lunedì 26 gennaio 2009

Dopo un anno ripropongo l'iniziativa "IL TUO COMUNE HA STRUMENTI DERIVATI?" Intanto ho inviato la prima richiesta al Comune di Porcia (Pordenone)!



Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova.




Ti faccio presente che la stragrande maggioranza dei Comuni Italiani hanno ottenuto dei finanziamenti, TRAMITE QUESTI STRUMENTI DERIVATI, che prevedono periodi di ammortamento lunghi, necessari per gonfiare i bilanci; questi artefizi contabili consentono di rimandare a giunte ed amministratori successivi il "ROSSO" da saldare. In gergo tecnico questi prodotti vengono denominati "Swap". E ti ricordo che molti di di questi contratti sono redatti in lingua inglese!

La situazione é allarmante, non tanto per chi amministra questi comuni (perché questi signori continuano a ricoprire tali incarichi e a percepire lo stipendio!), ma proprio per te, cittadina o cittadino di questi Comuni.

Ovviamente questi contratti vedono coinvolte le banche, eh! Banche che, pur di conseguire il budget, sono disposte a vendere qualsiasi prodotto! Banche che non possono, quindi, fornire una consulenza, perché operano con il CONFLITTO DI INTERESSI.

Ma questi strumenti derivati SI POSSONO RINEGOZIARE. TE LO RIPETO: SI POSSONO RINEGOZIARE!

E come detto un anno fa, ti consiglio di chiedere chiarimenti al tuo Comune.

Da parte mia ripropongo la stessa iniziativa che avevo proposto, appunto, 12 mesi fa!

Per inviare una richiesta di informazioni chiedo la tua collaborazione, nella seguente maniera. Mi servono minimo 10 persone per Comune e farò partire io, a nome dei cittadini di quel Comune, la richiesta. Per questo puoi inviare questa notizia ai tuoi amici paesani (qui sotto é possibile farlo oppure fai un copia-incolla di questo articolo e invialo per e-mail ai tuoi conoscenti). Scrivi nel commento, sempre qui sotto, il tuo Comune di residenza (se vuoi puoi farlo come anonimo) e all'email edordinchiarin@yahoo.it i tuoi dati (che resteranno anonimi).
Appena raccolte le 10 adesioni per Comune provvedo ad inoltrare la richiesta, dandone sempre comunicazione nei commenti, che sono qui sotto.


Se il tuo Comune dovesse rispondere ti farò avere la risposta, ovviamente. In maniera gratuita. Così puoi conoscere quella che é la situazione del tuo Comune. Te lo ripeto: il preventivo non costa nulla!

Poi nel caso ritenga per i cittadini, di quella città o di quel paese, opportuno intervenire, potrò poi illustrare il mio approccio e guidarli nelle attività conseguenti. Questo servizio, anche perché per eseguirlo necessito di collaborazioni esterne (avvocati, fiscalisti, traduttori, etc.) prevede un costo, che sarà valutato a seconda del singolo caso.

Ma se la consulenza, questi cittadini, vogliono averla da qualche altro consulente o avvocato sono liberi di farlo.

Intanto mi é già arrivata la prima richiesta da parte di alcuni cittadini del Comune di Porcia (Pordenone). E ho fatto partire la richiesta di chiarimento (nei commenti puoi vedere il contenuto di questa e-mail).

Ti ricordo che é attivo anche il blog http://sapienza-classaction-banca.blogspot.com ........ a goccia a goccia si scava la pietra (gutta cavat lapidem), che si rivolge alle persone che intendono verificare si ci possono essere i presupposti per fare causa alla propria banca!

P.S. Oltre ai Comuni, moltissimi Enti Pubblici e aziende hanno stipulato dei contratti di strumenti derivati: lo stesso discorso vale anche per loro!

