martedì 3 marzo 2009

Rating: anche per Moody's l'Italia si trova al penultimo posto dei 15 Paesi che hanno dato vita all'UE! Ma l'Italia, per Moody's, supera Cipro ...


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).


Gentile lettrice e gentile lettore, ti elenco la classificazione dell'agenzia di rating Moody's per quanto riguarda la Valuta locale (Local currency) dei 27 Paesi dell'UE.


Lussemburgo Aaa;

Irlanda Aaa;

Danimarca Aaa;

Austria Aaa;

Finlandia Aaa;

Paesi Bassi Aaa;

Germania Aaa;

Regno Unito Aaa;

Svezia Aaa;Grassetto

Francia Aaa;

Spagna Aaa;

Belgio Aa1;

Slovenia Aa2;

Portogallo Aa2;

Italia Aa2;

Cipro Aa3;

Grecia A1;

Malta A1;

Repubblica Ceca A1;

Slovacchia A1;

Estonia A1;

Polonia A2;

Lituania A2;

Ungheria A3;

Lettonia Baa1;

Bulgaria Baa3;

Romania Baa3.


Per l'agenzia Moody's, dei primi 15 Paesi che hanno dato vita all'UE, l'Italia é al penultimo posto come rating.

Poi se qualcuno considera migliore una classificazione dell'Italia da parte di un'agenzia di rating rispetto ad un'altra sono contento per loro. E gli faccio anche un grosso in bocca al lupo!

In effetti in questa classifica di Fitch l'Italia ha un rating superiore a Cipro.............


E mi sa tanto, gentile lettrice e gentile lettore, che fra poco tempo sentirai parlare di PERPETUAL BOND .........


Ti ricordo che la mia e-mail é edoardinchiarin@yahoo.it e che é attivo il servizio di consulenza finanziaria: puoi trovare maggiori informazioni sul blog http://consulenza-finanziaria.blogspot.com/ ........ il buon vino si vende senza frasca!







10 commenti:

Anonimo ha detto...

Il confronto, Alessio, fra Btp e Bei, che senso ha?
Se uno investe in Btp deve confrontare il rendimento con i titoli di stato dei paesi che hanno un rating simile, mica AAA.
O sbaglio?
Bruno.

Anonimo ha detto...

Beh... secondo me tra un bond EIB e un bond Irlandese (entrambi al massimo punteggio per rating a lungo termine) sembra più rischioso fare un irlandese. Cioè ci sono forse più probabilità di insolvenza dello stato Irlanda rispetto alla Banca Europea Investimenti. O sbaglio?
Daniele

Anonimo ha detto...

Anch'io vorrei sapere, da Alessio, perché dovrebbe essere messo a confronto il rendimento di un Btp con una Bei. Non sarebbe più giusto confrontare il Btp con un titolo di Stato della Repubblica Ceca, ad esempio.
Roberto.

Anonimo ha detto...

Forte calo delle vendite dell'olio extravergine d'oliva sul mercato interno e segni di crisi su quelli esteri.
Al contrario fortissima vendita di carote: I CONIGLI ne divorano quantità industriali.

Uno psicologo.
FR

Anonimo ha detto...

Provo a rispondere a bruno e a daniele, anche se non sono sicuro di aver capito le loro domande.

Innanzitutto il confronto tra bei e btp lo ha proposto per primo cali'...

Cmq vi ricordo che il rating è un giudizio dato da alcune persone che lavorano per le tre agenzie.
Queste persone studiano l'emittente, tentano di vedere il futuro economico e politico (soprattutto nel caso degli stati) e poi emettono un giudizio: il rating per l'appunto.

Il rendimento, invece, è dato dalle tantissime persone che mettono i loro soldi in quelle emittenti. Chi vende e chi compra non fa altro che emettere un giudizio su quell'emittente. Chi compra si fida, chi vende no (almeno con quel rendimento).
Quindi il rendimento può essere visto come il giudizio complessivo dato da tutti quelli che investono veramente.

A mio parere sono due differenti indizi sull'affidabilità dell'emittente.
Il primo è dato da "studiosi", il secondo è dato da investitori.

Ad esempio, l'irlanda ha un bel giudizio dalle agenzie, ma le sue obbligazioni rendono decisamente di più anche delle obbligazioni italiane (se mi ricordo bene, potrei sbagliarmi, non ho i dati sotto mano).
Di chi fidarsi? Del rating? Cioè delle persone che hanno studiato l'irlanda e poi hanno espresso un loro personale giudizio? Oppure del rendimento che indica come l'irlanda sia considerata più rischiosa dell'italia da chi deve prestargli davvero i soldi?

Una domanda che mi pongo sempre è: a quando è aggiornato il rating? Se il rating è stato emesso 2-4 anni fa, per me non vale praticamente nulla...

