lunedì 19 gennaio 2009

Albert Einsein diceva: "I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati"



Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova.


Gentile lettrice e gentile lettore, in questi ultimi tempi, vari organi internazionali e nazionali, quali Il Fondo Monetario Internazionale, Banche Centrali, Ministri dei vari Paesi, l'Ocse, Banca d'Italia, ABI, etc., etc., etc., et., tramite i loro rappresentanti stanno cercando di dare delle risposte sulla possibile fine della crisi economica attuale.

Ti ricordo che praticamente nessuno di questi illustrissimi esponenti aveva paventato questa situazione un anno fa. Ma ora cosa dicono?

"La crisi si risolverà entro il 2009"; oppure "La crisi si risolverà entro il 2010"; oppure "Sono possibili dei miglioramenti verso la fine del 2010": queste ed altre risposte sono ormai all'ordine del giorno.

Sono contento che questi signori sappiano già quello che succederà fra 1 anno o 2 anni, ma la realtà é che non sanno nemmeno loro come e quale é la situazione reale. Ma, questi signori, pur di rimanere al loro posto farebbero e/o direbbero qualsiasi cosa..........


Però, se é vero quello che diceva un certo Albert Einstein, cioé che "I PROBLEMI NON POSSONO ESSERE RISOLTI ALLO STESSO LIVELLO DI CONOSCENZA CHE LI HA CREATI", questi signori si dovrebbero fare da parte.

Si dovrebbero fare da parte anche una grossa fetta di professori economici, ministri economici, rappresentanti economici vari, etc. , etc., etc., tec., cioé tute quelle persone che non si erano accorte di ciò che si stava verificando nel mondo ecomico e finanziario.

Ripeto ancora una volta le parole di Albert Einstein: "I PROBLEMI NON POSSONO ESSERE RISOLTI ALLO STESSO LIVELLO DI CONOSCENZA CHE LI HA CREATI".

Ti ricordo che sabato 24 gennaio 2009, alle ore 16, presso la Biblioteca del Castello, sita in via del Santuario, 11 a Monselice (Padova) presenterò il mio nuovo libro "Sapienza Finanziaria - Tutti gli aticoli di un anno di blog". L'ingresso é gratuito.

Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ....... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

P.S. Sono disponibili gli ultimi filmati youtube di Marco Calì.

31 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai ragione: tanti dovrebbero essere cacciati.
Vincenza.

Anonimo ha detto...

Nemmeno a farlo apposta! Grande Marco!!!!

BRUXELLES (Reuters) - Il prodotto interno lordo italiano dovrebbe vedere quest'anno una contrazione del 2,0% e il prossimo una crescita dello 0,3%.

Queste le previsioni aggiornate della Commissione europea raccolte nelle 'interim forecast', da confrontarsi con le stime d'autunno pubblicate il 3 novembre scorso che ipotizzavano una crescita economica nulla quest'anno e di 0,6% il prossimo.

Il rapporto deficit/Pil è invece visto al 3,8% per quest'anno dal 2,5% stimato in autunno, e al 3,7% nel 2010 dal precedente 2,7%.

Per quanto riguarda il debito invece, il rapporto col Pil si dovrebbe attestare nelo 2009 al 109,3% dal 104,3% stimato in autunno, mentre per il 2010 la Commissione vede un rapporto debito/Pil al 110,3% da 103,8% delle precedenti stime.

Anonimo ha detto...

A casa, ha ragione Calì. Alessandro.

Si prospettano 12 mesi "molto difficili" per Eurolandia. Jean-Claude Trichet, prsidente della Bce, ha ammonito nel corso di una conferenza a Parigi che il 2009 si prospetta come un anno molto difficile per l'economia del Vecchio continente. Trichet ha poi rimarcato come sia confidente circa l'avverarsi di uno scenario di ripresa nel 2010.

Anonimo ha detto...

Per Alessio e qualche altro contestatore: ma quello che sta succedendo alle banche vi sembra normale?
Visto che in questo blog ci sono scritte cose false, diteci la vostra.
Grazie. Alessandro.

Anonimo ha detto...

Si prospettano 12 mesi "molto difficili" per Eurolandia. Jean-Claude Trichet, presidente della Bce......
Si prospettano "anni molto difficili" per Eurolandia.Pinco pallino anonimo.

Anonimo ha detto...

Lunedì 19 Gennaio 2009, 18:51

Unicredit : nella riunione di domani non verrà presa alcuna decisione


Forse..................

Anonimo ha detto...

ROMA (MF-DJ)--"L'industria non e' in declino: l'Italia e' pronta per la ripresa". Lo afferma in un'intervista a Il Giornale, Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, all'indomani delle previsioni economiche rilasciate dalla Commissione Ue che ipotizzano per l'Italia un Pil a -2% nel 2009.

"Il meno 2% dell'Italia - spiega - se confrontato con l'andamento degli altri grandi Paesi europei e' solo di poco peggiore al dato francese. Inoltre, nel 2010 siamo gia' in recupero" con un +0,3% del Pil.

"Smettiamola con il declinismo sulla nostra industria. E' vero, abbiamo poche grandi imprese, pero' abbiamo 6.000 aziende che portano il Made in Italy in giro per il mondo". red/pev

Anonimo ha detto...