33 commenti:

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Copia dell'e-mail, inviata il giorno 26 gennaio 2009, alle ore 12.39 al Comune di Porcia (Pordenone), tramite il loro form presente sul sito http://www.comune.porcia.pn.it/j1015/index.php?option=com_cbcontact&task=view&contact_id=72&Itemid=94

Oggetto del messaggio: Richiesta chiarimenti sugli strumenti derivati del Comune di Porcia.

Buongiorno, sono Marco Calì, consulente finanziario indipendente, autore del blog http://sapienza-finanziaria.blogspot ,nel quale ho dato comunicazione di questa e-mail.
Vi scrivo a nome di alcuni vostri cittadini che mi hanno incaricato per chiedere chiarimenti circa una esposizione del Comune di Porcia in strumenti finanziari derivati.
Vi chiedo, per favore, di farmi sapere, tramite forma scritta, quale procedura devono attivare questi cittadini per avere, appunto, una documentazione che certifichi la situazione riguardante una eventuale esposizione del Comune di Porcia verso questi contratti di strumenti derivati.
Ringraziandovi per l'attenzione, Vi porgo cordiali saluti. Marco Calì.

La risposta, in automatico, é:
Ti ringraziamo per averci contattato
Contatti
Ufficio Relazioni con il Pubblico - Casella generale dell'Ente

Anonimo ha detto...

Al Sig. Calì che scrive :
" ..........omissis ........
Questo servizio, anche perché per eseguirlo necessito di collaborazioni esterne (avvocati, fiscalisti, traduttori, etc.) prevede un costo, che sarà valutato a seconda del singolo caso. "

Chiedo :
Quale è, in concreto, il ritorno economico che i cittadini, che intendono seguire le azioni che lei propone, possono conseguire dopo aver sostenuto i costi di cui lei fa cenno ?
Grazie,
Alessandro - Chieti

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per il Signor Alessandro (Chieti): il ritorno economico che i cittadini possono conseguire dipende da caso a caso. E' ovvio che se i cittadini non dovessero avere dei vantaggi sarebbe inutile che intraprendessero qualsiasi azione legale nei confronti del Comune.
Ma se invece il Comune avesse sottoscritto uno dei prodotti in questione e si dovesse trovare in una situazione finanziaria delicata evidendetemente gli svantaggi per i cittadini potrebbero essere quantificati in maggiori tasse, minori servizi, etc., proprio perché questi oneri sono a carico dei cittadini.
Ma, come scritto, pocanzi, dipende da situazione a situazione.
Il fatto, però, di chiedere al proprio Comune come "stanno i conti" mi sembra un diritto sacrosanto del cittadino. Una volta quantificato il "conto" allora potrei essere più preciso.
La realtà é che parecchi Comuni sono in agonia finanziaria e di conseguenza chi ne risente sono i cittadini. Poi se il cittadino non vuole chiedere questo "conto" al Comune é libero di non chiederlo, per carità. Io per aiutare le persone a chiedere questo "conto" non mi faccio pagare. Se, successivamente, mi dovesse essere chiesta una consulenza (o da parte del Comune o da parte dei cittadini) allora, a quel punto, verificherei il caso specifico e fornirei un preventivo. Preventivo, le ripeto, che non costa nulla. Ma che deve essere valutato caso per caso, situazione per situazione. Qualora, ad esempio, il contratto fosse scritto in inglese (molto probabile) le faccio presente che il foro competente potrebbe essere quello di Londra e non quello del suo Comune. E a questo punto mi servirebbe un supporto di un traduttore. Qualora ci fossero delle irregolarità giuridiche potrebbe servire il supporto dell'avvocato e così via.
Ribadisco: questo servizio serve per far conoscere quelli che sono "i conti" del proprio Comune ad ogni cittadino. E questo servizio non costa nulla. Poi una volta conosciuti i "conti" ognuno é libero di procedere come meglio crede.

Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

Alessio tu aderisci? Oppure ritieni che questa richiesta non vada bene?
Alessandro.

