lunedì 30 novembre 2009

ITALY TO JOIN CHINA: di Giancarlo Politi! Inviata per conoscenza a Berlusconi, a Tremonti e a Lavoce.info!


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).






Gentile lettrice e gentile lettore, pubblico il contenuto della proposta del Signor Giancarlo Politi per quanto concerne una possibile via d'uscita per le casse del Tesoro italiano.






CONTENUTO CHE HO INVIATO, comunicando che ciò sarebbe stato pubblicato nel mio blog, PER CONOSCENZA:






° al Governo italiano, oggi 30 novembre 2009, con l'invio di un'e-mail a redazione.web@governo.it da indirizzare al Presidente del Consiglio, il Signor Silvio Berlusconi, alle ore 9,51;



° al Ministro dell'Economia e delle Finanze, il Signor Giulio Tremonti, oggi 30 novembre 2009, con l'invio di un'e-mail tramite il link http://www.giuliotremonti.it/email/, alle ore 9,47;



° alla redzione della rivista indipendente LAVOCE.INFO, oggi 30 novembre 2009, con l'invio di un'e-mail a redazione@lavoce.info, alle ore 9,55;












Ecco ora il contenuto della proposta del Signor Giancarlo Politi, che RINGRAZIO.









Titolo: ITALY TO JOIN CHINA
Visto che i Cinesi stanno smaniando di liberarsi di un po' di dollari (che si stanno svalutando in questi giorni) e che hanno in pancia in super-abbondanza, l'Italia dovrebbe stuzzicare la Cina ad investire in Italia in strutture turistiche così da avere investimenti qualificati e duraturi in Euro per bilanciare quelli in Dollari.



Questo specialmente dopo che due illustri professori hanno tenuto lezioni in Cina (in ordine di tempo ed in ordine alfabetico): Prodi e Tremonti.
Bisognerebbe procedere con ordine; indico gli step:
-proporre alla Cina di sottoscrivere un bel debito pubblico irredimibile italiano in Euro a tasso appetibile (es. 5%) in misura elevatissima mediante vendita di Dollari ed acquisti di Euro (la cosa non sarà indolore ma bisogna pur tentare di alleggerirsi di Dollari ed entrare in Euro anche se questo trading farebbe ulteriormente divaricare la parità fra due monete). Il ricavato della sottoscrizione del debito irredimibile dovrebbe servire (come più volte ho scritto) all'Italia per eliminare una bella fetta del debito pubblico attuale. Il tutto allo scopo di poterci permettere una riforma fiscale (flat tax) seria con aliquote che permettano alle PMI (e non solo ad esse) di continuare la loro attività anziché scoraggiarsi e chiudere per l'asfissiante pressione fiscale attuale. Inoltre,con la flat tax, si attrarrebbero anche investimenti stranieri e daremmo occupazione.
-cedole del prestito: NIENTE DENARO ma solo trasferimenti di pari valore alla Cina di diritti di sfruttamento turistico dei nostri 8500 chilometri di coste dopo che il demanio avrà indetto la gara di libera concorrenza (come impone la UE) delle spiagge in concessione a stabilimenti balneari. Credo che la Cina pagherebbe volentieri questi diritti di concessione e li pagherebbe a valori ben più alti rispetto agli attuali che sono una miseria. In sostanza reinvestirebbe le cedole del debito pubblico IRREDIMIBILE in sfruttamento di tali concessioni demaniali (senza quindi esborso di denaro per il Tesoro Italiano).
Così facendo la Cina (in cui si troverebbero facilmente almeno 300 milioni di ricchi) diverrebbe leader del turismo italiano e fornirebbe anche clienti ricchi (Cinesi e non). Malignamente dico che in Dubai ''fa caldo''; meglio il ''catino'' mediterraneo per stare a mollo e mirare l'arte vera.
Oltre ad investire EURO (rivenienti da Dollari ora nel portafoglio dei Cinesi) nello sfruttamento degli stabilimenti balneari, l'Italia potrebbe concedere alla Cina, in luogo della cedola in denaro, anche partecipazioni in società immobiliari che detengano palazzi storici (e comunque di pregio) italiani. Credo che i Cinesi apprezzerebbero investimenti di lungo termine in un Paese come l'Italia che è la sede eterna dell'arte.
Insomma bisognerà pur cartolarizzare i tesori storici ed artistici che i nostri Padri ci hanno lasciato gratis e che valgono più dei pozzi di petrolio (il petrolio prima o poi finisce; l'arte no).
Io credo che i Cinesi sarebbero anche orgogliosi di avere partecipazioni in siti come Pompei Ercolano ecc e di avere l'onore di aver contribuito a rivitalizzarli.
Date le proporzioni fra i due Paesi, credo che le briciole della liquidità cinese sarebbero rilevanti valori per l'Italia. Io credo, inoltre, che la Cina abbia aspirazioni di occidentalizzarsi sotto questi aspetti culturali qualificanti.
E che dire poi delle belle integrazioni che nascerebbero fra lavoratori italiani e cinesi in ambienti turistici che emotivamente coinvolgerebbero ambedue gli orgogli nazionali?
Bisogna muoverci da soli e non aspettare il GODOT della U.E. comandata dai mitteleuropei che pensano solo per sé e, se possono, mettono le pastoie ai ''cavalli di razza'' italiani per mera invidia e complessi di inferiorità culturale.
Il prestito irredimibile in questione (che la Cina sottoscrivesse) potrebbe avere anche una clausola che tali diritti di concessione balneare comporteranno diritto a sfruttare il lido del mare anche in perpetuo ed in misura da convenire. In sostanza, pur non alienando quello che è inalienabile per legge, i Cinesi avrebbero comunque una proprietà sui generis su parte del lido di mare italiano da usare ai fini solo turistici. Credo che l'Italia per i Cinesi non sia un paese da temere politicamente e che rappresenti ancora la Patria di Marco Polo e di Padre Ricci, uno di Venezia ed uno di Firenze, guarda caso le due città italiane che rappresentano il 25% di tutto il turismo italiano.
Saluti.
Giancarlo Politi pensionato in VINCI(FI).