Wall Street apre il 2009 sotto il segno dei “toro”, con l’indice Dow Jones (notizie) che guadagna il 2,94%, l’S&P500 a +3,16%, il Nasdaq (NASDAQ: notizie) +3,50% (semiconduttori: +4,57%) e le small cap del Russell 2.000 in crescita dell’1,28%.

Ha visto Calì come sono partite le borse con il nuovo anno?

Anonimo ma che fino ha fatto?
Sta' contando i soldi guadagnati con i rialzi di inizio anno?

Anonimo ha detto...

Ciao,
vorrei sapere una informazione.
Poniamo che voglia acquistare la prima casa, e chiedere il mutuo alla banca.
So che in genere concedono dal 30 al 40% della redditività totale di chi acquista la casa.
Diciamo che sarebbe per me e mia moglie.
Mia moglie attualmente lavora, ma fra pochi mesi le scade il contratto e quindi temporaneamente sarà disoccupata.
Voglio essere pessimista e quindi poniamo che noi chiederemo il mutuo proprio quando lei sarà disoccupata.
Ergo un solo salario ci sarà insufficiente per convincere la banca a darci il credito.
Però supponiamo, per ipotesi, che io riesca comunque a far fronte a pagare il mutuo e mantenere una famiglia perchè ho altre entrate di cui la banca non è a conoscenza (ad esempio potrei trovarmi un secondo lavoro, ma solo successivamente alla concessione del credito - è una ipotesi, faccio per capire come funziona).
In tal caso, come posso farmi concedere ugualmente il mutuo?
Posso dare come "garanzia" lo stipendio di mia sorella piuttosto che la pensione di uno dei miei genitori? Alla banca non credo gli interessi di sapere se verranno o meno ad abitare con me.
E in tal caso, cosa comporta a loro?
vincoli ecc.. oppure dovranno risultare co-proprietari?
oppure prestano la loro disponibilità e finisce lì?
grazie mille
viktor

Anonimo ha detto...

Ciao,
vorrei sapere una informazione.
Poniamo che voglia acquistare la prima casa, e chiedere il mutuo alla banca.
So che in genere concedono dal 30 al 40% della redditività totale di chi acquista la casa.
Diciamo che sarebbe per me e mia moglie.
Mia moglie attualmente lavora, ma fra pochi mesi le scade il contratto e quindi temporaneamente sarà disoccupata.
Voglio essere pessimista e quindi poniamo che noi chiederemo il mutuo proprio quando lei sarà disoccupata.
Ergo un solo salario ci sarà insufficiente per convincere la banca a darci il credito.
Però supponiamo, per ipotesi, che io riesca comunque a far fronte a pagare il mutuo e mantenere una famiglia perchè ho altre entrate di cui la banca non è a conoscenza (ad esempio potrei trovarmi un secondo lavoro, ma solo successivamente alla concessione del credito - è una ipotesi, faccio per capire come funziona).
In tal caso, come posso farmi concedere ugualmente il mutuo?
Posso dare come "garanzia" lo stipendio di mia sorella piuttosto che la pensione di uno dei miei genitori? Alla banca non credo gli interessi di sapere se verranno o meno ad abitare con me.
E in tal caso, cosa comporta a loro?
vincoli ecc.. oppure dovranno risultare co-proprietari?
oppure prestano la loro disponibilità e finisce lì?
grazie mille
viktor

Anonimo ha detto...

Alessio visto che attacca sempre Calì (non ho capito il perché, ma vabbè) non é che ha qualcosa da dire su Tremonti, Padoa Schioppa,Draghi, Manager vari di Abi, Patti Chiari, Consob, etc. che hanno portato a questa situazione?
O ha paura?
Alessandro.

Francesca ha detto...

Seguo questo blog da diverso tempo e non ho mai commentato.
Ma voglio dire la mia.
Ora Alessio o qualche altro contestatore ti diranno, Alessandro, che questa crisi era stata annunciata da tempo e che si potevano trovare notizie in qualsiasi giornale. O magari che queste notizie le potevi trovare in tv. E poi attaccano Calì! Ma quando gli chiedi di fare nomi e cognomi di qualche personaggio importante si ritirano: CONIGLI! Hanno il coraggio di attaccare solo Calì.... altro non sanno fare: CONIGLI.
Francesca.

Anonimo ha detto...

EMERGENZA: BANK OF AMERICA HA BISOGNO DI ALTRI $80 MILIARDI

Bank of America ha bisogno di altri $80 miliardi in nuovi capitali per far fronte alla crisi e all'enorme ammontare di assets in bilancio, secondo un rapporto pubblicato a Wall Street.
Ultimissime notizie dal fronte bancario: Bank of America ha bisogno di altri $80 miliardi in nuovi capitali per far fronte alla crisi e all'enorme ammontare di assets in bilancio, secondo un rapporto appena pubblicato da una banca di Wall Street.

La cerimonia di insediamento del nuovo presidente USA e' costata 150 milioni di dollari 4 volte quella di Bush 10 volte quella di Clinton.
So che non centra nulla con questo blog ma sono cifre che fanno davvero riflettere.

Anonimo ha detto...

PER FRANCESCA.
Ti fornisco qualche lettura ma se vuoi posso fornirti ulteriore materiale.

