mercoledì 22 giugno 2011

Le tasse e le imposte: dipendente e imprenditore.



Mediamente un dipendente lavora circa 6 mesi all'anno per lo Stato.
Vuol dire che metà dello stipendio di un dipendente va nelle casse dello Stato.
Dunque, un dipendente per chi lavora?
Per il datore di lavoro? Per lo Stato?
Per entrambi, direi.
Dunque, se un dipendente ha un aumento di stipendio arrichisce lo Stato, giusto?

Un dipendente guadagna e poi viene tassato e infine spende.
E' corretto che lo Stato guadagni sul lavoro di un dipendente?
E' giusto che il dipendente percepisca un 50% dello stipendio?
Sei una o un  dipendente?
Pensa un po' a cosa succederebbe se quel 50% rimanesse nelle tue tasche.
Come lo investiresti?
Cosa ne faresti?
Ti si aprirebbero altre strade?
Quanta beneficienza potresti fare?


14 commenti:

Anonimo ha detto...

Per i non dipendenti la soluzione è evadere il fisco, cosa che in Italia è alquanto diffusa. Per i dipendenti c'è una soluzione? Sono tutt'orecchi ma per quanto mi riguarda parliamo di illusioni. Di certo non mi aspetto che Berlusconi con le sue 3 nuove aliquote mi riduca l'irpef.
Claudio-Mestre

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Per Claudio: per quanto concerne i non dipendenti non sono d'accordo sul fatto che la soluzione sia quella di evadere il fisco. Non la pensano così certamente gli imprenditori onesti. E di imprenditori onesti ce ne sono, eccome se ce ne sono.
E ci sono anche tanti imprenditori che versano tanti soldi a fin di bene. Ci sono scuole, opere pubbliche, ecc. costruite grazie al contributo di tanti imprenditori onesti.
Per ciò che riguarda i dipendenti, soluzioni ce ne sono, eccome se ce ne sono.
Ma, come su tutte le cose, bisogna vedere che tipo di lavoro una persona fa, in che società lavora, ecc.; il dipendente può proporsi anche con un impiego "diverso". E' evidente che se il dipendente non fa nulla per cambiare la propria posizione o aspetta che qualcosa arrivi dal cielo la situazione lavorativa non cambia di certo.
La invito a riflettere su ciò che ho appena scritto.


U. Marco Calì

Anonimo ha detto...

"Per ciò che riguarda i dipendenti, soluzioni ce ne sono, eccome se ce ne sono."

un esempio?

Marco

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Per Marco: rifletta prima su ciò che ho scritto. Non due minuti, eh. Si metta con calma a pensarci.

U. Marco Calì

Anonimo ha detto...

Semplicaficando un discorso complesso, posso dire per certo che gli imprenditori onesti, che non evadono nè eludono il fisco pagano almeno 3,90% (ires) + 27,5% (irap)quindi un teorico 31,4% di imposte, a cui vanno aggiunte le "riprese fiscali" indeducibili (e non sono poche). Risultato: mediamente si va a pagare dal 45% in su di imposte sul risultato ante imposte. Ove lavoro io siamo arrivati al 70%, cioè lavoriamo per lo Stato. Metodi leciti per ridurre l'incidenza fiscale ce ne sono (vedi investimenti in ricerca e sviluppo che godono del credito d'imposta, sponsorizzazioni, opere di beneficienza), ma implicano comunque esborsi di denaro verso altri canali (diversi dallo stato).
Se da dipendente, decidessi di mettermi in proprio (ed ho titolo per farlo) mi assumerei il rischio d'impresa ma non è certo che i benefici siano maggiori degli oneri, almeno con riferimento al carico fiscale.
Sono curioso di sentire alcuni esempi da parte sua in merito.
Claudio - Mestre

flavio ha detto...

ahah marco ma ti stai leggendo "padr ricco, padre povero"? lì c'è lo stesso identico ragionamento :)

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Per Claudio: ha mai proposto al datore di lavoro una forma collaborativa "diversa"?

U. Marco Calì

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Per Flavio: ho letto anche quel libro. Ma ne ho letti anche altri sull'argomento. Ci sono parecchi spunti è vero, anche da quel libro. Sull'argomento "lavoro" ci sono tanti di quei libri da leggere che nemmeno immaginiamo.

U. Marco Calì

Anonimo ha detto...

Forse ho capito. Nei suoi articoli parla sempre in maniera diretta o indiretta di paure che devono essere represse. Lasciando il posto fisso e lavorando come autonomo forse avrei più tempo libero e potrei dedicarmi alle mie passioni (magari con profitto). Non vedo cosa c'entri con il ridurre il 50% di imposte...ma soprattutto che tipo di collaborazione consiglia?
Claudio-Mestre

Anonimo ha detto...

Secondo me Claudio non hai capito il discorso.
Stefano

Anonimo ha detto...

Ok, morale del discorso?
Claudio-Mestre

Anonimo ha detto...

Secondo me bisogna informarsi se ad esempio esiste una forma di contratto di collaborazione per la quale sia il "dipendente", sia il datore di lavoro abbiano la possibilità di ridurre di molto le tasse. Bisogna anche che ad entrambi le parti convengano gli eventuali rischi che comporta rivedere il contratto.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo che il cuneo fiscale sia eccessivo, ma scrivere

" Pensa un po' a cosa succederebbe se quel 50% rimanesse nelle tue tasche. "

è una emerita stronzata, o meglio è una mera trovata propagandistica come specchietto per allodole.
Lei Calì da una premessa corretta ( eccessivo cuneo fiscale ) trae una conclusione errata e distorsiva che da in pasto agli sprovveduti per fini promozionali.

Ciò non è corretto, nella migliore delle ipotesi.
Oppure è da incompetente, nella peggiore.
Scelga lei.
Packy

Anonimo ha detto...

"Lei Calì da una premessa corretta ( eccessivo cuneo fiscale ) trae una conclusione errata e distorsiva che da in pasto agli sprovveduti per fini promozionali."

quoto pienamente. Altrimenti che ci faccia una proposta specifica.

Claudio-Mestre