lunedì 24 agosto 2009

Giocatore dilettante di calcio che guadagna 4.000 euro o 5.000 euro al mese ........


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provicia di Padova (Veneto, Italia).


Gentile lettrice e gentile lettore,

in ogni paese, in Italia, é praticamente presente una squadra di calcio.

Fino a qui nulla di strano, anzi. E' molto bello il fatto che soprattutto i bambini possano allenarsi e giocare a calcio.

Ma c'é una cosa molto strana che avviene nel mondo del calcio e magari proprio nel tuo paese (se non dovesse capitare nel tuo paese stai certa o certo che nel giro di qualche km da casa tua ciò che sto scrivendo avviene, eccome se avviene!)


Ma di cosa sto parlando?

Sto parlando delle tantissime società di calcio, iscritte ai vari campionati (Serie D, Eccelenza, Promozione, Prima Categoria, Seconda Categoria, Terza Categoria).

Tante di queste squadre sono composte da giocatori che percepiscono degli stipendi allucinanti.

Come può una squadra, alla cui partita sono presenti 200 spettatori, pagare un giocatore 40.000 euro all'anno? Sì, hai letto bene: ci sono giocatori che giocano, magari in Serie D, che guadagnano 40.000 euro all'anno. Ce ne sono che guadagnano anche 50.000 euro all'anno; e anche 60.000 euro all'anno .......


Mi chiedo: come fa una società, alla cui partita, ripeto, sono presenti 200 spettatori a pagare un giocatore 40.000 euro all'anno?


Se ci dovessero essere 300 spettatori a partita (e si tratterebbe di un numero elevato di persone per una partita dilettantistica) che pagano 10 euro al biglietto, l'incasso sarebbe di 3.000 euro a partita. Le partite in casa sono due al mese e, quindi, questa società incasserebbe 6.000 euro al mese.

Come fa questa società a sborsare 3.500 euro al mese per un giocatore? E se i giocatori pagati salatamente fossero 4 0 5 per squadra?

Perché cio avviene?

E soprattutto come mai ciò avviene?


Da quel che mi risulta, mi sembra che qualche società di calcio percepisca dei soldi, in cambio della pubblicità, da parte di qualche ditta ed emetta delle fatturine un po' gonfiate.

La società di calcio percepisce, ad esempio, 5.000 euro dalla ditta "Tal dei Tali" ma fa risultare che l'importo ricevuto sia molto superiore, magari di 4 volte tanto, cioé di 20.000 euro.

Il risultato é che che la ditta "Tal dei Tali" sembra abbia sborsato così 20.000 euro, ma in realtà ha "speso" 5.000 euro.

E sulla dichiarazione della ditta "tal dei Tali" figurano i 20.000 euro ....


Ma questo con lo sport non ha nulla che vedere.


Anche perché poi la ditta "Tal dei Tali" potrebbe ricevere qualche appalto per i lavori di quel Comune. Chissà, forse. Ma essendo in Italia, la patria dell'onestà, mi starò sbagliando. Sarà tutto regolare.
Tutto sotto controllo anche da parte delle amministrazioni comunali ...............

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9 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno Marco!!!!
La ringrazio per i segnali che mi ha inviato per quanto concerne le azioni. GRANDISSIMO!!!!
Emanuele

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo. Succede anche al mio paese.
GT

P.S. Quando andiamo al ribasso con le azioni?

Anonimo ha detto...

E' vero che ci sono squadre con giocatori esperti in paesi di poche anime.
In tutta Italia!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Verità che spiega esattamente cosa c'è dietro il giocattolo calcio, purtroppo.

Anonimo ha detto...

E il bello é che alle partite si presentano tantissime persone, che tra le altre cose si arrabbiano e magari litigano.
Un popolo di intenditori, gli italioti.

Antonio ha detto...

Per capire come vanno le cose in Italia basta considerare, come ha fatto notare lei Calì, che un calciatore di serie d può guadagnare più di un primario.

Grazie per l'informazione che fa.
Antonio

Anonimo ha detto...

Io continuo a pensare che questi articoli sul calcio non servano a nulla! Come posso usufruire di tale informazione? Posso andare short su una società di serie D?
Dai Calì! Continui sulla giusta strada della consulenza! Il blog sui malanni dell'Italia li lasci ad altri: tipo Grillo&co.
Da ultimo le vorrei dire che i biglietti costano anche di più in serie D, soprattutto se di tribuna centrale, che magari in alcuni centri è anche l'unica...

Magari potrebbe, se interessato davvero, fare segnalazione alla GDF, ma a me sinceramente questo clima di caccia alle streghe piace poco...

A mio avviso si potrebbe concentrare, se volesse, sugli sprechi un po' più ad alto livello, magari di società quotate...

Cordiali saluti,
Filippo Grandelli.

Anonimo ha detto...

E' evidente, signor Filippo, che a lei non interessino questi problemi, come da prassi italiota..........

Anonimo ha detto...

E' evidente anonimo, che sia interessato invece, probabilmente non ha letto bene il mio scritto: ma da buon italiota preferisco guadagnare andando lungo o corto su qualche titolo consigliato da Calì o simili. In ogni caso prima di fare di un fascio tutta l'erba, bisognerebbe informarsi bene su ogni singola società di calcio minore o maggiore. E non è detto che il giocatore che percepisce 40-60 mila euro l'anno non sia un ex di serie A-B-C, che per giocare in una serie minore a fine carriera non esiga quelle cifre e le ottenga magari anche tramite sponsor personali...e non solo tramite fatturazioni gonfiate.

Forse lei da buon anonimo invece si preoccupa di tutti i problemi di quest'Italia che non gira...

Il mio intervento mirava ad un consiglio molto interessato per avere utilità, anche economica, dal sito che ci ospita.
A me sinceramente che il Castellammare di Stabia o che la ProVercelli o qualunque altra squadra, per sopravvivere faccia del nero, sinceramente frega poi poco: mi interesserebbe sapere invece se società di serie A quotate magari non facciano lo stesso, e più in generale che non lo facciano società di un certo rilievo...soprattutto quotate e/o con grandi dimensioni.
Anzi sono felice che qualche pedatore dilettante prenda quei soldi, magari è un prossimo Maradona o un vecchio Maradona...
Non credo che queste società tolgano qualcosa al sottoscritto o a lei anonimo...
Sappia che avendo studiato un pochettino economia in passato, sono della stessa idea di un noto economista americano che ha teorizzato, come una (non unica, ma da unire ad altri sforzi) delle possibili soluzioni di questa crisi mondiale, la cancellazione per almeno un anno di tutte le tasse. Ovvio poi che nè ho tempo, nè voglia di spiegarle come andrebbe fatto...si cerchi lei, se volesse essere informato, tale ipotesi.

Saluti firmati,
Filippo Grandelli.