venerdì 1 aprile 2011

Comprare l'auto in banca?


Pubblico il contenuto di un'e-mail inviatami da un amico pensionato del blog, Giancarlo Politi: tempo fa avevo pubblicato dei post grazie ai suoi preziosissimi consigli.
Per vedere i post che riguardano Giancarlo Politi puoi scrivere il suo nome nella sezione, che trovi a destra, "Scrivi quello che cerchi".

Ma ecco l'ottimo articolo.

Caro Marco,
ecco il mio contributo di cui puoi farti portatore (a me non interessa la pubblicità; sono pensionato):
le banche non vanno viste solo in chiave di ''costi per il cliente'' poiché questa è una visione riduttiva.
Vanno viste, invece, in fase cinetica ed attiva.
Poiché oggi Basilea III le obbligherà ad erogare denaro con il contagocce, i loro ricavi saranno risicatissimi e non sufficienti a mantenere tutto il personale che hanno.
Se invece di guardarsi le punte dei piedi alzassero gli occhi sul mondo e si contassero (cioè contassero tutte le filiali nel mondo delle banche corrispondenti) si accorgerebbero di essere una rete fittissima sul pianeta capace di indurre ricavi da servizi da rendere alla clientela in materia di ricerca di clienti/fornitori in forma reciproca per import export attraverso un INTRANET DEDICATO il cui accesso fosse consentito (per garantire serietà) solo attraverso i terminali delle filiali delle banche nel mondo.
Se esse procurassero lavoro (ad esempio esportazioni italiane e turismo) e gestissero questi flussi (non solo finanziari) commerciali come una rete di agenti commerciali a basse provvigioni, guadagnerebbero un sacco di soldi e la clientela le ringrazierebbe.
Te lo dico per mie esperienze passate quando effettuavo nel mondo ricerche (occasionali) di mercato per i miei clienti. Ma allora avevamo solo il telex e la carta da lettere. Oggi abbiamo la telematica..


Attraverso la fitta rete bancaria (e postale) nel mondo si può compravendere/noleggiare di tutto (anche le automobili saltando i concessionari) e con costi di intermediazione irrisori e con grande vantaggio per la clientela alla quale poi si possono chiedere anche provvigioni medio- alte; la gente le pagherebbe volentieri.
Chi dorme non piglia pesci. Se le banche non si svegliano su questo fronte e si fossilizzano solo sullo spread e sulle commissioni di incasso e negoziazione, vuol dire che non hanno capito che i paradigmi del passato sono finiti e che oggi ce ne sono di nuovi.
Per le intermediazioni commerciali nel mondo abbiamo gli uffici ICE e le camere di commercio italiane all'estero ma sono convinto che queste istituzioni hanno possibilità di penetrazione molto limitata rispetto alle banche che sono DAPPERTUTTO e che sono il TEMPIO DEL DANARO E DEGLI AFFARI. Se avessi 20 anni di meno fonderei il club.
Ciao.
Giancarlo Politi-VINCI(FI)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Illuminante : grazie Sig. Gianfranco.

Gianmauro

Anonimo ha detto...

...Giancarlo pardon...Giancarlo