lunedì 28 settembre 2009

Crisi e rimedi: parte 2 dell'e-mail di Giancarlo Politi, uno STRAORDINARIO pensionato ........


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).


Gentile lettrice e gentile lettore,

pubblico la seconda parte (ce ne sarà ancora una terza) dell'e-mail ricevuta dal Signor Giancarlo Politi, che RINGRAZIO ancora una volta.


Ecco la continuazione.



Alcuni rimedi alla crisi si devono trovare nelle COSE; es:

si sono uccise le cose ed il lavoro manuale per soppiantarli con una tastiera di PC invasiva e trasversale sul mondo con la presunzione di chiamare occupazione e lavoro le cose soft inseguendo le cretinerie di Keynes di inventare il lavoro pur di non lasciare la gente disoccupata. Chiariamo subito, quindi, che il Personal Computer non è lavoro a tutto tondo , bensì uno strumento a corredo del lavoro manuale.
Il ''pieno impiego'' fine a se stesso poteva essere ipotizzato a tempo di Keynes quando si viaggiava a cavallo e si comunicava con la carta.. Oggi la comunicazione in tempo reale ha creato dei mostri che sembravano COSE (RES) mentre erano e sono ologrammi. Ora arriva la purificazione(catarsi) attraverso la crisi che ripristina le priorità e cioè:
1. Le COSE
2. I lavori manuali
Oggi chi sa fare il mandriano, il pastore, il contadino, l'itticoltore, l'idraulico, il muratore, il ''cosista'' (che lavora sulle cose) è il nuovo padrone del mondo. Chi sa spippolare solo al PC è solo il 41 di Ben Hur legato al remo; uno schiavo insomma. (Qualcuno vecchio come me si ricorderà il film: Ben Hur, al remo, veniva chiamato: ''quarantuno'' con il numero ordinale della remiera e non con il suo nome cioè: ''figlio di Hur'').
La crisi non è da ora ma è incominciata (non il 10 ottobre 2008 con Lehman Brothers) bensì il 15 agosto 1971.
Nell'afoso agosto 1971 il mondo cambiò faccia. Si fecero i primi passi per aumentare la carta moneta a gogò.
Fino a tale data , se avevamo $35,00 in tasca, avevamo un'oncia di oro fino che il Tesoro degli USA ci avrebbe dato se glielo avessimo chiesto in cambio dei 35 dollari.
Ma incombeva la guerra in Vietnam, il mondo temeva il blocco sovietico ed occorreva spendere per difendersi e per attaccare. L'oro esistente in terra e sotto terra non sarebbe bastato a rimborsare i lotti di $35.00 cada-oncia. Gli Stati Uniti non potevano reggere l'urto di una conversione in oro impossibile.
Intanto la Francia di De Gaulle (fuori della NATO) voleva fare la primadonna e provocò il Tesoro degli Stati Uniti chiedendo un'oncia di oro fino contro $35,00 di carta; ORO CHE POI LA FRANCIA ANDAVA A RIVENDERE SUL MERCATO LIBERO DELL'ORO magari a $70.00 per oncia e poi a $140.00 e così via. Con il ricavato della vendita dell'oro ceduto dal Tesoro USA la Francia (e non solo essa) avevano inventato la pietra filosofale che moltiplicava i guadagni.
A questo punto SALTO' IL COPERCHIO DELLA PENTOLA: quando tutti erano in vacanza nel caldo del ferragosto 1971, fu dichiarata l'inconvertibilità del Dollaro in oro e chi aveva i dollari se li trovò svalutati (Bretton Woods Fall).
Da allora si è speso il deficit e tutti i moltiplicatori del deficit fino a gonfiare la bolla.
Poi le varie peripezie valutarie nostrane:
Nel 1992 in Italia, ad esempio, si cercò di difendere la lira CONTRO IL MARCO TEDESCO (come Mussolini con la quota 90 per la sterlina) bruciando il 50% delle riserve valutarie sostenendo la quotazione della lira; IL CHE era una mission impossible. Tanto valeva svalutare subito. Invece i Soloni nostrani si attardavano sulle filosofie para-patriottiche e, dopo aver bruciato il 50% del denaro pubblico (riserve valutarie) per non voler prendere atto della ferocia del mercato che aveva già deprezzato la lira, la svalutarono dopo diverse settimane consentendo a tanti di comprare marchi tedeschi prima e rivenderli dopo. Anche un bambino avrebbe compreso l'andazzo del mercato valutario e tanti specularono sulla lira; anche l'uomo della strada lo fece. Bisognava svalutare a sorpresa e non aspettare settimane come fu fatto.
Per capirsi, dopo il 15 agosto 1971 tutti ci abituammo a ''spendere il deficit'' prendendo sul serio una battuta di Giorgio La Pira che, per salvare gli operai del Pignone e per fare le case all'Isolotto, quando gli dissero che il Comune sarebbe andato in deficit disse: ''bene; spendiamo il deficit''. Ma La Pira aveva visioni nobili ed era ben lungi dai trucchetti dei parvenus della finanza odierna.
Insomma il debito pubblico diventò il leviathan che cresceva ed inventava la finanza. Poi è storia recente: gli ''ingegneri finanziari''(tanto per darsi un tono e per non chiamarsi truffatori) inventarono le leve finanziarie nuove pietre filosofali. In ultimo, beffa e danno,Madoff ha resuscitato la vecchia piramide che prende dalla base gli interessi per darli ai vertici ed ha ingannato le banche non la vecchietta!!!.


