martedì 9 febbraio 2010

Dipendenti di Poste, Banche, Comuni sui tetti?


Proteste, scioperi, cassa integrazione: quali saranno i prossimi dipendenti a salire sui tetti?


Gentile lettrice e gentile lettore, in questo periodo ci sono sempre più operai di aziende, ad esempio, la Fiat che salgono sui tetti o manifestano con altre forme di protesta.
Preso atto di questa situazione, che riguarda tantissimi dipendenti di varie aziende, suggerisco delle alternative.


Parto dal fatto che, come già detto precedentemente in alcuni miei post, é inutile "produrre tanto per produrre", in quanto se non c'é richiesta i beni prodotti non fanno altro che andare a riempire i magazzini di queste aziende.
Ribadisco il concetto: é inutile produrre 100 macchine al giorno, ad esempio, se ne vengono vendute 20, perché 80 finirebbero in magazzino.
Perché, in alcuni casi, é necessario fermare la produzione?
Perché se l'azienda non vende ciò che produce, prima o poi, si trova costretta a fermare la produzione.
Questo "sistema di produrre sempre e comunque" é ciò che ha causato la crisi di Wall Street nel 1929 ovvero il fatto che si era creato un circolo vizioso appunto sfociato nel licenziamento di tanti dipendenti le cui aziende si trovavano con i magazzini pieni: questi operai e/o dipendenti trovandosi licenziati non avevano più soldi da spendere (o molto semplicemente stavano più attenti nello spendere) e conseguentemente non compravano più altri beni merceologici o ne compravano meno. Tutto ciò causò un effetto a catena che portò appunto alla chiusura di tantissime aziende: si era creato il cosiddetto circolo vizioso!
Oggi, oggi, oggi, oggi, checché ne dicano gli illustri economisti di questo periodo (che nella maggior parte dei casi percepiscono stipendi che dire allucinanti é dire poco) la situazione é appunto disastrosa.


Cosa fare?
Bisogna bloccare la produzione, ad esempio, di macchine - per tornare all'esempio di Fiat - e indirizzare questi dipendenti, che tra l'altro svolgono un "lavoro alienante", verso altre attività produttive di imminente necessità. Lo stesso discorso si può fare anche per tanti lavori "pubblici", come ad esempio per i dipendenti delle Poste e delle banche, che svolgono, nella maggior parte dei casi, un lavoro che può essere facilmente sostituito dalle macchine (in posta si potrebbero mettere delle pay-machine, tipo quelle che ci sono per pagare il ticket in ospedale o i biglietti del treno nelle ferrovie); queste pay-machine possono essere collocate presso tutti gli uffici postali per consentire ai clienti di pagare le bollette, ad esempio; queste macchine non si ammalerebbero, non farebbero sciopero, lavorerebbero 24 ore su 24 ore, etc. e potrebbero sostituire il lavoro anch'esso "alienante" a cui sono sottoposti i dipendenti delle Poste; timbrare bollettini per 40 anni può essere considerato un bel lavoro? Lo stesso dicasi per il pagamento delle bollette o dei bonifici in banca: possono essere eseguiti dal bancomat.


Ma non importa che sia bello o brutto questo o quel lavoro, il fatto é che dal punto di vista economico é evidente che pagare un dipendente per tutta la vita é molto più oneroso che avere una macchina che svolge lo stesso lavoro, anzi la macchina lavorerebbe molte più ore, praticamente sempre. Per farti il confronto é la stessa cosa che già sta avvenendo, in autostrada, con il telepass o con i servizi di pagamento automatici. Per fare un altro esempio di come le Poste offrano un servizio che può essere ampiamente superato dalla tecnologia basti pensare alle raccomandate: oltre al costo esorbitante per l'invio (oltre 3 euro), bisogna tenere conto anche del fatto dei giorni necessari (circa 3 giorni) per l'arrivo e anche del fatto che il contenuto che si trova all'interno può sempre essere "obiettato" da chi lo riceve, in quanto chi invia la raccomandata non può provare che all'interno della busta ci sia proprio quello che ha inviato, in quanto chi la riceve può sempre dire che all'interno ci fosse qualcos’altro.


