lunedì 4 ottobre 2010

La "monnezza" italiana abbonda e non è solo fisica + (Video in fondo)

In Giappone il premier è preoccupato per il debito pubblico, a suo avviso il debito pubblico è insostenibile.

Arriveranno tasse per tutti ed in quantità lì la situazione è allarmante, ma almeno viene riconosciuta.



In Italia nessuno parla del debito pubblicoNel frattempo alcune ULSS stanno collassando sotto il peso dei debiti, si parla addirittura di un miliardo per il Veneto.





Le università sono allo sbando, si lo so che ormai ai livelli culturali non è una novità, visti i risultati deleteri della mancanza meritocratica.
Mi riferivo all'aspetto ultimo cioè quello finanziario e per dimostrarlo vi riporto la mozione del Senato Accademico:


Abbiamo fatto tutto il possibile: abbiamo ridotto i Dipartimenti del 40%, le Facoltà del 60%, riordinato la governance, decentrando tutti i poteri gestionali di ricerca e didattica ai Dipartimenti con organi centrali e Facoltà che hanno funzione di valutazione premiale delle attività. La responsabilità è ora del Governo e del Parlamento che debbono dare risposte concrete sui finanziamenti ormai drammaticamente insufficienti (l’università italiana è ultima in Europa) e sullo stato giuridico che i ricercatori attendono da 30 anni.
La Sapienza ha operato per razionalizzare, risparmia e riprogettare in funzione della qualità. Se dalla politica non ci saranno risposte, soprattutto finanziare, avremo una didattica da terzo mondo e una ricerca in dissoluzione. In tali condizioni non saremo in grado di iniziare l’anno accademico 2010-2011
Si può essere più espliciti di così? Eppure in Italia si parla poco o niente del debito pubblico...

Vi lascio a questo video emblematico della strada che abbiamo intrapreso, metafora realistica del nostro tempo.


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