venerdì 8 agosto 2014

I ricchi hanno il potere di fare del bene all'umanità

<< Le occasioni che abbiamo nella vita sono poche e limitate, il nostro orizzonte è ristretto, persino la nostra opera migliore è ricca di imperfezioni; ma i ricchi dovrebbero essere grati per un dono inestimabile. Nel corso della loro esistenza hanno l'opportunità di impegnarsi in attività benefiche, dalle quali le masse dei loro simili potranno ottenere vantaggi duraturi, e dare così maggior dignità alla propria vita. La forma di esistenza più alta non può essere raggiunta con un'imitazione della vita di Cristo, come ci suggerisce il conte Tolstoj; piuttosto potrà arrivare da quella vita, sempre animata dallo spirito cristiano, che riconosce che le condizioni attuali sono cambiate, e dunque per esprimere quello spirito adotta modi più adatti alle condizioni in cui viviamo. Opereremo ugualmente per il bene dei nostri simili, perché questa è l'intima essenza della vita e dell'insegnamento di Cristo, ma agendo in maniera diversa.


Gli autentici doveri dell'uomo facoltoso


Dobbiamo dunque ritenere che questo sia il dovere dell'uomo facoltoso: offrire l'esempio di una vita modesta e priva di ostentazione, evitando il lusso e le stravaganze; provvedere con moderazione alle esigenze di coloro che dipendono da lui; e, dopo averlo fatto, considerare tutte le somme in eccesso che entrano nella sua disponibilità come fondi fiduciari, che egli ha il compito di distribuire; e deve farlo in modo da produrre gli effetti più vantaggiosi per l'intera comunità - così l'uomo facoltoso diventa il fiduciario e l'agente dei suoi simili meno fortunati, mettendo al loro servizio la propria superiore saggezza, la propria esperienza, le proprie doti di amministratore, operando nel loro interesse meglio di quanto essi avrebbero voluto o potuto. >>


Tratto dal libro di Andrew Carnegie,

Il Vangelo della ricchezza

Nessun commento: