correzione al ribasso sarà severa o lieve?
«Se guardiamo al mercato immobiliare, alle vendite al dettaglio, alla disoccupazione, tutto indica che che la recessione negli Stati Uniti non sarà lieve ma severa. E la sofferenza si trasmetterà anche all’Europa e all’Asia. Quello che sta accadendo nei mercati è una nuova riponderazione di fondo del valore degli attivi: gli investori stanno prendendo atto delle conseguenze di questa situazione sull’economia globale. Vedo mercati negativi per tutto il 2008».
In questa condizioni, cosa può fare la Federal Reserve?
«Da settembre ha già tagliato i tassi dell’1%, a gennaio li taglierà di nuovo almeno dello 0,5% e continuerà a farlo fino a portarli sotto al 3% entro l’anno (attualmente i fed funds sono al 4,25%, ndr). Ma qualunque cosa la Fed faccia, è troppo poco e troppo tardi. La Fed ha sbagliato la valutazione sull’effettiva portata e le implicazioni della caduta del mercato immobiliare, su come avrebbe debordato sul resto dell’economia e sul contagio dei "subprime". Ora ha iniziato a tagliare i tassi aggressivamente, teme le strozzature del credito e della liquidità. Ma la Fed non può evitare una recessione, esattamente per le stesse ragioni per cui non potè nel 2001. Una politica monetaria più accomodante renderà la recessione meno profonda e meno lunga, ma nient’altro. Nel 2001, con la recessione si verificò un ingorgo di investimenti tecnologici in eccesso. Ora l’ingorgo è nel mercato immobiliare, nei beni durevoli di consumo, nelle auto».
Tecnicamente una recessione accade quando l’economia, ossia il prodotto interno lordo, si contrae per almeno due trimestri di seguito. Questa quanto durerà?
«Nel 2001-2003 un taglio dei tassi dal 6,5% all’1% non evitò la recessione, ora i margini per ridurre i tassi sono minori. Inoltre le istituzioni finanziarie e gli altri attori del mercato hanno problemi di insolvenza, non solo di liquidità: non è solo che il denaro circola poco, è che gli attori sul mercato non riescono a far fronte ai loro impegni. Per smaltire questi problemi serve tempo. Per gli Stati Uniti, prevedo quattro trimestri consecutivi di contrazione dell’economia. Si tenga conto che le ultime due recessioni, nel ’91 e nel 2001, durarono due trimestri. Ma questa sarà più seria».
Tutti ora danno la colpa ai banchieri americani, che hanno esteso mutui con leggerezza perchè confidavano di rivenderli al mercato sotto forma di titoli strutturati, passando così il rischio ad altri. Ma la Fed non ha nulla da rimproverarsi?
«I semi della crisi in effetti li ha piantati la Fed tagliando troppo i tassi e tenendoli bassi troppo a lungo. Così ha incoraggiato un’assunzione di rischio eccessiva. C’è poi da considerare che la supervisione e la vigilanza del sistema finanziario sono state di gran lunga insufficienti. I mercati sono avidi, tendono a eccedere quando i regolatori sbagliano o sono distratti».
Ma se questo è vero, tagliando i tassi in gran fretta la Fed non rischia ora di gettare le basi dei prossimi eccessi?
«In effetti c’è chi dice che così la Fed corre in soccorso dei banchieri che hanno sbagliato e crea "moral hazard", un incentivo psicologico al rischio eccessivo. E c’è chi dice che un taglio dei tassi in America rischia di rilanciare ancora di più l’inflazione, che a dicembre era al 4,1%. Io non sono d’accordo: non può esserci "moral hazard" perché qualunque cosa faccia, la Fed oggi non è in condizione di salvare il sistema finanziario. Lì dentro ci sono perdite massicce e problemi di solvibilità e questo non si risolve con una manovra di politica monetaria. Le perdite possono essere superiori ai mille miliardi di dollari tra titoli contenenti "subprime", altre perdite sui crediti immobiliari, carte di credito, mutui per l’auto e derivati di copertura sul rischio di credito. Le istituzioni che le subiranno avranno la loro punizione indipendentemente da quello che farà la Fed. Quanto all’inflazione, con l’aumento della disoccupazione e la caduta della domanda non sarà più un problema».
Insomma, è giusto tagliare i tassi il più possibile?
«La banca centrale non deve punire l’economia reale per punire la finanza. Deve salvare l’economia e non gli investitori. Semmai, deve punire la finanza con un buon lavoro da regolatore per evitare che si creino nuove bolle».
È così sicuro che l’Europa subirà in pieno questa crisi? Dopotutto oggi sono molto più forti di prima i legami economici con l’Asia.
«Non credo l’Europa possa sganciarsi. La gente di solito sottovaluta i canali di trasmissione degli choc. L’America rappresenta un quarto del prodotto interno lordo mondiale: è meno di qualche anno fa, ma è sempre moltissimo. Negli ultimi anni gli americani sono stati i compratori-consumatori di ultima istanza dei beni e servizi prodotti dal resto del mondo».
Pensa che non ci sia abbastanza domanda nel resto del mondo?
«Non c’è. La ripresa in Europa è stata trainata dalle esportazioni, soprattutto in Paesi come la Germania. Lo stesso vale per il Giappone, mentre in Cina le esportazioni contano addirittura per il 40% del prodotto interno lordo. Anche ammettendo che Cina e India continuino a crescere, la spesa per consumi di questi due colossi in totale è di 1.500 miliardi di dollari all’anno, mentre quella degli Stati Uniti è di 9.000 miliardi di dollari. Cina e India non hanno la forza di compensare la caduta dei consumi americani. E l’Asia oggi dipende ancora di più dalla domanda di importazioni degli Stati Uniti, non meno di prima come si crede».
Eppure la Banca centrale europea non accenna a ridurre i tassi, anzi minaccia di farli salire. Vive nel mondo di ieri?
«La Bce considera che ci siano dei rischi al ribasso per la crescita e vede anche che l’inflazione, al 3,1%, resta comunque più alta di quanto vorrebbe. È l’effetto dei rincari delle materie prima, dal petrolio agli alimenti. Ma molti indicatori mostrano ormai che la crescita frena in Europa e alcuni Paesi più esposti all’esplosione della bolla immobiliare, dalla Spagna, all’Irlanda alla Gran Bretagna, rischiano addirittura una recessione. Quando c’è un rallentamento così serio, l’inflazione è destinata a calare. E che ci sia una frenata in Europa, lo dicono molti indicatori: gli indici della produzione industriale, la fiducia dei consumatori, la forza dell’euro verso il dollaro e la sterlina, il contagio finanziario che dall’America ha già investito in pieno anche i mercati del Vecchio Continente. In più, anche in Europa il mercato del credito resta contrassegnato da una serie di strozzature».
Federico Fubini
21 gennaio 2008