Attenti, stiamo rischiando l' inflazione o la recessione
Repubblica — 06 settembre 2006 pagina 2 sezione: ECONOMIA
ROMA - «Il compito più difficile è bloccare l' aumento dei prezzi». Romano Prodi lancia l' allarme sull' Italia a reddito fisso che si impoverisce. Il rischio, dice, è «o l' inflazione o la recessione». Arriva alla Festa di Rinascita dove lo aspetta il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, per incalzarlo sulla difesa dello stato sociale. «Una Finanziaria di trenta miliardi? Vorrei sapere dove vanno a prendere i soldi» dice ai giornalisti prima ancora di salire sul palco. Prodi, appena giunto, però ripete: «Resta trenta, trenta, trenta». Il presidente del Consiglio mette subito in chiaro una cosa: «La spesa sociale non va diminuita, ma migliorata. In molti casi cambiata e anche aumentata». «La spesa sociale - ripete - è al centro della nostra azione. Noi non intendiamo comprimerla. Anzi, va gestita nel modo più serio, consapevole e responsabile. Va ottimizzata e gestita in maniera responsabile». E avverte: «Ma per carità, non facciamo passare il messaggio che non va cambiata». Riforma e difesa, su questo tasto insiste il premier. «Voglia di sinistra!» urla lo slogan sul palco, bandiere rosse attorno. Antonio Di Bella, il direttore del Tg3, che intervista Prodi e Diliberto, avvia il confronto su un Paese in cui la gente è più povera. Ci sono, ultimo segnale, i dati della Cgil sui salari. Prodi si concentra, spiega che il dato più preoccupante è che questi stipendi, se non fossero aumentati i prezzi, non sarebbero così insufficienti. «Per questo ho posto il problema di finirla con l' aumento dei prezzi, - si indurisce - di provvedere ai controlli e di introdurre concorrenza in settori in cui ci sono sacche di piccolo monopolio». Compito in salita, nonostante le misure del ministro Bersani sulle liberalizzazioni per alcuni servizi. «Invertire questo cammino è il compito più difficile che ho di fronte. - ammette il presidente del Consiglio - E' come rimettere il dentifricio nel tubetto. Ma con questi prezzi, se si va avanti così, o c' è l' inflazione o la recessione». Se non si riuscirà ad intervenire, lo sviluppo è compromesso. E con esso le possibilità di risanamento. «Voglio che ci sia un' inversione, altrimenti si ha recessione. Un potere d' acquisto così compresso non fa parte di un' economia moderna». Rimettere in moto l' Italia, è la sfida del premier. «La Finanziaria per il 2007 non contiene solo tagli e contenimento di spesa» assicura. «Prevede risorse enormi per promuovere lo sviluppo». E promette che il centrosinistra non rischia di lacerarsi. Anzi. «Se si vedono i tg e Televideo noi sembriamo una gabbia di matti. Ma noi stiamo solo discutendo in modo più serio e approfondito sui contenuti della prossima manovra economica. Siamo orgogliosi perché stiamo trovando l' accordo. L' abbiamo trovato sul programma dell' Unione e lo troveremo anche sulla Finanziaria». Commenta i dati Ocse. «Un tempo eravamo abituati con lo zero virgola, ora quando arriva un uno virgola facciamo festa». «Bene ma non dobbiamo accontentarci» dice. Ed ecco una Finanziaria «complessa e difficile» ma in cui «ho voluto mettere una grande quantità di investimenti, non solo tagli ma anche risorse nuove, il cuneo fiscale sostanzioso per aiutare la ripresa del Paese». Diliberto sul programma del centrosinistra martella. «C' è scritto che l' obiettivo generale imprescindibile è costituito dalla difesa del potere di acquisto di salari e pensioni. Chiedo che il governo e i partiti dell' Unione prendano questo impegno». «Bisogna escludere dai tagli due settori: la spesa sociale e la scuola», elenca. Ma senza scontri: «Sono certo che troveremo la quadra insieme» - MARCO MAROZZI


