mercoledì 18 settembre 2013

Hotel e bed and breakfast: chiedi e ti sarà dato.



Poche settimane dovevo andare a Pescara. Ero con mia moglie e i miei figli (di 8 e 5 anni).

Ho prenotato un albergo con booking.com per una sera. La spesa era di euro 100, con colazione.

Sono andato, quindi, a Pescara e quando sono andato a pagare, ho detto al gestore dell'hotel: "Mi vorrei fermare un'altra sera, ma vorrei risparmiare rispetto al prezzo precedente".

Il gestore del'hotel mi ha detto: "Se vi fermate un'altro giorno vi faccio euro 80".

Io gli ho detto: "Mi fermo un altro giorno se mi fa euro 60".

Il gestore dell'hotel mi ha detto: "No, euro 70 non posso".

Io gli ho detto: "No, euro 70, ho detto euro 60".

Il gestore dell'hotel mi ha detto: "No, euro 70 non riesco proprio".

Io gli ho detto: "Non ho detto euro 70, ho detto euro 60".

Il gestore dell'hotel mi ha detto: "Figurati, euro 60 proprio no".

Io gli ho detto: "Va bene, non importa" e ho salutato.

Il gestore dell'hotel, un secondo dopo, mi ha detto: 




"Va bene, facciamo euro 60".

Io gli ho chiesto: "Mi fa euro 60 con la colazione per tutti e quattro?".

Il gestore dell'hotel mi ha detto: "".

E mi sono fermato un altro giorno in quell'hotel.

Durata della trattativa: sessanta secondi circa.



Poi, il giorno dopo sono andato ad Assisi e mi sono fermato in un bed and breakfast. 

Sono sceso dalla macchina e sono andato dal gestore del bed and breakfast e gli ho chiesto: "Quanto vuole, siamo in quattro, due adulti e due bambini, per due notti?"

Il gestore del bed and breakfast mi ha detto: "Per due notti, senza colazione, vi faccio euro 140".

Io gli ho detto: "No, euro 140 sono troppi, vado in cerca di qualcos'altro".

Il gestore del bed and breakfast mi ha detto, un secondo dopo: "Va bene, facciamo euro 100".

Io gli ho detto: "Va bene, euro 100 per due notti".

Durata della trattativa: quaranta secondi circa.



Fra l'offerta iniziale dell'hotel di Pescara e la mia controfferta c'è una differenza di euro 40.

Fra l'offerta iniziale del bed and breakfast di Assisi c'è una differenza di euro 40.


Chiedere, semplicemente chiedere mi ha consentito di risparmiare euro 80.



Riflessione: se hai dei soldi in tasca in più, puoi spenderli per altri acquisti; chi vende altri prodotti guadagna a sua volta e può rispendere quei soldi e così via. Quegli euro 80 che mi sono rimasti li ho spesi in gasolio, per mangiare , per il parcheggio, per altre cose ancora, dai tanto lo sai, gentile lettrice e gentile lettore, che ogni cosa che vuoi comprare ha un costo


Quando mi sono trovato davanti ai gestori mi è venuto in mente il ragazzo che aveva i capelli lunghi, quello che circa duemila anni fa disse: "Chiedi e ti sarà dato".

Io ho applicato questo consiglio: "Ho chiesto e mi è stato dato".


Agli altri la crisi, a noi la sapienza finanziaria.


P.S. Hai mutui, conti correnti, leasing o conosci mica qualcuno che li ha?

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao sono Alessandro, e questa storia l'ho già sentita, non solo dallo scrivente in persona , ma da tante altre che in un momento di difficoltà chiedono e gli viene dato.
Se vai da un affamato con un piatto succulento avrai in cambio molto più del valore che merita quel piatto. Se vai da un disoccupato povero e gli offrì 1 euro ora forse accetterà !!! Ora voglio sapere qual e il limite tra le tua richiesta e lo sfruttamento.
Solo per spiegare il concetto economiico , riprendo il tuo esempio e spiego perche secondo me il modello e' fallimentare : Un esercente oggi che e' in grande difficoltà ha due strade, la prima di chiudere perché il suo modello non è' competitivo e non si riprenderà certo con una camera venduta sottocosto, anzi . La seconda e' di offrire servizi migliori o prezzi più competitivi, pianificato all'interno di un modello di business sostenibile per la sua azienda. Detto questo la trattativa e' parte del negozio, quindi ognuno e' libero di scegliere, non credo comunque che questa tua esperienza sia da divulgare come insegnamento o esperienza di cui farò uso. Ciao Ale

U. Marco Cali ha detto...

Ciao Ale, per rispondere bene al tuo commento farò un altro post, così spiego meglio il concetto.

Nel frattempo la discussione si può animare con altre persone che possono dire la loro al riguardo.

U. Marco Calì

Giulio ha detto...

Per Alessandro e per tutti gli altri che vorranno rispondere, specialmente chi ha un'attività commerciale.

Quando si può parlare di "camera venduta sottocosto"?
Quando l'albergatore inizia a non guadagnarci, in % rispetto al prezzo di listino?

In generale, qual è il ricarico degli esercenti su ogni tipo di beni e servizi venduti?

In generale è sempre altissimo e una trattativa (o, quando è il caso, una "buona negoziazione") apporta vantaggi a tutte le parti.