Anonimo ha detto...

Ringrazio Cali' che finalmente ha di nuovo risposto.

Di nuovo ammetto che è vero. Io baso la mia analisi su quello che si legge sul blog, dove si invita a lasciar perdere i titoli di stato perchè pericolosissimi e si invita a prendere strumenti dei quali, invece, si tace la pericolosità.
Probabilmente i suoi consigli effettivi, all'atto pratico, sono un po' più rifiniti e meno "pericolosi".
Ammetto senza problemi che potrebbe essere una mia forzatura (suggeritami, comunque, dalla serie di articoli e sondaggi di febbraio, marzo, aprile di questo blog, non certo inventata di sana pianta).
Così come ho già scritto che non considero incapace chi sbaglia le previsioni, come PER ORA, sta accadendo su alcuni dei suggerimenti letti in questo blog.

Mi piacerebbe, però, ottenere una risposta ad una domanda che porto avanti da mesi e che invece ritengo molto più importante di una previsione azzeccata.

Perchè in questo blog ci sono una serie notevole di falsità e imprecisioni, tutte volte ad aumentare la percezione del rischio sui titoli di stato italiani?

Le FALSITA' vere e proprie sono i dati falsi riportati... li ho evidenziati più volte...
Le imprecisioni sono molte altre, di cui si potrebbe parlare, ma intanto vorrei avere, se possibile, una risposta alla mia domanda...

________________________________________
X Donatella.
Qui nessuno mi sembra ti abbia insultato. Cerca di non farlo nemmeno tu. Non capisco perchè dei dare dei codardi agli anonimi che esprimono delle loro opinioni...
Prova ad andare oltre la dicotomia buoni/cattivi.
Prova, inoltre, ad esprimere un tuo concetto originale, non a replicare soltanto le cose già scritte da altri, tipo le frasi sugli anonimi o gli inviti a vedere la tv.

Anonimo ha detto...

Per l'ultimo anonimo.

Pretendi troppo dalla Sig.a Donatella, tipico esempio di replicante gracchiante.

peter parisius ha detto...

Incredibile. Sono tutti dei gran ladroni, veri e propri criminali che gioiscono e si sollazzano all'interno di autovetture vellutate e insonorizzate con i sedili tappezzati con la pelle degli schiavetti.

Anonimo ha detto...

MIBTEL( Milan: ^MIBTEL / ISIN IT0003137749 )
Valore Indice: 14.950,00
Orario: 17:48
Variazione: 256,00 (1,68%)
Chiusura Precedente: 15.206,0000
Apertura: 15.189,0000
Min-Max Giorno: 14.948,00 - 15.189,00
Min-Max Anno: 14.029,0000 - 26.458,0000

Antonio.

Anonimo ha detto...

Faccio una domanda al signor Alessio: deve rispondere sì o no. E basta. O sì o no. Secondo lei, i titoli di Stato italiani verranno congelati? Sì o no? Senza tante altre aggiunte. Grazie.
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Non sono Alessio.

Poichè ritengo sempre utile sentire più di una campana faccio una domanda al signor Alessandro: deve rispondere sì o no. E basta. O sì o no. Secondo lei, i titoli di Stato italiani verranno congelati? Sì o no? Senza tante altre aggiunte.
Grazie.

Giulio ( Roma)

Anonimo ha detto...

Rispondo a Giulio (Roma): Sì, verranno congelati.
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Rispondo ad Alessandro.

NON LO SO.

Mi dispiace.
Purtroppo non ho certezze per il futuro.

Ho alcune certezze sul PASSATO, ma non sul FUTURO...
NESSUNO CONOSCE IL FUTURO...

Chi è tanto sicuro che i titoli saranno congelati, come ad esempio alessandro, se ne vada dall'Italia.

Non per cattiveria, ma perchè stare in uno Stato che sta per fallire, comporta una lunga serie di "inconvenienti"...
... alcune cose che mi vengono in mente che POTREBBERO accadere... tasse sempre più alte, patrimoniali, scontri sociali più o meno violenti, morti, mancanza dei servizi come acqua, luce, gas, riscaldamento...

Leggendo qui, mi sembra che molti vivano veramente in un reality show, dove il proprio stato fallisce e poi si va in televisione a raccontare quello che è successo!!!!!

Sveglia!!!!! Meno TV, più cervello!!!!

La realtà sarebbe molto più dura... ci sarebbe da piangere e soffrire...
Se siete così sicuri della cosa, la soluzione è semplice...
Scappare, subito... non solo con i soldi, ma con tutto... casa... famiglia...

Ovviamente sono opinioni personali e le variabili di un fallimento sono talmente tante... ... magari avete ragione voi e domani l'Italia fallisce e dopodomani saremo tutti in tv, allegri e contenti a raccontare "io c'ero", "io l'avevo detto"...

Anche perchè tutti parlano dell'Argentina, ma forse non hanno idea delle differenti proporzioni tra uno stato sudamericano e uno stato Europeo!!!
Volenti o nolenti l'Italia, è uno degli stati più importanti del mondo e le conseguenze di un suo fallimento si ripercuoterebbero CATASTROFICAMENTE su tutti gli stati europei e sulla finanza di TUTTO il mondo...
Per darvi un'idea lehman aveva un debito totale che, se non sbaglio, era 1/3 di quello dell'Italia e il sistema finanziario ha rischiato il collasso totale con il fallimento di una semplice banca d'affari (cioè era una banca che non aveva nemmeno "clienti").
Pensate alle conseguenze del fallimento della TERZA nazione dell'Europa unita (come pil), con il TERZO DEBITO più grande del mondo...

Come ho scritto in uno dei miei primi interventi, ho degli amici che sono ormai 25 anni che mi dicono che l'Italia fallirà entro due anni (e ne sono sempre sicuri).
25 anni fa sentivo dire che i tedeschi non ci avrebbero mai voluto in Europa con loro.
15 anni fa che i francesi non avrebbero mai accettato una moneta in comune con noi italiani...

Eppure siamo in europa e abbiamo l'euro...
I miei amici ora mi dicono che i tedeschi e i francesi ci cacceranno dall'euro...
Forse dopo 25 anni avranno ragione... e se ne vanteranno anche...
una previsione indovinata con un piccolo ritardo di soli 23 anni...

forse entro 23 anni nevicherà anche a Padova...

Alessio

Anonimo ha detto...

Cmq comincio a comprendere cosa c'è che non piace in quello che scrivo.
Non mi rivolgo in particolare ad alessandro (che non ha offeso), ma mi sembra che il ragionamento comune dei tifosi è il seguente:

1) Io conosco il futuro e so che l'Italia fallirà.

2) Chiunque non è d'accordo con me è un coniglio/codardo/etc. etc.

3) Chiunque dica invece che l'Italia fallirà, ha ragione ed è da ammirare.

Anche se, per dire che l'italia sta per fallire, si scrivono cose che sono false, come ad esempio che l'italia fallirà perchè ha il rating più basso dell'Europa a 25.

L'importante non sono i dati della realtà (almeno questo, qualcuno lo è andato a cercare? l'italia NON ha il peggior rating dell'europa a 25!!!!!!!!)...

L'importante è l'assunto iniziale, cioè che è sicuro che l'italia fallisce... il resto è trascurabile...

A me, sinceramente, sembra un modo strano di ragionare...

Io, se vedo che ci sono dati che contrastano con la mia opinione, mi chiedo quanto questo dato sia importante (magari è del tutto trascurabile e quindi la mia opinione è ancora valida, come nel caso del rating... chissenefrega se l'italia ha un rating superiore a quello della romania o del botswana)...

Ma soprattutto, quando qualcuno mi scrive una cosa falsa, qualche domanda me la faccio!!!!

Mi domando perchè mi è stata detta una cosa falsa (anche nel caso in cui sono d'accordo con la conclusione).

Chi scrive una cosa non vera, infatti, lo può fare per due motivi:
- mancanza di informazione
- interessi personali a mentirmi

Io, in entrambi i casi, non mi fido molto...

Noto, però, che sono considerato mezzo matto a pormi dubbi, quando chi mi consiglia mi scrive una serie di cose false, quando il calzolaio mi dice che la scarpa, che mi è larga, si restringerà...