Intel e recessione deprimono le Borse Wall Street azzera i guadagni 2007
Repubblica — 17 gennaio 2008 pagina 42 sezione: ECONOMIA
MILANO - Venti gelidi sull' economia da una sponda all' altra dell' Atlantico e in particolare negli Usa, dove il Beige Book della Fed - diffuso in serata - ha rilanciato nuovi timori di recessione. Il nervosismo si era già diffuso in precedenza, con i risultati di Intel relativi al quarto trimestre: il fatturato, in crescita ma meno del previsto, ha gettato ombre minacciose sui conti 2008 del colosso tecnologico nonostante abbia annunciato un incremento dell' utile del 51% negli ultimi tre mesi dell' anno. All' apertura dei mercati - in Europa prima, negli Usa poi - è stato quasi il panico: Intel ha perso fino al 12%, Stm a Piazza Affari è arrivata a cedere il 5% (ma poi ha limitato i danni in chiusura) ai minimi da 10 anni. A gelare il clima, non solo atmosferico, ci stanno pensando i continui ribassi nelle previsioni di crescita: ieri un membro del direttivo della Banca centrale europea ha annunciato che la Bce potrebbe tagliare le stime su Eurolandia nel 2008; misura già presa da Confindustria, che riducendo i già compressi valori indicati nel dicembre scorso ha dichiarato di aspettarsi per quest' anno una crescita del Pil italiano inferiore all' 1%; meno, cioè, di quanto abbia appena ipotizzato Bankitalia. Dal canto suo, invece, Via Nazionale ieri ha reso noto che il debito pubblico ha ripreso a correre: in ottobre ha raggiunto i 1.629 miliardi di euro, 787 in più rispetto al mese precedente. In compenso, indebitarsi per le famiglie sarà più facile e soprattutto sicuro: il Parlamento europeo infatti ha approvato ieri una direttiva sul credito al consumo, con nuove regole di informazione e trasparenza cui si dovranno adeguare le banche e, per i risparmiatori, la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dalla richiesta di un prestito. Secondo i dati dell' Abi, invece, nei primi nove mesi dell' anno sono stati estinti anticipatamente 50 mila mutui, il 40% in più del 2007. Non stupisce quindi che le Borse abbiano pagato pegno: Piazza Affari se l' è cavata benino, perdendo solo lo 0,32%, mentre Francoforte e Londra hanno ceduto l' 1,25 e l' 1,37% (per la maggiore presenza di titoli tecnologici, tutti in perdita dopo i dati di Intel) mentre Parigi ha ceduto lo 0,48. Con il passare delle ore hanno invece ridotto le perdite i mercati Usa: il Dow poco dopo la metà giornata era persino in terreno positivo, anche se è tornato sui valori di un anno fa (-0,28% in chiusura), così come il Nasdaq (a fine contrattazioni meno 0,95%): vale a dire che i due listini in questo primo scorcio di 2008 hanno già bruciato quanto di buono fatto nell' intero anno scorso. Del resto, proprio ieri sono arrivate altre notizie negative dal fronte della congiuntura Usa: nel 2007 i prezzi al consumo sono cresciuti del 4,1%, il valore più alto da 17 anni, mentre l' economia da metà novembre continua a crescere «ma ad un ritmo più lento che nel periodo precedente». L' analisi non confortante viene dalla Fed che nel suo Beige Book ha enumerato i mali del paese: occupazione «sostanzialmente bloccata», spese natalizie fiacche, che hanno generato «disappunto», settore immobiliare «piuttosto debole». Un quadro che rilancia i timori per una imminente recessione, la prima dal 2001. - VITTORIA PULEDDA


• Corriere della Sera >
• Roubini: negli Usa recessione inevitabile
«LA FED TAGLIERÀ I TASSI, MA ORMAI È TROPPO TARDI»
Roubini: negli Usa recessione inevitabile
Il guru americano oggi al Corriere: «Sarà una crisi severa e contagerà l'Europa. Durerà almeno un anno»
La crisi dei «subprime», la catena di situazioni finanziarie negative che hanno avuto pesanti riflessi sulle Borse delineano una nuova era della finanza mondiale. A differenza del passato, ora ra il terremoto è partito dal centro, dagli Stati Uniti, da Wall Street, per espandere poi i propri effetti negativi nel resto del mondo. Si tratta di una crisi strutturale dei mercati o di un incidente di percorso? La Fondazione del Corriere della Sera su questi temi organizza un incontro oggi alle 17,30 in Sala Buzzati con la partecipazione di Nouriel Roubini, docente di Economia alla Stern School of Business della New York University, e di Francesco Giavazzi, editorialista del Corriere e docente di Economia Politica alla Bocconi. L'incontro viene diffuso in videodiretta sul Corriere.it. Ecco lintervista che ha concesso prima dell'incontro pubblico.

