martedì 29 settembre 2009
Crisi e rimedi: terza ed ultima parte dell'e-mail di Giancarlo Politi, uno STRAORDINARIO pensionato ........

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
pubblico la terza ed ultima parte dell'e-mail ricevuta dal Signor Giancarlo Politi, che RINGRAZIO ancora una volta.
pubblico la terza ed ultima parte dell'e-mail ricevuta dal Signor Giancarlo Politi, che RINGRAZIO ancora una volta.
Ecco la conclusione.
1. Pompe di benzina (un figlio di benzinaio laureato o diplomato si trova sempre; magari laureato attraverso l'università telematica). Peraltro con la Università Telematica potrà studiare chiunque; anche il mandriano in baita mentre guadagna €3500 al mese contro lo ''spippolatore '' di PC a €400 al mese. Con l'università telematica saranno risparmiati oceani di pendolari e miliardate di canoni di affitto per studenti fuori sede (studenti figli di ricchi, gli altri non possono).
2. Uffici dei professionisti
3. Tabaccherie e ricevitorie
4. Piccola E GRANDE DISTRIBUZIONE IN GENERE
5. WEB per chi usa il computer
6. 14.000 sportelli postali e 4.000 sportelli delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali per i vecchietti che non possono o non sanno usare la telematica o per filtrare le pratiche ''corporate'' da inoltrare alle grandi banche.
Ed il personale che fine farà?.
E' tutto da vedere. Bisognerebbe almeno conservarlo a relictis nel senso che potrebbe affiancare le reti amiche fino alla pensione o agli esodi incentivati. Certo è che le reti amiche in franchising a regime non costeranno nulla alle banche (il tutto a vantaggio dei clienti).
Venendo alle questioni pressanti e di soluzione immediata dobbiamo pensare a quelli che non arrivano a fine mese per la carestia in atto: bollette e rate di mutuo.
Mentre per le bollette c'è poco o nulla da fare (eccetto la solidarietà della carità fraterna di prossimità), per i mutui le banche possono fare qualcosa NEL LORO STESSO INTERESSE.
Se uno paga €1.000,00 mensili di mutuo, non puo' mangiare , pagare le bollette, pagare il mutuo. Probabilmente preferisce mangiare e non pagare il mutuo. Probabilmente (però) se pagasse €300,00 al mese di mutuo respirerebbe.
Il rimedio è antico: rinegoziare le durate del mutuo residuo allungandole quanto basta per arrivare alla rata mensile di €300,00. Il tutto gratis e senza notaio ed andando anche ad incidere sugli eredi del mutuatario i quali potrebbero trovarsi qualcosa da pagare ma anche una casa rivalutata.
L'ipotesi del contenzioso massivo per chi non paga poteva funzionare una volta. Oggi sarebbe una catastrofe (soprattutto per le banche e, quindi, per i risparmiatori) mandare massivamente all'asta le ipoteche non pagate. Soprattutto sarebbe catastrofe finanziaria per le banche che riprenderebbero pochi spiccioli poiché l'offerta massiva di case all'asta deprimerebbe i valori di realizzo..
QUINDI OCCORRE UNA SOLIDARIETA' DELLE BANCHE (ANCHE SE SOLIDARIETA' INTERESSATA). Le banche hanno l'alternativa in questi casi di: bere o affogare. Meglio bere.
Infine bisognerebbe risolvere anche le situazioni finanziarie nel mondo; le miliardate di BOT supernazionali, le miliardate di SWAP e trappole varie non sono note né nella misura né nell'impatto. Sono enormi e nessuno sa quante bischerate sono state messe in piedi.
Che succederà? Non oso dirlo ma lo pavento. Se la necessità nazionale spingerà qualcuno a ''fregare'' l'esterno, tutti andranno dietro ed allora rimarranno pochi debiti e la catarsi sarà completata e si ricomincerà dalle RES. Ma quando e come ed a quali costi sociali e politici?
Poi si dovrebbe iniziare a pensare di eliminare tanti enti inutili e risparmiare tutti. Cominciare con gli enti sovranazionali autoreferenziali, pieni di personale, dispendiosi che alimentano solo gli enormi stipendi dei propri dipendenti. Tutti sappiamo quali sono. Se ne salvano pochi utilissimi(la NATO ad esempio); moltissimi creano carta, spese, non risolvono alcun problema (magari lo complicano). Servono solo a mantenere il personale nulla facente o, quantomento, nullafacente di concreto.
Guardando non al mondo ma alla nostra Patria, dobbiamo renderci conto (finché siamo in tempo) che 100 e più provincie ed 8000 e più comuni non hanno ragion d'essere nell'epoca dell'informatica.
Oggi questi enti devono essere razionalizzati. Ne bastano pochissimi. Oggi non si viaggia più con il cavallo. Oggi un Comune, con la telematica, puo' coprire vastissimo territorio. Inoltre il Comune deve divenire solo un organo politico che informa la Regione e non gestire l'amministrazione spicciola del territorio. Tanta carta deve sparire e quel che resta di amministrativo puo' essere delegato alle banche.
Il personale? Basta mandarlo in pensione: si riciclerà con lavori autonomi (il divieto di cumulo pensione-lavoro è stato finalmente abolito). Il Personale in pensione costa meno che tenerlo a svolgere lavori cartacei inutili e che possono essere svolti dalle banche per conto del Comune e della Provincia.
Insomma bisogna smettere si pontificare e di litigare fra partiti. Bisogna essere coesi in tempi difficili come questi.
Noi poi abbiamo il ''petrolio'' che è il turismo. Se lo estraiamo bene procuriamo ricchezza e lavoro a tanti. Pensiamo ad invitare in Italia anche i 300 milioni di ricchi Cinesi (oltre agli altri). Il nostro petrolio di arte, cultura, cibo, stile di vita ecc. ci sono stati lasciati dai nostri ''Padri''; sfruttiamo questo petrolio.
Saluti.
Giancarlo Politi-(VINCI-Firenze)
2. Uffici dei professionisti
3. Tabaccherie e ricevitorie
4. Piccola E GRANDE DISTRIBUZIONE IN GENERE
5. WEB per chi usa il computer
6. 14.000 sportelli postali e 4.000 sportelli delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali per i vecchietti che non possono o non sanno usare la telematica o per filtrare le pratiche ''corporate'' da inoltrare alle grandi banche.
Ed il personale che fine farà?.
E' tutto da vedere. Bisognerebbe almeno conservarlo a relictis nel senso che potrebbe affiancare le reti amiche fino alla pensione o agli esodi incentivati. Certo è che le reti amiche in franchising a regime non costeranno nulla alle banche (il tutto a vantaggio dei clienti).
Venendo alle questioni pressanti e di soluzione immediata dobbiamo pensare a quelli che non arrivano a fine mese per la carestia in atto: bollette e rate di mutuo.
Mentre per le bollette c'è poco o nulla da fare (eccetto la solidarietà della carità fraterna di prossimità), per i mutui le banche possono fare qualcosa NEL LORO STESSO INTERESSE.
Se uno paga €1.000,00 mensili di mutuo, non puo' mangiare , pagare le bollette, pagare il mutuo. Probabilmente preferisce mangiare e non pagare il mutuo. Probabilmente (però) se pagasse €300,00 al mese di mutuo respirerebbe.
Il rimedio è antico: rinegoziare le durate del mutuo residuo allungandole quanto basta per arrivare alla rata mensile di €300,00. Il tutto gratis e senza notaio ed andando anche ad incidere sugli eredi del mutuatario i quali potrebbero trovarsi qualcosa da pagare ma anche una casa rivalutata.
L'ipotesi del contenzioso massivo per chi non paga poteva funzionare una volta. Oggi sarebbe una catastrofe (soprattutto per le banche e, quindi, per i risparmiatori) mandare massivamente all'asta le ipoteche non pagate. Soprattutto sarebbe catastrofe finanziaria per le banche che riprenderebbero pochi spiccioli poiché l'offerta massiva di case all'asta deprimerebbe i valori di realizzo..
QUINDI OCCORRE UNA SOLIDARIETA' DELLE BANCHE (ANCHE SE SOLIDARIETA' INTERESSATA). Le banche hanno l'alternativa in questi casi di: bere o affogare. Meglio bere.