Filippo ha detto...

Io aderisco: abito a Padova. Filippo.

P.S. Mi sa tanto, come si usa fare in Italia, che tutti sono bravi a lamentarsi e poi se qualcuno, come nel caso di Calì, propone un'iniziativa con i fiocchi, come questa, la gente fa finta di nulla. E quando scoprirà come sono messe le cose allora si lamenterà.
Complimenti Signor Calì.

Anonimo ha detto...

Io aderisco: Marco (Este - provincia di Padova).

Anonimo ha detto...

PER ALESSANDRO.

L'argomento è vecchio come il cucco, non ne eri a conoscenza ?
Secondo te uno sborsa i soldi per la consulenza del Sig. Calì senza sapere quali vantaggi diretti immediati in concreto andrà a conseguire o se dovrà poi fare causa al comune per recuperare la sua quota-parte di poche decine di euro ?
Comunque ti invio per tua documentazione alcuni siti e articoli di vecchia data che hanno già affrontato l'argomento.

http://www.disastroderivati.it/rassegna.htm

http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1074824,00.html

IL BANCO VINCE SEMPRE
di Stefania Rimini
In onda domenica 14 ottobre 2007 alle 21.30
ECONOMIA

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera da oggi Report riprende la programmazione e andremo avanti fino al due dicembre, la puntata di apertura, che è quella di stasera, è un pò ambiziosa. Speriamo di essere all’altezza.

STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Luglio 2007: Banca Italease nella bufera. Si era messa a vendere derivati a 2200 clienti. Quando la Banca d’Italia glielo vieta è troppo tardi: le perdite potenziali dell’Istituto sono arrivate a 700 milioni.
Agosto 2007: scoppia la crisi dei mutui subprime. Le banche americane hanno prestato soldi a chi non li può restituire e il rischio è stato distribuito in tutto il mondo, spezzettato e venduto all’interno di prodotti finanziari salsiccia: i derivati. Quando poi i clienti non hanno pagato, si è visto che la salsiccia era marcia ma ormai non si sa più chi ce l’ha in pancia. Chi ne ha mangiata troppa tracolla, come la banca inglese Northern Rock.
Settembre 2007: le banche non si fidano più l’una dell’altra, il costo del denaro sale, e sale anche la rata del mutuo per gli italiani.
Intanto, almeno 30 mila imprese private si stanno svenando con i derivati.
ECC. ECC. ECC.

Report sui Derivati da il via alle denunce dei Consumatori
pubblicato: martedì 16 ottobre 2007 da Notuno in: TG / Informazione RaiTre
Report è ripartito domenica, nuova stagione, 7 prime serate domenicali e 7 nuovi reportage della squadra di Milena Gabanelli.
La prima puntata, che potete reperire qui in video su Rai.tv, ha raccontato agli italiani lo scandalo dei Derivati, una tipologia di prodotto finanziario che negli ultimi anni molte banche hanno rifilato ad ignari clienti con metodi “poco trasparenti” e che sta strozzando 30mila piccole e medie aziende, insieme ad oltre 900 fra Comuni, Regioni ed enti pubblici.
Sono 3.5 i miliardi euro di passivo accumulati dagli italiani che hanno sottoscritto questi “Prodotti finanziari“, un’emergenza che si salda e viene alimentata dalle difficoltà del sistema bancario americano per i “Mutui Subprime” ad alto rischio.
Una boccata di buon giornalismo d’inchiesta per i palinsesti delle nostre tv che potrebbe produrre qualche risultato concreto.
Il mutismo e la mancanza di una qualsiasi reazione da parte della politica al lavoro di Report ormai non sorprende più ed ha smesso anche di sconcertare, ma le Associazioni dei Consumatori (Adusbef e Federconsumatori) non stanno a guardare.
In giornata hanno presentato una decina di esposti alle Procure della Repubblica di mezza Italia per invitare la Magistratura ad acquisire il Reportage di Stefania Rimini e ad indagare sul comportamento degli Istituti Bancari, in particolare Unicredit Banca, che avrebbero fatto sottoscrivere questi Derivati (Swap, in inglese) ai loro clienti in palese violazione delle Norme per la trasparenza nei servizi bancari e finanziari. Quando la buona televisione produce buoni effetti.
[Sito Ufficiale di Report]

Class Action su Comuni e Derivati?
Giugno 20th, 2008 | by admin |
Davide Corritore, milanese, banchiere, esponente del PD propone uno scenario da brivido: 4 banche di standing internazionale (Deutsche Bank, JP Morgan, Depfa Bank, UBS) sarebbero al centro di uno scandalo finanziario che nel biennio 2005 - 2007 avrebbe fruttato alle banche commissioni miliardarie e al Comune di Milano un buco da più di 300 milioni di euro. E poi si parla dei 7 o 8 di Roma eheheh…
Con il meccanismo dei Derivati Swap (trattati anche nella trasmissione Report) sarebbero entrati nelle casse delle banche qualcosa come 74 milioni di euro di “commissioni occulte”. 3 contratti attivati da Gabriele Albertini e 3 da Letizia Moratti.
L’idea di Corritore è quella di far partire da Milano, coinvolgendo gli oltre 900 tra Regioni, Comuni ed Enti pubblici un’enorme class action.
20 giugno 2008
Fonte: http://new.bluerating.com



http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1074824,00.html

Giulio

Anonimo ha detto...

Come volevasi dimostrare, é arrivato l'intenditore di turno, in questo caso Giulio, che dice che l'argomento é superato. Ma, che come al solito, non propone nulla. E per il quale, evidentemente, i Comuni non hanno colpa. E che considera giusto che i dipendenti comunali che hanno sottoscritto questi prodotti continuino a percepire lo stipendio. Qualcuno dovrà rispondere di queste malefatte o no?
Sono d'accordo con lei che l'argomento é già stato affrontato, ma questo cosa vuol dire?
Alessandro.

Anonimo ha detto...

A me e mia moglie interessa sapere quale é la situazione per quanto riguarda il Comune di Salerno.
Luigi.

Antonio ha detto...

Aderisco: Antonio (Forlì)

Anonimo ha detto...

Per Alessandro.
Riporto la sua con i miei commenti in maiuscolo.

Come volevasi dimostrare (DA CHI?), é arrivato l'intenditore di turno (NON MI SONO QUALIFICATO UN INTENDITORE ), in questo caso Giulio, che dice che l'argomento é superato ( NON HO DETTO CHE E' SUPERATO, HO DETTO CHE E' VECCHIO COME IL CUCCO, E NON NUOVO ). Ma, che come al solito, non propone nulla ( E CHE DOVREI PROPORRE ? NON HO ALCUNA VESTE PER PROPORRE. CI SONO AD ESEMPIO LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI CHE POSSONO FARLO E GIA' HANNO PROPOSTO QUALCOSA ). E per il quale, evidentemente, i Comuni non hanno colpa ( CONCETTO QUESTO DA ME NON ESPRESSO, RILEGGA BENE QUELLO CHE HO SCRITTO ). E che considera giusto che i dipendenti comunali che hanno sottoscritto questi prodotti continuino a percepire lo stipendio (RIPETO : CONCETTO DA ME NON ESPRESSO MA FRUTTO DI FANTASIOSE SUE ELUCUBRAZIONI ). Qualcuno dovrà rispondere di queste malefatte o no? ( CERTO CHE DOVRA' RISPONDERE, E ME LO CHIEDE PURE ? FINALMENTE C'E' ARRIVATO DOPO QUALCHE ANNO A CONOSCERE L'AUSPICABILE SOLUZIONE DELL'ORMAI VECCHIO PROBLEMA )
Sono d'accordo con lei che l'argomento é già stato affrontato, ma questo cosa vuol dire? ( 1. CHE NON C'E' NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOLE.
2. CHE GIA' SONO PARTITE AZIONI PER ACCERTARE LE RESPONSABILITA' E SI SPERA CHE SI PERVENGA A RISULTATI CONCRETI.
3. CHE IO PERSONALMENTE NON SPENDEREI SOLDI PER UNA CONSULENZA LA CUI CONCLUSIONE SAREBBE PIU' O MENO QUESTA : IL TUO COMUNE HA COMMESSO UN ABUSO, TAL DEI TALI HA SBAGLIATO E NE DOVRA' RISPONDERE, ECC. ECC. CON TANTE ALTRE CONFORTANTI CONSIDERAZIONI DEL GENERE E POI ? CONCRETAMENTE COSA POTREI FARE SE NON SPENDERE ALTRI SOLDI PER LANCIARMI IN UN LUNGO GIUDIZIO DALL'ESITO INCERTO ?)

Sig. Alessandro prima di lanciarsi in commenti azzardati si ripulisca la mente dai preconcetti e legga serenamente quello che gli altri scrivono.
Giulio

Anonimo ha detto...

Aggiungo : ci sono anche altre iniziative in corso, per accertare le responsabilità sui derivati, oltre quelle delle Associazioni di consumatori.
Giulio

Anonimo ha detto...

Eh, sì Giulio, le associazioni dei consumatori invece operano senza guadagnare, vero? Lavorano gratis, vero?
Ma si è mai rivolto ad un'associazione dei consumatori? Una volta un mioa amico si è rivolto all'Aduc e gli hanno chiesto 1.500 euro per iniziare la causa. Per iniziare. Mi sa tanto che lei deve per forza andare contro il Calì, ma non sa nemmeno di cosa si stia parlando.
Chiudo (non intendo risponderle più sull'argomento, perché lei fantastica e non porta esempi concreti).
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Anche sendo me Giulio non conosce bene il funzionamento di queste associazioni di consumatori. Io aderisco: Marcello da Messina.

Anonimo ha detto...

LEGGETEVI QUESTO DAL SITO :
http://chiarelettere.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2102734

IL DERIVATO TREMONTI
contributo inviato da danydb il 26 novembre 2008

Il nostro ministro dell'economia Tremonti (della cui coerenza ho già parlato in un post precedente) non lascia trascorrere settimana senza deliziarci con le sue perle di virtuosismo etico. L'ultimo bersaglio del nostro Giulietto sono i derivati: complicatissimi strumenti finanziari che le grandi banche piazzano sul mercato ad ignari acquirenti (tra cui i comuni e le regioni italiane, come testimoniano due inchieste di Report) con la promessa di ammortizzare eventuali perdite, ma che in realtà si rivelano nella maggior parte dei casi una vera e propria roulette russa che, potenzialmente, genera perdite stratosferiche. Come spiega Milena Gabanelli nella puntata di Report dell'8 aprile 2008, "i derivati sui tassi d’interesse, sono strumenti utili perché ti proteggono proprio dal rischio di fluttuazione dei tassi, ma anche complessi e opachi che si prestano a commettere degli abusi a danno di chi non ha una preparazione finanziaria adeguata [...] Il risultato è quello di portarti a casa dei rischi che ti strangolano, e dai quali non riesci più a liberarti". Alcuni esempi: il comune di "Conegliano per guadagnare 400mila euro ha rischiato di perderne un milione e mezzo e Camposampiero per guadagnarne 90mila ha rischiato di perdere quasi dieci volte tanto". "Il comune di Foligno” rischia perdite intorno ai “700mila euro fino al 2014". Per un rischio di perdite milionarie che investe, secondo le stime di Report, più di cinquecento comuni, con un’esposizione stimata, almeno, intorno ai trentacinque miliardi di euro; quasi cento, secondo ‘Il sole 24ore’, se ai comuni si assommano province e regioni.