MILANO - Borse in caduta nell’Asia emergente, a Tokyo e in Europa sulla scia della lunga scivolata di Wall Street e dei timori sempre più concreti di una recessione americana. Una spirale di perdite nelle istituzioni finanziarie che va ormai oltre i mutui a rischio («subprime») e tocca larghe aree del credito e dei derivati di copertura dalle insolvenze. Gli argomenti non mancano a chi come Nouriel Roubini, docente della New York University e animatore del sito RgeMonitor.com, avverte da tempo che l’America trascinerà il resto del mondo nella dolorosa fine di un party speculativo durato già troppo.
Professor Roubini, le cadute degli indici azionari in Asia questa notte indicano che il contagio della crisi è arrivato anche alle economie emergenti?
«Sì e si tratta di un contagio che ha cause economiche di fondo. A questo punto una recessione negli Stati Uniti è inevitabile, anzi probabilmente è già iniziata in dicembre. Sono convinto che il resto del mondo non riesca a isolarsi: non credo che siamo avviati verso una recessione globale, ma verso una forte riduzione della crescita. Dai rapporti commerciali, alla finanza, ai tassi di cambio fra le valute, all’impatto sulla fiducia: sono molti i canali di trasmissione che implicano un passaggio degli choc dall’America al resto del mondo. Una recessione negli Usa e un rallentamento economico altrove comportano una netta caduta degli utili delle imprese. Per questo le Borse vanno giù».
La correzione al ribasso sarà severa o lieve?
«Se guardiamo al mercato immobiliare, alle vendite al dettaglio, alla disoccupazione, tutto indica che che la recessione negli Stati Uniti non sarà lieve ma severa. E la sofferenza si trasmetterà anche all’Europa e all’Asia. Quello che sta accadendo nei mercati è una nuova riponderazione di fondo del valore degli attivi: gli investori stanno prendendo atto delle conseguenze di questa situazione sull’economia globale. Vedo mercati negativi per tutto il 2008».
In questa condizioni, cosa può fare la Federal Reserve?
«Da settembre ha già tagliato i tassi dell’1%, a gennaio li taglierà di nuovo almeno dello 0,5% e continuerà a farlo fino a portarli sotto al 3% entro l’anno (attualmente i fed funds sono al 4,25%, ndr). Ma qualunque cosa la Fed faccia, è troppo poco e troppo tardi. La Fed ha sbagliato la valutazione sull’effettiva portata e le implicazioni della caduta del mercato immobiliare, su come avrebbe debordato sul resto dell’economia e sul contagio dei "subprime". Ora ha iniziato a tagliare i tassi aggressivamente, teme le strozzature del credito e della liquidità. Ma la Fed non può evitare una recessione, esattamente per le stesse ragioni per cui non potè nel 2001. Una politica monetaria più accomodante renderà la recessione meno profonda e meno lunga, ma nient’altro. Nel 2001, con la recessione si verificò un ingorgo di investimenti tecnologici in eccesso. Ora l’ingorgo è nel mercato immobiliare, nei beni durevoli di consumo, nelle auto».
Tecnicamente una recessione accade quando l’economia, ossia il prodotto interno lordo, si contrae per almeno due trimestri di seguito. Questa quanto durerà?
«Nel 2001-2003 un taglio dei tassi dal 6,5% all’1% non evitò la recessione, ora i margini per ridurre i tassi sono minori. Inoltre le istituzioni finanziarie e gli altri attori del mercato hanno problemi di insolvenza, non solo di liquidità: non è solo che il denaro circola poco, è che gli attori sul mercato non riescono a far fronte ai loro impegni. Per smaltire questi problemi serve tempo. Per gli Stati Uniti, prevedo quattro trimestri consecutivi di contrazione dell’economia. Si tenga conto che le ultime due recessioni, nel ’91 e nel 2001, durarono due trimestri. Ma questa sarà più seria».
Tutti ora danno la colpa ai banchieri americani, che hanno esteso mutui con leggerezza perchè confidavano di rivenderli al mercato sotto forma di titoli strutturati, passando così il rischio ad altri. Ma la Fed non ha nulla da rimproverarsi?
«I semi della crisi in effetti li ha piantati la Fed tagliando troppo i tassi e tenendoli bassi troppo a lungo. Così ha incoraggiato un’assunzione di rischio eccessiva. C’è poi da considerare che la supervisione e la vigilanza del sistema finanziario sono state di gran lunga insufficienti. I mercati sono avidi, tendono a eccedere quando i regolatori sbagliano o sono distratti».
Ma se questo è vero, tagliando i tassi in gran fretta la Fed non rischia ora di gettare le basi dei prossimi eccessi?
«In effetti c’è chi dice che così la Fed corre in soccorso dei banchieri che hanno sbagliato e crea "moral hazard", un incentivo psicologico al rischio eccessivo. E c’è chi dice che un taglio dei tassi in America rischia di rilanciare ancora di più l’inflazione, che a dicembre era al 4,1%. Io non sono d’accordo: non può esserci "moral hazard" perché qualunque cosa faccia, la Fed oggi non è in condizione di salvare il sistema finanziario. Lì dentro ci sono perdite massicce e problemi di solvibilità e questo non si risolve con una manovra di politica monetaria. Le perdite possono essere superiori ai mille miliardi di dollari tra titoli contenenti "subprime", altre perdite sui crediti immobiliari, carte di credito, mutui per l’auto e derivati di copertura sul rischio di credito. Le istituzioni che le subiranno avranno la loro punizione indipendentemente da quello che farà la Fed. Quanto all’inflazione, con l’aumento della disoccupazione e la caduta della domanda non sarà più un problema».
Insomma, è giusto tagliare i tassi il più possibile?
«La banca centrale non deve punire l’economia reale per punire la finanza. Deve salvare l’economia e non gli investitori. Semmai, deve punire la finanza con un buon lavoro da regolatore per evitare che si creino nuove bolle».
È così sicuro che l’Europa subirà in pieno questa crisi? Dopotutto oggi sono molto più forti di prima i legami economici con l’Asia.
«Non credo l’Europa possa sganciarsi. La gente di solito sottovaluta i canali di trasmissione degli choc. L’America rappresenta un quarto del prodotto interno lordo mondiale: è meno di qualche anno fa, ma è sempre moltissimo. Negli ultimi anni gli americani sono stati i compratori-consumatori di ultima istanza dei beni e servizi prodotti dal resto del mondo».
Pensa che non ci sia abbastanza domanda nel resto del mondo?
«Non c’è. La ripresa in Europa è stata trainata dalle esportazioni, soprattutto in Paesi come la Germania. Lo stesso vale per il Giappone, mentre in Cina le esportazioni contano addirittura per il 40% del prodotto interno lordo. Anche ammettendo che Cina e India continuino a crescere, la spesa per consumi di questi due colossi in totale è di 1.500 miliardi di dollari all’anno, mentre quella degli Stati Uniti è di 9.000 miliardi di dollari. Cina e India non hanno la forza di compensare la caduta dei consumi americani. E l’Asia oggi dipende ancora di più dalla domanda di importazioni degli Stati Uniti, non meno di prima come si crede».
Eppure la Banca centrale europea non accenna a ridurre i tassi, anzi minaccia di farli salire. Vive nel mondo di ieri?
«La Bce considera che ci siano dei rischi al ribasso per la crescita e vede anche che l’inflazione, al 3,1%, resta comunque più alta di quanto vorrebbe. È l’effetto dei rincari delle materie prima, dal petrolio agli alimenti. Ma molti indicatori mostrano ormai che la crescita frena in Europa e alcuni Paesi più esposti all’esplosione della bolla immobiliare, dalla Spagna, all’Irlanda alla Gran Bretagna, rischiano addirittura una recessione. Quando c’è un rallentamento così serio, l’inflazione è destinata a calare. E che ci sia una frenata in Europa, lo dicono molti indicatori: gli indici della produzione industriale, la fiducia dei consumatori, la forza dell’euro verso il dollaro e la sterlina, il contagio finanziario che dall’America ha già investito in pieno anche i mercati del Vecchio Continente. In più, anche in Europa il mercato del credito resta contrassegnato da una serie di strozzature».
Federico Fubini
21 gennaio 2008