Infine bisognerebbe risolvere anche le situazioni finanziarie nel mondo; le miliardate di BOT supernazionali, le miliardate di SWAP e trappole varie non sono note né nella misura né nell'impatto. Sono enormi e nessuno sa quante bischerate sono state messe in piedi.
Che succederà? Non oso dirlo ma lo pavento. Se la necessità nazionale spingerà qualcuno a ''fregare'' l'esterno, tutti andranno dietro ed allora rimarranno pochi debiti e la catarsi sarà completata e si ricomincerà dalle RES. Ma quando e come ed a quali costi sociali e politici?
Poi si dovrebbe iniziare a pensare di eliminare tanti enti inutili e risparmiare tutti. Cominciare con gli enti sovranazionali autoreferenziali, pieni di personale, dispendiosi che alimentano solo gli enormi stipendi dei propri dipendenti. Tutti sappiamo quali sono. Se ne salvano pochi utilissimi(la NATO ad esempio); moltissimi creano carta, spese, non risolvono alcun problema (magari lo complicano). Servono solo a mantenere il personale nulla facente o, quantomento, nullafacente di concreto.
Guardando non al mondo ma alla nostra Patria, dobbiamo renderci conto (finché siamo in tempo) che 100 e più provincie ed 8000 e più comuni non hanno ragion d'essere nell'epoca dell'informatica.
Oggi questi enti devono essere razionalizzati. Ne bastano pochissimi. Oggi non si viaggia più con il cavallo. Oggi un Comune, con la telematica, puo' coprire vastissimo territorio. Inoltre il Comune deve divenire solo un organo politico che informa la Regione e non gestire l'amministrazione spicciola del territorio. Tanta carta deve sparire e quel che resta di amministrativo puo' essere delegato alle banche.
Il personale? Basta mandarlo in pensione: si riciclerà con lavori autonomi (il divieto di cumulo pensione-lavoro è stato finalmente abolito). Il Personale in pensione costa meno che tenerlo a svolgere lavori cartacei inutili e che possono essere svolti dalle banche per conto del Comune e della Provincia.
Insomma bisogna smettere si pontificare e di litigare fra partiti. Bisogna essere coesi in tempi difficili come questi.
Noi poi abbiamo il ''petrolio'' che è il turismo. Se lo estraiamo bene procuriamo ricchezza e lavoro a tanti. Pensiamo ad invitare in Italia anche i 300 milioni di ricchi Cinesi (oltre agli altri). Il nostro petrolio di arte, cultura, cibo, stile di vita ecc. ci sono stati lasciati dai nostri ''Padri''; sfruttiamo questo petrolio.
Saluti.
Giancarlo Politi-(VINCI-Firenze)
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un poiltico parlare male di una banca!
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lunedì 28 settembre 2009
Crisi e rimedi: parte 2 dell'e-mail di Giancarlo Politi, uno STRAORDINARIO pensionato ........

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
pubblico la seconda parte (ce ne sarà ancora una terza) dell'e-mail ricevuta dal Signor Giancarlo Politi, che RINGRAZIO ancora una volta.
Ecco la continuazione.
Alcuni rimedi alla crisi si devono trovare nelle COSE; es:
si sono uccise le cose ed il lavoro manuale per soppiantarli con una tastiera di PC invasiva e trasversale sul mondo con la presunzione di chiamare occupazione e lavoro le cose soft inseguendo le cretinerie di Keynes di inventare il lavoro pur di non lasciare la gente disoccupata. Chiariamo subito, quindi, che il Personal Computer non è lavoro a tutto tondo , bensì uno strumento a corredo del lavoro manuale.
Il ''pieno impiego'' fine a se stesso poteva essere ipotizzato a tempo di Keynes quando si viaggiava a cavallo e si comunicava con la carta.. Oggi la comunicazione in tempo reale ha creato dei mostri che sembravano COSE (RES) mentre erano e sono ologrammi. Ora arriva la purificazione(catarsi) attraverso la crisi che ripristina le priorità e cioè:
1. Le COSE
2. I lavori manuali
Oggi chi sa fare il mandriano, il pastore, il contadino, l'itticoltore, l'idraulico, il muratore, il ''cosista'' (che lavora sulle cose) è il nuovo padrone del mondo. Chi sa spippolare solo al PC è solo il 41 di Ben Hur legato al remo; uno schiavo insomma. (Qualcuno vecchio come me si ricorderà il film: Ben Hur, al remo, veniva chiamato: ''quarantuno'' con il numero ordinale della remiera e non con il suo nome cioè: ''figlio di Hur'').
La crisi non è da ora ma è incominciata (non il 10 ottobre 2008 con Lehman Brothers) bensì il 15 agosto 1971.
Nell'afoso agosto 1971 il mondo cambiò faccia. Si fecero i primi passi per aumentare la carta moneta a gogò.
Fino a tale data , se avevamo $35,00 in tasca, avevamo un'oncia di oro fino che il Tesoro degli USA ci avrebbe dato se glielo avessimo chiesto in cambio dei 35 dollari.
Ma incombeva la guerra in Vietnam, il mondo temeva il blocco sovietico ed occorreva spendere per difendersi e per attaccare. L'oro esistente in terra e sotto terra non sarebbe bastato a rimborsare i lotti di $35.00 cada-oncia. Gli Stati Uniti non potevano reggere l'urto di una conversione in oro impossibile.
Intanto la Francia di De Gaulle (fuori della NATO) voleva fare la primadonna e provocò il Tesoro degli Stati Uniti chiedendo un'oncia di oro fino contro $35,00 di carta; ORO CHE POI LA FRANCIA ANDAVA A RIVENDERE SUL MERCATO LIBERO DELL'ORO magari a $70.00 per oncia e poi a $140.00 e così via. Con il ricavato della vendita dell'oro ceduto dal Tesoro USA la Francia (e non solo essa) avevano inventato la pietra filosofale che moltiplicava i guadagni.
A questo punto SALTO' IL COPERCHIO DELLA PENTOLA: quando tutti erano in vacanza nel caldo del ferragosto 1971, fu dichiarata l'inconvertibilità del Dollaro in oro e chi aveva i dollari se li trovò svalutati (Bretton Woods Fall).
Da allora si è speso il deficit e tutti i moltiplicatori del deficit fino a gonfiare la bolla.
Poi le varie peripezie valutarie nostrane:
Nel 1992 in Italia, ad esempio, si cercò di difendere la lira CONTRO IL MARCO TEDESCO (come Mussolini con la quota 90 per la sterlina) bruciando il 50% delle riserve valutarie sostenendo la quotazione della lira; IL CHE era una mission impossible. Tanto valeva svalutare subito. Invece i Soloni nostrani si attardavano sulle filosofie para-patriottiche e, dopo aver bruciato il 50% del denaro pubblico (riserve valutarie) per non voler prendere atto della ferocia del mercato che aveva già deprezzato la lira, la svalutarono dopo diverse settimane consentendo a tanti di comprare marchi tedeschi prima e rivenderli dopo. Anche un bambino avrebbe compreso l'andazzo del mercato valutario e tanti specularono sulla lira; anche l'uomo della strada lo fece. Bisognava svalutare a sorpresa e non aspettare settimane come fu fatto.
Per capirsi, dopo il 15 agosto 1971 tutti ci abituammo a ''spendere il deficit'' prendendo sul serio una battuta di Giorgio La Pira che, per salvare gli operai del Pignone e per fare le case all'Isolotto, quando gli dissero che il Comune sarebbe andato in deficit disse: ''bene; spendiamo il deficit''. Ma La Pira aveva visioni nobili ed era ben lungi dai trucchetti dei parvenus della finanza odierna.
Insomma il debito pubblico diventò il leviathan che cresceva ed inventava la finanza. Poi è storia recente: gli ''ingegneri finanziari''(tanto per darsi un tono e per non chiamarsi truffatori) inventarono le leve finanziarie nuove pietre filosofali. In ultimo, beffa e danno,Madoff ha resuscitato la vecchia piramide che prende dalla base gli interessi per darli ai vertici ed ha ingannato le banche non la vecchietta!!!.
E che dobbiamo fare adesso? I rimedi individuali e collettivi non ci sono. Occorre subire. Non si sa quanto durerà la crisi (mi fanno ridere quelli che aspettano l'alba del 2010). Crolla un sistema; solo razzolando fra le rovine si troveranno i rimedi.
Intanto bisogna subito attuare il rimedio terra terra della solidarietà: chi ha, DEVE dare a chi non ha: Poi si vedrà (fa anche rima).
