lunedì 9 settembre 2013

Succubi del denaro



Si parla di guerra in Siria. E ovviamente se ne parla quando la frittata è fatta. 

Così come quando l'opinione pubblica ha scoperto che la gente in Libia non era contenta di Gheddafi (che fra l'altro, ricordo, era venuto in Italia e fu accolto come il Messia).

Sempre con il senno di poi.

Così come NESSUNO, RIPETO NESSUNO, RIBADISCO NESSUNO parla


della situazione in Arabia Saudita o Emirati Arabi (non conosco bene la distinzione, per capirci in ogni caso dico "Arabi").

NESSUNO, oggi, parla degli "Arabi". 

"Arabi", la cui popolazione è divisa così: 98% alla fame, 2% ricchi.


La gente "Araba" sarebbe pronta a ribellarsi, ma appena qualcuno tenta la ribellione, ZAC!

Se va bene, la soluzione è come questa della foto......




Il 2% ricco degli "Arabi" ha i soldi, grazie al petrolio. Ma l'"Arabo" ricco non è un imprenditore che ha avuto un'idea e ha fatto i soldi. In genere, l'"Arabo" ricco si è trovato il petrolio sotto i piedi e ha avuto la fortuna di essere capitato lì.

Ma questi "Arabi" ricchi sono osannati quando vanno all'estero: porte spalancate, tutti a pecorina, pur di far affari con loro.

Un giorno, non fra tanto, eh, entreranno in crisi anche gli "Arabi" ricchi perché il petrolio calerà (non il prezzo, quello salirà; calerà il petrolio disponibile) e la gente "Araba" si ribellerà.

A quel punto, I POLITICI, I MEDIA ED IL GREGGE, si accorgeranno che la popolazione "Araba" era sottomessa.


Ma oggi tutti zitti, o per ignoranza o per convenienza.


Chi ha orecchi, intenda!


Agli altri la crisi, a noi la sapienza finanziaria.


P.S. Scaricati l'ebook.


2 commenti:

Ardit Kapexhiu ha detto...

http://www.linkiesta.it/assad-storia#comments
oppure
http://www.formiche.net/
oppure
http://www.ilpost.it/

ci sono questi e tanti altri numerosi siti che ci aiutano a leggere(prima)pensare(poi)capire(infine)temi poco trattati dalle televisioni.
Detto questo,chi lo sa quando si sveglieranno gli italiani?
Ardit Kapexhiu

U. Marco Cali ha detto...

Grande Ardit!

Facciamo noi la nostra parte senza sperare nell'aiuto di nessuno.

U. Marco Calì