Roubini: recessione più dura degli ultimi 20 anni
Giovedì 13 Marzo 2008 16:34 Raffaele Lillo
Dai 12 ai 18 mesi, questa la durata della recessione americana secondo il famoso economista Nouriel Roubini. Una recessione che sarà peggiore per durata ed intensità sia alla recessione del 2001 che a quella del 1991. Diversi sarebbero i gli indizi che non lascerebbero dubbi alla bufera economica che sta per colpire l'America in primis e il resto del mondo per conseguenza diretta.
Deficit Gemelli
Innanzitutto, l'America ha portato i deficit gemelli (di bilancia commerciale e fiscale) verso livelli divenuti non sostenibili. Ciò ha comportato un inesorabile indebolimento del dollaro, e un peggioramento della ricchezza netta del sistema privato (soprattutto delle famiglie) che non ce la fa più a ripagare i debiti contratti. In tutto questo, la Banca Centrale americana si è mossa in ritardo, e le manovre correttive che sta effettuando risulteranno inefficaci.
Dollaro e la politica monetaria
La cagionevole salute dell'economia americana continuerà a pesare sulla debolezza del dollaro, che arriverà a 1,60 contro l'euro. A tali livelli, le esportazioni indeboliranno a tal punto la produzione europea che le pressioni inflazionistiche diminuiranno e la BCE conimcerà ad intervenire in modo più deciso. Ciò dovrebbe riportare il dollaro verso 1,50 contro l'euro. Da parte sua, la Fed continuerà a tagliare pesantemente il costo del denaro, che dovrebbe attestarsisu livelli inferiori al 2% a fine anno.
Il petrolio e le materie prime
Ai livelli attuali, i prezzi delle materie prime dovrebbero essere fortemente sopravvalutati. Se si verifica lo scenario recessivo descritto, i prezzi delle commodities dovrebbero scendere in media del 20%, con effetti positivi sull'inflazione.
Crisi finanziaria e subprime
L'esposizione verso i subprime dovrebbe aggirarsi intorno ai $400 miliardi di dollari, gran parte della quale non è ancora emersa e porterà ulteriore insabilità nel settore con pericolose ripercussioni sul credito. Altre posizioni posizioni assimilabili ai subprime dovrebbero ammontare a $600 miliardi di dollari, portando l'esposizione totale dell'economia verso strumenti a rischio a circa un trilione di dollari. Non ci sarebbe da sorprendersi se si verificasse il fallimento di una grossa istituzione finanziaria.
Investimenti finanziari
L'instabilità economica e finanziaria che caratterizza i mercati odierni porta a consigliare di stare alla larga da investimenti in attività rischiose, sia azioni che obbligazioni corporate. E' consigliabile puntare verso i più sicuri bond governativi.
Economia Italiana
L'economia Italiana è tra le più deboli dell'Area Euro. Come priorità del futuro governo, consiglierei riforme strutturali, soprattutto per il mercato del lavoro e della previdenza, e rivedrei la legge elettorale per dare più stabilità e governabilità al paese.

Da un'intervista a Nouriel Roubinì.



ECONOMIA


L'Istat certifica un -0,3 per cento rispetto ai primi tre mesi del 2008
Un dato che se confermato porterebbe quello di fine anno a un 0,1
Istat, rispetto al 2007 crescita zero
Confindustria: "Vicini a recessione"
E' il livello più basso mai toccato da luglio-settembre del 2003

ROMA - La crescita del Pil nel secondo trimestre di quest'anno è stata pari a zero rispetto allo stesso trimestre del 2007. Si tratta del dato più basso dal terzo trimestre 2003 quando la crescita fu pari a -0,1%. Lo comunica l'Istat, precisando che se il dato venisse confermato anche nei prossimi due trimestri, la crescita acquisita per il 2008 sarebbe dello 0,1%.

Inoltre, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, il Pil del periodo aprile-giugno è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Un risultato congiunturale - spiegano dall'Istat - che è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell'industria, di una sostanziale stazionarietà dei servizi e di un aumento dell'agricoltura. Il secondo trimestre del 2008 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate del secondo trimestre del 2007.

