domenica 10 agosto 2014

Creare il vostro futuro

<< Quasi tutti i primi passi sono maldestri


Forse non ve ne ricordate, ma i vostri passi sono stati molto maldestri.

Siete caduti un mucchio di volte. Forse avete sbattuto la testa o vi siete sbucciati un ginocchio, ma ogni volta vi siete rimessi in piedi. E così avete imparato a camminare, avete imparato a correre e siete arrivati fin qui.

Bravissimi.

Lo stesso processo dell'imparare a camminare si applica a qualunque apprendimento.

Si fa un tentativo, si traballa, si cade e ci si rialza.

Questo è il segreto: rialzarsi.

Finché vi rialzate e vi rimettete in piedi, va tutto bene.



Non avere niente "di riserva"
Bil Hibbler


Sono sempre stato un imprenditore. Da bambino vendevo abbonamenti ai giornali e spazzolini da denti porta a porta. Poi iniziai a distribuire giornali.

Quando mi interessai al rock and roll, mi gettai nel mercato discografico.

A 15 anni davo in affitto impianti sonori per i concerti e vendevo chitarre elettriche alle band che passavano da Houston. A quel tempo non era il denaro che mi attirava, ma la possibilità di incontare dietro le quinte le mie rock star preferite, dagli Aeroosmith a Cluck Berry, da Muddy Waters agli ZZ Top. Pensate a qualunque gruppo rock, e io gli ho venduto una chitarra o dell'attrezzatura.

Dietro le quinte guardavo montare e smontare tutto l'equipaggiamento per i concerti, e sapevo già cosa volevo fare da grande.

Le rock star erano molto interessanti sulla scena, ma non altrettanto interessanti lontano dal palcoscenico. Mi affascinavano molto di più i road manager che si occupavano della logistica dei concerti e del trasporto delle apparecchiature.

Era il road manager il capo degli spettacoli. Era lui il responsabile che ci fosse tutto quello che doveva esserci. Se si presentava un problema toccava a lui risolverlo e gestiva il tutto con la precisione di un'operazione militare.

Che vita magnifica!

Un road manager poteva portare i capelli lunghi quanto voleva e vestirsi in jeans e maglietta (o giacca di cuoio se preferiva). Aveva più ragazze degli stessi cantanti e, come potete immaginare, la cosa mi attirava molto.

I miei genitori non condividevano il mio entusiasmo: anzi, erano inorriditi. Non credevano che i miei rapporti d'affari con il mondo del rock ancora così giovane rappresentassero una possibilità di successo.

"Devi andare all'università", mi dicevano. Io rispondevo che all'università non insegnavano a diventare un road manager. Ma loro ripetevano: "Prima prendi una laurea e poi, se ti piacerà ancora, occupati di questa faccenda del rock and roll. Così, se fallirai, avrai in mano qualcos'altro".

Ci credereste? Li ascoltai.

Nel 1977 mi iscrissi alla facoltà di economia dell'università di Houston. Sei mesi dopo me ne andai, l'università non faceva per me.

A quei tempi non c'erano libri che insegnassero a diventare road manager e io avevo bisogno di un mentore, ma non sapevo assolutamente dove trovarne uno. Non esistevano ancora i cellulari, le e-mail o le caselle di posta vocali. Incontravo i road manager durante i concerti, ma erano troppo occupati con troppe cose per perdere tempo con me.

Data la loro antipatia per l'industria della musica, non potevo parlarne con i miei genitori. Se avevo dei problemi, per loro era solo un'occasione per scoraggiarmi dal continuare.

Non mi incoraggiavano in nessun modo e il loro ritornello era: "Devi avere qualcosa di riserva". Alla fine li esclusi dalla mia vita e lo fecero la stessa cosa con me (ma dopo un po' di anni facemmo la pace).

Benché non avessi nessun supporto, alla veneranda età di 22 anni divenni il road manager di una banda inglese, gli Humble Pie. Nel giro di pochi anni organizzammo diverse tournée negli Stati Uniti, poi il gruppo si divise e ritornò in Inghilterra.

Da quel momento ho organizzato tournée in tutto il mondo, mi sono occupato di un mucchio di cose e sono diventato il manager di molti cantanti. Nel 1998 abbandonai il mondo della musica e passai alle vendite in internet, attività che mi piace tanto quanto l'industria della musica.

Anche se in campo musicale avevo avuto successo, ero comunque parzialmente paralizzato dalla mancanza di appoggio della mia famiglia. Nella testa continuavo a sentire le parole dei miei genitori: "Devi avere qualcosa di riserva".

Ma ho imparato che avere bisogno di qualcosa di riserva è una fregatura, perché ti garantisce solo una cosa: che fallirai. Invece, per raggiungere un obiettivo bisogna impegnarsi al 100 per cento.

All'inizio del 1500, il condottiero spagnolo Cortez sbarcò sulla costa del Messico. Ordinò ai suoi uomini di prendere dalle navi  le vele, i cannoni e tutti gli oggetti di metallo, e poi diede fuoco alle navi per endere impossibile il ritorno.

Bruciando le navi, Cortez si tuffò totalmente, assieme ai suoi uomini, in un continente sconosciuto sapendo che forse non avrebbero mai più rivisto la Spagna. Non avevano niente di riserva.

Ce la fece? Direi di sì, dato che in Messico parlano spagnolo.

Se volete realizzare i vostri sogni dovete essere pronti a fare tutto ciò che è necessario, anche bruciare le vostre navi.

E non dite mai che avete bisogno di qualcosa di riserva. >>




Tratto dal libro di Joe Vitale,


ISTRUZIONI MANCANTI SULLA VITA, Il manuale che avrebbero dovuto darti quando sei nato




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