La raccomandata può essere sostituita da una semplice e-mail, non é che bisogna fare delle ricerche scientifiche, eh. Un'e-mail non costa nulla, arriva subito, chi la riceve non può dire che c'era scritto qualcos’altro e può essere inviata da casa o da un qualsiasi punto dove ci sia un computer. E' evidente che le raccomandate siano un business colossale per le Poste, ma chi viene penalizzato é sempre il cliente, che tra l'altro per inviare la raccomandata deve recarsi agli orari di lavoro presso un ufficio postale, parcheggiare e perdere 20-30 minuti.
Per tornare al discorso delle aziende che producono beni materiali, in molti casi, inoltre, questi operai vengono pagati con la cassa integrazione, ma non hanno effetti positivi sull'economia. Molti operai addirittura sono a casa o vanno in fabbrica per non fare nulla: se devono restare fermi tanto vale impiegarli in altre mansioni, no?


Torno un attimo sul concetto che ho poc’anzi espresso di "lavoro alienante”: voglio dire che tante persone si trovano costrette a fare l'operaio non per motivi di scelta propria, ma perché hanno una famiglia da sostenere, perché hanno il mutuo da pagare, etc.; e tantissime persone, che sono coinvolte in questi lavori, farebbero ben altro se ne avessero la possibilità. Mi si può dire tutto, ma credo che fare per 40 anni l'avvitatore di bulloni, non sia proprio il modo migliore per esprimere le proprie qualità.


E DI OPERAI INTELLIGENTI CE NE SONO, ECCOME SE CE NE SONO!
RIPETO: TANTISSIMI OPERAI SONO SPRECATI NEL LORO ATTUALE LAVORO. MA TANTISSIMI OPERAI POTREBBERO RICOPRIRE TANTI DI QUEI POSTI CHE ATTUALMENTE SONO OCCUPATI DA UNA MASSA DI INCOMPETENTI, ECCOME SE LO POTREBBERO FARE.


Allora perchè non iniziare a dare loro la possibilità di svolgere altre mansioni? Innanzitutto si potrebbero indirizzare queste persone a svolgere altri lavori, come ad esempio la potatura delle piante, la bonifica dei terreni, l'assestamento del territorio, la cura dei canali: é vero che possono essere dei lavori anche umili, ma fra avvitare bulloni e lavorare, che ne so, per il riassetto del territorio, a mio avviso, é molto migliore la seconda opzione ovvero quella di lavorare all'aria aperta.
Questo non deve essere eseguito vita natural durante ma deve essere eseguito per un periodo temporaneo.
Cosa porterebbe, che vantaggi porterebbe questa sospensione temporanea del lavoro?
Innnanzitutto non verrebbero create ulteriori macchine che oggi, oggi, oggi, oggi non hanno una richiesta di acquisto da parte della collettività anche perché non é che di una macchina, ad esempio, uno ha bisogno di acquistarla ogni 2 giorni.
L'alternativa é quella di dare un altro lavoro, sempre con lo stipendio, e magari dare appunto la priorità alla riqualificazione del territorio, ad esempio. Dal punto di vista ambientale, in Italia c'é una situazione non proprio brillante!
Qualora non te ne fossi accorta o accorto ci sono tantissime di quelle situazioni da far paura dal punto di vista strutturale: che so, mi vengono in mente i palazzi diroccati, i canali che appena vengono 10 ore di pioggia si riempiono, il pericolo di frane, etc.
E' vero che se capita una tromba d'aria non é che ci si possa fare tanto ma non mi si venga a dire che dopo 10 ore di pioggia e il riempimento di un canale non ci si può fare niente.


LA MAGGIOR PARTE DEI DISASTRI AMBIENTALI E STRUTTURALI PUO' ESSERE EVITATA.


Affermare il contrario serve agli esponenti di maggiore rilevo del panorama italiano per giustificare la loro mancata capacità di eseguire i propri mandati.
Quindi riepilogando, bisogna bloccare la produzione e destinare le persone verso attività produttive e/o di recupero di cui il paese necessita oggi, oggi, oggi, oggi.
Non serve più produrre macchine, ad esempio, ma l'esempio può essere fatto anche per lavatrici, per frigoriferi, per tantissimi altri beni commerciali oltre ovviamente per tanti servizi.
Invito appunto tutte le persone che sono in questa situazione a non aspettare un intervento magari dei politici perché hanno altro a cui pensare.


Questi operai devono essere indirizzati verso lavori che possano portare dei benefici al paese e, ripeto, questa non deve essere vista come una soluzione vita natural durante. Ribadisco, inoltre, che se a tante persone venisse cambiato il lavoro non si farebbe loro altro che un piacere, perché anche dal punto di vista motivazionale passare da avvitare bulloni o timbrare bollettini a costruire qualcosa di importante penso che vi sia una bella differenza. Poi quando le cose si risistemeranno magari il posto dell'operaio o del dipendente statale é sempre a disposizione.