Nel periodo aprile-giugno - ricordano ancora dall'istituto di statistica - il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,5% negli Stati Uniti e dello 0,2% nel Regno Unito. In termini tendenziali, l'incremento è stato dell'1,8% negli Stati Uniti e dell'1,6% nel Regno Unito.

Confindustria: "Siamo sull'orlo della recessione". "L'economia italiana è sull'orlo della recessione" e "il secondo semestre 2008 sarà più difficile". Questo il commento di Confindustria agli ultimi dati Istat sul Pil. Sempre secondo Confindustria, "il rilancio avverrà nella seconda metà dell' anno prossimo aiutato da petrolio più basso, dollaro in recupero, taglio dei tassi Bce".

(8 agosto 2008)



Roubini: 18 mesi di recessione in USA
Pubblicato da leotz su 4 Aprile 2008
(ASCA) - Cernobbio, 4 apr - Gli USA sono in recessione, e se si quanto durera’? Nouriel Roubini, professore di economia alla New York University , non nasconde il suo pessimismo: la recessione c’e', come provano i dati sulla disoccupazione statunitense di stamattina, l’atterraggio non sara’ morbido, e la sua durata potrebbe essere anche di 18 mesi. Lo ha affermato nel suo intervento al workshop Ambrosetti di Villa d’Este, elencando le ragioni per le quali la crisi attuale non e’ comparabile con quelle del 1991 e del 2001. ”I dati macro sono peggiori - ha detto - a partire dalla crisi immobiliare che e’ la piu’ forte dagli anni della depressione”. I prezzi degli immobili hanno gia’ perso il
10% e nel corso del 2008 perderanno un altro 10%, fino ad arrivare a -30% in totale. ”Gia’ ora - ha detto - 8 milioni di famiglie Usa hanno case il cui valore e’ inferiore al
mutuo da pagare, ed a fine 2008 saranno 16 milioni. La perdita stimata e’ di 1000 miliardi di dollari, e tocchera’ al sistema bancario statunitense assorbirla”.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Ottimo anonimo: grazie di tutti questi articoli.
Mi spiega allora perché il Direttore dell'Abi, nell'ottobre 2007, aveva detto che c'erano, in Italia solo 3 persone che avevano problemi nel pagare la rata del mutuo?
Oppure perché Mario Draghi, nel luglio 2008, si era accorto che c'era la crisi economica.
Le porto come riferimento sia il Direttore dell'Abi che il Governatore di Bankitalia.
Persone che sono ancora regolarmente al loro posto.
Francesca.

Anonimo ha detto...

Rispondo anch'io a questo brillante anonimo che elenca gli articoli.
La tv e i giornali si occupano di questo, altro che.

La seconda puntata di "X Factor" si è conclusa con l'amarezza di Morgan per l'uscita della sua "pupilla" Elisa Rossi dolcissima cantante che pare aver stregato il leader dei Bluevertigo. A fine puntata, dopo un tenero abbraccio tra i due, Morgan ha puntato il dito contro la Ventura, accusandola di non capire nulla di musica.

Alessandro.

Anonimo ha detto...

Rispondo a Francesca, in via eccezionale in quanto abbandono questo blog.
Ovviamente per questo motivo non rispondo ad Alessandro.

Allora, per Francesca.
Mi menzioni per favore la fonte ( giornale, ANSA, trasmissione radio o TV, ecc. ) dalla quale sono state attinte le due notizie che indichi, ovvero :
1. che il Direttore dell'Abi, nell'ottobre 2007, aveva detto che c'erano, in Italia solo 3 persone che avevano problemi nel pagare la rata del mutuo.
2. che Mario Draghi, nel luglio 2008, si era accorto che c'era la crisi economica.
Grazie per le 2 info che mi fornirai.

Anonimo ha detto...

A FRANCESCA.

Citi anche a me le fonti che riportavano le notizie che nell'ott.2007 il Direttore dell'ABI aveva detto che c'erano in Italia solo 3 persone che avevano problemi nel pagare la rata del mutuo e che Mario Draghi nel luglio del 2008 ( e non prima ) si era accorto che c'era la crisi economica.

Ti sarei particolarmente grata se oltre a citarmi queste fonti mi facessi anche leggere qualche articolo ( o altro ) dove hai letto queste cose.
Grazie, Gioia

Anonimo ha detto...

Sul sito dell'ABI, nella struttura organizzativa,
http://www.abi.it/jhtml/organiStruttura/organiStruttura.jhtml

non risulta il nominativo di Massimo Roccia...Massimo Roccia dovrebbe essere il presidente del consorzio Patti Chiari, vedi qui una sua foto
http://www.pattichiari.it/openImg.asp?id=870&altro=no

Per quanto riguarda la faccenda delle sole 3 persone in difficoltà a pagare il mutuo l'unico riferimento che è trovato è questo blog..

a questo punto chi ha fede in Calì ci crede, chi non ne ha pensa che sia una bufala...

MGF

Anonimo ha detto...

Per Gioia e l'anonimo.

