sabato 11 febbraio 2012

Sono loro la rovina della società: gli anonimi in rete e nella vita

In quei tempi, il problema principale della società erano quelle persone che si lamentavano ma avevano una paura tremenda.


E non era una paura difficile da superare, eh. Loro non se ne rendevano conto e pensavano che il problema fossero gli altri: queste persone erano sempre pronte a criticare gli altri, ma mai a guardarsi la trave che trafiggeva i loro occhi.


Era una paura particolare la loro.....






Queste persone, che non avevano nemmeno il coraggio di dimostrare chi fossero su un normale blog, avevano questa paura che costituiva un grosso ostacolo per la propria vita; ed essendo un problema molto grave per queste persone era normale che la società ne risentisse.


Ma quale era questa paura che attanagliava queste persone?
Le due paure principali che costituivano gli ostacoli più grandi per queste persone verso una normale vita erano la paura della critica, o del rifiuto, e la paura del fallimento, o della perdita.


Non erano l'insuccesso o il rifiuto a devastare lo stato psicologico di queste persone.


Era la paura dell'insuccesso o del rifiuto, che impediva loro di agire. Era la previsione o l'aspettativa dell'insuccesso o del rifiuto che paralizzava loro e impediva loro di fare ciò che dovevano fare per raggiungere i propri obiettivi nella vita.




Chi ha orecchi, intenda!


Agli altri la crisi, a noi la sapienza finanziaria.


P.S. Non guardare questo video: potrebbe farti ancora più paura.





3 commenti:

Mimmo S. ha detto...

non penso che ci volesse un post intero per quel tipo di gente...

http://sapienza-finanziaria.com ha detto...

Buongiorno Signor Mimmo, il post non è rivolto solo a chi mette i commenti ma anche a chi non li mette e magari fa gli stessi ragionamenti ( dimostrando ancora meno coraggio) senza voler mettersi in gioco.E per entrambe queste categorie di persone non è la paura di commentare che li ferma è la paura di avere a loro volta un giudizio....

U. Marco Calì

Loris ha detto...

Caro Marco, credo che per molte persone questo articolo possa essere uno spunto su cui riflettere, anche per autogiudicare il proprio immobilismo di fronte alle sitauazioni che la vita ci propone; tuttavia non si può non considerare che per molti il freno all'intraprendenza non è determinato dalla paura del giudizio o dell'insuccesso, quanto piuttosto al senso di responsabilità e del dovere nei confronti delle persone che dipendono da noi. Una persona con moglie e figli a carico è inevitabile che metta davanti a se innanzitutto la prospetiva del possibile fallimento della propria iniziativa, non tanto per sè ma per le persone verso le quali si è preso l'impegno di garantire un futuro, e credo che in questa situazione non sia possibile avviare nulla, se non praticamente certi del successo dell'iniziativa, o se non si sia certi di avere poi un sostegno da parte di altre persone.