lunedì 27 settembre 2010

Il problema del debito pubblico

Giorni fa erano attesi i seguenti dati macroeconomici

14.30 USA Intervento Geithner (segretario al Tesoro USA);
14.30 USA Richieste settimanali sussidi di disoccupazione;
16.00 USA Indice anticipatore ago;
16.00 USA Vendite abitazioni esistenti ago.
 
Domani saranno attesi altri dati macroeconomici.
Dopodomani sarnno attesi altri dati macroeconomici.
Fra 4 giorni saranno attesi altri dati macroeconomici.
Fra 1 mese saranno attesi altri dati macroeconomici.
Fra 1 anno saranno attesi altri dati macroeconomici e così via.
 
La pubblicazione quotidiana di questi dati macroeconomici serve ad illudere le persone.
La pubblicazione quotidiana di questi dati macroeconomici serve a riempire gli spazi di giornali, tv e vari siti, forum e blog finanziari.

La pubblicazione di questi dati è creata appositamente perchè non si capisca nulla di ciò che realmente succede.
 
Ogni giorno (praticamente ad ogni ora) arrivano notizie e tutto ciò serve per tenere nel sentiero prestabilito il GREGGE.
 
Un giorno dicono che la crisi è finita, un altro giorno dicono che ci sarà la ripresa, un altro giorno dicono smentiscono quello che avevano detto il giorno prima e così via.

La realtà è che ci sono realtà economiche che vanno bene ed altre che non vanno bene.
L'Italia, ad esempio, è una realtà dove la prossima via d'uscita sarà il default.

Per l'Italia il default è già in atto, eh, solo che non viene detto.
E' vero che continuano a pagare i Bot, i Btp, i Cct, i Ctz e i CctEu  ma questi pagamenti vengono effettuati tramite il "sistema Ponzi, che avevo descitto quasi due anni fa, con questo post http://www.sapienza-finanziaria.com/2009/01/lo-scema-di-ponzi-ti-sembra-simile-allo.html
 
Il fatto è che l'aumento del debito pubblico, che ha raggiunto gli oltre 1.830.000.000.000 di euro, ha ripercussioni su tutto il sistema economico italiano.

Il continuo aumento del debito pubblico si ripercuote sui mancati servizi, sul dissesto del territorio, sulla mancata sicurezza, sui tagli alla sanità, sulle riforme scolastiche.
A proposito di riforme scolastiche, mi è appena arrivato la retta da pagare per l'asilo di mia figlia, che ha due anni e mezzo: la tariffa ammonta a 582 euro al mese.

Ripeto: devo pagare 528 euro al mese per mandare mia figlia all'asilo comunale. Non si tratta di asilo privato, si tratta di asilo comunale.
Ora sto aspettando il conto per i libri dell'altro mio figlio, che frequenta la prima elementare.
E i politici magari dicono che i giovani sono importanti!
 
Parlando di questo fatto ieri, una signora mi ha fatto notare come la gente non si occupi dei problemi reali della società italiana fin tanto che questi problemi non tocchino le persone proprio direttamente.
A me è venuta in mente una parabola: il DOLLY DI DESTRA sta guardando la pagliuzza che ha nell'occhio il DOLLY DI SINISTRA Do, ma si sta accorgendo della trave che hanno nell'occhio entrambi.
 
Qualora non fosse chiaro, la trave che abbiamo tutti noi italiani sono i MILLEOTTOCENTOTRENTAMILARDI DI EURO DI DEBITO PUBBLICO!
 
Comincia a toglierti la pagliuzza e guarda la trave.
 

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve,
premetto che non m'intendo di finanza e sono giunto in questo sito per puro caso seguendo un link trovato su un altro sito. Ora leggendo i suoi interessanti post capisco che la situazione in Italia è di una gravità pazzesca e mi sembra di capire che avere dei soldi investiti in titoli di stato è pura pazzia. Fatta questa premessa devo confidarle e ammettere che sono uno dei tanti pazzi che tiene i propri soldi (e anche tanti) investiti in CCT e non avendo un altro reddito che quello, in quanto disoccupato, disinestendoli non saprei come sopravvivere...lei quale alternativa mi consiglierebbe a questo punto?

Anonimo ha detto...