Le parole del Direttore dell'Abi, Massimo Roccia, sono state espresse alla trasmissione La bomba mutui,ottobre 2007, in onda in prima serata, su La7, conduceva Ilaria D'Amico; di questa trasmissione non c'é più traccia. E, come ampiamente documentato, Calì aveva chiesto proprio a La7 di avere il filmato della trasmissione. E il filmato, RICHIESTO ANCHE A PAGAMENTO, NON E' STATO FORNITO.
Magari provate voi a chiedere a La7 di avere la registrazione di quella puntata, che vi ripeto, é andata in onda in prima serata nell'ottobre 2007. Poi se l'informazione viene trasmessa come si desidera, questo non é mica colpa mia.

Per Draghi ecco un link http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/07/draghi-aspen-risparmio.shtml?uuid=e778268c-4758-11dd-a870-91396f7e96b7&DocRulesView=Libero

Attendo vostre risposte.
Francesca.

Anonimo ha detto...

Per MGF: il signor Massimo Roccia, nel tipico stile italiano, é stato subito rimosso dall'incarico. Ma non lo hanno mandato via, gli hanno dato un altro incarico. Provi anche lei a scrivere a La7 per farsi dare il video. Vedrà cosa le rispondono. Francesca.

Anonimo ha detto...

Per Francesca: hai visto? Hai portato le prove ma non replicano. Anzi il brillante anonimo se ne va dal blog. Che dire se non che é la conferma che si tratta di un CONIGLIO! Alessandro.

Anonimo ha detto...

Brillanti contestatori avete chiesto il video a La7? Francesca.

Anonimo ha detto...

A proposito di La7............

Telecom Italia non ha una vocazione televisiva ma manterrà La7. L'amministratore delegato del gruppo, Franco Bernabè, spiega che "noi non abbiamo vocazione di broadcaster ma La7 ci consente di dialogare meglio con gli altri operatori. È uno strumento che vogliamo mantenere".
L'emittente televisiva La7 fa parte di Telecom Italia Media, controllata da Telecom Italia. La società tv ha annunciato il licenziamento di 25 giornalisti.

Anonimo ha detto...

Forse il video su La7 l'ha visto solo il sig. Calì e qualche suo amico.
D’altra parte le statistiche diffuse dalla Banca d’Italia contengono chiaramente il numero delle insolvenze delle rate dei mutui nell’ottobre 2007. Ovviamente tali insolvenze non sono e non possono essere 3. Sono molto di più, tanto che solo in una media agenzia di banca le persone che non sono in regola con la rata del mutuo sono sull’ordine delle decine.
Mi pare strano che qualcuno ha “ udito “ questo dato inverosimile e poi, guarda caso, non si reperisce più la fonte del dato.

Per quanto riguarda Draghi documentati bene su quello che il Governatore ha detto anche qualche mese prima dell’agosto 2008, ad esempio nell’aprile e nel maggio 2008.
Di certo una persona che ricopre una carica Istituzionale non può parlare di crisi economica se lo stato di crisi non è suffragato adeguatamente da dati significativi. Se lo facesse assomiglierebbe più ad un mago che tira ad indovinare. Questo mestiere lasciamolo fare ad altri che tutt’al più hanno un seguito di poche persone.

Mi meraviglia però che nessuno rilevi come ad oggi ancora c’è qualcuno che invece si ostina a negare la gravità della situazione economica e finanziaria.
Questo qualcuno ad esempio è il Cavaliere e il Sig. Tremonti.
Cosa ne pensate ?

Grazie dell’ascolto, ma mi fermo e non replico più perché voglio fermamente mantenere il mio proposito di uscire da questo blog.

Anonimo ha detto...

Le faccio presente che non si trattava di un video ma di una trasmissione di La7, condotta in prima serata. Ovviamente dovendo contraddire per forza non sa più che pesci pigliare.
Ma il fatto che non si possa avere o si riesca a reperire la registrazione non le fa sorgere qualche dubbio che ciò possa essere vero?
Ma ormai lei deve contraddire per forza e allora non sa più cosa dire. Anzi, per non replicare se ne va dal blog. Che strano! ma non mi sorprende, tanto la maggior parte delle persone si comporta come lei. Attaccano ma quando devono dimostrare qualcosa fuggono.
Francesca.

Anonimo ha detto...

VA' CON CHI E' MEGLIO DI TE E PAGAGLI IL CONTO

Anonimo ha detto...

" ......OMISSIS .............Le faccio presente che non si trattava di un video ma di una trasmissione di La7, condotta in prima serata. ..........OMISSIS....."

TUTTE QUI LE SUE REPLICHE A QUELLO CHE HO DETTO ?
CALI' AVEVA CHIESTO IL FILMATO ( OSSIA IL VIDEO ) SULLA ( OSSIA CIRCA ) LA TRASMISSIONE DE LA7.
ED IO CHE HO DETTO?
NON HA ALTRE ARGOMENTAZIONI ?

Replica un pò misera.
Ti abbraccio e con questo chiudo e saluto tutti.

P.S.
Chi ha detto che non si possa avere o non si riesca a reperire la registrazione ?
Chi ha visto quella trasmissione ?
Chi ha sentito in maniera inequivocabile la frase incriminata ?

Anonimo ha detto...

Già il fatto che il CONIGLIO no si firmi la dice lunga............
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Frase stantia e bacucca.
Rinnovati.
Risvegliati.

Sopra un anonimo ha scritto :
" VA' CON CHI E' MEGLIO DI TE E PAGAGLI IL CONTO "

Così farò.
Gioia