Noto che sono io ad essere strano a cercare i dati veri e quindi a farmi un opinione, DOPO aver letto.

Alessio

Anonimo ha detto...

Molto bene............ L'American Express Co otterrà circa 3,39 miliardi di dollari dal Troubled Asset Relief Program, dopo aver finalmente ricevuto l'approvazione dal Dipartimento del Tesoro (NYSE: TSO - notizie) degli Stati Uniti. Ha inoltre reso noto che per le azioni privilegiate pagherà per i primi cinque anni un dividendo annuo del 5% e trascorso tale periodo passerà successivamente a un dividendo del 9% annuo.

vivi daniele ha detto...

Complimenti ad Alessio.
Apprezzo molto i suoi commenti.

Anonimo ha detto...

Ad Alessandro che è sicuro del congelamento dei titoli di stato italiani.

Come ti sei attrezzato per far fronte a tale evento ?

Hai disinvestito tutti i tuoi risparmi sia in titoli pubblici che in altre forme ? ( l'onda d'urto di un congelamento non risparmierebbe nessun settore )
Hai messo al sicuro case ed altri beni qualora ci fossero sconvolgimenti sociali, borsa nera, sciacallaggio, esplosione dell'usura ?
Ti sei procurato sufficiente liquidità per far fronte a crisi di circolante ?
Ti sei premunito contro l'eventuale perdita dei tuoi guadagni per cessazione / riduzione dell'attività lavorativa ?

Fammi sapere qualcosa perchè possa prendere provvedimenti anch'io.
Grazie
Francesco

Anonimo ha detto...

Per i contestatori. Che sia colpa di Calì?
Leggete e dite la vostra opininione.

Non sono stati solo anonimi investitori privati o grandi fondi hedge le vittime della truffa organizzata da Bernard Madoff, ex stimato presidente del Nasdaq (NASDAQ: notizie) che negli ultimi dieci anni almeno ha organizzato uno “schema Ponzi” truffando qualcosa come 50 miliardi di dollari alla propria clientela.

anonimo ha detto...

Ad Alessandro che è sicuro del congelamento dei titoli di stato italiani.

Come ti sei attrezzato per far fronte a tale evento ?

Hai disinvestito tutti i tuoi risparmi sia in titoli pubblici che in altre forme ? ( l'onda d'urto di un congelamento non risparmierebbe nessun settore )
Hai messo al sicuro case ed altri beni qualora ci fossero sconvolgimenti sociali, borsa nera, sciacallaggio, esplosione dell'usura ?
Ti sei procurato sufficiente liquidità per far fronte a crisi di circolante ?
Ti sei premunito contro l'eventuale perdita dei tuoi guadagni per cessazione / riduzione dell'attività lavorativa ?

Fammi sapere qualcosa perchè possa prendere provvedimenti anch'io.
Grazie
Provvedimenti se ne possono prendere a volonta' ma tanto chiunque ti consigliasse qualcosa sarebbe deriso e contestato.
Ti consiglio di NON FARE NIENTE e che la sorte sia dalla tua parte.

Anonimo ha detto...

Per i contestatori. Che sia colpa di Calì?
Leggete e dite la vostra opininione.

Non sono stati solo anonimi investitori privati o grandi fondi hedge le vittime della truffa organizzata da Bernard Madoff, ex stimato presidente del Nasdaq (NASDAQ: notizie) che negli ultimi dieci anni almeno ha organizzato uno “schema Ponzi” truffando qualcosa come 50 miliardi di dollari alla propria clientela.

DICO LA MIA :

NON ESISTONO SOLO TRUFFE ALLA MADOFF.
ANZI QUELLE ALLA MADOFF ( INTENDO DELLE DIMENSIONI DI MADOFF ) SONO RARE.
PER I COMUNI MORTALI CHE FREQUENTANO IL WEB ESISTONO TRUFFE MOLTO PIU' FREQUENTI E INSIDIOSE ANCHE SE DI PIU' BASSO RANGO DI QUELLA DI MADOFF.
ALLA WANNA MARCHI, TANTO PER INTENDERCI.
E' IN QUESTE TRUFFE CHE CASCA L'IGNARO FREQUENTATORE DEL WEB, IL QUALE PER GUARDARE LA TRAVE ( TRUFFE ALLA MADOFF )CHE QUALCUNO AD ARTE GLI PROPINA INSISTENTEMENTE, NON VEDE LA PAGLIUZZA ( TRUFFE ALLA WANNA MARCHI ) PIU' INSIDIOSA PER LUI.

anonimo ha detto...

La truffa MADOFF e' solo una marachella da bambini,perche' non parliamo di signoraggio?da dove arriva il debito pubblico?perche' e' inestinguibile?

Anonimo ha detto...

