lunedì 2 febbraio 2009

C'é la crisi: ALLORA C'E' UN'OPPORTUNITA' UNICA! Magari predendo spunto da ciò che proponeva MARCO BIAGI!






Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova.




Gentile lettrice e gentile lettore, vedo e leggo in questo periodo che molti "autorevoli" esponenti della finanza e non solo (politici in primis) si stanno prodigando nel dare consigli per cercare di trovare delle soluzioni per risollevare l'economia.


Vengono proposti degli incentivi per aiutare alcune aziende in crisi, tipo quelle del settore automobilistico (come se non ne avessero mai ricevuti di aiuti!). Oppure viene usato il termine PIL e a questo viene associato qualche discorso tanto per fare.


CONSIGLIO A QUESTI ESPONENTI DI ANDARE A RIVEDERE COSA PROPONEVA IL GIURISLAVORISTA, MARCO BIAGI, ASSASSINATO NEL 2002, DI CUI ALLA FINE DI QUESTO ARTICOLO HO MESSO ALCUNE SUE CONSIDERAZIONI.


La realtà é che OGGI le aziende hanno sovraprodotto. Te lo ripeto: le aziende hanno i magazzini pieni. Cosa bisogna fare allora?


Bisogna, in molte aziende, fermare la produzione in modo da smaltire, un po' alla volta, quelle che sono le giacenze presenti nei magazzini. I dipendenti ovviamente si troverebbero senza lavoro. Ma questi dipendenti potrebbero essere utilizzati per compiere altri lavori. IN QUESTO MOMENTO ci sono da fare: INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE!


E' inutile produrre, quindi, in continuazione perché questo porta a quello che é accaduto nel 1929 a Wall Streeet: le aziende avevano sovraprodotto, si erano trovate con i magazzini pieni di merce invenduta, erano state costrette a licenziare i dipendenti, i dipendenti licenziati non spendevano più (o spendevano meno) per comprare altri prodotti, le aziende che producevano questi prodotti si erano ritrovate nella stessa condizione e tutto ciò aveva creato un "circolo vizioso".


LA SITUAZIONE ATTUALE non ha nulla di differente con ciò che é successo nel 1929 a Wall Street.


Allora bisogna che si creino delle sinergie fra le varie aziende, in modo che i dipendenti possano essere indirizzati, PER UN PERIODO DETERMINATO E NON PER TUTTA LA VITA, verso altre forme di lavoro.


Sistemare le strade, ristrutturare i palazzi e/o le case diroccate (non costruire, quindi, nuove case), fare opere di bonifica, riassettare completamente il sistema fognario, etc.: CI SONO TANTISSIME COSE DA FARE.


Forse questi brillanti esponenti economici e non solo (politici in primis), come ho scritto all'inizio dell'articolo, non si stanno accorgendo che ci sono continui smottamenti, ci sono le strade che definire in condizioni pietose é riduttivo, ci sono allagamenti causati da un inefficiente sistema fognario, ci sono palazzi e/o case dove i topi regnano sovrani, etc.


Non biogna parlare, bisogna FARE, FARE, FARE, FARE!


E allora si spiega ai dipendenti di determinate aziende (e fra questi potrebbero esserci molti dipendenti statali) che la situazione ATTUALE é difficile, eccome se é difficile, e si propone loro un'alternativa "temporanea", perché altrimenti rischierebbero (anzi, in moltissimi casi, é una certezza) di restare a casa per sempre. Anche per quei dipendenti che hanno il contratto a tempo indeterminato, sì anche se hanno il contratto a tempo indeterminato, perché se l'azienda dovesse fallire quel contratto diventerebbe carta straccia.

Forse fare un lavoro diverso, PER UN DETERMINATO PERIODO, POTREBBE SALVARE LA VITA ECONOMICA DI MILIONI DI FAMIGLIE!


Tu chiamala se vuoi flessibilità .......................


Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!


P.S. Marco Biagi, il giurista ucciso nel 2002, diceva: "Le relazioni industriali devono essere riviste in termini di competitività e contributo alla modernizzazione. Non é possibile utilizzare schemi del passato che penalizzano le imprese italiane nella competizione internazionale. Occorre dunque riflettere sui modelli utilizzati dai competitori nel mondo e trarne le logiche conseguenze. Occorre, in altri termini, un nuovo sistema di relazioni industriali che non penalizzi le aziende italiane ........................"


28 commenti:

Gaetano ha detto...

Mi permetto signor Calì di darle 10 e lode per questo articolo.
Alcune volte sono in disaccordo con lei o mi trovo ad avere dei punti di vista diversi. Questa volta concordo al 1000 per 1000.

Anonimo ha detto...

Marco Biagi, un mito! Purtroppo ci si è scordati di lui.

Antonio.

Giuseppe ha detto...

Ora arrivano Alessio o l'altro suo compagno di merende Makié e ti diranno che anche questo articolo non va bene e che loro, ovviamente, hanno le soluzioni per risollevare l'economia. L'unica cosa che devono risollevare é la tastiera per appenderla al chiodo!
Giuseppe (Salerno).

Anonimo ha detto...

Adesso lo slogan è "appendere la tastiera al chiodo"...

vedo che la fantasia vi manca, perchè tendete a dire tutti la stessa cosa...

cmq questo articolo mi piace, mi sembra interessante...

Certo se leggendolo meglio e studiando, scoprirò, ad esempio, che biagi aveva detto esattamente il contrario di quello che è stato virgolettato, non potrò trovarlo ancora un bell'articolo...
so che voi ragionate al contrario e che le cose vi piacciono anche se sono piene di cose non vere, però io faccio al contrario...

Alessio

MG ha detto...

Complimenti per il suo blog e per questo articolo.
Cordialità.
MG

Anonimo ha detto...

Certo se leggendolo meglio e studiando, scoprirò, ad esempio, che biagi aveva detto esattamente il contrario di quello che è stato virgolettato, non potrò trovarlo ancora un bell'articolo...

Cerchi, cerchi, signor Alessio.......
Forse potrebbe passare il tempo a fare qualcosa di costruttivo o mi sbaglio? Proponga qualcosa di suo, piuttosto che criticare sempre.

Alessio 2

Anonimo ha detto...

Io sono un'operaia.
Mi piacerebbe avere il parere di qualche sidacalista al riguardo.
Rita da Torino.

Anonimo ha detto...

Troppa flessibilità a mio parere sarebbe un'altra violazione dei diritti. In realtà il problema è semplice, perché questa rarefazione monetaria è artificiosa. La moneta è un mezzo non un fine, quindi parlare di problema monetario non ha senso. Ha senso soltanto parlare di problemi di produzione. Ma come affermi anche tu la produzione è in eccesso, quindi si tratterebbe soltanto di distribuirla. Se non lo so può fare dipende dalla complessità artificiosa che è stata creata.

Anonimo ha detto...

forse quando a qualcuno dei dipendenti arriverà la lettera di licenziamento allora si lamenterà

QAlessandro ha detto...

Anche secondo me le aziende dovrebbero intervenire per modificare l'attuale situazione lavorativa. Che senso ha produrre lavatrici, frigoriferi, macchine, etc. in questo momento?
Alessandro (Padova).

Anonimo ha detto...

Io sono un dipendente statale: molte volte ci grattiamo i c.......... Passiamo il tempo e aspettiamo che arrivi la fine del turno.

Anonimo ha detto...

Io sono un dipendente statale: molte volte ci grattiamo i c.......... Passiamo il tempo e aspettiamo che arrivi la fine del turno.

il problema che non c'è nessuno che controlla queste tetse di cazzo.

Anonimo ha detto...

eugenio benetazzo e paolo barrai....molte persone faranno un sacco di soldi sulle paure delle persone.

SPEEDYSAN ha detto...

Wall Street 1929 = oggi. Nulla da dire, l'esempio che ha fatto Calì é molto illuminante. GRAZIE: SPEEDYSAN

Anonimo ha detto...