Quindi ha sempre senso fare confronti tra rendimenti e rating, sono due indizi.. poi ognuno può emettere il suo giudizio personale...

Alessio

P.S.
FR, non sto scherzando.
Credo che tu abbia veramente qualche difficoltà relazionale, visto che ti spacci per uno pcicologo e insulti; dici delle cose che non fanno ridere nessuno e perseveri. Ti consiglio di consultare qualcuno o se non hai grossi problemi di leggere qualche libro che comunque ti aiuterà a crescere...
Perchè, a meno che tu non sia poco più che uno studente delle superiori, il tuo comportamento è veramente imbarazzante.
Spero di non averti offeso, prendi davvero il mio consiglio come uno spunto critico per migliorare.

Anonimo ha detto...

Alessio non risponde... o meglio, risponde solo a quello che vuole: e parla di onestà! Ogni altra parola spesa in più é inutile.


Uno psicologo.
FR

Anonimo ha detto...

aggiungo soltanto che, fonte il sole 24 ore di oggi il costo del CDS sull'irlanda è il doppio del costo del CDS sull'italia.

In pratica significa che le assicurazioni valutano un possibile default dell'irlanda 2 volte + probabile di un eventuale default dell'italia

Però per le 3 (onestissime) agenzie di rating l'iralnda è in triple A.....mah...

MGF

Anonimo ha detto...

Non sono Alessio e ritengo comunque che Alessio fa bene a non rispondere alle provocazioni stupide di alienati.

100 supporters ha detto...

Hanno ragione sia Alessio che BI.R.CO.: HANNO RAGIONE! Grazie di esistere! Siete troppo intelligenti. Grazie. Avete ragione al 100%. Avete ragione. Grazie di esistere.
Ci siamo accorti di tutte le menzogne scritte in questo blog. GRAZIE!
Avete ragione.
Scrivo a nome di 100 persone: vi ripeto, avete ragione. Siete bravissimi. GRAZIE di esistere.
Senza di voi l'Italia sarebbe in difficoltà! Finalmente ci siete, finalmente abbiamo in Italia qualcuno di ONESTO!
Avete ragione.
Un gruppo di 100 supporters.
Vi inviatiamo a fare un blog.
GRAZIE.
Avete ragione!
Grazie ancora!
100 persone che vi adorano!

P.S. Trovatevi per organizzare un blog: sarebbe il blog più visitato del mondo! Siete troppo intelligenti.

Anonimo ha detto...

Come avevo già evidenziato mesi fà su questo blog continuo a dubitare sulle reali capacità delle agenzie di rating.
Ricordarsi Argentina declassata dopo che era fallita (così sono capace anch’io) Parmalat (nessuno si era accorto di niente?) Lehman Brother presente nell’elenco patti chiari quando era già fallita (vedere mio post dell’epoca).

A questa lista pubblicata sui rating delle nazioni europee aggiungerei però le seguenti informazioni:

Austria rating AAA esposta con l’Est Europa a tal punto di avere rischi di default superiori all’Italia
Irlanda rating AAA ma in bancarotta a Primavera se non ci saranno interventi europei.
Spagna ex rating AAA quella con la freccia accesa che doveva superarci lo scorso anno e che si è piantata nel sorpasso ed ora è in crisi nera con produzione industriale a – 23% e case in offerta a prendi 2 al prezzo di una.

Ungheria e Polonia hanno un rating peggiore dell’ Italia ma stanno anche nella realtà molto peggio e rischiano veramente il default a breve.

Visti gli esempi dei precedenti articoli mi chiedo se il Botswana che è ricco di giacimenti di diamanti per qualche ragione andasse in default crediamo veramente che si metterebbero a scavare per risarcire i creditori ? L’Argentina ha forse risarcito con terreni della sua immensa pianura e la Parmalat risarcisce forse con litri di latte e yogurt? Non mi pare proprio anzi finiti i soldi finito il credito e buona notte ai suonatori.

Quindi non è basandosi solo sui rating che si ha una visione totale della solvibilità degli Stati specialmente ora con i sistemi bancari esposti per miliardi e gli Stati legati fra loro. Né basta pubblicare una lista di rating per avere la verità in mano ma il discorso per correttezza deve essere fatto a 360 gradi.

ALESSIO in un suo vecchio post sottolineava che alcune aziende AAA erano fallite altre che sembravano meno solide continuavano in realtà a vivere. Su questo non posso dargli che ragione come secondo me aveva ragione quando contestava nell’esempio della signorina che guadagnava con la BEI comprata a 90 che in realtà un altro aveva perso perché l’aveva precedentemente acquistata a 100.

Non esiste un vero porto sicuro visto che senz’altro non ci dicono tutta la verità sui conti.


Duke Fleed