Io credo che se l'albergatore ha accettato vuol dire che gli è convenuto.
Anche in caso contrario, comunque si è ritrovato dei soldi che altrimenti non avrebbe avuto perché la camera sarebbe rimasta libera.

Quindi vedo benefici per tutti e condivido il discorso di Calì...

C'è da dire anche che lo sfruttamento, spesso, è al contrario.
Ad esempio, poniamo il caso che l'albergatore guadagni 80 € su una camera venduta a 140 € (cifre buttate lí a caso).
In quell'albergo ha il diritto di andare anche il disoccupato per il quale 140 € sono tanti, forse troppi.
Il disoccupato può scegliere di non andare in quell'albergo.
Oppure il disoccupato sceglie di andarci per far contenta la propria famiglia, la propria moglie e i propri figli, regalando loro qualche giorno di vacanza. Per fare questo, però, esce fuori dal proprio budget, con conseguenze negative sulla sua situazione finanziaria.

L'albergatore "sfrutta" il disoccupato facendo forza sulla voglia che ha di far felice la sua famiglia e lo mette ancora di più in cattive acque.

Se riducesse un po' i suoi guadagni oppure se il disoccupato sapesse negoziare, i vantaggi sarebbero per tutti.

Anonimo ha detto...

Ciao Marco e tutti quanti.
Il commento di Ale è particolarmente tecnico-manageriale, con un accento sulla base pianificativa che ogni azienda dovrebbe avere. Molto spesso un b&b esiste xchè una famiglia mette a disposizione la proprietà dove vive, quindi mette a reddito parte della sua proprietà con un investimento e risorse umane contenute. Sicuramente il modello di business, anche se non pianificato, è veramente elementare.
Come elementare è il flusso di cassa, che non è viziato in entrata da pagamenti a lunga scadenza, quindi con un reali "soldi alla mano" da poter gestire (..che non mi sentano le banche..!).
Quindi anche secondo me Marco ha ragione a considerare quest'esperienza positiva.
La negoziazione fa parte della nostra vita. L'obiettivo è che i due negoziatori ne escano soddisfatti.
E in questa soddisfazione nascerà sicuramente un rapporto.
Saluti Amaz

U. Marco Cali ha detto...

Grandi Ragazzi, ottima discussione, è proprio questo quello che intendo. Poi, c'è chi può essere d'accordo, chi non d'accordo, l'importante è il confronto. Rimanendo zitti non si fa nulla...


U. Marco Calì

Anonimo ha detto...

Ciao Giulio, entri nel merito di un business altrui e presupponi dei margini aziendali senza conoscere la fattispecie. Quindi secondo me sbagli. Poi il fatto che il disoccupato ha diritto ad andare in quel albergo e' un'altra corbelleria, alimenti per lo stesso concetto anch'io vorrei una Ferrari Maranello grigio metallizzata.:) quindi sbagli di nuovo, secondo me. Amaz entri anche tu nel merito del modello di business del BeB , ma non credo sia tu l'amministratore e quindi tu possa decidere cosa e' giusto o sbagliato. Quello che non riesco a spiegare , cari ragazzi, e' che se non rispetto il valore che l'altra parte da al suo prodotto, e inizio a negoziare o valorizzare , si creano delle dinamiche disastrose, alla fine ricordate i che non si è' costretti a comprare.
Per definire il concetto in modo più distaccato cercando di capire se ciò che ha fatto Marco e' un modello economico sostenibile :
Estendiamo questa modalità al ciclo economico : i soggetti con più forza di negoziare sono coloro che ha nno più soldi , e quindi .. Tra gli ali..... pensateci bene ...... le banche e tutti gli amici che Vi affannate a criticare. Quindi se volete tutelare il sistema iniziate dal vostro orticello, altrimenti smettete la di criticare i grandi sfruttatori.ora passò e chiudo buona giornata

U. Marco Cali ha detto...

Chiedo all'ultima persona che ha inserito il commento di inserire un nome, un nickname per migliorare il confronto, così si può mantenere un filo logico. Altrimenti cestino il commento. Grazie per la collaborazione.

U. Marco Calì

Anonimo ha detto...

Scusa Marco, sono sempre Alessandro , credevo si capisse. Ps scusate anche gli errori ma sto facendo anche alo. Buona giornata a tutti

Anonimo ha detto...

AAA. Albergatori cercasi :
http://www.beppegrillo.it/2013/09/gli_albergatori_italiani_soffocati_dalla_tares.html
Tanto perché qualcuno ritiene che sguazzino nel benessere e nella marginalità'.
Fra qualche tempo in albergo ci potremo andare gratis .
Agli altri la crisi e anoi la sapienza . Evviva Alessandro

matteo ha detto...

Buongiorno a tutti, dico la mia: il prezzo di qualunque cosa materiale è data dalla domanda \offerta in un periodo storico in cui viene scambiato il bene. 8\10 anni fa quando il lavoro non mancava e giravano più soldi i prezzi non scendevano perchè la domanda era più alta dell'offerta , in questi ultimi anni si è avverato l'opposto ,l'offerta è sempre o quasi la stessa ma la domanda è calata. E' la legge del mercato che si voglia o meno. Quindi la situazione è questa per il momento e non trovo nulla di male nel cercare di tirare l'acqua al proprio mulino.Un domani forse le cose cambieranno e ognuno di noi agirà di conseguenza.

Cordiali saluti