Per Anonimo che dice :
" La truffa MADOFF e' solo una marachella da bambini,perche' non parliamo di signoraggio?da dove arriva il debito pubblico?perche' e' inestinguibile? "

Ma in questo blog si ricomincia sempre daccapo.
Quando a qualcuno non conviene più proseguire su un argomento si ritorna ai massimi sistemi ( signoraggio, debito pubblico, ecc. ecc. )

E' un classico !

Si riporta l'attenzione sulla trave per far perdere di vista le insidie della pagliuzza.

Bravo anonimo, gira pagina, punto e a capo.

Anonimo ha detto...

Per Anonimo che dice :
" La truffa MADOFF e' solo una marachella da bambini,perche' non parliamo di signoraggio?da dove arriva il debito pubblico?perche' e' inestinguibile? "

PERCHE' NON PARLIAMO DELL'EVASIONE FISCALE ?

PERCHE' NON PARLIAMO DELLA ROVINOSA POLITICA DI BUSH CHE CI STA PORTANDO AL FALLIMENTO ?

Parliamo di tutte queste cose, ma non si cambi discorso quando si parla dell'attività truffaldina di piccolo cabotaggio alla Vanna Marchi, perchè in queste piccole truffe casca la maggior parte delle persone.

anonimo ha detto...

Per Anonimo che dice :
" La truffa MADOFF e' solo una marachella da bambini,perche' non parliamo di signoraggio?da dove arriva il debito pubblico?perche' e' inestinguibile? "

PERCHE' NON PARLIAMO DELL'EVASIONE FISCALE ?

PERCHE' NON PARLIAMO DELLA ROVINOSA POLITICA DI BUSH CHE CI STA PORTANDO AL FALLIMENTO ?

Parliamo di tutte queste cose, ma non si cambi discorso quando si parla dell'attività truffaldina di piccolo cabotaggio alla Vanna Marchi, perchè in queste piccole truffe casca la maggior parte delle persone.
Sono l' anonimo.
Ne parlerei molto volentieri, della rovinosa politica di Bush e dell' aministazione USA, ma si sa qui si viene solo contestati.Posso solo proporre questo "FILM" che invito tutti a guardare e riflettere.Troverete anche altri video molto interessanti che
trattano tematiche diverse ma molto,molto interessanti.LEI HA NULLA DA PROPORRE???BUONA VISIONE.
http://www.youtube.com/watch?v=_yLRlDltXlY&feature=channel_page

Anonimo ha detto...

Per l'ultimo anonimo.

Vediamo tutti i film che vuole, ma intanto da proporre ho qualcosa ( come ho già proposto, ma forse le è sfuggito ) : evitare l'attività truffaldina di piccolo cabotaggio ( tipo Vanna Marchi ), che è tanto più facilitata quanto più si abbassa la guardia perchè distolti dalle disquisizioni sui massimi sistemi.
Se si riesce a contrastare questa attività truffaldina al dettaglio ( e per questo tanto diffusa e pericolosa )già è qualcosa.

Anonimo ha detto...

ALCUNI ESEMPI DI ATTIVITA' TRUFFALDINA AL " DETTAGLIO ", QUELLA DI CUI SI PARLA POCO MA FA MALE ASSAI.