Lo stesso discorso lo si può affrontare, appunto, anche per tantissimi enti, cioè per i dipendenti statali o bancari, che pensano di vivere in un'oasi felice. Questi dipendenti statali o bancari pensano che a loro il licenziamento non possa mai toccare. La realtà é che il licenziamento potrebbe avvenire anche per i dipendenti statali, eccome se potrebbe avvenire. Anche perché i soldi dello Stato stanno finendo .... o meglio sono già finiti! Lo Stato sta andando avanti grazie alla stampa di soldi creati dal nulla!
Potrebbero essere licenziati tanti dipendenti di moltissimi comuni e altri enti e banche perché il loro lavoro può essere tranquillamente sostituito dalla teconologia (ad esempio la carta d'identità si potrebbe chiederla anche telematicamente; oppure per fare un bonifico un cliente può usare il telefono o internet).
Tutta questa serie di lavori dei vari dipendenti ha dei costi esorbitanti che possono essere abbassati, eccome se lo possono essere (tra l'altro gli stipendi di questi dipendenti vengono pagati dalla collettività tramite maggiori tasse ed imposte).


Chiudo questo post considerando il fatto, inoltre, che attualmente la maggior parte dei dipendenti (sia privati che statali) non é soddisfatta del proprio lavoro.
E cosa succede quando si lavora annoiati? Succede che la noia produce stanchezza, questo succede.
Ti riporto, infine, il rifacimento di un musical di Jerome Kern, Show Boat. Il capitano Andy, comandante del Cotton Blossom, dice, in uno dei suoi interludi filosofeggianti: "La gente fortunata é quella che fa le cose che le piacciono."
E' fortunata perché ha più energia, più felicità, meno ansia e meno stanchezza. Dove c'é coinvolgimento, c'é anche energia.


Marco Calì, consulente finanziario indipendente, nato a Zurigo (Svizzera) il 22 settembre 1970 e residente in provincia di Padova (Veneto, Italia).


Visita il mio blog su http://sapienza-finanziaria.blogspot.com/ .... é più facile trovare un ago in un pagliaio che sentire un politico parlare male di una banca!

8 commenti:

bob ha detto...

Sicuramente molte delle cose che segnali nel tuo post sono decisamente realistiche, ma con l'andazzo della globalizzazione, su scala internazionale, si corre il rischio di licenziamenti di massa, sostituendo una marea di persone fra i quali operai intelligenti- stimo molto la tua sottolineatura- poichè ritenuti erroneamente da molti stupidi e bifolchi, con delle macchine, senza tuttavia offrire un'alternativa come quelle da te enunciate, giustificando magari i licenziamenti con la perdita di una grande commessa( è già accaduto anche se con piccoli numeri). Forse penserai che licenziare in blocco molte persone possa costituire un problema per l'apparato economico e politico, ma rimane comunque il fatto che queste persone si ritroverebbero ancora più disagiate senza un lavoro, inoltre con uno scenario sociale configurabile nel modo seguente: una massa di poveri enorme gestita magari da un pugno di imbecilli( e ce ne sono moltissimi nelle fila del potere industriale oltre che politico). Non ho una immagine noir del futuro, anzi, ma affiora da qualche parte sempre qualche fotogramma del fantastico Metropolis di Fritz Lang, non ti sembra?

Anonimo ha detto...

TANTISSIMI OPERAI SONO SPRECATI NEL LORO ATTUALE LAVORO. MA TANTISSIMI OPERAI POTREBBERO RICOPRIRE TANTI DI QUEI POSTI CHE ATTUALMENTE SONO OCCUPATI DA UNA MASSA DI INCOMPETENTI, ECCOME SE LO POTREBBERO FARE.

Come darle torto signor Calì?
Ho 24 anni, laurea breve in scienze politiche e faccio l'operaio in fabbrica.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per bob: grazie del commento! Non riesco a darti una risposta precisa al riguardo, purtroppo, perché dovrei scrivere per un bel po'. Ti posso dire però che molti problemi si risolverebbero se venisse messo un tetto massimo agli stipendi di tutti i dipendenti sia statali (poste, ferrovie, etc.) che privati, ma che privati proprio non sono e mi sto riferendo ai vari manager tipo delle banche, poiché le banche, a mio avviso dovrebbero avere una funzione sociale. Ed il tetto massimo sarebbe di 10.000 euro massimo al mese. Ma proprio per i fenomeni. Ci sono una massa di "avvoltoi dipendenti" che 10.000 euro li guadagnano al giorno, alcuni come nel caso di Alessandro Profumo nel giro di 7 ore. Ripeto: Profumo percepisce 10.000 euro per ogni 7 ore di vita! Non di lavoro.
Ma come dico sempre la mia intenzione non é quella di fare la battaglia contro i mulini a vento. Mi limito a non condivedere ciò, questo sì. E poiché un primario di ospedale percepisce 4.100 euro al mese, la mia proposta é di non superare per nessun dipendente pubblico ( le banche, l'enel, etc., sono anch'esse pubbliche, secondo me) lo stipendio di 10.000 euro al mese.

