sabato 26 settembre 2009

Crisi e rimedi: parte 1 dell'-mail di Giancarlo Politi , uno STRAORDINARIO pensionato ....


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).


Gentile lettrice e gentile lettore, nei giorni scorsi mi era arrivata un'e-mail da parte del Signor Giancarlo Politi.

Avevo intuito subito che, seppur con poche righe, non fosse un'e-mail qualsiasi.

Allora ho provveduto a ringraziare il Signor Giancarlo e gli ho risposto, dapprima complimentandomi, poi chiedendogli se avessi potuto pubblicare il contenuto della sua e-mail ed infine gli ho chiesto di farmi conoscere altre sue idee!

Ho ricevuto, come risposta, una STRAORDINARIA e-mail, che pubblicherò a puntate.

RINGRAZIO ancora una volta il Signor Giancarlo Politi, un FENOMENALE pensionato.


Ecco la prima parte.


Ciao Marco, ormai ti do del TU visto che i vecchi hanno questo privilegi.
Visto che Ti interessano le mie opinioni per il blog, sappi che io, da buon toscano, canto fuori dal coro nella pletora dei cosiddetti esperti economici che si sono guardati la punta del naso e non si sono accorti che la bolla gonfiava sin dal 1971.


Tu sei giovane (ma io, invece, c'ero); tutto nasce dal big bang del 15 agosto 1971 quando fu abbandonata la conversione di $35.00 contro un'oncia troy di oro fino e, conseguentemente il dollaro si deprezzò e si cominciò a stamparlo a gogò ed a puntellarlo poi con derivati di tutte le specie. L'immensa liquidità contagiò anche la liquidità europea e si cominciò a dire che ''l'economia di carta era almeno 20 volte quella reale''.


Poi anche la crisi monetaria del 1992 falcidiò la nostra lira e furono bruciate le nostre riserve valutarie fino a quasi il 50% per sostenere una lira insostenibile(dove erano gli esperti??) per poi farla crollare definitivamente ed inventarsi la mania della moneta unica pur in assenza di una Europa Federata. Si cominciò a pensare all'euro come ad un mito; però si pensò a qualcosa di irreale poiché l'accozzaglia di stati europei non è la stessa cosa che un''Europa come stato politico federato che era nelle mire di De Gasperi ed Adenauer.


Dietro questo mito irreale della moneta unica ci siamo tagliati il ramo su cui sedevamo e ci siamo castrati le esportazioni poiché la rivalutazione (quasi il doppio dal 2002) dell'euro sul dollaro ha fatto aumentare i nostri prezzi all'esportazione facendoci divenire NON COMPETITIVI. Ed ora siamo nella melma (per parlare bene) e non riusciamo più ad esportare. Non riusciamo neppure ad esportare in area euro poiché i nostri prezzi interni sono saliti per avere impostato la questione monetaria in maniera enfatica e non realistica. Noi eravamo i Cinesi d'Europa; ci hanno lusingato ad entrare nell'euro i Mitteleuropei che temevano la nostra concorrenza in lire.


Dani Rodrik, eccellente professore della Kennedy School sostiene che i paesi in via di sviluppo (noi lo siamo e lo eravamo poiché produciamo manufatti) hanno bisogno di una valuta ''competitiva'' e che ''competitiva'' significa ''svalutabile''. A noi,invece, hanno tolto la svalutazione competitiva poiché i nostri Soloni sono caduti nella trappola dell'incanto dei pifferai mitteleuropei. Ora siamo nella crisi REALE nera.


Infatti la crisi che morde è quella reale (economica) e non quella fantasiosa delle banche e delle borse che sono solo il riflesso di quella economica. Ma i nostri Soloni si riempiono la bocca con la crisi finanziaria e sono miopi di fronte alla crisi reale (nelle cose,nelle RES insomma) poiché scrivono troppi libri sul monetarismo e tengono troppe tavole rotonde sulla moneta e si illudono che siano i tassi alti o bassi, la liquidità più o meno diffusa. a determinare i fatti economici;invece è viceversa. I fatti economici sono determinati dalle cose REALI non dalle banconote più o meno inflattive.
Qui di seguito troverai quanto ho scritto in passato ad i miei associati (di allora) per dimostrare che troppi hanno guardato al dito anziché alla Luna su cui era puntato il dito.
Se non ti annoi, leggi quanto segue:
Inizio.


Desidero, come socio, sottometterVi alcune riflessioni sulla crisi attuale e sui possibili rimedi. Se credete, pubblicate su ESPERIENZA questi miei ragionamenti .
Premetto che i miei ragionamenti possono apparire drastici, ma in Toscana siamo usi dire pane al pane e vino al vino.
Innanzitutto preciso che tanti ragionamenti, sul perché della crisi ,si possono restringere in maniera ferocemente sintetica nel dire che questa crisi,come tutte le crisi economiche (quella del 1929 fu un minimo esempio rispetto a questa) nascono da ECCESSO DI PRODUZIONE CHE RIMANE INVENDUTA (prima che dalla crisi delle borse e delle banche. Queste istituzioni sono solo il riflesso monetario).


Spiego il perché:
Tutti oggi abbiamo le case piene di beni utili e di beni superflui e non abbiamo bisogno di comprare altro. Per conseguenza è inutile produrre altre cose inutili. Le fabbriche si fermano, licenziano la gente, le navi non trasportano più merci. Insomma oggi, piaccia o non piaccia sentirselo dire, SI E' FERMATO IL MONDO.
Il programma dei governi deve essere quello di FARE RIPARTIRE IL MONDO studiando il come, poiché,anche se ormai è un luogo comune ripeterlo, TUTTO VERAMENTE NON SARA' PIU' COME PRIMA.