La Chiesa Cattolica sta dando un massiccio concreto esempio di solidarietà di prossimità (che si chiama poi poi Charitas). Sta costituendo un fondo di garanzia in denaro sonante da dare alle banche affinché esse eroghino prestiti di €500,00 mensili a chi ha veramente bisogno. Non si tratta di elemosina bensì di sostegno a chi non ha lavoro. Il prestito sarà restituito a comodo quando ci sarà il lavoro.
Su questo esempio si muovano anche altre confessioni religiose. Poi si muovano alla stessa maniera associazioni, fondazioni bancarie, sindacati, partiti. Insomma si muova chi ha un po' di denaro in cassa ed intende metterlo a garanzia alle banche per prestiti agli indigenti. Insomma: FATTI NON PAROLE. Avanti; c'è posto per tutti. Un posto speciale spetta alle FONDAZIONI BANCARIE: esse cessino per qualche anno di finanziare tante altre cose belle (la cultura, i restauri del nostro patrimonio artistico, lo sport e tant'altre belle inziative) e si concentrino sulla eccezionalità del bisogno sociale di chi non ha lavoro.
OPORTET UT SCANDALA EVENIANT(chiedo scusa per appropriarmi di queste parole, ma lo faccio a fin di bene). Con questa crisi matureranno riflessioni più etiche, più solidali, più semplici. In una parola: RITORNEREMO CIVILI contro la deriva delle masse lavoratrici/consumatrici che si mangiano la coda. Torniamo all'essenziale. Certo è faticoso e non indolore. Ma non c'è altra via.
Venendo terra terra alle cose veniamo anche alle banche: anche in questo settore nulla sarà più come prima. Purtroppo l'impiego in banca sarà per pochi alti dirigenti.
La truppa sarà falcidiata poiché le reti internet et similia non hanno più bisogno di locali fisici e di persone allo sportello. Non ci saranno (ahimé per noi tradizionalisti) le sedi con i soffitti alti 15 metri affrescati e dorati; basterà un ''monolocale''(oserei dire un garage ove è nata Microsoft). Nel monolocale siederanno i mega direttori che decideranno.Ma, se per decidere basterà (come sembra ora) lo ''scoring'' di Basilea 2, non ci sarà bisogno di megadirettori; basterà un bambino che sappia inserire i dati. Ed i cervelli pensanti dove sono? Possibile che ci si affidi allo scoring di Basilea 2 per dare o non dare credito alla gente?
Non ci saranno più le filiali fisiche e gli immobili saranno venduti poiché costa troppo mantenerli e scendono di prezzo. Meglio venderli, acquisire liquidità, sottoscrivere un bel debito pubblico IRREDIMIBILE a 60 anni con buona cedola. Così si aiuterà lo Stato ad avere liquidità per abbattere il debito pubblico REDIMIBILE ed introdurre la FLAT TAX che è l'unica forma di tassazione adatta ai paesi in via di sviluppo. Poi in fondo le banche devono aiutare lo Stato; lo Stato le sta aiutando con il salvifico TREMONTI BOND. Inoltre le banche devono saper investire gli aiuti di stato e non vanificarli con l'aumento delle prebende e delle carriere dei mega dirigenti che oggi (con Basilea 2) non servono più; i fidi li accorda lo ''scoring''(brutalizzando la situazione ridicola che si sta creando).
E dove saranno le filiali delle novelle banche post crisi? SARANNO NELLE RETI AMICHE e cioè:
(Continua...........)
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sabato 26 settembre 2009
Crisi e rimedi: parte 1 dell'-mail di Giancarlo Politi , uno STRAORDINARIO pensionato ....

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore, nei giorni scorsi mi era arrivata un'e-mail da parte del Signor Giancarlo Politi.
Avevo intuito subito che, seppur con poche righe, non fosse un'e-mail qualsiasi.
Allora ho provveduto a ringraziare il Signor Giancarlo e gli ho risposto, dapprima complimentandomi, poi chiedendogli se avessi potuto pubblicare il contenuto della sua e-mail ed infine gli ho chiesto di farmi conoscere altre sue idee!
Ho ricevuto, come risposta, una STRAORDINARIA e-mail, che pubblicherò a puntate.
RINGRAZIO ancora una volta il Signor Giancarlo Politi, un FENOMENALE pensionato.
Ecco la prima parte.
Ciao Marco, ormai ti do del TU visto che i vecchi hanno questo privilegi.
Visto che Ti interessano le mie opinioni per il blog, sappi che io, da buon toscano, canto fuori dal coro nella pletora dei cosiddetti esperti economici che si sono guardati la punta del naso e non si sono accorti che la bolla gonfiava sin dal 1971.
Tu sei giovane (ma io, invece, c'ero); tutto nasce dal big bang del 15 agosto 1971 quando fu abbandonata la conversione di $35.00 contro un'oncia troy di oro fino e, conseguentemente il dollaro si deprezzò e si cominciò a stamparlo a gogò ed a puntellarlo poi con derivati di tutte le specie. L'immensa liquidità contagiò anche la liquidità europea e si cominciò a dire che ''l'economia di carta era almeno 20 volte quella reale''.
Poi anche la crisi monetaria del 1992 falcidiò la nostra lira e furono bruciate le nostre riserve valutarie fino a quasi il 50% per sostenere una lira insostenibile(dove erano gli esperti??) per poi farla crollare definitivamente ed inventarsi la mania della moneta unica pur in assenza di una Europa Federata. Si cominciò a pensare all'euro come ad un mito; però si pensò a qualcosa di irreale poiché l'accozzaglia di stati europei non è la stessa cosa che un''Europa come stato politico federato che era nelle mire di De Gasperi ed Adenauer.
Dietro questo mito irreale della moneta unica ci siamo tagliati il ramo su cui sedevamo e ci siamo castrati le esportazioni poiché la rivalutazione (quasi il doppio dal 2002) dell'euro sul dollaro ha fatto aumentare i nostri prezzi all'esportazione facendoci divenire NON COMPETITIVI. Ed ora siamo nella melma (per parlare bene) e non riusciamo più ad esportare. Non riusciamo neppure ad esportare in area euro poiché i nostri prezzi interni sono saliti per avere impostato la questione monetaria in maniera enfatica e non realistica. Noi eravamo i Cinesi d'Europa; ci hanno lusingato ad entrare nell'euro i Mitteleuropei che temevano la nostra concorrenza in lire.
Dani Rodrik, eccellente professore della Kennedy School sostiene che i paesi in via di sviluppo (noi lo siamo e lo eravamo poiché produciamo manufatti) hanno bisogno di una valuta ''competitiva'' e che ''competitiva'' significa ''svalutabile''. A noi,invece, hanno tolto la svalutazione competitiva poiché i nostri Soloni sono caduti nella trappola dell'incanto dei pifferai mitteleuropei. Ora siamo nella crisi REALE nera.
Infatti la crisi che morde è quella reale (economica) e non quella fantasiosa delle banche e delle borse che sono solo il riflesso di quella economica. Ma i nostri Soloni si riempiono la bocca con la crisi finanziaria e sono miopi di fronte alla crisi reale (nelle cose,nelle RES insomma) poiché scrivono troppi libri sul monetarismo e tengono troppe tavole rotonde sulla moneta e si illudono che siano i tassi alti o bassi, la liquidità più o meno diffusa. a determinare i fatti economici;invece è viceversa. I fatti economici sono determinati dalle cose REALI non dalle banconote più o meno inflattive.
Qui di seguito troverai quanto ho scritto in passato ad i miei associati (di allora) per dimostrare che troppi hanno guardato al dito anziché alla Luna su cui era puntato il dito.
Se non ti annoi, leggi quanto segue:
Inizio.
Desidero, come socio, sottometterVi alcune riflessioni sulla crisi attuale e sui possibili rimedi. Se credete, pubblicate su ESPERIENZA questi miei ragionamenti .
Premetto che i miei ragionamenti possono apparire drastici, ma in Toscana siamo usi dire pane al pane e vino al vino.
Innanzitutto preciso che tanti ragionamenti, sul perché della crisi ,si possono restringere in maniera ferocemente sintetica nel dire che questa crisi,come tutte le crisi economiche (quella del 1929 fu un minimo esempio rispetto a questa) nascono da ECCESSO DI PRODUZIONE CHE RIMANE INVENDUTA (prima che dalla crisi delle borse e delle banche. Queste istituzioni sono solo il riflesso monetario).