Insomma, una vera e propria bomba pronta ad esplodere, contro cui, giustamente, tuona Tremonti: «E' su questa piattaforma finanziaria, sviluppata fuori da ogni giurisdizione nazionale e dunque fuori da ogni controllo, che si è radicata, con la sua dinamica degenerativa, la moderna "tecnofinanza": dai subprime ai nuovi bond, dagli hedge ed equity fund, ai derivati» (Giulio Tremonti, 9 novembre 2008, 'Il Corriere della sera'). Di nuovo, dieci giorni dopo, all'inaugurazione dell'anno accademico all'Università Cattolica di Milano: «Il mostro dei derivati, follia del rischio incalcolabile, non gestibile se non con l' antica sapienza l' anno sabbatico» (Giulio Tremonti, 20 novembre 2008, ‘Il Corriere della sera’).

Ma, la domanda è: perché autorizzare i nostri enti locali ad esporsi a questo scempio? E, soprattutto, chi ha permesso tutto questo? La risposta, in verità, l’abbiamo sotto gli occhi: Giulio Tremonti. Nel 2001, infatti, l’allora ministro dell’economia e delle finanze, firmò la legge 448 del 2001, la prima finanziaria del governo Berlusconi II, che all’articolo 41 prevedeva (e prevede) la possibilità di “utilizzo degli strumenti derivati” da parte degli enti territoriali. Diversamente dagli altri paesi europei in cui i derivati sono o vietati (in Inghilterra lo sono da dieci anni) o fortemente controllati, da noi si preferì introdurre per legge questo far west facile terra di conquista da parte dei rapaci intermediari delle banche estere e nostrane. Recentemente Tremonti, sempre nel ruolo del fustigatore virtuoso, ha detto: «Se la banca fallisce, i banchieri vanno a casa o in galera» (Giulio Tremonti, 12 novembre 2008, Agenzia Ansa). Ecco, la mia domanda è: e se sono i politici a fallire, cosa gli succede? Diventano ministri?


Guarda le puntate di Report dedicate al tema dei derivati Il banco vince sempre e Speculando si impara di Stefania Rimini
Leggi questo post nel blog dell'autore

Anonimo ha detto...

Poi, quando avverrà la tempesta, ci sarà qualcuno che dirà che non si aspettava la cisi del proprio Comune!
Alessandro.

Anonimo ha detto...

Per il sig. Marcello da Messina.

Veramente ho scritto :
".......CI SONO AD ESEMPIO LE ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI CHE POSSONO FARLO E GIA' HANNO PROPOSTO QUALCOSA... "
e sottolineo che ho detto "AD ESEMPIO".
Come pure ho aggiunto :
" ci sono anche altre iniziative in corso, per accertare le responsabilità sui derivati, oltre quelle delle Associazioni di consumatori. "

Ciò detto, preciso anche che non mi interessa affatto propagandare le iniziative delle associazioni di consumatori. Ho solo riportato quello che si sta scrivendo e facendo da tanto tempo in merito alla arcinota questione dei derivati nelle amministrazioni locali.

Anonimo ha detto...

non sono possibili class action contro lo stato quindi?

Anonimo ha detto...

Il post sul sito CHIARELETTERE sopra riportato ad un certo punto dice :
" Ma, la domanda è: perché autorizzare i nostri enti locali ad esporsi a questo scempio? E, soprattutto, chi ha permesso tutto questo? La risposta, in verità, l’abbiamo sotto gli occhi: Giulio Tremonti. Nel 2001, infatti, l’allora ministro dell’economia e delle finanze, firmò la legge 448 del 2001, la prima finanziaria del governo Berlusconi II, che all’articolo 41 prevedeva (e prevede) la possibilità di “utilizzo degli strumenti derivati” da parte degli enti territoriali. "

Allora, domando, se le cose stanno così quali responsabilità possono fare carico agli amministratori degli enti locali ?
Di conseguenza quali possono essere le iniziative che il sig. Calì può mettere in atto previo pagamento delle consulenze necessarie ?
Per fare cosa ?
Per ottenere cosa ?
Contro chi ?

