lunedì 21 febbraio 2011

Considerazione sul sondaggio Quanto manca alla rivoluzione in Italia?



Pubblico una considerazione, di un lettore, sul sondaggio "Quanto manca alla rivoluzione in Italia?", arrivatami per e-mail.
Ringrazio il Signor Vito Nicola De Russis.

Ecco il contenuto dell'e-mail.


Gent.mo sig. Marco Cali,
un carissimo amico, molto impegnato sul terreno dei diritti civili, sociali ed ambientali, ha scoperto il quesito lanciato dal suo Blog e me ne ha dato informazione.
Prima di riscontrare la notizia nella sua interezza (preciso: prima di "visitare" il Blog) ho confezionato ed inviato la sottostante risposta.
Ora ho visitato il Blog e preso atto che 170 persone hanno già risposto al quesito posto.
Invidio quelle 170 persone perchè hanno capito quale tipo di rivoluzione viene loro proposta e ritengo che, coscientemente, ma anche responsabilmente e pacatamente, hanno espresso la loro rispettabile volontà.
Non si capisce: se vivono in Italia oppure altrove; se amano la loro Vita o i soldi; se preferiscono essere sudditi piuttosto che Persone; se ............
Perchè sostengo che le Persone che vivono in Italia sono costrette a perseguire l'obiettivo primario e fondamentale della loro esistenza in Vita perchè amano la loro Vita (e, quindi, anche la Vita di tutti coloro che gli vogliono bene, di tutti quelli che lo circondano, tutti quelli che incontra, tutti quelli vicini e lontani del mondo umano, animale, vegetale e l'ambiente, e i monumenti, ecc.).
Perchè l'Italia è speciale (e Roma Capitale è più speciale ). E' speciale perchè "assorbe" silenziosamente, con nonchalance, le circa 5mila persone che, ogni anno, senza alcun alibi legalitario, lasciano la loro Vita sull'asfalto delle nostre strade mentre altre (quasi) 350mila restano ferite nelle centinaia e centinaia di incidenti stradali "che non avvengono per fatalità". (Circa 20mila di quei feriti sono invalidi permanenti e, quindi, ci troviamo a riscontrare la efficiente "fabbrica dei veri invalidi". Basterebbe "chiudere" questa fabbrica prima di "cercare" di colpire i falsi invalidi, che vanno colpiti DOPO aver chiuso quella fabbrica, per ..........).
Circa altrettanto "prodotto" distruttivo di Vite umane e di Persone malate (specie bambini/e) viene reso annualmente dall'inquinamento per mobilità nelle città.
Come dimenticare le Vite spezzate e quelle menomate nel campo del lavoro? (le chiamiamo "morti bianche").
Come dimenticare le Vite spezzate e menomate nelle strutture carcerarie?
Come dimenticare le Vite spezzate  .................
Mi auguro di aver espresso il mio pensiero in maniera comprensibile; in caso contrario, chiedo scusa del disturbo augurando un successo alla sua iniziativa.
Cordialmente.
Vito Nicola De Russis


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Vito De Russis ha pienamente ragione!!

Anonimo ha detto...

I leghetti (cioè i leghisti che fanno affari con Gheddafi) non hanno nulla da dire?

Corrado

il rivoluzionario ha detto...

Ricorda per sempre il cinque Novembre,
il giorno della congiura delle polveri contro il parlamento.
Non vedo perché di questo complotto
nel tempo il ricordo andrebbe interrotto!

il rivoluzionario ha detto...

il 5 novembre a Roma, la rivoluzione ha inizio