Spiego il perché:
Tutti oggi abbiamo le case piene di beni utili e di beni superflui e non abbiamo bisogno di comprare altro. Per conseguenza è inutile produrre altre cose inutili. Le fabbriche si fermano, licenziano la gente, le navi non trasportano più merci. Insomma oggi, piaccia o non piaccia sentirselo dire, SI E' FERMATO IL MONDO.
Il programma dei governi deve essere quello di FARE RIPARTIRE IL MONDO studiando il come, poiché,anche se ormai è un luogo comune ripeterlo, TUTTO VERAMENTE NON SARA' PIU' COME PRIMA.
La crisi è nella diatriba produzioni-consumi. Ancora nessuno sa bene da dove ricominciare a produrre per ricominciare a vendere. Ma che cosa? Sicuramente bisogna ricominciare a produrre: solidarietà, senso civico, senso morale, pace, gerarchie dei valori, famiglia; poi si penserà a quali beni e servizi produrre in questi nuovi (auspicabili ) scenari sociali internazionali. E' un po' utopico sognare questi ideali ma, almeno,riproviamo a proporli; dall'utopia si scenderà nel pratico. Certo le passate follie di produrre per consumare freneticamente e per distruggere i beni prodotti per produrne altri (il cosiddetto CONSUMISMO) HA FINITO IL SUO TEMPO.
Oggi con l'informatica e con le comunicazioni in tempo reale il mondo è ridotto ad un piccolo villaggio ove tutti sanno tutto di tutti.
Oggi 2 aprile 2009 si riunisce a Londra il G20: Inizialmente sarà una perdita di tempo poiché a Londra oggi si incontrano i più svariati egoismi nazionali ( i più litigiosi ed egoisti sono gli Europei; ognuno suona secondo il proprio spartito vecchio e stantio) ma poi gli egoismi dovranno cadere e, se si vuole che anche l'Europa diventi una realtà , si dovrà addivenire alla vera unione politica. Non basta avere creato un pezzo di carta come l'Euro che non ha alle spalle uno stato ma una accozzaglia di staterelli litigiosi e gelosi. L'euro è un ologramma senza lo stato politico. L'Europa è(non sono parole mie) una ''macchia sulla carta geografica''se non si coagula come stato. Oggi gli stati sono solo due: U.S.A. e CINA. Quello che conterà sarà il G2 fra loro due. Gli altri andranno a rimorchio. USA e CINA sono due BUOI attaccati allo stesso carro che si reggono a vicenda. Dalle loro politiche unitarie e pacifiche dipende il futuro del mondo. Noi Europei dobbiamo accodarci e non sgallettare più di tanto.
Basta parlare di crisi di borse e banche. E' un falso tema. La crisi è nelle COSE e non nel metro speculare delle cose (la moneta). In effetti le borse e le banche indicano (metro) la misura della crisi delle cose poiché esse ne sono il riflesso numerario. Tutto qui. Non sopravvalutiamo la finanza rispetto all'economia e non facciamo come la BCE che si guarda il dito invece che guardare la Luna quando combatte scolasticamente l'inflazione non rendendosi conto che uccide (così facendo) l'economia. Inutile abbassare i tassi; il cavallo non beve ed i tassi di interesse non modificano l'economia moribonda. La morte economica deriva dalla DEFLAZIONE e non dall'inflazione. L'inflazione ha sempre fatto girare un po' il mondo. Non c'è solo l'inflazione di WEIMAR che ossessiona (giustamente) i mitteleuropei; c'è anche la ''bona inflatio'' invocata da Einaudi che muove l'economia. Basta con le fissazioni dei burocrati europei. Guardiamo alla Luna (le cose) non al dito (la finanza).
Visto che Ti interessano le mie opinioni per il blog, sappi che io, da buon toscano, canto fuori dal coro nella pletora dei cosiddetti esperti economici che si sono guardati la punta del naso e non si sono accorti che la bolla gonfiava sin dal 1971.
Tu sei giovane (ma io, invece, c'ero); tutto nasce dal big bang del 15 agosto 1971 quando fu abbandonata la conversione di $35.00 contro un'oncia troy di oro fino e, conseguentemente il dollaro si deprezzò e si cominciò a stamparlo a gogò ed a puntellarlo poi con derivati di tutte le specie. L'immensa liquidità contagiò anche la liquidità europea e si cominciò a dire che ''l'economia di carta era almeno 20 volte quella reale''.
Poi anche la crisi monetaria del 1992 falcidiò la nostra lira e furono bruciate le nostre riserve valutarie fino a quasi il 50% per sostenere una lira insostenibile(dove erano gli esperti??) per poi farla crollare definitivamente ed inventarsi la mania della moneta unica pur in assenza di una Europa Federata. Si cominciò a pensare all'euro come ad un mito; però si pensò a qualcosa di irreale poiché l'accozzaglia di stati europei non è la stessa cosa che un''Europa come stato politico federato che era nelle mire di De Gasperi ed Adenauer.
Dietro questo mito irreale della moneta unica ci siamo tagliati il ramo su cui sedevamo e ci siamo castrati le esportazioni poiché la rivalutazione (quasi il doppio dal 2002) dell'euro sul dollaro ha fatto aumentare i nostri prezzi all'esportazione facendoci divenire NON COMPETITIVI. Ed ora siamo nella melma (per parlare bene) e non riusciamo più ad esportare. Non riusciamo neppure ad esportare in area euro poiché i nostri prezzi interni sono saliti per avere impostato la questione monetaria in maniera enfatica e non realistica. Noi eravamo i Cinesi d'Europa; ci hanno lusingato ad entrare nell'euro i Mitteleuropei che temevano la nostra concorrenza in lire.
Dani Rodrik, eccellente professore della Kennedy School sostiene che i paesi in via di sviluppo (noi lo siamo e lo eravamo poiché produciamo manufatti) hanno bisogno di una valuta ''competitiva'' e che ''competitiva'' significa ''svalutabile''. A noi,invece, hanno tolto la svalutazione competitiva poiché i nostri Soloni sono caduti nella trappola dell'incanto dei pifferai mitteleuropei. Ora siamo nella crisi REALE nera.
Infatti la crisi che morde è quella reale (economica) e non quella fantasiosa delle banche e delle borse che sono solo il riflesso di quella economica. Ma i nostri Soloni si riempiono la bocca con la crisi finanziaria e sono miopi di fronte alla crisi reale (nelle cose,nelle RES insomma) poiché scrivono troppi libri sul monetarismo e tengono troppe tavole rotonde sulla moneta e si illudono che siano i tassi alti o bassi, la liquidità più o meno diffusa. a determinare i fatti economici;invece è viceversa. I fatti economici sono determinati dalle cose REALI non dalle banconote più o meno inflattive.
Qui di seguito troverai quanto ho scritto in passato ad i miei associati (di allora) per dimostrare che troppi hanno guardato al dito anziché alla Luna su cui era puntato il dito.
Se non ti annoi, leggi quanto segue:
Inizio.
Desidero, come socio, sottometterVi alcune riflessioni sulla crisi attuale e sui possibili rimedi. Se credete, pubblicate su ESPERIENZA questi miei ragionamenti .
Premetto che i miei ragionamenti possono apparire drastici, ma in Toscana siamo usi dire pane al pane e vino al vino.
Innanzitutto preciso che tanti ragionamenti, sul perché della crisi ,si possono restringere in maniera ferocemente sintetica nel dire che questa crisi,come tutte le crisi economiche (quella del 1929 fu un minimo esempio rispetto a questa) nascono da ECCESSO DI PRODUZIONE CHE RIMANE INVENDUTA (prima che dalla crisi delle borse e delle banche. Queste istituzioni sono solo il riflesso monetario).
Spiego il perché:
Tutti oggi abbiamo le case piene di beni utili e di beni superflui e non abbiamo bisogno di comprare altro. Per conseguenza è inutile produrre altre cose inutili. Le fabbriche si fermano, licenziano la gente, le navi non trasportano più merci. Insomma oggi, piaccia o non piaccia sentirselo dire, SI E' FERMATO IL MONDO.
Il programma dei governi deve essere quello di FARE RIPARTIRE IL MONDO studiando il come, poiché,anche se ormai è un luogo comune ripeterlo, TUTTO VERAMENTE NON SARA' PIU' COME PRIMA.