Condivido quello che scrive Alessandro ( Padova ) e aggiungo : in questo momento che senso ha produrre prodotti agricoli non essenziali o fornire servizi superflui ? Bisognerebbe ridurre la produzione agricola alle cose di primaria necessità ed i servizi limitarli alla sanità, sicurezza, ecc., eliminando o riducendo quelli che in un periodo di depressione non trovano un adeguato ritorno di clientela.
Potrebbe perciò rimanere momentaneamente inoperosa una certa percentuale di meccanici, falegnami, trasportatori, consulenti, avvocati, architetti, ecc. in attesa di una ripresa dell'economia che consenta loro di tornare ad una attività a pieno regime.
In tale attesa, tutte queste persone parzialmente occupate o forzatamente disoccuate potrebbero essere utilizzate nella realizzazione delle infrastrutture, salvo riprendere la loro attività in pieno non appena ci sarà la ripresa economica.
In poche parole è arrivato il momento di un ridimesionamento generale di tutte le attività produttive e di servizi, di un utilizzo anche forzoso delle risorse umane per la realizzazione di infrastrutture in attesa di riprendere ognuno la propria ttività a recessione ultimata.

Anonimo ha detto...

Ai dipendenti statali ci penserà Brunetta.
Ma anche altri pagheranno : commercianti, artigiani, professionisti,, consulenti, ecc. : a questi ci penserà il mercato.
Oramai non c'è più trippa per gatti.
Comunque i dipendenti statali si grattano, ma grattandosi rubano poco ( pro-capite), i commercianti, artigiani, professionisti, consulenti ecc. non si grattano ma rubano molto ( pro-capite).
Stefano

Anonimo ha detto...

Bravo Marco, hai fornito una soluzione molto semplice ma efficace.
Silvia

Anonimo ha detto...

Riporto il seguente passaggio dell'articolo:
“ La realtà é che OGGI le aziende hanno sovraprodotto. Te lo ripeto: le aziende hanno i magazzini pieni. Cosa bisogna fare allora?
Bisogna, in molte aziende, fermare la produzione in modo da smaltire, un po' alla volta, quelle che sono le giacenze presenti nei magazzini. I dipendenti ovviamente si troverebbero senza lavoro. Ma questi dipendenti potrebbero essere utilizzati per compiere altri lavori. IN QUESTO MOMENTO ci sono da fare: INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE! “

Io, che ho una mentalità medica, interpreterei la frase così : se il malato non defeca ( = ha il magazzino pieno ), non fatelo mangiare ( = fermare la produzione ).
Ognuno ha le sue teorie.
Io, con la mia mentalità, cercherei invece le cause per cui il malato non defeca ( ha il magazzino pieno ) ed agirei su queste.
Certo sarebbe anche da vedere se è un solo malato ad avere “ il magazzino pieno “ o se la malattia del “ magazzino pieno “ è diffusa a tante persone o se è generale.
Nel primo caso la causa potrebbe essere ad es. una ostruzione meccanica, nell’ultimo caso si tratterebbe invece di accertare l’esistenza di una epidemia o comunque di una patologia avente origini alimentati o virali o batteriologiche ecc.
A cause diverse ovviamente terapie diverse.
Perciò di fronte ad una epidemia di stipsi generale, ordinare il digiuno ( fermare la produzione ) in attesa della defecazione generale ( svuotamento dei magazzini ) potrebbe arrecare ulteriore danno alla popolazione malata, con il rischio di ridurre alla fame in maniera indiscriminata e ingiustificata gran parte di essa, provocando magari qualche decesso senza raggiungere l’obiettivo prefissato, ovvero lo svuotamento dei magazzini ( la defecazione ).
In estrema ipotesi si rischierebbe di far morire un intero popolo di fame, con la conseguenza di provocare più mali di quelli che si volevano curare e anche gravi tensioni sociali.
Quindi torno alla mia teoria : cercare le cause ed agire su queste.