Grazie
Fausto - Cassino

Anonimo ha detto...

Cneanche questo sito

http://partitodemocraticobientina.wordpress.com/2008/07/30/derivati-comuni-indebitati-fino-al-collo-%c2%aburgenti-le-nuove-regole%c2%bb/

Andrea ha detto...

Tutto alla massima potenza........... vai Marco! Grandissimo! Ciao da Andrea!

Anonimo ha detto...

Signor Calì, la gente, come nel caso di Giulio (che spero non si offenda) vorrebbe avere ma senza dare. E poi si lamentano delle banche, ma quando vanno in filiale sottoscrivono i fondi.
Gianni.

Anonimo ha detto...

una volta accertato il danno economico prodotto dai derivati credete che qualche amministratore comunale paghi di tasca propria?
Spero nessuno di voi viva nel mondo delle favole.

Anonimo ha detto...

Per Gianni.
Sono Giulio.
Non mi offendo perchè :
1. non capisco proprio che c'entro io con la gente ( io non sono la gente )
2. non è che voglio avere senza dare, ma nemmeno sono talmente sciocco da DARE SENZA AVERE
3. nella frase " e poi si lamentano delle banche " non ho capito a chi si riferisce. Nel mio post non mi sono lamentato delle banche.
4. lei sostiene che " quando vanno in filiale sottoscrivono i fondi ".
Ma di chi sta parlando ? Di qualcun altro o della gente ?
In entrambi i casi la sua affermazione non riguarda me.
Lei forse ha sbagliato persona nell'indirizzare il suo post.
Firmato Giulio

Anonimo ha detto...

La ringrazio per questa possibilità: io aderisco.
Luciano. Roma.

Anonimo ha detto...

Aderisco: Francesco (Napoli)

Anonimo ha detto...

Vorrei aderire anche io, ma non ho capito bene a cosa si aderisce.
Per favore qualcuno me lo spiega?
Grazie
Gianpiero
(Roma)

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Gianpiero (Roma): perché io inoltri una richiesta al suo Comune di appartenza , in questo caso Roma, mi serve la richiesta di adesione di almeno 10 persone residenti. Per aderire basta, semplicemente, che il cittadino scriva "io aderisco e il nome del Comune" nei commenti e poi mi invii un'e-mail a edoardinchiarin@yahoo.it con i propri dati. Questi dati resteranno anonimi: mi servono solo per capire se il cittadino é realmente intenzionato a conoscere quella che é la situazione del proprio Comune.

Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

ciao Marco,

fuori tema, ho trovato queso interessante sito che penso sara' di interesse per tutti i tuoi lettori:

http://truecostofcredit.com

sconvolgente

Anonimo ha detto...

Questa iniziativa DIMOSTRA COME SIANO CODARDI GLI ITALIANI.
Possibile che non vi possa interessare la situazione del vostro Comune? Facciamo che vi stia antipatico Calì, allora fatelo da soli, almeno. Ma l'italiano si lamenta sempre con ritardo............ perché trattasi di un CODARDO! CODARDO! CODARDO! CODARDO!
Stefano.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Riusando ha detto...

Salve,
vorrei sapere se questa iniziativa è ancora valida e se ha dato qualche risultato, cioè se qualche comune interpellato ha risposto fornendo le informazioni richieste.

Cordialità,
Fabio Valeri - Pordenone

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Per Riusando (Fabio Valeri).
L'iniziativa è sempre valida.
Avevo indicato la procedura ad alcune persone, ma non so se poi abbiamo concretamente fatto la richiesta.
In molti casi le persone si sono fermate perché avevano paura.
Paura di chiedere spiegazioni!!!!

U. Marco Calì