La crisi è nella diatriba produzioni-consumi. Ancora nessuno sa bene da dove ricominciare a produrre per ricominciare a vendere. Ma che cosa? Sicuramente bisogna ricominciare a produrre: solidarietà, senso civico, senso morale, pace, gerarchie dei valori, famiglia; poi si penserà a quali beni e servizi produrre in questi nuovi (auspicabili ) scenari sociali internazionali. E' un po' utopico sognare questi ideali ma, almeno,riproviamo a proporli; dall'utopia si scenderà nel pratico. Certo le passate follie di produrre per consumare freneticamente e per distruggere i beni prodotti per produrne altri (il cosiddetto CONSUMISMO) HA FINITO IL SUO TEMPO.
Oggi con l'informatica e con le comunicazioni in tempo reale il mondo è ridotto ad un piccolo villaggio ove tutti sanno tutto di tutti.
Oggi 2 aprile 2009 si riunisce a Londra il G20: Inizialmente sarà una perdita di tempo poiché a Londra oggi si incontrano i più svariati egoismi nazionali ( i più litigiosi ed egoisti sono gli Europei; ognuno suona secondo il proprio spartito vecchio e stantio) ma poi gli egoismi dovranno cadere e, se si vuole che anche l'Europa diventi una realtà , si dovrà addivenire alla vera unione politica. Non basta avere creato un pezzo di carta come l'Euro che non ha alle spalle uno stato ma una accozzaglia di staterelli litigiosi e gelosi. L'euro è un ologramma senza lo stato politico. L'Europa è(non sono parole mie) una ''macchia sulla carta geografica''se non si coagula come stato. Oggi gli stati sono solo due: U.S.A. e CINA. Quello che conterà sarà il G2 fra loro due. Gli altri andranno a rimorchio. USA e CINA sono due BUOI attaccati allo stesso carro che si reggono a vicenda. Dalle loro politiche unitarie e pacifiche dipende il futuro del mondo. Noi Europei dobbiamo accodarci e non sgallettare più di tanto.
Basta parlare di crisi di borse e banche. E' un falso tema. La crisi è nelle COSE e non nel metro speculare delle cose (la moneta). In effetti le borse e le banche indicano (metro) la misura della crisi delle cose poiché esse ne sono il riflesso numerario. Tutto qui. Non sopravvalutiamo la finanza rispetto all'economia e non facciamo come la BCE che si guarda il dito invece che guardare la Luna quando combatte scolasticamente l'inflazione non rendendosi conto che uccide (così facendo) l'economia. Inutile abbassare i tassi; il cavallo non beve ed i tassi di interesse non modificano l'economia moribonda. La morte economica deriva dalla DEFLAZIONE e non dall'inflazione. L'inflazione ha sempre fatto girare un po' il mondo. Non c'è solo l'inflazione di WEIMAR che ossessiona (giustamente) i mitteleuropei; c'è anche la ''bona inflatio'' invocata da Einaudi che muove l'economia. Basta con le fissazioni dei burocrati europei. Guardiamo alla Luna (le cose) non al dito (la finanza).
(Continua ............. )
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un poiltico parlare male di una banca!
Etichette:Finanza,Testimonianze | 9
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venerdì 25 settembre 2009
Nuovo short su Unicredit: operazione al ribasso!
Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
i miei bravissimi collaboratori che seguono il mercato azionario mi hanno comunicato che sul titolo unicredit c'é una "configurazione al ribasso".
Il valore attuale é 2,5975.
Buon trading a tutti.
Ah, ricordati di inserire lo stop-loss, eh.
Se vuoi conoscere le caratteristiche del servizio di consulenza finanziaria INDIPENDENTE puoi trovare le informazioni sul blog http://consulenza-finanziaria.blogspot.com/ ....... il buon vino si vende senza frasca!
Dedito irredimibile, Perpetual bond: mi é arrivata una bella e-mail da un pensionato .........

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
ho ricevuto una importante e-mail, da parte di un pensionato, il Signor Giancarlo Politi, che ringrazio, e ne voglio pubblicare il contenuto, perché lo ritengo molto interessante.
Riguarda l'argomento, dei PERPETUAL BOND, da me trattato in un post del 25 febbraio 2009 dal titolo Perpetual bond? Sono obbligazioni irredimibili che .......
Ma ecco il testo.
DEBITO IRREDIMIBILE (per gli anglofili: ''perpetual bond'').
Io ne parlo da anni. Quello e la flat tax sono i rimedi per la situazione attuale.
Nihil novi sub soli (io preferisco il vecchio latino alla mania inglese dei provinciali italiani che, poi, vogliono parlare inglese senza averlo studiato se non in forma che fa scompisciare dalle risate quelli di madre-lingua).
Bisogna parlare come si mangia. Gli italiani non sono portati all'inglese; pochissimi lo parlano e lo scrivono decentemente. Da altre parti lo parlano e lo scrivono bene semplicemente perché hanno l'umiltà di studiarlo e non di parlare a vanvera come si sente spesso in asini televisivi ultrapagati).
Rendita Italiana 5% del 1935 era appunto un debito irredimibile ed é durato a quotarsi fino agli anni '90. In realtà un tasso del 5%, con i tassi attuali, dà una cedola che dà anche un silente rimborso del capitale. Quindi non è proprio tutto perduto!!! Ovviamente i sottoscrittori non devono proprio essere i privati cittadini bensì le banche e simili che devono trovare la liquidità per la sottoscrizione vendendo i loro immobili ormai resi inutili dalla telematica e dall'adozione in franchising di ''reti amiche''.
E' l'uovo di Colombo.
Che se ne fanno le banche degli immobili? Non è il loro mestiere essere società immobiliari; mentre una cedola consistente è una bella rendita. Non capisco cosa si aspetti a mettere mano alla cosa. Saluti. Giancarlo Politi, pensionato.
P.S. L'importante è pervenire al SODO quia:
Tempus fugit, crisis incumbit, mala tempora currunt, homo sine pecunia imago mortis.
Damose da fa'.
Le chiacchiere dei Soloni non mi incantano. O ci si muove veloci o siamo fritti. L'Italia è un vaso di coccio fra vasi di ferro. Vale...(stia bene)
Ringrazio nuovamente l'intervento di questo gentile lettore.
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Etichette:Finanza | 8
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mercoledì 23 settembre 2009
I poveri si ammazzano e i signori si abbracciano.

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
ho notato, in questo ultimo periodo, che i PILOTATISSIMI media (TV e GIORNALI) danno un ampio risalto alle notizie che riguardano "la fine della crisi finanziaria".
"Ci sono segnali di ripresa"; "Il Pil aumenterà"; "Nel 2010 le aziende vedranno gli ordini aumentare": queste sono solo alcune frasi che si leggono e/o si sentono.
Il bello di tutto ciò é che i media (TV e GIORNALI) continuano a ripetere, come PAPPAGALLI, ciò che viene comunicato una volta dall'FMI, una volta da qualche esponente della BCE, una volta da qualche ministro, una volta da qualche politico, una volta dal Governatore della Banca d'Italia, una volta dall'Ocse e così via.
Bene, di tutti questi esponenti non ce ne é stato uno, dico uno, che due anni fa avesse previsto l'arrivo della crisi finanziaria.
Ora le stesse persone, avvalendosi dei PILOTATISSIMI media (TV e GIORNALI) ti dicono che la crisi é terminata!
Ti dicono che ci sono segnali di ripresa!
Ti dicono che nel 2010 il Pil crescerà!
Poi magari i media ti dicono e/o ti scrivono che l'Ocse ha detto una "cosa" e tutte le persone sono pronte a ripetere ciò e ci credono.
Ma chi é l'Ocse? Prova, gentile lettrice e gentile lettore a chiedere a 10 persone se sanno cos'é l'Ocse e vedrai quante persone (anche degli addetti ai lavori, eh) sanno cos'é!
Per tornare al discorso degli esponenti che infulenzano i media e di conseguenza il popolo, ti ricordo, qualora non ne fossi a conoscenza, che come ho già scritto, nel gennaio 2009,
un certo Signor Albert Einstein diveva che "I PROBLEMI NON POSSONO ESSERE RISOLTI DALLE STESSE PERSONE CHE LI HANNO CREATI".