L’articolo sulla crisi mi è stato comunque utile perché mi ha dato la possibilità, a me non addetto ai lavori e poco documentato in materia economica, di venire a conoscenza del pensiero scientifico del prof. Biagi, mediante la lettura di quel brano riportato.
Firmato Gregorio R.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per Gregorio R.: giustissima considerazione la sua, che condivido anche se non in maniera completa.
Il fatto é che il problema é stato causato da quelle persone che ora sono ancora al loro posto per risolvere questo problema. E come ho scritto pochi giorni fa, Albert Einstein diceva che il problema non può essere risolto da chi lo ha creato.
La situazione attuale é talmente grave che non c'é tanto tempo per cercare le cause. Bisogna intervenire subito, altrimenti altro che tensioni sociali, purtroppo.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

Anonimo ha detto...

" ......Albert Einstein diceva che il problema non può essere risolto da chi lo ha creato. ........"

BELLA, SUGGESTIVA E TALVOLTA VERA QUESTA FRASE.
FORSE PIU' APPLICABILE NEL CAMPO DELLA MATEMATIVA E DELLE SCIENZE ESATTE IN GENERALE, MA MENO APPLICABILE IN ALTRI CAMPI.

Infatti, il problema nemmeno può essere risolto da chi non lo sa risolvere

Anonimo ha detto...

Lei dice di fermare la produzione. Guardi qua. Siamo alla frutta.

ROMA (MF-DJ)--Il Governo pensa ad interventi di sostegno per i settori dell'auto, della componentistica ed anche per chi produce elettrodomestici che consentano un minore consumo di energia.

E' quanto ribadito dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi parlando a 'Mattino Cinque' su Canale 5. Berlusconi dice che gli interventi ammonteranno "ad un totale abbastanza rilevante. I 40 mld gia' stanziati potranno diventare 80 con i fondi europei, regionali e governativi", ha aggiunto. red/cat

Anonimo ha detto...

Con tutte queste eccedenze di produzione le aziende si sbrighino a fare una sola cosa: vendere con fortissimi sconti, se vogliono che qualcuno acquisti ancora. Per quanto mi riguarda, acquisterò un'auto solo le la vedrò a metà prezzo. Altro che merci a prezzi assurdi, presto la gente non avrà più denaro, nemmeno il 10% di quello in circolazione è reale, il resto è solo fuffa.

Anonimo ha detto...

Ma quale flessibilita', ma quale cambiare lavoro, ma che cazzo dici.
Tutti a ostruire infastrutture!!!.
Ci vogliono persone adatte ed esperienza, non puoi dire a uno che ha lavorato una vota in banca, di 45 anni, che sa fare solo quello, di andare per strada a fare sopraelevate o ponti.
Ma che cazzo dici e poi con la flessibilita' vedi te, se riesci a pagarti il mutuo o tanto meglio presentarti in banca e vedere se te lo concedono.
tutti bravi a parole, ma la realta' e un 'altra
Vivete nel paese dei sogni.
max

Anonimo ha detto...

Max a quale post ti riferisci ?
Grazie

Anonimo ha detto...

a quello che ha scritto:
Bisogna, in molte aziende, fermare la produzione in modo da smaltire, un po' alla volta, quelle che sono le giacenze presenti nei magazzini. I dipendenti ovviamente si troverebbero senza lavoro. Ma questi dipendenti potrebbero essere utilizzati per compiere altri lavori. IN QUESTO MOMENTO ci sono da fare: INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE!
Max

Anonimo ha detto...

Per max che dice "tutti bravi a parole, ma la realta' e un 'altra
Vivete nel paese dei sogni".

Dai ci spieghi lei, che é tra l'altro un gentleman, come é la realtà.
Grazie.

Anonimo ha detto...

Per l'ultimo anonimo.

Non perda tempo in chiacchiere inutili.
Via a fare INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE, INFRASTRUTTURE.
AVANTI MARCH !

Anonimo ha detto...

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/2007/10/dal-marzo-2003-al-luglio-2007-i-mercati.html

ottobre 2007.....