Volevo fare anch'io alcune considerazioni su quello che vedo nel reale, cioe' in azienda, nord est, settore metalmeccanico.
Parto dall'inizio, ovvero da ottobre\novembre 2008.
In quel periodo avevamo commesse che andavano avanti sino a sei mesi. Poi in quei due mesi e' successo il finimondo: ordini annullati, ordini bloccati, ordini consegnati e mai piu' pagati, e con i magazzini pieni di materie prime pagate 1 euro al kg. Nel 2009, le stesse valevano intorno allo 0,4 al kg. Ora siamo intorno allo 0,6.
Ma la cosa piu' impressionante e' stato il crollo dei volumi. -66% nel 2009 sul 2008. Ed il 2010? Se lo confrontiamo con il 2009 posso dire che e' andato "bene", infatti siamo +5%, anche se da luglio si sta tornando a scendere. Faccio sempre questo esempio: nel 2008 facevamo 100, nel 2009 siamo calati del 70%, quindi siamo a 30, nel 2010 siamo a +5%...totale 31,5...
Ecco, questi sono i numeri. Senza contare che tutti hanno "fame" quindi si deve lavorare sotto costo, perche' i costi non diminuiscono alla pari con i ricavi.
Questa e' la situazione reale di una azienda che trasforma materie prime, quindi all'inizio del ciclo.
La ripresa e' stata un piccolo rimbalzello di ordinativi la prima parte dell'anno e poi adesso di nuovo baratro.
Io mi chiedo, ma quante aziende chiuderanno nei prossimi 3/6 mesi?
Con la capacita' produttiva al 70% si e' nella linea di confine, ma i numeri sono ben peggiori. Sentendo un po' in giro nel mio settore si va da -30% al -80% rispetto al 2008.
Ragazzi, qui e' il sistema che sta collassando, le aziende ormai non si pagano piu' tra loro, le banche non danno nulla, e ci sono gli immigrati Africani che tornano a casa perche' qui non ce la fanno, perche hanno perso il lavoro o l'azienda non paga gli stipendi...
Il nostro sistema produttivo sta cambiando, o piu' probabilmente sta scomparendo. Ma cosa ci rimarra' da fare qui in Italia?
Mio papa' ha 60 anni, e mi dice sempre: quando ero giovane c'erano prospettive e tutto da fare, bastava avere voglia di lavorare, adesso non vedo prospettive...
Credo si stia spostando tutto, e che ora tocchi a qualcun'altro vedere quello che abbiamo visto noi sino a due anni fa.
E siccome anche una piccola azienda fa parte del sistema, credo che cio' che ho scritto possa rispecchiarsi magari in tempi e numeri diversi anche nel sistema Italia in tutto e per tutto.
Un'ultima cosa, che ritengo molto preoccupante: gli Italiani stanno finendo i risparmi per fronteggiare la crisi, e quando questi saranno finiti del tutto?
Credo che come dicono a Napoli per noi occidentali chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, il problema e' che pochi hanno avuto e tanti hanno dato.

Alessandro

Anonimo ha detto...

Ciao Marco (ed altri :-) ),

forse e' un po' fuori tema, ma visto che citato da te, vorrei sottolineare un punto, in maniera un po' provocatoria e volutamente qualunquista, per poi tornare in tema.

GLI ASILI NON SERVONO VERAMENTE!!!

Dando un'occhiata alle stime sulla demografia in Italia abbiamo che:

0-14 years: 13.5% (male 4,056,156/female 3,814,070)
15-64 years: 66.3% (male 19,530,696/female 18,981,084)
65 years and over: 20.2% (male 4,903,762/female 6,840,444) (2010 est.)
[fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Demographics_of_Italy#Age_structure])

Dalla statistica si evince che ci sarebbero circa

+-2 "nonni" per ogni nipote.

Ammettendo che (e non e' il caso) la meta' dei "nonni" fosse in condizioni di salute tento precarie da non poter trasmettere ai propri nipoti la tradizione, la cultura e la saggezza di cui dovrebbero essere depositari, si avrebbe circa

+-1 nonno per ogni nipote.

Arrotondando (moltiplicando) mostruosamente i suddetti 528 EURO di quota spese "bimbo" (che per i piu' grandi diventano molto piu') ai 7.870.226 di "nipoti", avremmo un movimento di circa (miliardo piu' miliardo meno ;-) )

4 155 479 328 EURO
(scrivo per esteso come fa Marco ;-) )
QUATTROMILIARDICENTOCINQUANTACINQUEMILIONIQUATTROCENTOSETTANTANOVEMILATRECENTOVENTOTTO EURO

Ecco, tornando al tema principale, questo e' solo un esempio, ma ci urla a squarciagola che forse e' tempo che chi ha usufruito di un periodo storico paradisiaco rinsavisca e dia il suo contributo.