La cosa più alluccinante é che questi esponenti, che ripeto circa due anni fa non si erano accorti di nulla, ricoporono tuttora gli stessi incarichi e sono gli stessi che oggi dicono di non preoccuparsi.
Questa é la realtà!
ho notato, in questo ultimo periodo, che i PILOTATISSIMI media (TV e GIORNALI) danno un ampio risalto alle notizie che riguardano "la fine della crisi finanziaria".
"Ci sono segnali di ripresa"; "Il Pil aumenterà"; "Nel 2010 le aziende vedranno gli ordini aumentare": queste sono solo alcune frasi che si leggono e/o si sentono.
Il bello di tutto ciò é che i media (TV e GIORNALI) continuano a ripetere, come PAPPAGALLI, ciò che viene comunicato una volta dall'FMI, una volta da qualche esponente della BCE, una volta da qualche ministro, una volta da qualche politico, una volta dal Governatore della Banca d'Italia, una volta dall'Ocse e così via.
Bene, di tutti questi esponenti non ce ne é stato uno, dico uno, che due anni fa avesse previsto l'arrivo della crisi finanziaria.
Ora le stesse persone, avvalendosi dei PILOTATISSIMI media (TV e GIORNALI) ti dicono che la crisi é terminata!
Ti dicono che ci sono segnali di ripresa!
Ti dicono che nel 2010 il Pil crescerà!
Poi magari i media ti dicono e/o ti scrivono che l'Ocse ha detto una "cosa" e tutte le persone sono pronte a ripetere ciò e ci credono.
Ma chi é l'Ocse? Prova, gentile lettrice e gentile lettore a chiedere a 10 persone se sanno cos'é l'Ocse e vedrai quante persone (anche degli addetti ai lavori, eh) sanno cos'é!
Per tornare al discorso degli esponenti che infulenzano i media e di conseguenza il popolo, ti ricordo, qualora non ne fossi a conoscenza, che come ho già scritto, nel gennaio 2009,
un certo Signor Albert Einstein diveva che "I PROBLEMI NON POSSONO ESSERE RISOLTI DALLE STESSE PERSONE CHE LI HANNO CREATI".
La cosa più alluccinante é che questi esponenti, che ripeto circa due anni fa non si erano accorti di nulla, ricoporono tuttora gli stessi incarichi e sono gli stessi che oggi dicono di non preoccuparsi.
Questa é la realtà!
Ora mettiamo due ipotesi:
La prima ipotesi: la crisi é passata.
La seconda ipotesi: la crisi non é finita, anzi, deve ancora venire.
Se si dovesse verificare la prima ipotesi, quindi, avrebbero ragione questi esponenti.
Se, invece, si dovesse verificare la seconda ipotesi, come bisognerebbe comportarsi con questi esponenti?
Io sono dell'avviso che la maggior parte di questi esponenti avrebbe già dovuto ritirarsi, per lo meno per un fatto di dignità.
Ma la cruda realtà é questa, e cioé che questi esponenti sono ancora tutti ai loro COMODI posti. Nessuno ha dato le dimissioni, ad esempio.
Se anche questa volta non si dovessero accorgere che la crisi é finita cosa bisognerebbe fare con questi esponenti? Lasciarli ancora ai loro posti? Fammi sapere, per favore, cosa ne pensi.
Ti ricordo, qualora non ne fossi a conoscenza, che ci sono alcune persone che avevano previsto, qualche anno fa, un po' di cose sull'arrivo della crisi finanziaria.
Ma queste persone, come ad esempio iL GRANDE Eugenio Benetazzo, veniva deriso dagli economisti e di conseguenza dai media.
Che non sia il caso di sostituire qualcuno di questi esponenti?
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commenti
martedì 22 settembre 2009
Un commento ai commenti! E se vuoi venire a trovarmi, le porte sono aperte ........

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
in questo blog ho sempre lasciato a tutte le persone la possibiltà di lasciare un commento, in maniera molto libera.
Penso che questa cosa possa piacere o no.
Dal mio punto di vista penso che lasciare le persone libere di commentare sia giusto.
in questo blog ho sempre lasciato a tutte le persone la possibiltà di lasciare un commento, in maniera molto libera.
Penso che questa cosa possa piacere o no.
Dal mio punto di vista penso che lasciare le persone libere di commentare sia giusto.
Ma ti voglio far notare una cosa.
Un giorno ho inserito, come anonimo, il seguente commento "Marco, te l'ho già detto: si possono vedere gli "arrivi" di questi commenti. Locazione, server, ..... Se hai bisogno fammi uno squillo. Poi magari ci si potrebbe informare su questi fenomeni....visto che non si sa chi sono."
L'ho fatto per vedere la reazione di alcune persone che in maniera altrettanto anonima intervengono più che per porre delle questioni per "criticare" aspramente.
Che mi si critichi non c'é problema, anzi. Ho sempre detto che accetto qualsiasi consiglio e qualsiasi suggerimento.
Ma un conto é criticare, un conto é inserire dei commenti tanto per fare, con la finalità di peggiorare la qualità del blog. Qualità del blog, che può essere scadente, eh. Non ho nessuna presunzione nel dire che la mia informazione sia la migliore. Ma sul fatto che sia un'informazione "mia personale" su questo non ci piove. Poi, ripeto ulteriormente, ad una lettrice e ad un lettore, questa informazione può risultare piacevole o meno, utile o non utile.
Tornando al discorso del mio commento che ho inserito come anonimo ho potuto constatare che da quel momento non ci sono stati più commenti di risposta da parte di alcune persone. Ne ero sicuro, perché tante persone amano criticare tanto per fare.
Ma una persona che ritiene di avere un'idea brillante, perché mai non ha il coraggio di presentarsi?
Perché una persona che é convinta di poter essere d'aiuto, con le sue informazioni, non si presenta a dovere, dunque?
Il fatto é che si é sempre pronti a criticare, ma non si ha il coraggio di dimostrarlo. Questa é solo la mia opinione, eh.
Tutto ciò per dire che tanti commenti vengono inseriti da alcune persone che vogliono dimostrare chissà cosa, ma alla fine non si sa da quale pulpito viene la predica.
Chi sono queste persone?
Cosa hanno fatto?
Per me possono essere anche delle brave persone, ripeto.
Ma il fatto che non si vogliano presentare adeguatamente mi fa venire qualche dubbio su queste persone, appunto.
Sei una o uno di queste persone che commenta senza presentarsi?
Ti rassicuro, ancora una volta, sul fatto che non é vero che si possono sapere da dove arrivano i commenti.
Ti chiedo solo, per favore, di esprimere la tua opinione in maniera più adeguata.
Se poi lo vorrai continuare a fare in maniera anonima sei libera o libero di farlo, per carità.
Ma forse diventerai più credibile (con vantaggi per tutti) ce fai sapere da quale pulpito viene la predica.
Te lo ripeto: puoi essere anche la più brava persona del mondo, eh. Allora perché non ti fai conoscere? Quale é il problema? Ti vergogni? O predichi bene e razzoli male?
Ti invito a pensare a quello che ho scritto e a cominciare ad inserire dei commenti in maniera più personale: QUESTO PORTEREBBE DEI VANTAGGI A TUTTI!
Come pensi possa ascoltarti una persona alla quale parli di nascosto?
E' come se tu ti rivolgessi a qualche persona da dietro un muro. Hai poca credibilità. Poi, puoi essere brava o bravo quanto vuoi, ma non hai credibiltà.
E di credibiltà ce ne é bisogno, eccome se ce ne é bisogno.
Già siamo circondati da un'informazione pioltata: poi se ti ci metti anche tu diventa sempre più difficile "districarsi" in questo settore economico finanziario.
Ti ringrazio per l'attenzione e ti aspetto senza nessun rancore, figurati.
Io cerco di fare le cose sempre con la maggiore trasparenza possibile.
Un blog dove ci fossero pareri "più personali" aiuterebbe tante persone. E tu che sei brava o bravo perché ti nascondi?
Io da nascondere non ho proprio nulla. Ho tanti difetti, questo, sì. Sbaglio ogni giorno a fare qualcosa, questo é ancora più vero. Ma non ho proprio nulla da nascondere.
Anzi, concludo con un invito.
Invito valido per tutti, contestatori e non contestatori.
Ti invito a casa mia per un pranzo e/o una cena. Un piatto di pasta o una grigliata al barbecue magari ci aiutano a conoscerci meglio .