DENARO & INGANNI / TUTTI GLI EMULI DI DE BARRAL: I MAGHI DEL RISPARMIO ATIPICO SCARLATA E CULTRERA, IL TELEVENDITORE MENDELLA, I MIRAGGI DEI PARADISI FISCALI
I maestri italiani della truffa finanziaria
L' illusione di " fare soldi con i soldi " dallo scrittore Conrad al calciatore Baggio
----------------------------------------------------------------- DENARO & INGANNI / Tutti gli emuli di De Barral: i maghi del risparmio atipico Scarlata e Cultrera, il televenditore Mendella, i miraggi dei paradisi fiscali I maestri italiani della truffa finanziaria L'illusione di "fare soldi con i soldi" dallo scrittore Conrad al calciatore Baggio MILANO - Gli albanesi, freschi di capitalismo, lo scoprono ora. Ma il problema che li ha portati alla sommossa e' antico. Gia' all'inizio del Novecento lo scrittore Joseph Conrad, nel romanzo "Destino", tratteggia quell'incrocio di avidita' e ignoranza che illude di poter facilmente "fare soldi con i soldi". Conrad racconta l'ascesa del finanziere De Barral, che fa credere a migliaia di inglesi che l'allora nuova parola "risparmio" coincide con un'altra ben diversa: "guadagno". De Barral raccoglie soldi promettendo di investirli. Ha un rapido arricchimento. Viene incensato dall'establishment e dalla stampa. Ma finisce in galera, dopo aver perso i soldi dei clienti. In Italia, in seguito, di De Barral ne sono spuntati numerosi, specie dopo il miracolo economico degli anni Sessanta, che inizio' a moltiplicare i piccoli capitali da far fruttare. I giornalisti celebrativi li lanciavano come "mago del risparmio atipico". Ma, prima o poi, dovevano definirli "finanziere d'assalto", "pirata della Borsa", "bancarottiere" e, quasi sempre, "arrestato" o "latitante". Luciano Scarlata fu uno dei piu' famosi. Inizio' a Lugano con i Brambilla che portavano in segreto "fondi neri" in Svizzera per non pagare tasse. Ma fu subito arrestato, sconto' un paio d'anni in galera e venne rimpatriato con foglio di via. Grazie a potenti appoggi, verosimilmente non disinteressati, quel precedente fu sottovalutato dalle autorita' di vigilanza. Scarlata ottenne l'autorizzazione a raccogliere risparmio a Roma con la Reno, che fu presto chiusa per gravi irregolarita'. Mise allora su il gruppo Otc - Previdente, che conteneva una cinquantina di societa', tipo "scatole cinesi". I suoi venditori raccolsero risparmi di 18 mila italiani, promettendo interessi del 27 per cento (ben piu' alti di Bot e Cct). Si investiva in nuove attivita' dal successo "sicuro". In realta' il principio era quello solito della "Catena di Sant'Antonio", che perfino lo Stato utilizzava nelle pensioni: i soldi degli ultimi arrivati servono per pagare gli interessi a chi li ha maturati. Prima o poi, pero', questo meccanismo s'inceppa. E alla Otc - Previdente arrivarono un buco di 300 miliardi, migliaia di denunce dei truffati, nonche' l'arresto per Sgarlata (poi morto d'infarto). Un altro big si chiamava Vincenzo Cultrera. Intui' che gli italiani per mentalita' si fidavano a investire soprattutto sul "mattone". Piazzo' cosi' a 15 mila risparmiatori quote di hotel, villaggi turistici, palazzi, che avrebbero dovuto procurare guadagni favolosi. Invece, quando s'inceppo' la catena, arrivo' il crac da cento miliardi con annesso mandato di cattura. Cultrera intanto era scappato all'estero con una ricca cassa. Negli anni Ottanta il boom della finanza moltiplico' il ritmo dei bidoni. Sfondarono Roberto De Gaetano, Cristiano Mancini e Aldo Selvaggi, che con il loro Istituto finanziario milanese polverizzarono tanti miliardi di migliaia di risparmiatori, ma anche finanziamenti delle banche. Il loro segreto era promuoversi con tanta pubblicita'. Nel processo per bancarotta da 600 miliardi s'e' scoperto che offrivano anche doni e regalie: un'auto di gran lusso al presidente della Commissione di controllo sulla Borsa Bruno Pazzi, premi e cotillons ai giornalisti che non li criticavano. Giorgio Mendella, divenne un fenomeno come primo caso di telefinanziere. Cesare e Massimo Canavesio erano "yuppie" della finanza. Ma entrambe le organizzazioni hanno deluso i risparmiatori. La lunga lista dei tonfi s'estende alla Borsa, dove gia' normalmente i grandi azionisti penalizzano i piccoli risparmiatori. Commissionarie, agenti di cambio e Sim sono saltati dal Nord al Mezzogiorno, divorando i soldi dei clienti. La Lombardfin di Paolo Mario Leati brucio' tanti ricchi milanesi, notabili e perfino spregiudicati giornalisti finanziari. La tendenza del momento sfrutta il segreto dei paradisi fiscali e della finanza cosiddetta "off - shore". La promessa e' che, in ogni caso, risparmi e guadagni sfuggono al fisco italiano. Recentemente s'e' saputo che il calciatore milanista Roberto Baggio, con tanti piccoli e medi investitori, si sarebbe affidato a una banca off - shore caraibica: perdendo miliardi in una mai aperta miniera di marmo nero. L'ultima novita' sono i prodotti derivati. Si chiamano swap, options, futures. Speculano su valute, tassi d'interesse e su quella imprevedibile entita' che e' il futuro. Molte aziende italiane e straniere ci si sono disastrate i bilanci. Cosi' qualche finanziaria ora ci prova con i piccoli e medi investitori. In Italia, pero', in troppi stanno cominciando a capire che investimento finanziario significa quasi sempre rischiare soldi. E che, quanto piu' alto e' il guadagno prospettato, tanto piu' alta e' la possibilita' di perderci. S'e' appreso che grandi banche sono saltate perche' nemmeno per loro era facile investire e guadagnare. Non a caso i "maghi del risparmio" adesso preferiscono i Paesi dell'Est. Li' l'improvviso passaggio dal comunismo al capitalismo ha prodotto milioni di aspiranti ricchi, digiuni da sempre delle piu' elementari conoscenze finanziarie. Cosi' in Russia sedicenti broker di improbabili Borse delle materie prime hanno massacrato schiere di ingenui neo - speculatori. In Romania e' esplosa e presto fallita la prima mega - catena di Sant'Antonio finanziaria. Buon ultimi sono arrivati gli albanesi. Ma non ci si deve comunque disperare. Qualche economista sostiene che togliere il denaro agli avidi - ignoranti non e' che sia sempre un male.
Caizzi Ivo
Pagina 8
(28 gennaio 1997) - Corriere della Sera



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Storie di truffe e guadagni miliardari
Imbonitori e ciarlatani
Da Vanna Marchi a Giorgio Mendella

Con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'estorsione, il 24 gennaio gli agenti del Nucleo provinciale della polizia tributaria di Milano perquisiscono la casa bolognese di Wanna Marchi e di sua figlia Stefania Nobile. Dalle tre alle 6.45. Le due donne in una stanza "stavano cercando di occultare documenti fondamentali alle indagini sotto il materasso", racconta uno degli agenti che ha partecipato all'operazione denominata - in onore al tg satirico "Striscia la notizia" che ha sollevato il caso - "Tapiro salato".