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5 commenti:

Anonimo ha detto...

La Lega che ne pensa di una partnership così forte con la Cina e con l'eventualità di una invasione di cinesi in Italia ?

Anonimo ha detto...

Il sig. Calì mi ha fatto il lusinghiero complimento dicendomi che “ più che nel 2012 lei mi sembra che sia già proiettato nel 2016. “.

Immagino che al sig. Politi farà un complimento ancora più lusinghiero ritenendolo, a merito, proiettato proiettato quantomeno nel 2020.

Ma torniamo alla mia modesta persona proiettata da Calì nel 2016, anche se ritengo tale giudizio eccessivo essendo il sottoscritto a malapena proiettato al domani.

Allora da modesto pensatore del presente sono a chiedere di nuovo, riferendomi al mio precedente post con le percentuali :

Con una GRADUALE diminuzione ( nell’ es. da 100 a 40 ) ed un GRADUALE aumento ( nell’ es. da 40 a 100 ) di valore di un titolo ( o di un capitale ), non ne deriva che il recupero sarà meno difficoltoso di quello che si avrebbe nel caso di una sola variazione in diminuzione e di una sola variazione in aumento come ipotizzato nel post di Calì ?

Anonimo 1

Anonimo ha detto...

No, da 100 a 40 e viceversa il percorso è sempre lo stesso.

E' giusto come dice Calì

Anonimo 2

Anonimo ha detto...

Al Sig. Anonimo 2.

Si, lo so che il percorso è sempre lo stesso da 100 a 40 e viceversa.

Ma se questo percorso viene fatto con un solo salto in giù di – 60 e un solo salto in su di + 60 si hanno le seguenti variazioni % : - 40 % e + 150 %.

Se invece questo stesso percorso viene fatto con diversi saltini in giù e diversi saltini in su, sempre per complessivi – 60 e + 60, si hanno diverse variazioni % per ogni saltino in giù e diverse variazioni % per ogni saltino in su PER UN TOTALE, nell’esempio da me fatto, di 80,79 punti percentuali con segno negativo e di 97,07 punti percentuali con segno positivo.

Quindi il percorso è sempre di – 40 e + 40, mentre le percentuali della diminuzione e la percentuale dell’aumento non coincidono nei 2 esempi fatti.

Non metto in dubbio che il Sig. Calì possa avere ragione, ritengo solo che uno stesso fenomeno può essere guardato da due punti di vista differenti.

Anonimo 1

Anonimo ha detto...

Consiglio web:
formattate un po' meglio il testo. Tra il titolo e il corpo e tra il corpo e la fine del post c'è la prateria del Minnesota col risultato di leggibilità un po' ridotta. E' sufficiente usare l'editor dei post cliccando su visualizza html (al posto di "Scrivi") e rimuovere gli spazi superflui. Lasciate pure i tag DIV (sebbene anche quelli siano superflui in molti casi) se no poi il programma di blogger (fatto abbastanza male secondo me) si arrabbia.

Anche se non autorizzate il commento non c'è problema, a me interessa che lo legga Lei, sig. Calì o chi per Lei compila i post.

Glielo dico perché di lavoro faccio anche la gestione dei blog per aziende e blogger l'ho utilizzato più di una volta.

A parte ciò, continui così! Siete forti! Con l'oro avevate azzeccato alla grande!

-Enrico-