L'invito, ripeto, é rivolto a tutte le persone, che apprezzino o meno le mie idee.
Magari davanti ad un buon bicchiere di vino, ne discutiamo meglio.
Chiunque, quindi, può venire a trovarmi e fare quattro chiacchere.
Ah, ricorda di portarlo tu il vino, eh.
I mei contatti sono:
e-mail ------ edoardinchiarin@yahoo.it
cell ---------- 3339181454
skype -------- marco.cali19
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ......... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!
Ti invito a casa mia per un pranzo e/o una cena. Un piatto di pasta o una grigliata al barbecue magari ci aiutano a conoscerci meglio .
L'invito, ripeto, é rivolto a tutte le persone, che apprezzino o meno le mie idee.
Magari davanti ad un buon bicchiere di vino, ne discutiamo meglio.
Chiunque, quindi, può venire a trovarmi e fare quattro chiacchere.
Ah, ricorda di portarlo tu il vino, eh.
I mei contatti sono:
e-mail ------ edoardinchiarin@yahoo.it
cell ---------- 3339181454
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commenti
lunedì 21 settembre 2009
Euro/dollaro a 1,34: no a 1,47: ora dove va? L'importante é seguire il trend .....

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
tre mesi fa, circa, avevo scritto un post in cui comunicavo che il valore dell'euro/dollaro sarebbe potuto andare a 1,34.
Mi conviene scrivere ancora qualcosa al riguardo, perché anche perché con l'euro/dollaro a 1,47 le operazioni di "sapienza-forex" ne hanno beneficiato.
Ma ti può spiegare meglio il bravissimo trader di "sapienza-forex", Giulio Pasquini, nato a Chieti il 20 settembre 1989.
Marco Calì:
Ciao Giulio, tre mesi fa avevi detto che il cambio euro/dollaro avrebbe potuto andare a 1,34. Invece euro/dollaro é andato a 1,47. Per sapienza-forex cosa ha comportato questa ascesa dell'euro nei confronti del dollaro?
Giulio Pasquini:
Ciao Marco. Si, il 19 giugno avevo segnalato un possibile short su timeframe giornaliero per l'EurUsd. Questo ribasso non si è verificato, e cerco di spiegare il motivo in poche righe.
Nel grafico che avevo postato, ho evidenziato una configurazione di testa-spalle ribassista, tipica formazione di fine trend e conseguente inversione. E il target di quel movimento sarebbe stato proprio area 1,34. In realtà ho leggermente anticipato i tempi nel dare il segnale in quanto per essere conclamato si sarebbe dovuta avere la rottura confermata della neck-line posta a 1.3785. Da lì si sarebbe scesi, restando nel canale ribassista evidenziato nel grafico.
Avevo detto però, "bisogna seguire il cross e stare attenti a segnali di negazione"...infatti questi si sono avuti dapprima con la rottura al rialzo del canale ribassista, e poi in maniera definitiva con la negazione della formazione testa-spalle. Da lì si è proiettato verso l'alto all'interno di un ampio canale rialzista che attualmente ci ha portato in area 1.47.Questo dal punto di vista tecnico. Nei fondamentali invece troviamo la necessità di dollaro debole per favorire le esportazioni negli USA, la fiducia generale ritornata sui mercati (a proposito...ATTENZIONE) e anche la speculazione nei mesi estivi caratterizzati da bassi volumi di scambio.
Questo, lo hai detto più volte tu, non ha pesato minimamente sull'attività di Sapienza Forex, in cui ho continuato ad effettuare operazioni long e short seguendo il mercato su orizzonti temporali bassi (ovviamente le operazioni sono state eseguite dal sistema automatico Sapienza Forex EA) e tutte le operazioni e i rendimenti sono visualizzabili sul sito.
Ciao!
Nel grafico che avevo postato, ho evidenziato una configurazione di testa-spalle ribassista, tipica formazione di fine trend e conseguente inversione. E il target di quel movimento sarebbe stato proprio area 1,34. In realtà ho leggermente anticipato i tempi nel dare il segnale in quanto per essere conclamato si sarebbe dovuta avere la rottura confermata della neck-line posta a 1.3785. Da lì si sarebbe scesi, restando nel canale ribassista evidenziato nel grafico.
Avevo detto però, "bisogna seguire il cross e stare attenti a segnali di negazione"...infatti questi si sono avuti dapprima con la rottura al rialzo del canale ribassista, e poi in maniera definitiva con la negazione della formazione testa-spalle. Da lì si è proiettato verso l'alto all'interno di un ampio canale rialzista che attualmente ci ha portato in area 1.47.Questo dal punto di vista tecnico. Nei fondamentali invece troviamo la necessità di dollaro debole per favorire le esportazioni negli USA, la fiducia generale ritornata sui mercati (a proposito...ATTENZIONE) e anche la speculazione nei mesi estivi caratterizzati da bassi volumi di scambio.
Questo, lo hai detto più volte tu, non ha pesato minimamente sull'attività di Sapienza Forex, in cui ho continuato ad effettuare operazioni long e short seguendo il mercato su orizzonti temporali bassi (ovviamente le operazioni sono state eseguite dal sistema automatico Sapienza Forex EA) e tutte le operazioni e i rendimenti sono visualizzabili sul sito.
Ciao!
Tutte le informazioni sul servizio più TRASPARENTE d'Italia "sapienza forex" le puoi trovare sul blog http://sapienza-forex.blogspot.com/ ............ chi pecora si fa il lupo se lo mangia!
Etichette:Sapienza Forex | 4
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domenica 20 settembre 2009
Buon compleanno al bravissimo trader di sapienza forex Giulio Pasquini!

Tanti auguri, Giulio, per i tuoi 20 anni.
Marco Calì
L'ambizione s'attacca più facilmente alle anime piccole che alle grandi, come il fuoco si appicca più facilmente alla paglia e alle capanne che ai palazzi. (Chamfort).
Etichette:Trader | 2
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lunedì 14 settembre 2009
Mediobanca che giudica Mediolanum: e il conflitto di interessi?

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore, ho appena letto questa notizia:
"Mediolanum tenta di opporsi alle vendite. Mediobanca alza il tp a 5 euro" : questa notizia la puoi trovare al link
Qulaora non ne fossi a conoscenza ti ricordo che, come si evince dal sito della Consob, fra gli azionisti rilevanti di MEDIOBANCA SPA c'é un'azionista che si chiama MEDIOLANUM SPA con una quota del 3,83%
Che fatalità!
Secondo te, gentile lettrice e gentile lettore, é un consiglio spassionato o c'é un pochino di conflitto di interessi?
Ma sarà sicuramente un consiglio spassionato, figurati. Tanto le banche sono sottoposte a dei controlli rigidissimi. No, si tratterà, quindi, di un consiglio spassionato, eh.
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!
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Bot Btp Cct Ctz: quali preferisci e perché? Mi piacerebbe avere la tua opinione.

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
sono molte le persone che mi chiedono comportarsi con gli investimenti sui Titoli di Stato italiani.
Ti chiedo, per cortesia, di esprimere la tua opinione al riguardo: in questa maniera si possono avere diverse opinioni al riguardo.
Per quanto concerne la mia idea é di lasciare perdere qualsiasi investimento in Titoli di Stato italiani.
Tu, invece, cosa ne pensi?
Come consideri l'affidabiltà dell'Italia che ha un debito pubblico di quasi 1.800.000.000.000 di euro (milleottocentomiliardi di euro)?
Una tua risposta può essere utile alle lettrici e ai lettori.
Non dico mica che sia giusta la mia idea, eh. Per questo mi piacerebbe capire i motivi per i quali le persone scelgono i Titoli di Stato italiani.
Ti invito, per favore, a lasciare un commento perché, ripeto, può essere di aiuto a tutti.
Per lasciare un commento servono pochissimi minuti del tuo tempo.
L'invito é, ovviamente, rivolto anche ai bancari e/o ai promotori finanziari, anche perché molti fondi obbligazionari hanno nel loro portafoglio Bot, Cct, Btp e Ctz.
Che ne pensate?
Grazie ancora.
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!
P.S. Ti ricordo che Giulio Pasquini, il bravissimo trader del trasparentissimo servizio SAPIENZA FOREX, ha ottenuto l'iscrizione all'Elenco degli Agenti in Attività Finanziaria, tenuto dalla Banca d'Italia, con il n° di iscrizione A77400.