La crisi è nella diatriba produzioni-consumi. Ancora nessuno sa bene da dove ricominciare a produrre per ricominciare a vendere. Ma che cosa? Sicuramente bisogna ricominciare a produrre: solidarietà, senso civico, senso morale, pace, gerarchie dei valori, famiglia; poi si penserà a quali beni e servizi produrre in questi nuovi (auspicabili ) scenari sociali internazionali. E' un po' utopico sognare questi ideali ma, almeno,riproviamo a proporli; dall'utopia si scenderà nel pratico. Certo le passate follie di produrre per consumare freneticamente e per distruggere i beni prodotti per produrne altri (il cosiddetto CONSUMISMO) HA FINITO IL SUO TEMPO. 



Oggi con l'informatica e con le comunicazioni in tempo reale il mondo è ridotto ad un piccolo villaggio ove tutti sanno tutto di tutti.
Oggi 2 aprile 2009 si riunisce a Londra il G20: Inizialmente sarà una perdita di tempo poiché a Londra oggi si incontrano i più svariati egoismi nazionali ( i più litigiosi ed egoisti sono gli Europei; ognuno suona secondo il proprio spartito vecchio e stantio) ma poi gli egoismi dovranno cadere e, se si vuole che anche l'Europa diventi una realtà , si dovrà addivenire alla vera unione politica. Non basta avere creato un pezzo di carta come l'Euro che non ha alle spalle uno stato ma una accozzaglia di staterelli litigiosi e gelosi. L'euro è un ologramma senza lo stato politico. L'Europa è(non sono parole mie) una ''macchia sulla carta geografica''se non si coagula come stato. Oggi gli stati sono solo due: U.S.A. e CINA. Quello che conterà sarà il G2 fra loro due. Gli altri andranno a rimorchio. USA e CINA sono due BUOI attaccati allo stesso carro che si reggono a vicenda. Dalle loro politiche unitarie e pacifiche dipende il futuro del mondo. Noi Europei dobbiamo accodarci e non sgallettare più di tanto.


Basta parlare di crisi di borse e banche. E' un falso tema. La crisi è nelle COSE e non nel metro speculare delle cose (la moneta). In effetti le borse e le banche indicano (metro) la misura della crisi delle cose poiché esse ne sono il riflesso numerario. Tutto qui. Non sopravvalutiamo la finanza rispetto all'economia e non facciamo come la BCE che si guarda il dito invece che guardare la Luna quando combatte scolasticamente l'inflazione non rendendosi conto che uccide (così facendo) l'economia. Inutile abbassare i tassi; il cavallo non beve ed i tassi di interesse non modificano l'economia moribonda. La morte economica deriva dalla DEFLAZIONE e non dall'inflazione. L'inflazione ha sempre fatto girare un po' il mondo. Non c'è solo l'inflazione di WEIMAR che ossessiona (giustamente) i mitteleuropei; c'è anche la ''bona inflatio'' invocata da Einaudi che muove l'economia. Basta con le fissazioni dei burocrati europei. Guardiamo alla Luna (le cose) non al dito (la finanza).

(Continua ............. )


Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un poiltico parlare male di una banca!

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Aspettate che ora arrivano i commenti dei PAPPAGALLI E/O CONIGLI, bancari o non bancari.
Quelli che la finanza la conoscono davvero.
Tremate, stanno arrivando i veri conoscitori della finanza. Quelli che si nascondono qui, ma che al bar sono dei protagonisti assoluti!

Anonimo ha detto...

Complimenti Calì! Questi interventi sono speciali.

Francesco

Anonimo ha detto...

Anch'io sto tremando per l'arrivo dei commenti dei guru, i veri fenomeni della finanza...... quelli che si nascondono MA SANNO TUTTO! MAMMA MIA, CHE PAURA!
Forza i fenomeni della finanza che si nascondono. Loro sono la vera essenza dell'Italia!

Anonimo ha detto...

PAPPAGALLI, non avete nulla da dire?
Giusto così, comunque, l'argomento é troppo finanziario per voi. State in letargo.
Bancari, promotori o invasati che siete.

Anonimo ha detto...

Ora qualche PAPPAGALLO interverrà dicendo che queste cose si sapevano già, che il lavoro delle banche italiane dà del valore aggiunto al cliente, che il bancario lavora con una certa etica, che il bancario é al servizio del cliente, che il bancario guarda prima di tutto agli interessi del cliente, che il bancario é un lavoratore che lavora, non per interesse proprio, bensì per il benessere del cliente e tante cose così. Senza, ovviamente, far mai sapere chi é che fa questo commento.
C'é chi, il nome e cognome non ha paura di farlo notare, c'é chi il nome e cognome lo tiene nascosto. Ma chi lo tiene nascosto é pronto a criticare, sempre. Ma che fatalità!

Anonimo ha detto...

Ora qualche PAPPAGALLO interverrà dicendo che queste cose si sapevano già, che il lavoro delle banche italiane dà del valore aggiunto al cliente, che il bancario lavora con una certa etica, che il bancario é al servizio del cliente, che il bancario guarda prima di tutto agli interessi del cliente, che il bancario é un lavoratore che lavora, non per interesse proprio, bensì per il benessere del cliente e tante cose così. Senza, ovviamente, far mai sapere chi é che fa questo commento.
C'é chi, il nome e cognome non ha paura di farlo notare, c'é chi il nome e cognome lo tiene nascosto. Ma chi lo tiene nascosto é pronto a criticare, sempre. Ma che fatalità!

Anonimo ha detto...

Cari anonimi oggi avete aperto il becco solo voi!!

Poveri storni.

Anonimo ha detto...

Cari anonimi oggi avete aperto il becco solo voi!!

Poveri storni.

Un GENIO! Complimenti, ha ragione.

Anonimo ha detto...

Perche non:)