Scusate le generalizzazioni, ma parafrasando cio' che mi si diceva da bimbo:

Stai comportandoti gia da nonna/o o cittadina/o modello? Bene, hai fatto meta' del tuo dovere. ;-)

cordialmente
max

P.S:
Qual'e' l'eta' media degli "onoravoli"? :-)
P.P.S.
per la questione piu' prettamente economica mi rifarei a Keynes che, pur non essendo stato Babbo Natale, qualcosina di buono, "unificante", in favore dell'"armonia" del mondo, la diceva.

Anonimo ha detto...

Ciao Marco (ed altri :-) ),

forse e' un po' fuori tema, ma visto che citato da te, vorrei sottolineare un punto, in maniera un po' provocatoria e volutamente qualunquista, per poi tornare in tema.

GLI ASILI NON SERVONO VERAMENTE!!!

Dando un'occhiata alle stime sulla demografia in Italia abbiamo che:

0-14 years: 13.5% (male 4,056,156/female 3,814,070)
15-64 years: 66.3% (male 19,530,696/female 18,981,084)
65 years and over: 20.2% (male 4,903,762/female 6,840,444) (2010 est.)
[fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Demographics_of_Italy#Age_structure])

Dalla statistica si evince che ci sarebbero circa

+-2 "nonni" per ogni nipote.

Ammettendo che (e non e' il caso) la meta' dei "nonni" fosse in condizioni di salute tento precarie da non poter trasmettere ai propri nipoti la tradizione, la cultura e la saggezza di cui dovrebbero essere depositari, si avrebbe circa

+-1 nonno per ogni nipote.

Arrotondando (moltiplicando) mostruosamente i suddetti 528 EURO di quota spese "bimbo" (che per i piu' grandi diventano molto piu') ai 7.870.226 di "nipoti", avremmo un movimento di circa (miliardo piu' miliardo meno ;-) )

4 155 479 328 EURO
(scrivo per esteso come fa Marco ;-) )
QUATTROMILIARDICENTOCINQUANTACINQUEMILIONIQUATTROCENTOSETTANTANOVEMILATRECENTOVENTOTTO EURO

Ecco, tornando al tema principale, questo e' solo un esempio, ma ci urla a squarciagola che forse e' tempo che chi ha usufruito di un periodo storico paradisiaco rinsavisca e dia il suo contributo.

Scusate le generalizzazioni, ma parafrasando cio' che mi si diceva da bimbo:

Stai comportandoti gia da nonna/o o cittadina/o modello? Bene, hai fatto meta' del tuo dovere. ;-)

cordialmente
max

P.S:
Qual'e' l'eta' media degli "onoravoli"? :-)
P.P.S.
per la questione piu' prettamente economica mi rifarei a Keynes che, pur non essendo stato Babbo Natale, qualcosina di buono, "unificante", in favore dell'"armonia" del mondo, la diceva.

bem1974 ha detto...

Ho letto con interesse il suo post e siccome spesso le cose sono più semplici di quello che si pensa, la faccenda è molto chiara.... l'Italia, come paese e quindi come società, ha vissuto circa 30 anni al di sopra delle proprie posssibilità! Trascinata dall'ideologia USA, (dove hanno però un territorio 70 volte superiore al nostro, con le relative risorse, e un apopolazione 5/6 volte superiore), l'Italia ha praticato il peggior liberalismo e conmsumismo possibile, badsandolo esclusivamente sul DEBITO!!! Quindi crenado un'economi abasata sulle finanziarie.. ovvero sul NULLA, su società che non creano e non producono niente se non numeri legati ai soldi... ma ora chi comincerà a rinunciare ai prorpi privilegi per primo!!!???

Marco ha detto...

Il debito pubblico al 120% e' una vera zavorra...per un po' riusciremo a reggere, ma se il paese non cresce non si puo' tagliare il tagliabile. In ogni caso io credo che l'Italia non sia l'unica sull'orlo del baratro, ma l'economia di tanti paesi che sono vissuti al di sopra delle proprie possibilita'. Ricordo che cmq gli USA vivono al di sopra delle proprie possibilita' da tempo e che solo la Cina finanzia loro il debito...in ogni caso secondo me siamo arrivati a livello globale ad una saturazione completa. Tutti i paesi ci metteranno anni e anni a recuperare questa crisi...bisognerebbe fermarsi e ridisegnare un nuovo mondo...la stessa terra e' sfruttata per il 140%...