martedì 8 dicembre 2009

Nuovo articolo di Eugenio Benetazzo: CUOI E BUOI DEI PAESI TUOI


Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).

Gentile lettrice e gentile lettore,
ti invito a leggere il nuovo articolo di Eugenio Benetazzo, che ringrazio.
L'articolo si intitola: CUOI E BUOI DEI PAESI TUOI.

Eccolo.

Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar. Chi non l'ha sentita canticchiare almeno una volta nel corso della sua vita, un motivetto canoro ormai di vecchia data che ricorda un'epoca ormai passata in cui chi era giovane sognava di andaresene via dall'Italia per trovare un posto di lavoro. Forse l'anno venturo qualche rapper italiano (confido in Fabbi Fibra) proporrà un rifacimento musicale all'industria discografica per lo scenario italiano, magari qualcosa del tipo "Mamma mia dammi 1000 euro che all'estero me ne voglio andar". L'Italia è stata assogettata al dictat delle privatizzazioni e della concorrenza sleale: si è fatto l'impossibile per distruggere quello che è stato costruito dal dopoguerra ad oggi, soprattutto il cosidetto vantaggio competitivo italiano non esiste più. Interi distretti industriali messi in ginocchio e decimati per aver abbracciato il pensiero globalizzante.

Mi fanno ridere queste farse politiche (rosse, nere, azzurre e verdi) che ora lanciano moniti sui livelli occupazionali in Italia, mi sembra di vedere una banda di piromani che grida "al fuoco, al fuoco". Nessuno di loro è più attendibile o credibile, spero che presto uno tsunami elettorale li spazzi via nel dimenticatoio per sempre, assieme a tutte le loro beghe di partito e le deliranti notizie di gossip. Ho intervistato in questi giorni alcuni imprenditori dei distretti conciari italiani, Arzignano (Vicenza) e Santa Croce sull'Arno (Pisa): ormai non hanno più lacrime per piangere. Migliaia di imprese non esistono più, cancellate anagraficamente come i database colpiti da un virus informatico. Siamo forse l'unico paese al mondo che non si difende, che consente l'ingresso indiscriminato tanto di lavoratori quanto di merci (alimentari e non) che compromettono sia i postii di lavoro italiani e sia i prodotti tipici italiani. Chi si approvigionava del prodotto finito italiano adesso si rivolge altrove per prodotti meno costosi realizzati in Oriente, con inquietanti interrogativi sullo sfruttamento degli allevamenti intensivi e sull'inquinamento ambientale. A questo bisogna inoltre aggiungere tutti gli imprenditori conciari che continuano a fare "resistenza" confidando nella vocina interiore che suggerisce loro di resistere perchè la cosidetta "crisi" presto finirà. Per resistere sono disposti a iniettare a fondo perduto denari e risparmi che avevano accantonato negli anni prima ritenendo che in un prossimo futuro lo scenario migliorerà. Certo che muterà, ma in peggio. Purtroppo anche loro finiranno male nonostante le loro buone intenzioni.

In Italia si è verificato proprio questo: fino a quando la torta era grande, c'era spazio e successo per tutti, mentre ora che siamo passati da un mercato concorrenziale ad uno competitivo, si è vista la differenza tra chi sa fare impresa e chi è imprenditore improvvisato. Ormai le cronache imprenditoriali si sprecano: anche il distretto della concia verrà sacrificato e centinaia di migliaia di posti (tra diretto ed indotto) saranno polverizzati. Purtroppo non si recupereranno mai più. A questo punto vorrei sapere come si dovranno riciclare o reinserire le persone che si troveranno senza occupazione. Alcuni giorni fa rincasando in treno, ascoltavo di nascosto le conversazioni di un gruppo di studenti universitari di Milano, che idealizzavano sul loro radioso futuro (secondo le loro aspettative) e sulla loro futura professione (e remunerazione). Poveri illusi. MI sembrava di ascoltare le esternazioni ed i sogni plagiati dei partecipanti di "Amici" condotto da Maria De Filippi. Inutile arrabbiarsi con queste generazioni di ragazzi, poco più che ventenni. La colpa non è loro, ma eventualmente dei loro stessi genitori, che hanno appoggiato ed osannato tanto a destra quanto a sinistra falsi profeti (da Prodi a Berlusconi), i quali hanno svenduto il futuro di questo paese e compromesso il benessere delle future generazioni.

www.eugeniobenetazzo.com

Grazie nuovamente ad Eugenio Benetazzo.

Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ..... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Forza il Benetazzo ed il Calì.

Anonimo ha detto...

Per fortuna si sono allontanate da questo blog certe persone che commentavano.... o meglio pensavano di commentare.....
Alessandro

Anonimo ha detto...

Destra e sinistra sono praticamente uguali.

ANTONIO

Anonimo ha detto...

Destra e sinistra sono praticamente uguali.

ANTONIO



SOLO LA LEGA E' DIFFERENTE.

Anonimo ha detto...

La Lega ERA differente.
Ora è uguale a tutti gli altri.

http://www.youtube.com/watch?v=DMUHmDPehM0

Anonimo ha detto...

La lega é una volta adx e una volta a sx.... dipende da dove si mangia

Anonimo ha detto...

Basta leggere le dichiarazioni che Bossi faceva di Berlusconi (per trovarle basta andare su youtube, non bisogna mica fare delle ricerche scientifiche) per capire come la lega sia differente........
ANTONIO

Giulio ha detto...

Credo che per avere la prospettiva di un futuro più roseo per noi e per i nostri figli occorra innanzitutto essere un pò più ottimisti, anche se mi rendo conto che non è facile.
Per rilanciare certi settori bisogna innovare e innovarsi, non si possono gestire le cose come si faceva 20 o 30 anni fa, i tempi sono cambiati.
Io opero nel settore del turismo e vedo che chi fa questo non solo va bene, ma va addirittura meglio degli anni scorsi, mentre chi continua a gestire i locali come si faceva 30 anni fa va sempre peggio

Anonimo ha detto...

.... mi sembra di stare a sentire il famoso Coro Greco (le colpe dei padri). Aggiungo che le colpe dei padri ricadono sui figli e "pesano" almeno il 50% di quelle ereditate. Mi spiego: se un figlio non "rinnega" il padre è colpevole anch'esso (è lui stesso causa del suo male). Un consiglio: Cominciare a leggere Pasolini non è mai troppo tardi, fatelo.

Anonimo ha detto...

Era un pezzo che non capitavo in questo blog: ma io Ingenuo Benetazzo proprio lo lascerei ai margini

Un esempio della vacuità delle sue proposte è qui:

di cosa parla: wellnes, welfare, sovranità monetaria: chissa che droghe prende ora????

http://nsdottorx.blogspot.com/2009/12/critiche-al-predicatore-finanziario_20.html