lunedì 10 dicembre 2012

Ecco come rispondiamo sull'approccio mentale dell'uomo e del trader


A me e allo Staff di Sapienza Finanziaria arrivano molte richieste di informazioni.
Una richiesta di informazioni mi è arrivata, ad esempio da parte di Marco.

Ecco la sua domanda.
Buongiorno Sig. U. Marco Calì! Ho appena letto il suo nuovo ebook. Data la mia ignoranza in campo economico , volevo soffermarmi su una delle caratteristiche dell'approccio mentale di un trader che non ho ben capito, ovvero quando si parla di inefficienze di mercato! Quali possono essere? E da cosa derivano? Grazie... Marco


 Ecco la mia risposta (coadiuvata con lo Staff).


Buongiorno Marco,

dici bene: le inefficienze di mercato vanno comprese per un corretto approccio mentale al trading.

Ma cosa si intende con inefficienze? Chi come noi è convinto che il mercato sia inefficiente intende in realtà contrapporsi all’ipotesi di “mercato efficiente” che, in particolare a partire dal 1970, prese piede negli ambienti accademici. Ti riporto qui di seguito un estratto della pagina wikipedia che definisce l’argomento, e in particolare un tipo di efficienza chiamato efficienza in forma debole:

Efficienza in forma debole, qualora i prezzi osservati sul mercato riflettono tutta l'informazione contenuta nella serie storica dei prezzi stessi; con una qualche approssimazione, non è possibile formulare una strategia di trading con un rendimento atteso (eventualmente corretto rispetto al rischio) superiore a quello del mercato basandosi solo sull'informazione contenuta nella serie storica dei prezzi;

Ciò in pratica significa che se l’ipotesi di mercati efficienti fosse corretta allora l’unico rendimento che un investitore si potrebbe attendere, per esempio, dal trading su azioni di un titolo quotato in un mercato (come Fiat o Eni ecc.) sarebbe dato dal rendimento di mercato di quel titolo: se compro 1000 azioni Fiat a inizio anno a 3 €, allora il rendimento che mi posso attendere a fine anno è dato dalla rivalutazione del titolo in quell’arco di tempo, e se a fine anno Fiat quota 3.3 € allora il rendimento che mi posso attendere sarà quindi del 10%.

Questa è la teoria su cui si sono formate generazioni di economisti. Ma la realtà è molto diversa: è possibile ottenere più del 10% nell’arco dell’anno. Come? 
Sfruttando le inefficienze di mercato.
Cosa sono le inefficienze dunque? 
Dal punto di vista di un trader sono le opportunità di guadagnare.
E da cosa hanno origine le inefficienze? 
Dal fatto che il mercato è composto di uomini: gli uomini non sono esseri perfettamente razionali e molto spesso agiscono in base alle emozioni, anche quando operano in un mercato: per esempio si fanno prendere dal panico quando il prezzo del titolo che hanno in portafoglio perde rapidamente di valore, oppure dall’euforia quando il prezzo del titolo continua una impetuosa rivalutazione. 

Si tratta di capire questo: un uomo, preso individualmente, agisce in maniera non prevedibile, ma una collettività di uomini agisce invece in maniera prevedibile. Questo succede perché ciascuno di noi è diverso dagli altri e agisce in base alle proprie emozioni in maniera unica. A livello collettivo però queste azioni esprimono una tendenza di fondo del comportamento (emotivo) umano ed è proprio il prevalere collettivo di un comportamento su un altro che permette di “prevedere” come si muoveranno i prezzi di un titolo e quindi di guadagnare da questo movimento.

Per concludere questa introduzione all’argomento, voglio precisare però che “prevedere” il prezzo di un titolo è un’espressione scorretta, anche se, in prima battuta, può aiutare a capire il concetto di inefficienza legato ai mercati. In realtà, il corretto approccio mentale che consente di guadagnare dai mercati è questo: non è necessario prevedere il prezzo di un titolo per guadagnare. Ciò significa che posso guadagnare anche senza sapere dove andrà il prezzo di un titolo: al trader interessa sapere che il mercato in determinate condizioni si comporta in maniera inefficiente e cioè che per esempio 6 volte su dieci in tali circostanze si muoverà in una determinata direzione. Il trader, forte di questo, andrà alla ricerca di tali condizioni di inefficienza e, pazientemente, 6 volte su 10 ne trarrà profitto: 4 volte su dieci potrà perdere denaro ma nelle restanti 6 volte sarà in grado di coprire le perdite e di accumulare guadagni…

Bene, mi fermerei qui con l’introduzione alle inefficienze di mercato. Come avrai potuto notare il trading è anche psicologia applicata, perché il mercato è uno specchio della società e delle sue dinamiche. Vedere il mercato in questo modo consente di fare trading da un punto di vista privilegiato rispetto alla società ed è questa visione dall’alto che rende così affascinante la nostra attività. Ci aiuta a comprenderla.

Marco, spero di avere risposto alla tua domanda e ti auguro una splendida giornata.
U. Marco Calì e lo Staff di Sapienza Finanziaria

P.S. Agli altri la crisi, a noi la sapienza finanziaria (in francese:  d'autres la crise, la sagesse financière pour nous).

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