E che dobbiamo fare adesso? I rimedi individuali e collettivi non ci sono. Occorre subire. Non si sa quanto durerà la crisi (mi fanno ridere quelli che aspettano l'alba del 2010). Crolla un sistema; solo razzolando fra le rovine si troveranno i rimedi.


Intanto bisogna subito attuare il rimedio terra terra della solidarietà: chi ha, DEVE dare a chi non ha: Poi si vedrà (fa anche rima).
La Chiesa Cattolica sta dando un massiccio concreto esempio di solidarietà di prossimità (che si chiama poi poi Charitas). Sta costituendo un fondo di garanzia in denaro sonante da dare alle banche affinché esse eroghino prestiti di €500,00 mensili a chi ha veramente bisogno. Non si tratta di elemosina bensì di sostegno a chi non ha lavoro. Il prestito sarà restituito a comodo quando ci sarà il lavoro.


Su questo esempio si muovano anche altre confessioni religiose. Poi si muovano alla stessa maniera associazioni, fondazioni bancarie, sindacati, partiti. Insomma si muova chi ha un po' di denaro in cassa ed intende metterlo a garanzia alle banche per prestiti agli indigenti. Insomma: FATTI NON PAROLE. Avanti; c'è posto per tutti. Un posto speciale spetta alle FONDAZIONI BANCARIE: esse cessino per qualche anno di finanziare tante altre cose belle (la cultura, i restauri del nostro patrimonio artistico, lo sport e tant'altre belle inziative) e si concentrino sulla eccezionalità del bisogno sociale di chi non ha lavoro.

OPORTET UT SCANDALA EVENIANT(chiedo scusa per appropriarmi di queste parole, ma lo faccio a fin di bene). Con questa crisi matureranno riflessioni più etiche, più solidali, più semplici. In una parola: RITORNEREMO CIVILI contro la deriva delle masse lavoratrici/consumatrici che si mangiano la coda. Torniamo all'essenziale. Certo è faticoso e non indolore. Ma non c'è altra via.
Venendo terra terra alle cose veniamo anche alle banche: anche in questo settore nulla sarà più come prima. Purtroppo l'impiego in banca sarà per pochi alti dirigenti. 



La truppa sarà falcidiata poiché le reti internet et similia non hanno più bisogno di locali fisici e di persone allo sportello. Non ci saranno (ahimé per noi tradizionalisti) le sedi con i soffitti alti 15 metri affrescati e dorati; basterà un ''monolocale''(oserei dire un garage ove è nata Microsoft). Nel monolocale siederanno i mega direttori che decideranno.Ma, se per decidere basterà (come sembra ora) lo ''scoring'' di Basilea 2, non ci sarà bisogno di megadirettori; basterà un bambino che sappia inserire i dati. Ed i cervelli pensanti dove sono? Possibile che ci si affidi allo scoring di Basilea 2 per dare o non dare credito alla gente?