Ma quello di Wanna Marchi non è un caso isolato. Eccone alcuni.




Wanna Marchi
……………………….
OMISSIS ( FATTO ARCINOTO INUTILE RIPORTARLO )
……………………


Retemia/Mendella

Condanna
Il 5 febbraio 1999 l'imbonitore (anche definito telefinanziere)Giorgio Mendella viene condannato dal tribunale di Lucca a nove anni di reclusione con l'accusa di bancarotta fraudolenta della holding finanziaria Intermercato. Mendella è anche il fondatore della rete televisiva Rete mia. Era già condannato a 9 anni per bancarotta a Milano e ad altri 9 anni per lo stesso reato a Lucca. Il 22 marzo 1991, dichiarava "Nonostante una campagna durissima nei miei confronti, due iniziative della Consob, il cittadino Mendella non è inquisito di sollecitazione di pubblico risparmio e non lo è mai stato. Nei limiti e nel rispetto della legge io intendo rivolgermi alla gente in televisione e questo è un diritto e se non è un diritto allora è tutto un altro paio di maniche".

Storia
Il caso scoppia nel 1991. Mendella si fa dare soldi dagli ascoltatori, li investe e crea una specie di culto della libera impresa che lo porta ad aprire il primo supermercato all'europea nella Bucarest postcomunista. Riesce ad attirare nella sua rete cinquemila soci, ai quali paga interessi del 30-35 per cento. Quando entra nel mirino degli inquirenti, il finanziere scappa a Montecarlo lasciano buchi per decine di miliardi. In seguito si è costituito. E' stato condannato in tutto a diciotto anni di reclusione. Ai tempi delle sue fortune raccoglieva i soci in immense adunate viareggine dove esercitava il suo fascino carismatico. Non tutti i soci l'hanno abbandonato: in molti pensano ancora che possieda il segreto per far moltiplicare i soldi.

Davide Ferrario
Il regista Davide Ferrario nel 1996 realizza il trailer per un documentario sulla vicenda di Giorgio Mendella. Ma non verrà mai realizzato: il soggetto viene ritenuto "scomodo".





Grandinotizie.it/ 19/febbraio/2002

anonimo ha detto...

Cosa hanno in comune Islanda, Grecia e Ecuador? Un'economia di guerra.
L'Islanda è fallita, la Grecia è in rivolta e Correa, presidente dell'Ecuador, ha dichiarato il "default" del Paese: i titoli di Stato in scadenza nel 2012 non saranno pagati.
La Grecia è stata oscurata dai media. Non si sa quello che vi succede. Si fa passare una rivoluzione come una manifestazione di ragazzi esagitati, di no global, di anarchici. La Grecia è vicina al fallimento economico e per questo bisogna: "Sopire, troncare.., troncare, sopire". Il contagio fa paura.
In Italia, la scorsa settimana sono andate deserte due aste di BTP e una terza ha venduto circa un terzo dei titoli. Lo sapevate? Nooooooooooo? Vi capisco, i telegiornali erano troppo occupati a spiegare che sulle Alpi nevica in dicembre e a descrivere la frenetica corsa agli acquisti.
Il mondo è in guerra. Una guerra economica. Non molto diversa da quelle combattute con le armi. L'informazione di guerra serve a rassicurare. Gli alpini stavano per sfondare a Stalingrado e il giorno dopo già attuavano una veloce ritirata strategica verso l'Italia. Questo Stato si regge ormai solo sulle balle. La sua ultima frontiera. Preparate le scarpe da lancio per il 2009.

Anonimo ha detto...

Clamoroso errore di Fitch sull'Italia
"Rating alzato, ma per Ubi banca"

ROMA - Clamoroso errore di Fitch. L'agenzia di rating statunitense, in un primo comunicato, ha fatto sapere di aver alzato il rating del debito italiano ad A+, con outlook stabile. Una notizia che, visto il periodo economico, ha stupito non poco gli addetti del settore. Ma il mistero si è risolto nel giro di pochi minuti.

Fitch ha infatti rettificato il suo precedente comunicato, spiegando di aver rivisto al rialzo non la valutazione sull'Italia, ma quella di Ubi Banca.

(5 dicembre 2008)

Anonimo ha detto...

Ripropongo quest quesito: qualcuno sa dirmi come sia possibile comprare l'oro finanziariamente. Grazie anticipatamente, Rossella.

anonimo ha detto...