Ti auguro una SPLENDIDA GIORNATA.
Marco Calì, consulente finanziario indipendente.

http://sapienza-finanziaria.blogspot.com ha detto...

Per il ragazzo di 24 anni: io sono a disposizione per qualsiasi collaborazione, soprattutto con i giovani. Sono i giovani che possono far cambiare questo sistema. Se vuoi possiamo sentirci e magari ti potrei spiegare meglio cosa intendo.
Ci sono tante di quelle cose da fare e le devono fare i giovani.
Ti lascio il mio nome skype: marco.cali19
La mia e-mail é edoardinchiarin@yahoo.it

Auguro anche a te una FANTASTICA GIORNATA.
Marco Calì, CFI

Anonimo ha detto...

Sig. Calì, alla lista di dipendenti pubblici e privati ai quali ridurre gli stipendi per il bene dell'economia in generale, io aggiungerei anche medici, avvocati, dentisti che anche per prestazioni di poco conto percepiscono parcelle esose e spesso esentasse.
Ma non dimentichiamoci anche di mettere nella lista nera, per i conti salati che ci presentano quotidianamente, l'antennista, il salumiere ( che arrotonda anche sul peso ), il muratore, l'idraulico, l'elettricista, il meccanico, ecc. che per prestazioni di pochi minuti chiedono almeno 50 euro + spese vive ed arrotondando l'incasso con il costo maggiorato dei materiali forniti, senza dimenticare che costoro spesso guadagnano esentasse.
Poi non trascurerei calciatori, promotori finanziari, politici, affaristi, ruffiani, portaborse, baldracche ecc. i cui introiti, ufficiali e non, sono forse più scandalosi delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.
O no ?

L.L.

Anonimo ha detto...

senz'altro una buona cosa, ma dobbiamo pur ritornare nei campi per creare ricchezza vera i servizi ed il commercio servoo a diffonderla, ma il sistema globale è incentrato, fossilizzato su chi non crea nulla, ma "gonfia" la ricchezza. Non vedo alternative veloci per poter affrontare quello che sta avvenendo. Purtroppo saremo costretti a toccare il fondo per poi riprendere la crescita, ma questo porterà a sofferenze come già stiamo vivendo e vedendo.
Oppure abbiamo a disposizione un sistema più semplice ed immediato per poter saltare "il fondo" e ripartire a nuovo senza passare dal via ed è quello di ridimensionare i macro-stati non più consoni ed efficaci nell'affrontare la crisi e i vari default nazionali all'orrizzonte.
Nel nostro caso (locale) è quello di valutare la creazione di uno Stato Veneto!

Stefano (PD)
xten@wooow.it

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=TGbv1BxmQXM

Anonimo ha detto...

Nel nostro caso (locale) è quello di valutare la creazione di uno Stato Veneto!

CHE GIA' SAREBBE STATO SPAZZATO VIA DALLA CRISI.
ANCOR PRIMA DELLA GRECIA E DEL PORTOGALLO.

Comunque a me meridionale mi starebbe bene la creazione di uno Stato Veneto, ed anche uno Lombardo, un'altro Padano, ecc.
Così almeno noi del sud costituiremmo uno stato del sud, inter pares , con più possibilità di sviluppo ( quasi alla pari dei cinesi ), senza sfuttamenti dal nord, con possibilità di costituire, nel ruolo dei primi, una grande Unione Mediterranea con Stati euro- africani.
Meglio essere primi tra poveri che ultimi tra primi, come sarebbe lo Stato veneto a confronto dei paesi europei.

P.S.
Ho una certa età e mi ricordo ancora del sottosviluppo del veneto e di quando nell'inverno '52 ( mi pare ) accogliemmo nel mio paese un cero numero di bambini sfollati, alcuni anche nella mia scuola, provenienti dalla poverissima provincia di Rovigo allora allagata dal Po.

Ricordati Stefano che non venite da lontano e che non andreste lontano.