Non ci saranno più le filiali fisiche e gli immobili saranno venduti poiché costa troppo mantenerli e scendono di prezzo. Meglio venderli, acquisire liquidità, sottoscrivere un bel debito pubblico IRREDIMIBILE a 60 anni con buona cedola. Così si aiuterà lo Stato ad avere liquidità per abbattere il debito pubblico REDIMIBILE ed introdurre la FLAT TAX che è l'unica forma di tassazione adatta ai paesi in via di sviluppo. Poi in fondo le banche devono aiutare lo Stato; lo Stato le sta aiutando con il salvifico TREMONTI BOND. Inoltre le banche devono saper investire gli aiuti di stato e non vanificarli con l'aumento delle prebende e delle carriere dei mega dirigenti che oggi (con Basilea 2) non servono più; i fidi li accorda lo ''scoring''(brutalizzando la situazione ridicola che si sta creando).


E dove saranno le filiali delle novelle banche post crisi? SARANNO NELLE RETI AMICHE e cioè:


(Continua...........)




Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un poiltico parlare male di una banca!

7 commenti:

Alberto ha detto...

Grande Marco!
Non vedo l'ora che pubblichi anche la terza parte.
Questa é vera informazione. Complimenti.

Alberto

Anonimo ha detto...

Si attendono sempre le risposte dei vari ESPERTI di economia e/o finanza.....

Anonimo ha detto...

Grazie per il silenzio dei bancari....... il vostro silenzio, nel commentare quete questione, vale più di qualsiasi parola.... se c'é da parlare di economia e finanza, infatti, ve ne state zitti..... altrimenti che PAPPAGALLI sareste?

Anonimo ha detto...

Forse i bancari hanno scoperto ora che il denaro non é convertibile in oro........

Anonimo ha detto...

Se c'é da parlare di economia il bancario non ha tempo di rispondere .........

Anonimo ha detto...

Quindi nessuna colpa al WTO?
Nella lettera non e' mai stato neanche nominato.
Chi dobbiamo ringraziare se i posti di lavoro sono stati trasferiti in altri paesi?
Se qualcuno sa darmi una risposta ne saro' riconoscente.

Pappagallo.

Anonimo ha detto...

Osservazione quanto mai appropriata questa di Alberto che scrive al sig. Calì :
“ Questa é vera informazione. Complimenti. “

Con la pubblicazione dell’ interessante intervento del Sig. Politi, il sig. Calì ha accolto in pieno la mia critica / suggerimento che gli ho mosso alcuni giorni fa, e che sotto riporto, provocando un sussulto di spontaneo piacere da parte di Alberto il quale, come in urlo liberatorio, ha esclamato : “ Questa é vera informazione. Complimenti. “

Ed ecco la mia critica-suggerimento del 22.9.u.s. :

“ Perciò per far crescere il blog in qualità ( e con il blog i suoi frequentatori, specie quelli che hanno meno dimestichezza con economia e finanza ) è bene che lei si adoperi effettivamente a questo obiettivo. Eviti perciò interventi meramente pubblicitari, che parlano di notizie o di iniziative mirabolanti alle quali forse non crede nemmeno lei, che hanno sì un impatto di immediata presa con un certo target di sua potenziale clientela, ma che non faranno mai fare un salto di qualità al suo blog che altrimenti resterà sempre un blog pubblicitario camuffato da blog di informazione. “

Questa mia critica-suggerimento aveva dato luogo ad uno scambio di battute che si è poi concluso con la seguente decisione irrevocabile del sig. Calì :
“ Ultima mia risposta al bancario.
E' inutile cercare una qualsiasi forma di confronto. A questo punto, non mi resta che darle ragione. Ha ragione. Grazie degli interventi. Ha ragione. Ha ragione.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente. “
Ora vedo con piacere che il sig. Calì, pur non volendo ricercare qualsiasi forma di confronto con me, non ha fatto altro che seguire pedissequamente il mio consiglio, dando spazio ad un intervento come quello del sig. Politi.
Temo però che la dotta esposizione di tale intervento, che sicuramente stimolerà riflessioni ed ulteriori approfondimenti da parte mia e di altri, non sia adatta al palato di buona parte dei visitatori di questo blog. Riprova ne sono la copiosa produzione di stupidi commenti che l’hanno accompagnato e che stanno a testimoniare il livello di siffatto uditorio.
Firmato
Il bancario. Che paga le tasse. Tutte