SIG.RA Rossella si rechi nella filiale della banca di sua fiducia certamente sapranno consigliarla per il meglio.Secondo me cerca qualche pollo da contestare,penso che lei sappia perfettamente come si compra l' oro finanziariamente.Quello che forse lei non sa e' che non vedra' piu' il prezzo dell' oro sotto i 500 USD.Il consiglio e' quello di comprarlo con consegna fisica perche' sara' l'unica certezza che rimarra' insieme ai terreni agricoli ma per quelli bisogna trovare qualche "allocco" disposto a venderli.

Anonimo ha detto...

Giusto per dirne un'altra.

Comprate etc sul petrolio perchè andrà a 250 entro qualche anno...

Sapete da chi sono emessi tutti gli ETC sul petrolio presenti sul mercato italiano (a quel che mi risulta, se sbaglio qualcuno può segnalarlo)?

Da AIG, il colosso americano salvato per il rotto della cuffia dallo stato americano...

Che vuol dire questo?

Vuol dire che chi ha comprato un etc sul petrolio (oltre a star perdendo probabilmente una marea di denaro perchè il petrolio è sceso in modo incredibile, ma questo probabilmente sarà recuperabile), ha rischiato di PERDERE COMPLETAMENTE TUTTO, perchè quello che ha comprato è solo un pezzo di carta emesso da una società che era quasi fallita!!!!

Ma per carità, sono io ad essere un codardo/coniglio...
E sono solo le banche ad ingannarci, vendendoci polizze lehman senza dircelo, mentre le cose che leggiamo da altre fonti sono assolutamente vere...
E sono SOLO i titoli di stato italiani ad essere pericolosi...

Oltretutto, comprando un'obbligazione o un titolo di stato, quando l'emittente fallisce si ha legalmente diritto ad un rimborso, in quanto creditori, mentre (credo proprio, devo studiare ancora questa cosa) comprando un ETC, quando l'emittente fallisce non si vede proprio nemmeno un centesimo....


Alessio
P.S.
Cercate "AIG salvataggio" su google per capire quanto vicini si è arrivati a perdere TUTTO...

Anonimo ha detto...

E' meglio comprare oro cartaceo oppure oro con consegna fisica?aiutiamo la Sig.ra Rossella..

anonimo ha detto...

Giusto per informare Alessio


Cerca "STOP LOSS" su google per evitare di perdere tutto!!!

Anonimo ha detto...

Per ultimo anonimo.
L'hai sparata grossa.
Era meglio se stavi zitto

Anonimo ha detto...

All'anonimo dello stop loss.

Mi rendo conto che non mi so spiegare bene.

Se AIG fosse fallita quella domenica, lo strumento sul petrolio non sarebbe stato nemmeno negoziabile, perchè era negoziato/garantito solo ed esclusivamente da AIG.
Anche se l'ultimo prezzo fosse stato 250$/barile... il giorno dopo non esisteva più nulla...

Lo stop loss esiste se c'è un mercato... se lo strumento non esiste più (perchè non esiste più l'emittente), come si fa a venderlo?
Si chiama "rischio emittente" o "rischio controparte"...
Esiste per tutti i titoli di stato e per tutti gli strumenti finanziari.

Nel caso dei titoli di stato, come ho già scritto, però si ha legalmente diritto alla "spartizione" dei beni rimasti dell'emittente in quanto DEBITORI...
Nel caso di altri strumenti finanziari (come nel caso degli etc, per quel che mi risulta), non si ha diritto a NULLA.

Ne deriva la perdita TOTALE dell'investimento.

Visto che qui si crede solo ai blog, metto un link ad un blog (sperando che sia un blog di "controinformazione", così ci credete, se metto un link a qualche sito ufficiale mi sa che è tutto vano)

articolo di mercato libero (leggere la prima riga)

Alessio.

P.S.
Siccome sto studiando queste cose proprio in questi giorni, potrei aver scritto delle cose errate. Se ce ne sono e volete segnalarle ne sarei contento...

Anonimo ha detto...

Cmq questo dello stop loss è il tipico esempio di cosa significa una informazione errata.

Si dormono sonni tranquilli anche se si è a 10 minuti dalla perdita di un bel po' di soldi.

Qualcuno magari avrà anche detto "magari fallisce AIG, le banche devono fallire tutte!" ... sentendosi sicuro perchè aveva investito in un etc sul petrolio...

SVEGLIA!!!! Non è un reality show!!!! E' la realtà!!!!!

Lo so ho già scritto anche questo, in un altro contesto...

Cmq in questo caso è andato tutto bene (va be' il petrolio è sceso solo un "pochettino" e molti saranno in "leggera" perdita, ma ancora c'è la possibilità di rifarsi).
Ma se le cose fossero andate un po' diversamente, ci sarebbero le stesse scene che si vedono con alcune assicurazioni e prodotti vari con sottostanti lehman... tutti a fare causa a chi l'ha venduti (le banche nel caso lehman)...

Ma tanto sono solo io che sono un coniglio/codardo/pappagallo e sono SOLO i titoli di stato italiani ad essere pericolosi.
Contenti voi...

Alessio

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