Puoi vedere al riguardo il blog http://sapienza-forex.blogspot.com/ ...... chi pecora si fa il lupo se lo mangia!
Etichette:Investimenti | 10
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lunedì 7 settembre 2009
Il ricatto del contratto a tempo indeterminato: ecco una delle cause del dissesto italiano! L'Italia: la Repubblica di PAPPAGALLI ...

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
oggi voglio prendere in considerazione uno dei più importanti motivi che ha "causato" questa situazione economica.
Ci tengo a sottolineare che quello che sto scrivendo non vale per tutti i lavoratori in generale. Ma vale per tantissimi lavoratori, questo sì. Per essere più preciso vale per la maggior parte dei lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato.
Ripeto: ciò che sto per dire non vale per tutti i lavoratori in generale.
Di cosa voglio parlare?
Voglio parlare di ciò che ha portato ad essere l'Italia una vera e propria Repubblica di PAPPAGALLI.
La Repubblica di Pappagalli é stata creata grazie e soprattutto al contratto a tempo indeterminato.
Questo contratto a tempo indeterminato ha, indubbiamente, dei vantaggi per il lavoratore, ci mancherebbe. Consente di avere una sicurezza economica di non poco conto, certamente. Consente di poter programmare in base a delle entrate sicure, questo sì. Consente di percepire uno stipendio senza guardare al risultato effettivamente ottenuto. Questi sono aspetti positivi, senza dubbio. Anzi, di vantaggi ce ne sono molti altri.
Ma per tornare al discorso della Repubblica di PAPPAGALLI devo dire che il contratto a tempo indeterminato é stato usato, ed é ancora oggi usato, in molti casi (non per tutti, ripeto per l'ennesima volta) come un vero e proprio ricatto.
"Io ti pago e quindi tu esegui l'ordine, altrimenti ti puoi licenziare e cercare un altro posto di lavoro". Questo, ad esempio, é un tipo di ricatto con il quale il lavoratore italiano (non tutti, eh) si trova a convivere.
"O vendi questa minestra o salti dalla finestra", é quello che può essere assimilato a ciò che é la mia idea, appunto, su ciò che ha portato alla creazione della Repubblica di PAPPAGALLI.
Quanti sono i lavoratori, nel Belpaese, che, pur di prendere uno stipendio, sono disposti a vendere qualsiasi cosa che venga loro imposta dal DATORE DI LAVORO?
DATORE DI LAVORO che non necessariamente deve proporre un prodotto materiale.
DATORE DI LAVORO che può essere, quindi, un "venditore" di servizi.
I settori sui quali imperversa il ricatto sono molteplici.
Pensa un po', gentile lettrice e gentile lettore, a chi lavora in banca (non tutti, eh). I dipendenti di banca non sono disposti a vendere tutto ciò che viene loro imposto?
Oppure, per cambiare mestiere, un vigile non ripete, sempre e comunque, ciò che gli viene imposto?
Oppure, per fare un altro esempio, un impiegato statale non si trova a proporre dei servizi sui quali nemmeno lui crede?
Oppure, il dipendente di una società di lavoro interinale (altra notevole scoperta) che ha un contratto a tempo indeterminato e offre contratti a tempo determinato, magari della durata di un mese?
E proprio qui sta il fatto: anche se il prodotto e/o il servizio che viene offerto é palesemente "cattivo" il dipendente con contratto a tempo indeterminato lo deve "vendere". Sì, anche se si tratta di un servizio é sempre una vendita, eh.
E quindi ciò che voglio dire, qualora non fosse chiaro, é che le aziende (di qualsiasi ramo) hanno il coltello dalla parte del manico.
Il lavoratore cosa potrebbe fare in alternativa? Licenziarsi, é vero.
Ma qui subentra tutto un altro discorso. Perché se uno dovesse abbandonare il posto di lavoro sarebbe visto come un "alieno" in questa società.
Ma é palese che tanti lavoratori stanno (e lo hanno fatto in passato) vendendo (prodotti e/o servizi) che non ritengono essere validi.
Lo ripeto in un'altra maniera: molti lavoratori offrono ai loro clienti dei prodotti e/o dei servizi che loro stessi ritengono essere "cattivi".
Ma pur di portare a casa lo stipendio, anche perché se si licenziassero la società li considererebbe dei "pazzi", i lavoratori VENDONO E/O RIPETONO TUTTO.
Tutto ciò comporta, eccome se lo comporta, dei gravi problemi per l'economia.
Economia che poi fa prendere alcuni stipendi allucinanti a certe persone e stipendi da fame alla maggior parte del popolo. Che fatalità!
Lupus est homo, homini, non homo ............ L'uomo é per l'altro uomo lupo, non uomo!
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ........ é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!
Etichette:Lavoro | 73
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venerdì 4 settembre 2009
GRAZIE A TUTTI! Superate le 200.000 visite per questo blog!

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
voglio ringraziare tutte le persone che hanno visitato questo blog, che ha superato le 200.000 visite.
Grazie anche ha chi ha voluto lasciare un commento.
GRAZIE NUOVAMENTE A TUTTI!
So che posso aver sbagliato alcune volte, ma mi capita spesso di sbagliare: sbaglio, purtroppo, a fare qualcosa ogni giorno.
Spero, in ogni caso, che questo blog possa essere risultato, e continui ad esserlo, utile a qualche lettrice e qualche lettore.
Sono sempre disponibile ad accettare qualsiasi suggerimento tu mi voglia dare per migliorare la qualità di questo blog.
GRAZIE ANCORA A TUTTI!
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Etichette:Opinioni | 9
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mercoledì 2 settembre 2009
Oro : importantissima fase storica per questa commodity: la resistenza é storica .........

Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
ti comunico che il prezzo dell'oro é vicino ai massimi storici.
Ti consiglio di fare molta attenzione: ci potrebbe essere un movimento al r.........
rialzo o ribasso?
Chissà .................
Ti ricordo, qualora non ne fossi a conoscenza, che sull'oro é possibile investire, sia la rialzo che al ribasso, anche grazie alla leva finanziaria. Leva finanziaria che ti permette di investire, ad esempio, con un versamento di 1.000 euro e leva 2, 2.000 euro; 1.000 euro e leva 10, 10.000 euro; 1.000 euro e leva 20, 20.000 euro e così via.
Vuoi saperne di più?
Contattami e vediamo se ti posso essere utile. Questo non costa nulla, eh.
e-mail: edoardinchiarin@yahoo.it
skype: marco.cali19
cell 3339181454
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P.S.
Ti ricordo che il bravissimo trader di SAPIENZA FOREX Giulio Pasquini ha ottenuto l'iscrizione all'Elenco degli Agenti in Attività Finanziaria tenuto dalla Banca d'Italia, con il numero di iscrizione A77400.
http://sapienza-forex.blogspot.com/ ..... chi pecora si fa il lupo se lo mangia!
Etichette:Investimenti | 14
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Short (al ribasso) con Unicredit : fissato lo stop profit........... ora Telecom : ma buy (al rialzo) o short (al ribasso)?
Di Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).
Gentile lettrice e gentile lettore,
i miei bravissimi collaboratori che seguono il mercato azionario mi hanno comunicato che potrebbe essere arrivato il momento di Telecom, il cui valore é attualmente a 1,112.
Ma, per rispetto a chi si avvale del servizio di consulenza finanziaria, le indicazioni precise non le fornisco in questo post.
Telecom, quindi: ma short (al ribasso) o long (al rialzo)?
Per quanto concerne Unicredit (l'altra settimana sempre i miei collaboratori mi avevano allertato su un possibile movimento al ribasso, che é puntualmente avvenuto) alle persone che si avvalgono del servizio di consulenza é stato fornito il valore a cui inserire lo stop profit (prendere profitto), da non confondere con lo stop loss.
Ti ricordo che la mia e-mail é edoardinchiarin@yahoo.it , il mio cell. é 3339181454 e che il mio nome skype é marco.cali19
Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ ...... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!
P.S.
Grazie a tutti i partecipanti che sono intervenuti ieri sera su skype alla presentazione del servizio, che ritengo essere il piu' trasparente d'Italia,
SAPIENZA FOREX ..........
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Contatti di Marco Calì
marcocali@sapienza-finanziaria.com
skype: marco.cali19
SOLO per SMS Cell. 333 9181454
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